Scommesse sulla pallanuoto: che cosa accetta davvero un bookmaker
Una quota di 1,90 su una partita di pallanuoto non è una promessa di pagamento: è un prezzo che contiene già il compenso di chi lo scrive. Chi cerca dove giocare la pallanuoto in Italia si trova davanti a due strade, quella del concessionario con un conto di gioco identificato e un palinsesto approvato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, e quella di un sito estero che accetta giocate italiane senza avere titolo per farlo. Le due strade non costano uguale, e non è la quota a dirti quale conviene: le quote sono sorprendentemente simili. È tutto il resto — registro degli autoesclusi, limiti di deposito scelti al momento dell’iscrizione, elenco pubblico delle concessioni, articolo 4 della Legge 401 del 1989 — a fare la differenza quando qualcosa va storto.
Dati aggiornati al Ottobre 31, 2026; le concessioni sono state verificate sull’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» pubblicato da ADM e i riferimenti di legge sul testo in vigore.
Prima di guardare le quote: i limiti che il conto ti chiede di fissare
Chi apre un conto di gioco in Italia incontra un modulo prima ancora di incontrare un mercato. Il primo atto non è scegliere una partita di pallanuoto, è decidere quanto si è disposti a perdere: ADM, nei propri documenti ormai scritta «ADM (ex AAMS)» mentre la voce popolare resta «AAMS», ha il principio della tutela del giocatore scritto nell’articolo 3 del decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, e il comma 1 dell’articolo 15 elenca gli strumenti che ogni concessionario deve mettere a disposizione — autolimiti su tempo, spesa e perdita, limiti sugli importi depositati in un periodo definito secondo l’età e il comportamento del giocatore, messaggi automatici su durata e spesa, mezzi di autoesclusione anche per singola categoria di prodotto, e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno. Sono obblighi di legge, non gentilezze commerciali. Il modo in cui i concessionari li traducono in pratica però cambia, e cambia molto, da un conto all’altro.

La trappola sta nella fretta. Il limite impostato all’iscrizione è quello che vale davvero, perché abbassarlo produce un effetto immediato mentre alzarlo richiede una pausa: le condizioni di AdmiralBet, per esempio, prevedono che un limite ridotto abbia effetto immediato e uno aumentato dopo 7 giorni, e in fase di registrazione il conto chiede di fissare un tetto massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. Chi scrive il numero di fretta perché vuole arrivare a giocare la partita di stasera si trova poi a convivere con quel numero per una settimana intera. Non è una sanzione, è il tempo di riflessione che il sistema impone a chi cambia idea, ed è l’unica parte di questa pagina che vale la pena leggere prima di premere il pulsante di registrazione invece che dopo.
I periodi di sospensione, e il registro che li rende definitivi
C’è una scala di strumenti, dalla pausa breve alla chiusura, e ognuno ha un costo diverso per chi lo attiva. AdmiralBet mette a disposizione l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Il periodo breve serve a chi vuole solo raffreddare la testa dopo una serie storta. Il periodo indeterminato con revoca possibile dopo nove mesi è un’altra cosa, e chi lo sceglie deve sapere che sta firmando un impegno lungo.

Il pezzo che rende seria l’autoesclusione non è l’elenco delle durate, è il Registro Unico degli Autoesclusi. Il RUA, istituito nel 2018, blocca ogni piattaforma online autorizzata in Italia e anche le sale sul territorio. Un giocatore che si esclude da un concessionario non può quindi semplicemente passare al concorrente il giorno dopo: il blocco lo segue. Il punto che va detto chiaro è il rovescio della medaglia, e riguarda proprio chi legge: un sito senza concessione non è collegato al RUA. Chi si autoesclude e poi apre un conto su un marchio estero non ha alcuna protezione, perché quella protezione esiste solo dove esiste la concessione.
Concedersi una pausa, e sapere dove si chiede aiuto
Gli strumenti di controllo non sono tutti uguali. bet365, oltre a periodi di pausa, limiti di versamento e avvisi sull’attività di gioco, indica ai residenti in Italia il Telefono Verde Nazionale per il Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Il numero è gratuito e non passa dal bookmaker: è il canale pubblico, e per chi ha bisogno di parlare con qualcuno fuori dal circuito commerciale è la prima cosa da annotare. Un concessionario che mette quel numero nelle proprie pagine fa una cosa utile; ma resta il fatto che il numero esiste a prescindere dal bookmaker scelto, ed è bene saperlo prima di averne bisogno.
Sul versante dell’identificazione, l’apertura del conto è il passaggio che più spesso sorprende chi arriva dai siti esteri, dove bastano un indirizzo e una carta. Per aprire il conto BetFlag il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Lo stesso vale più o meno ovunque, con qualche variante su chi accetta la carta d’identità elettronica. Chi non ha SPID può registrarsi col modulo e una copia di un documento, ma il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi si bloccano: un dettaglio operativo che nessuno mette in vetrina e che blocca i soldi di chi lo ignora.
Vale anche la pena di ricordare che la tutela non finisce con gli strumenti del singolo operatore. L’articolo 15, comma 2 del decreto impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2 % dei propri ricavi netti, e comunque non più di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. È una cifra che non compare mai nelle promozioni, e che dice da sola quale sia l’ordine delle priorità nella comunicazione del settore.
Calendario, torneo, competizione: che cosa entra nel palinsesto
Prima di confrontare un listino con un altro conviene capire che cosa si sta confrontando. La pallanuoto è uno sport di squadra con sette giocatori in acqua, sei di movimento e un portiere, fino a sei sostituti; la partita si divide in quattro tempi e si gioca di solito in una piscina abbastanza profonda da impedire ai giocatori di toccare il fondo. Il massimo organo di governo è World Aquatics. La pallanuoto maschile è stata tra i primi sport di squadra ai Giochi olimpici del 1900, quella femminile è diventata sport olimpico ai Giochi di Sydney del 2000, e un Campionato del mondo maschile si tiene ogni 2-4 anni dal 1973 nell’ambito dei Campionati mondiali di World Aquatics, con la competizione femminile aggiunta nel 1986. Questi sono i riferimenti che fanno da calendario, e sono anche il motivo per cui la pallanuoto resta un mercato a finestre piuttosto che un flusso continuo: il grosso delle occasioni arriva quando il calendario internazionale si accende.
Il punto che quasi nessuno mette in chiaro è che la disponibilità di un mercato non è una scelta libera del bookmaker. L’articolo 2, lettera s) del decreto legislativo 41/2024 definisce il «palinsesto» come il programma degli eventi e delle tipologie di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM, e una scommessa può essere raccolta solo su eventi che stanno dentro quel palinsesto approvato. ADM aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 come primo partner secondo quanto riporta la stampa specializzata. Che cosa contenga esattamente il palinsesto di un dato operatore, quali sport e quali tipologie di giocata, non è pubblicato in un elenco leggibile dal giocatore. La conseguenza pratica è scomoda ma va detta: nessuno può prometterti la pallanuoto a listino. La trovi dove il concessionario l’ha messa in programma e approvata, e per saperlo l’unico posto affidabile è il suo palinsesto, in quel momento.
La domanda «quale bookmaker ha la pallanuoto» riceve quindi quasi sempre la stessa risposta onesta: guarda il listino. E qui entra in gioco il taglio di questa pagina, che non è la classifica assoluta ma la scelta fra percorsi. Un operatore con un listino enorme è un conto che si adatta a chi cambia sport ogni settimana; un operatore con una struttura più stretta è un conto che si adatta a chi gioca due cose e non vuole pagare in commissioni o in passaggi quello che non usa. Nessuno dei due è migliore in assoluto.
Il programma che il singolo marchio effettivamente mette in vetrina
Sui mercati principali la copertura dei concessionari italiani è più ampia di quanto il senso comune sul «calcio e poco altro» suggerisca, ma la profondità varia. L’app Eurobet Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo come musica, cinema, tv e reality show e a eventi di politica come le elezioni. È il tipo di listino che eccelle nella varietà: se una sera non c’è nulla di interessante nei campionati, qualcosa da giocare si trova comunque, e per certi lettori è esattamente il punto.
L’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. L’app Goldbet permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto. bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. L’app Betsson Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. L’app Planetwin365 copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei (Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga) e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.
Tre di questi cinque listini mettono in chiaro una cosa che vale per tutti: il grosso del volume sta nel calcio, e gli altri sport vivono di rendita. La pallanuoto entra in quella rendita. Chi cerca una singola partita di Serie A1 di pallanuoto in un mercoledì di febbraio può trovarla su un conto e non trovarla su un altro, e non c’è modo di saperlo in anticipo se non aprendo il listino. È il motivo per cui consigliare «il migliore per la pallanuoto» sarebbe una sciocchezza: il migliore per la pallanuoto è il conto che ha l’evento che ti interessa quando lo cerchi.
Dove il calendario diventa un mercato: virtuale, ippica e tornei
Le competizioni internazionali fanno da calamita, ma il mercato non vive solo di quelle. Esistono partite simulate, e per un certo tipo di giocatore sono il pane quotidiano perché non si fermano mai. SNAI propone oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, tra cui calcio virtuale con clip reali (Mitico Football), corse di cavalli e levrieri filmate e automobilismo, oltre a scommesse live e a un’offerta di streaming gratuito. Sisal, dal canto suo, indica nella propria app oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket, e il suo Virtual conta oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte.
La distinzione fra virtuale e reale non è un dettaglio da nerd: sono due prodotti diversi anche dal punto di vista fiscale, perché le scommesse su eventi simulati pagano l’imposta in modo proprio rispetto alle scommesse a quota fissa su eventi reali. Chi si avvicina al virtuale pensando di trovare la stessa struttura di mercato del calcio vero si sbaglia, e chi cerca la pallanuoto in un listino virtuale non la trova: la pallanuoto è uno sport reale, e le sue schedine seguono il ritmo delle partite vere.
Poi c’è l’ippica, che in Italia è una storia a parte. L’articolo 6, comma 1 del decreto legislativo 41/2024 tiene separati due cose che il linguaggio comune confonde: le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, alla lettera a), e i «giochi di ippica nazionale» alla lettera c), con le tipiche giocate da totalizzatore del tipo vincente, accoppiata, tris, quarté e quinté, che richiedono una concessione propria. Se un marchio raccolga online i totalizzatori di ippica nazionale non risulta; è uno di quei punti in cui la risposta onesta è che si controlla il palinsesto, non che si indovina.
Come si sceglie un conto: i criteri e i panorami
Arriviamo al confronto, e qui serve disciplina intellettuale, perché il confronto fra bookmaker è il genere letterario in cui si mente di più. Chi scrive mette in testa i marchi che gli pagano le commissioni; chi legge crede a una graduatoria che non esiste.
Un concessionario ADM non è un timbro di qualità sportiva, è un titolo per operare. La concessione viene assegnata per sito, non per azienda, e questo cambia il modo in cui va letta. Un’azienda può tenerne più d’una: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. Il nome sulla lista di ADM quasi mai coincide con il marchio: il concessionario della concessione 16028 è Betfair Italia S.r.l., quello della 16027 è Azzurri Limited, che sta dietro a Betsson. La società si legge dalla riga di licenza, non dal logo.
Il criterio che vale la pena usare è più semplice di quanto sembri: cerca la concessione dove l’operatore stesso la dichiara. Ogni operatore pubblica numero di concessione e ragione sociale nelle proprie condizioni. È l’unica verifica immediata a disposizione del giocatore, e non richiede di interpretare un elenco.
Il secondo criterio è che la concessione non dice nulla sul prodotto. ADM pubblica l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, con 52 concessioni assegnate — codice da 16000 a 16051 — ciascuna legata a un sito. Quell’elenco non ha una colonna per i giochi: un nome presente può avere diritto a scommesse sportive, poker e giochi di abilità, giochi di tipo casinò, betting exchange e bingo in qualunque combinazione. Stare su quella lista non dimostra da solo che un marchio offra scommesse sportive. Lo dimostra il suo sito, o la sua app. Chi ti dice che «X è sulla lista ADM, quindi è un bookmaker» ti sta dicendo due cose diverse come se fossero una.
Il terzo criterio riguarda il posto in una classifica. Una menzione in una comparativa non è una concessione: sono due cose che non hanno niente a che fare l’una con l’altra. Chi legge una lista come questa deve tenere a mente che l’insieme dei marchi trattati è una selezione, non il mercato: altri concessionari esistono, e un marchio assente da un confronto non è per questo privo di licenza.
| Marchio | Concessione ADM e concessionario | Quanto le condizioni del marchio dicono sul gioco responsabile |
|---|---|---|
| William Hill | n. 16044 — William Hill Malta Plc | Una freebet settimanale da 5 € legata a una multipla da almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0, fino a 100 € |
| Eurobet | n. 16012 — Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | Nessun riferimento agli strumenti di controllo nelle informazioni sul listino |
| AdmiralBet | n. 16048 — Admiral Bet S.r.l. | Autoesclusione da 30, 60 o 90 giorni o a tempo indeterminato; limiti giornalieri, settimanali e mensili su ricarica, spesa e tempo di gioco |
| Betfair | n. 16028 — Betfair Italia S.r.l. | Nessun riferimento agli strumenti di controllo nelle informazioni sui mercati |
| Goldbet | n. 16009 — Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | Registrazione e schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi; identificazione con SPID o CIE prevista dalle procedure di apertura conto |
| bet365 | n. 16030 — Hillside (New Media Malta) Plc | Pause di gioco, limiti di versamento, avvisi sull’attività e autoesclusione; per i residenti in Italia il Telefono Verde 800 55 88 22 |
| Betsson | n. 16027 — Azzurri Limited | Nessun riferimento agli strumenti di controllo nelle informazioni sul listino |
| Planetwin365 | n. 16007 — Pwo S.p.a. | Nessun riferimento agli strumenti di controllo accanto alla copertura di campionati e competizioni |
| BetFlag | n. 16008 — Betflag S.p.a. | Apertura conto con SPID o CIE accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni |
| SNAI | n. 16032 — Snaitech Spa | Schedine singole, multiple e sistemi con Cash Out per chiudere la giocata prima della fine dell’evento |
Tre colonne dicono già parecchio. La prima è un fatto verificabile, la seconda distingue i marchi in due gruppi molto diversi, e la terza è la parte che conta per il lettore. Nove marchi su dieci hanno qualcosa da dire sul prodotto o sulla tutela; quattro non dicono nulla di specifico sugli strumenti di controllo nelle informazioni che pubblicano sul listino, e non è una colpa — è solo il posto dove un lettore troverà meno da leggere e dovrà andare a cercare nelle condizioni generali. Sul piano della trasparenza verso chi gioca, AdmiralBet e bet365 stanno davanti agli altri non perché siano migliori nel calcio, ma perché hanno scritto per esteso che cosa succede quando il conto non va più bene. È il tipo di dettaglio che si apprezza solo quando serve, e che quando serve vale l’intera differenza.
Quanto vale la quota: il margine dentro 1,90 e 1,90
Il meccanismo del margine è la parte di questa materia che il marketing preferisce non spiegare, e va spiegata una volta per tutte perché ritorna in ogni riga che segue. Prendiamo un mercato illustrativo a due esiti, entrambi quotati 1,90. Non è un prezzo di nessun operatore reale: è un esempio per far vedere l’aritmetica, ed è il tipo di quota che il lettore incontra di continuo.
Sui due esiti di un mercato a due vie, la somma delle probabilità implicite è 1 diviso 1,90 più 1 diviso 1,90, cioè circa 1,0526. Il bookmaker si tiene quindi il 5,2 % circa di ogni unità puntata su questo mercato: quella è la sua parte, e la fetta restituita ai giocatori è di poco inferiore al 95 %. Il numero non è fisso, ed è qui che il lettore deve afferrare l’idea: quel 5,2 % è una stima valida per una quota intorno a 1,90 su un mercato a due esiti e per quel solo tipo di mercato. Su un mercato a tre esiti le quote tipiche scendono — un 1X2 con una favorita netta può avere un esito a 1,30, un altro a 4,50 e il pareggio a 3,40 — e il margine cambia con esse. Su una multipla i margini delle singole partite si moltiplicano l’uno con l’altro, e il prelievo complessivo cresce di conseguenza.
Vale la pena mettere il conto accanto a un gesto concreto. Chi gioca abitualmente una singola su una partita di pallanuoto con quota intorno a 1,90 paga, in media e sul lungo periodo, circa cinque centesimi per ogni euro giocato, e questo prima di qualsiasi considerazione su quanto sia giusto il prezzo di quella partita specifica. Chi incastra quattro partite da 1,90 in una multipla non paga cinque centesimi per euro: paga una quota di prelievo più alta, perché ogni passaggio aggiunge il proprio margine. La differenza tra una singola e una multipla costruita a mano è spesso la differenza tra un conto che conserva qualcosa e un conto che non conserva niente, e non c’entra nulla con la bravura nel prevedere.
Il secondo punto è che un margine non si vede a occhio nudo. Due operatori possono mostrare entrambi 1,90 e 1,90 e avere margini diversi su un altro mercato, e possono mostrare 1,85 sullo stesso esito con margini identici. L’unico modo di misurarlo è guardare l’intero mercato e sommare le probabilità implicite di tutti gli esiti. Un’occhiata alle singole quote non basta. Chi confronta due bookmaker guardando solo la quota dell’esito che gli interessa sta confrontando due numeri che non sono la cosa che intende confrontare.
E qui arriviamo alla parte che vale per la pallanuoto più che per il calcio. Su un mercato sottile, con poco volume, il margine tende a essere più largo che su un mercato affollato: un bookmaker che sa di non poter compensare il rischio su un evento seguito da poche migliaia di persone si protegge con quote meno generose. Il rovescio è che su un mercato sottile le differenze tra operatori sono anche più facili da trovare, perché la concorrenza non ha ancora appiattito i prezzi. Chi cerca valore in uno sport minore non cerca la quota più alta: cerca l’operatore che ha deciso di coprire quell’evento e di farlo con un margine ragionevole.
Che cosa dice il margine dell’offerta di benvenuto
Lo stesso ragionamento si applica, con più forza, ai bonus. Un bonus di benvenuto non è un regalo, è un contratto con requisiti: la somma accreditata va giocata un certo numero di volte, spesso a una quota minima, entro una scadenza. Nessuno di questi requisiti è nascosto; quello che manca, quasi sempre, è il collegamento fra il requisito e il margine che si paga giocando. Se il bonus va rigiocato dieci volte e ogni giocata lascia al bookmaker circa il 5 %, il costo medio di far girare quel bonus è la metà della somma stessa: un’offerta da 100 € che richiede un rigioco pari a dieci volte il bonus costa, in media e in termini di margine, circa 50 €. È la ragione per cui il «bonus» più generoso del mercato è raramente il più conveniente, e per cui la domanda giusta non è «quanto dà», ma «quanto costa farlo girare».
Le due offerte della lista illustrano perfettamente la differenza di struttura. Il Welcome Bonus Sport di BetFlag è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €: un tetto alto su una base di deposito, quindi un’offerta che vale molto per chi deposita molto e zero per chi deposita poco. L’Extra Bet Club di William Hill assegna una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0: qui il tetto è basso, ma la quota totale minima di 10.0 richiede una multipla molto aggressiva, e una giocata costruita per soddisfare quel requisito non è la stessa cosa di una giocata costruita per vincere. Il requisito di puntata non è un ostacolo burocratico, è il modo in cui l’offerta si difende.
Sisal presenta la propria offerta in modo più sobrio: per ricevere il bonus di benvenuto bisogna essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica; il bonus accreditato si può spendere su tutti gli eventi in palinsesto. La libertà di spendere il credito su tutto il programma è un vantaggio concreto per chi non ha un singolo sport in testa e vuole decidere dopo, quando vede il listino. Vale la pena ricordare, per chi arriva da altri mercati, che il bonus di benvenuto è un termine degli operatori: non c’è un tetto statale all’importo né al rigioco, quindi quantità e condizioni vengono dalle condizioni di ciascun operatore e vanno lette lì.
La concessione ADM, e la strada che non ce l’ha
Questa è la sezione che decide se il resto della pagina ha senso. In Italia chi offre gioco a giocatori italiani senza concessione commette un illecito. L’articolo 22 del decreto legislativo 41/2024 stabilisce che ADM, insieme alla Guardia di Finanza e a Sogei, tiene l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e quello dei siti con accesso inibito, entrambi pubblici sui siti di ADM e della Guardia di Finanza; i fornitori di servizi internet e i prestatori di pagamento che non rispettano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti a una pagina di avviso. Il blocco agisce a livello DNS e qualche fornitore è più lento di altri: un’ordinanza del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini secondo quanto riporta la stampa specializzata, gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini ciascuno, e i mirror ricompaiono nel giro di ore. La parola giusta per il risultato è «oscurati»: il sito non sparisce, viene nascosto, e chi lo cerca lo ritrova.
Che cosa rischia chi gioca su un sito senza concessione
Qui la legge non è ambigua, e non è il momento di fare dell’ironia. ADM, nel proprio materiale del 28 febbraio 2024, richiama l’articolo 4 della Legge 13 dicembre 1989, n. 401 con queste parole: «la Legge 401 … prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». La regola vale quindi anche per chi gioca, non solo per chi organizza o pubblicizza. L’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di casi concreti contro un giocatore non risultano; quello che risulta è il testo che ADM cita. Per gli operatori, l’articolo 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando l’accettazione avviene all’estero, secondo quanto riporta una fonte di settore.
Il confronto onesto è questo, e va scritto senza addolcirlo. Una concessione ADM porta con sé il RUA, la vigilanza di ADM, gli strumenti di limite obbligatori e un foro legale italiano. Un marchio .com non autorizzato non porta nessuna di queste cose, è esposto al blocco DNS e, come afferma ADM, espone il giocatore a una sanzione di natura penale. I siti offshore che accettano giocatori italiani esistono e compaiono nei risultati di ricerca con licenze estere, che in Italia non hanno alcun valore. Non serve nominarli: serve dire cosa sono, cioè un posto dove chi ha un problema non ha nessuno a cui rivolgersi e dove un conto non si chiude con un modulo ma con una speranza.
Come si verifica una concessione, in tre minuti
La verifica è più rapida di quanto ci si aspetti, e conviene farla prima di depositare. ADM pubblica l’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza», una tabella con 52 righe — codici da 16000 a 16051 — ciascuna legata a un sito .it, con il numero di concessione e il nome della società. L’elenco va letto sapendo due cose: che la concessione è per sito e non per società, quindi una stessa azienda può comparire più volte, e che l’elenco non ha una colonna per i giochi. Un nome presente non dimostra di per sé un’offerta di scommesse sportive: quello lo dimostra il sito o l’app dell’operatore.
Il secondo passaggio è ancora più semplice: le condizioni dell’operatore dichiarano numero di concessione e ragione sociale. È la via diretta, e non richiede di consultare un elenco lungo. Il terzo passaggio, per chi vuole fare il controllo incrociato, è la lista dei siti inibiti: se un dominio compare lì, la questione è chiusa in un senso solo.
Il quadro normativo in cui tutto questo sta è il decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Le concessioni sono «concessioni» assegnate con gara pubblica, non licenze aperte. L’articolo 6, comma 1 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza in regime di concessione: alla lettera a) le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; alla lettera b) i totalizzatori sportivi e ippici; alla lettera c) l’ippica nazionale; alla lettera d) i giochi di abilità, le carte e i giochi di sorte a quota fissa; alla lettera e) le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; alla lettera f) il bingo. In base all’articolo 6, comma 3 i vincitori della gara possono gestire una o più di queste attività per un massimo di nove anni, senza rinnovo, e tra i requisiti figurano una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno ai limiti di deposito che ADM fissa nella gara, come prevede il comma 5; i termini della concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata, come stabiliscono l’articolo 4, comma 3 e l’articolo 5, comma 3.
La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. Un dettaglio che vale più di una riga di cronaca: un marchio importante può non esserci. Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non figurano fra le 52 righe dell’elenco alla data del 25 ottobre 2026. Non è un giudizio su di loro, è un fatto di collocazione sul mercato italiano. Le modifiche successive al decreto del 2024 non risultano.
Il betting exchange, la strada di mezzo
C’è una terza via, e sta proprio nel testo di legge: l’articolo 6, comma 1, lettera e) ammette le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, e l’articolo 2, lettera u) le definisce come il gioco in cui il giocatore può essere puntatore o banco, con il concessionario che si limita a metterli in contatto in forma anonima. In pratica il giocatore può fare la parte del bookmaker, e pagare una commissione invece di un margine. Betfair, con concessione 16028, è descritta come la prima in Italia, e la sua documentazione riporta regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima di 200 centesimi in passi da 50 centesimi; un articolo di stampa del 2024 riferisce che sul vincitore non grava nulla, perché il prelievo ricade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e quali siano le regole di commissione non risulta.
Per un mercato sottile come la pallanuoto l’exchange ha un interesse teorico alto e pratico incerto. Teoricamente elimina il margine del bookmaker e lo sostituisce con una commissione, e su un evento poco seguito potrebbe essere l’unico posto dove trovare un prezzo. In pratica serve qualcuno disposto a fare la controparte, e su una partita di Serie A1 di pallanuoto quel qualcuno può semplicemente non esserci. Chi apre un conto exchange pensando alla pallanuoto deve sapere che sta comprando la possibilità di trovare un prezzo, non il prezzo.
Il quadro fiscale, in breve
Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo ricade sul concessionario: la stampa di settore del 2024 e del 2026 le descrive come «tassate alla fonte», con il giocatore che riceve la somma netta e non dichiara nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell’amministrazione fiscale, quindi per il proprio caso conviene consultare un commercialista. L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa, disciplinata dall’articolo 4 del decreto legislativo 23 dicembre 1998, n. 504, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025 il cui numero non risulta, è del 24,5 % se la raccolta avviene a distanza e del 20,5 % se avviene sulla rete fisica, calcolata sulla differenza fra le puntate e le vincite; le scommesse a quota fissa sull’ippica pagano gli stessi tassi, mentre prima erano al 43 % e al 47 %; le scommesse virtuali pagano il 24,5 % della somma raccolta al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non risulta.
Il rovescio della medaglia riguarda chi gioca fuori. Le vincite ottenute su siti non autorizzati o esteri vengono trattate dall’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, come «redditi diversi» ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lettera d) del TUIR, anche per siti registrati o ospitati all’estero, imponibili ai sensi dell’articolo 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto e senza deduzioni; nella lettura pratica non c’è ritenuta e serve la dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non risulta, e la posizione va espressa come «andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale». È un rovescio che pochi mettono nel conto quando paragonano la quota di un sito estero con quella di un concessionario.
Pubblicità, bonus e la regola che nessuno cita
Il Decreto Dignità, articolo 9 del decreto legge 12 luglio 2018, n. 87, convertito con legge 96/2018, è in vigore. ADM lo richiama così: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». A vigilare è AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Il decreto stesso promuove però la pubblicità del gioco pubblico che serve il gioco sicuro e responsabile, e consente a un concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo. Sul fronte applicativo, la stampa di settore riferisce che AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto nel 2025; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti, il C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e il C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. Una proposta di modifica — un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto alla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni — non è legge, e il divieto resta in vigore alla data di verifica.
Per il lettore la conseguenza è concreta e un po’ beffarda: tutto il materiale promozionale del settore che si vede in giro è, in teoria, fuori regola, e la ragione per cui le promozioni esistono comunque è che il divieto colpisce la pubblicità e non l’esistenza del bonus. Non c’è un tetto statale all’importo del bonus né al rigioco, quindi ogni condizione viene dalle condizioni del singolo operatore. Chi cerca un bonus «garantito dalla legge» sta cercando una cosa che non esiste.
I dieci marchi del confronto
L’ordine che segue è quello dei marchi trattati qui, e ognuno ha una ragione di stare nella lista. La concessione è verificabile riga per riga, il prodotto no: quello lo dichiarano le condizioni e le schede degli operatori. Nessuna delle dieci è una raccomandazione, e l’assenza di un marchio da questa lista non dice nulla sulla sua posizione sul mercato.
William Hill, la freebet legata alla multipla aggressiva
William Hill opera con la concessione ADM n. 16044, intestata a William Hill Malta Plc, sul proprio sito .it. Sul prodotto sportivo il marchio si presenta con l’Extra Bet Club, che assegna una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0.
Vale la pena fermarsi sulla struttura di quell’offerta. Cinque euro non sono una cifra che sposta il bilancio di un conto; il vincolo per ottenerli, invece, è impegnativo, perché una quota totale minima di 10.0 su almeno cinque eventi richiede una multipla costruita per alzare il prezzo, e le multiple costruite per alzare il prezzo sono quelle che perdono più spesso. Il tetto di 100 € dice anche che l’offerta si accumula nel tempo, settimana per settimana, ed è quindi pensata per chi gioca con regolarità una multipla ogni sette giorni, non per chi fa una puntata al mese. Chi ha già quel tipo di abitudine trova l’iniziativa ragionevole; chi non ce l’ha la troverà un invito a giocare più di quanto volesse. La freebet, peraltro, è una freebet: il suo valore non è il valore della vincita che produce, ed è la distinzione che ricorre in ogni offerta di questo tipo.
Eurobet, il listino più largo del gruppo
Eurobet opera con la concessione ADM n. 16012, intestata a Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, sul proprio sito .it. La scheda della sua app descrive un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo come musica, cinema, tv e reality show e a eventi di politica come le elezioni.
Questo è il marchio che risponde alla domanda «e se quello che cerco non c’è nel calcio?» in modo più esaustivo degli altri. La varietà, però, non è la stessa cosa della profondità: un listino che tocca le elezioni non è automaticamente un listino che offre dieci mercati su una partita di pallanuoto, e la pallanuoto, se compare, compare nel gruppo degli sport minori. Il vantaggio pratico di un listino così è di non lasciare il conto inattivo nei giorni morti; il costo è che la presenza di tanti prodotti rende più difficile orientarsi, e che il giocatore che cerca una cosa sola deve attraversare un catalogo pensato per chi ne cerca molte. Chi gioca vari sport nel corso dell’anno ha qui la copertura più larga del gruppo. Chi gioca una sola disciplina non guadagna nulla dalla parte di listino che non userà.
AdmiralBet, il marchio che ha scritto le regole del conto
AdmiralBet opera con la concessione ADM n. 16048, intestata a Admiral Bet S.r.l., sul proprio sito .it. Le sue condizioni prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. In registrazione il conto chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni.
È l’operatore del gruppo con il quadro di tutele più analiticamente descritto, e la differenza non è di facciata. La scala delle durate di autoesclusione — sette giorni da un lato, revoca possibile solo dopo nove mesi dall’altro — è un sistema pensato per distinguere la pausa dalla decisione seria, e il fatto che il passaggio da un livello all’altro sia documentato significa che un giocatore può leggerlo prima e decidere consapevolmente quale dei due sta scegliendo. La regola dei sette giorni per alzare un limite è la stessa cosa dal lato del deposito: mette un attrito dove l’attrito serve. Nessuna di queste regole rende il marchio più divertente, e nessuna è pensata per esserlo.
Betfair, la concessione che apre la porta all’exchange
Betfair opera con la concessione ADM n. 16028, intestata a Betfair Italia S.r.l., sul proprio sito .it. La sua app propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate.
L’interesse di questo marchio in un confronto italiano sta altrove rispetto alla sua scheda commerciale: è descritto come il primo operatore di betting exchange in Italia, cioè il modello in cui il giocatore può fare la parte del banco e il concessionario si limita a mettere in contatto anonimamente chi punta e chi banca. Per chi cerca la pallanuoto, dove il problema non è il margine ma l’esistenza stessa di un prezzo, la struttura dell’exchange è una possibilità teorica interessante e una certezza pratica molto fragile: una commissione bassa su un mercato in cui non c’è controparte non vale nulla. La sua documentazione riporta regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come la puntata minima da 200 centesimi in passi da 50. Chi apre il conto per i mercati combinati trova un prodotto normale; chi lo apre per l’exchange trova un prodotto che richiede pazienza.
Goldbet, l’apertura conto che passa dall’identità digitale
Goldbet opera con la concessione ADM n. 16009, intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), sul proprio sito .it. La sua app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto. Sul versante dell’identificazione, le procedure di apertura conto del gruppo passano anche da SPID e CIE.
Le tipologie di giocata elencate coprono l’intera scala — dalla singola al sistema — e il sistema è la formula che interessa a chi vuole restare esposto a più esiti senza rinunciare alla possibilità di limitare il danno: è la giocata più difficile da spiegare a chi non la conosce e la più utile a chi la conosce. La parte dell’identificazione è meno appariscente e più rilevante di quanto sembri: chi ha già SPID o CIE si trova un’apertura conto rapida, chi non li ha si trova la registrazione classica con la copia di un documento e il vincolo dei 30 giorni per la validazione. Il vantaggio competitivo qui non è nel listino, è nella procedura.
bet365, l’offerta sportiva con il numero verde in evidenza
bet365 opera con la concessione ADM n. 16030, intestata a Hillside (New Media Malta) Plc, sul proprio sito .it. Si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. I suoi strumenti di gioco responsabile comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.
Il marchio ha un posizionamento internazionale costruito sulle competizioni maggiori, e la pallanuoto non è una delle voci che mette in vetrina. Questo va detto, perché il lettore che arriva qui cercando dove giocare la pallanuoto ha diritto di sapere che il marchio più visibile del gruppo non la nomina. Quello che offre, invece, è l’apparato di controllo fra i più espliciti del gruppo, con il numero verde pubblico indicato in chiaro invece che nascosto in fondo a una pagina di condizioni. Sulla carta è il marchio più completo del gruppo sul piano delle competizioni principali, e il meno documentato sul nostro sport.
Betsson, il listino largo senza una parola in più
Betsson opera con la concessione ADM n. 16027, intestata a Azzurri Limited, sul proprio sito .it. La sua app offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.
La struttura dell’offerta è riconoscibile: un catalogo ampio, le tipologie di mercato più diffuse e la copertura live. È il profilo di un marchio che punta sulla quantità di occasioni disponibili, ed è una strategia che funziona per chi apre il conto e vuole trovare qualcosa da giocare senza sapere in anticipo cosa. Per il lettore interessato alla pallanuoto il discorso è lo stesso di ogni altro marchio di questo tipo: il numero di eventi live è un dato di scala, non una promessa su quali eventi siano tra quei numeri. Curiosamente, è anche uno dei marchi «casinò-first» con un bookmaker accanto, e la sua scheda sportiva non si dilunga sulle tutele del conto. Non è un difetto, ma chi cerca un conto dove le regole del gioco sono scritte per esteso guarderà altrove.
Planetwin365, la copertura dei campionati e il live
Planetwin365 opera con la concessione ADM n. 16007, intestata a Pwo S.p.a., sul proprio sito .it. La sua app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei (Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga) e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.
È una copertura costruita sulla profondità nel calcio, con l’etichetta dei campionati fatta nome per nome, e i risultati in diretta sono il complemento che serve a chi gioca live senza guardare una diretta video. Le più di 20 tipologie di sport sono il numero che dice se una disciplina è dentro o fuori, e per una disciplina di nicchia come la pallanuoto la domanda non è se esista la categoria, ma se in quella categoria ci sia la partita che interessa. Il marchio lavora bene per chi segue i campionati elencati, e per gli altri è un conto come tanti, senza un elemento che lo distingua.
BetFlag, il bonus sul deposito e la strada SPID
BetFlag opera con la concessione ADM n. 16008, intestata a Betflag S.p.a., sul proprio sito .it. Il suo Welcome Bonus Sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. Per aprire il conto il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni.
Il 100 % fino a 5.000 € è, in valore assoluto, il tetto più alto del gruppo trattato qui. Non è però un’offerta per tutti, ed è importante vedere perché: il bonus cresce con il deposito, quindi un giocatore che deposita 50 € prende 50 € e non ha alcun modo di avvicinarsi al tetto, mentre il tetto serve a chi deposita cifre molto più alte. La logica di un’offerta parametrata al primo versamento è di premiare il conto già intenzionato a partire con una cifra consistente; per il giocatore occasionale è un’offerta media travestita da offerta grande. Il marchio compensa con un’apertura conto che mette in prima fila le procedure con SPID e CIE, che sono la via più rapida per arrivare a un conto validato senza il rischio dei 30 giorni.
SNAI, il cash out e la gamma di mercati
SNAI opera con la concessione ADM n. 16032, intestata a Snaitech Spa, sul proprio sito .it. La sua app offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. La funzione My Combo permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su match o sport diversi (calcio, tennis e basket) nello stesso biglietto, con una quota unica.
Il cash out è la funzione che cambia il profilo del conto più di quanto la pubblicità faccia capire: consente di chiudere una giocata prima che l’evento finisca, prendendo una cifra diversa da quella che si sarebbe vinta o persa, e su un mercato sottile come la pallanuoto è spesso l’unico modo di uscire da una posizione senza aspettare il fischio finale. Il prezzo di quel privilegio sta nella cifra che il bookmaker offre, che raramente è quella che il giocatore ha in mente, e conviene guardarla per quello che è invece di trattarla come una via di mezzo sempre disponibile. I mercati sui tiri in porta e sui cartellini, dal canto loro, indicano un listino costruito per chi vuole giocare l’evento e non solo l’esito, che è la caratteristica che distingue un conto da scommesse da un conto che vende un servizio. SNAI propone inoltre oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, tra cui calcio virtuale con clip reali (Mitico Football), corse di cavalli e levrieri filmate e automobilismo, oltre a scommesse live e a un’offerta di streaming gratuito.
Sisal, il credito che si spende dove si vuole
Sisal, presente nel confronto con il proprio conto di gioco sul sito .it, dichiara nella propria app oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Tra le scommesse proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Il Virtual conta oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte, e l’app affianca alle scommesse sportive l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster.
La parte dell’offerta che vale la pena leggere è la condizione del bonus di benvenuto: per riceverlo bisogna essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica, e il bonus accreditato si può spendere su tutti gli eventi in palinsesto. La libertà di destinazione è più concreta di quanto sembri, perché significa che il credito non è vincolato a un campionato o a un tipo di giocata, e chi vuole usarlo su una partita di pallanuoto può farlo senza dover prima esaurire un catalogo imposto. Un listino con oltre 1.000 eventi al giorno, per contro, è anche un listino in cui il singolo evento pesa poco, e la copertura deep su una disciplina specifica resta una cosa che si verifica sul momento.
Domande frequenti
Su quali eventi si può scommettere presso un bookmaker con concessione ADM?
Solo su eventi compresi nel palinsesto che il concessionario predispone e ADM approva, come stabilisce l’articolo 2, lettera s) del decreto legislativo 41/2024. ADM aggiunge gli eventi uno per uno. Che cosa contenga il programma di un singolo operatore non è pubblicato in un elenco: si verifica nel suo listino, in quel momento.
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Dall’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» di ADM, che riporta per ogni riga il codice di concessione e il sito .it. In alternativa, più rapidamente, dalle condizioni dell’operatore stesso, che dichiarano numero di concessione e ragione sociale. L’elenco non ha una colonna per i giochi offerti.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
La vincita si ottiene moltiplicando la puntata per la quota: 10 € a quota 1,90 restituiscono 19 €, dei quali 9 € sono profitto netto. Sulle multiple le quote dei singoli eventi si moltiplicano in un unico prezzo, quindi il rendimento cresce in modo composto e il rischio cresce con esso.
Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?
Sommando le probabilità implicite di tutti gli esiti di uno stesso mercato, cioè 1 diviso ciascuna quota. Su un mercato illustrativo a due esiti quotati 1,90 e 1,90 la somma è circa 1,0526, quindi il bookmaker trattiene all’incirca il 5,2 % di ogni unità puntata e la fetta restituita ai giocatori resta di poco sotto il 95 %.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite corrisposte da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo ricade sul concessionario. Le vincite da siti non autorizzati o esteri vanno invece trattate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Al momento dell’iscrizione il conto chiede di scegliere un limite su base giornaliera, settimanale o mensile, e il comma 1 dell’articolo 15 del decreto impone al concessionario di offrire autolimiti su tempo, spesa e perdita. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni.
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