DNB scommesse 2026, guida al rimborso in caso di pareggio

Updated Ottobre 2026
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Una schedina con diverse selezioni segnate a penna su un bancone di legno

Verificato il Ottobre 31, 2026 sulle concessioni pubblicate da ADM (ex AAMS) nell’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza.

Nel Draw No Bet di William Hill si pronostica la vittoria della squadra di casa (segno 1) o della squadra in trasferta (segno 2).

Chi cerca «dnb scommesse» cerca quasi sempre una cosa sola: il modo di giocare una partita senza perdere la puntata se finisce in parità. La risposta esiste, è scritta nei regolamenti, e ha un prezzo. Il Draw No Bet è un mercato a due esiti in cui il pareggio non è contemplato: se il segno giocato vince, si incassa; se perde, si perde; se la partita finisce pari, la puntata torna indietro. La stessa protezione si può ottenere in un altro modo, con un handicap asiatico a handicap 0, dove la vittoria della squadra scelta vince la scommessa, la sconfitta la perde e il pareggio comporta il rimborso della posta, perché senza vincitore tutti ricevono indietro la puntata originale. Due porte, lo stesso corridoio. E qui comincia la parte che nessuna pubblicità racconta: la protezione la paghi nella quota, e la paghi prima ancora di sapere se ti serve.

La scelta, quindi, non è tra il DNB e un’alternativa miracolosa. È tra il DNB e il segno 1X2 puro, oppure tra il DNB e l’handicap 0, oppure tra due bookmaker che lo stesso mercato lo prezzano in modo diverso. In Italia la questione si allarga a un terzo livello, perché il bookmaker che ti accetta la giocata deve avere una concessione ADM: una concessione per sito, non per azienda, e un nome sull’elenco non dice nulla, da solo, sulla presenza di un’offerta di scommesse sportive. Chi punta sul calcio ha tre scelte da fare in sequenza, e questo pezzo le prende una per una.

Protezione prima di tutto: limiti, autoesclusione e RUA

Comincio da qui non perché sia il capitolo più divertente, ma perché è l’unico che decide se il conto che apri puoi anche chiuderlo in fretta quando ti accorgi che non fa per te. Un mercato che ti restituisce la puntata in caso di pari è, di suo, una piccola rete di sicurezza sul singolo evento. Non è una rete di sicurezza su di te. Quella la mette il concessionario, per obbligo di legge, e la metti tu nel momento in cui scegli quanto sei disposto a far girare in un mese.

Cosa ti chiedono di impostare quando apri il conto

La concessione non è una licenza qualsiasi: le condizioni che la accompagnano includono strumenti di autolimitazione, e all’atto della registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. Non è un suggerimento. Su AdmiralBet la registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, e le pagine operative mostrano il meccanismo asimmetrico che vale la pena memorizzare: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Il ritardo sull’aumento è la parte intelligente della faccenda. Nessuno alza il tetto di spesa nell’esatto minuto in cui ha appena perso una multipla a una selezione dal traguardo; sette giorni sono un tempo sufficiente perché quella decisione venga presa, se ancora ha senso, da una persona calma. Se invece ti serve abbassare il limite, il sistema non ti fa aspettare: è l’unica asimmetria del settore che lavora a favore di chi gioca.

Con l’app bet365 gli strumenti di gioco responsabile comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Anche questo è un dettaglio che vale la pena leggere due volte, perché i «periodi di pausa» e l’autoesclusione sono due cose diverse e fanno due cose diverse. La pausa è un ponte, l’autoesclusione è un muro.

Autoesclusione: il muro che vale su tutta la piazza

Le condizioni di AdmiralBet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Il punto che conta non è il menu delle durate, è quel «tutte le piattaforme». L’autoesclusione passa dal RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi, e chi ci finisce non riesce più ad aprire un conto di gioco su nessun sito con concessione ADM, né online né nei punti fisici. Chiudi la porta e la chiudi su tutta la piazza, non solo sul bookmaker con cui hai litigato.

Questo è esattamente il tipo di strumento che rivela, per contrasto, cosa manca dall’altra parte della scelta. Un sito senza concessione non è collegato al RUA. Se ti autoescludi da un operatore autorizzato e poi apri un conto su un .com che accetta giocatori italiani, il muro non c’è: hai scavalcato la protezione da solo, e insieme alla protezione hai perso anche il resto. Vale la pena dirlo con precisione, perché è la cosa che un giocatore che sta cercando il DNB al prezzo migliore tende a sottovalutare: il vantaggio di un sito non autorizzato è che nessuno lo controlla, e lo svantaggio è esattamente lo stesso.

La parte noiosa che nessuno legge

L’art. 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024 mette insieme le tutele: autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. C’è poi un obbligo di informazione che quasi nessuno nota: ogni concessionario spende lo 0,2 % del proprio ricavo netto, per un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. La cifra è modesta in proporzione al giro d’affari, e questo è un fatto, non un giudizio. Ma dice una cosa sul quadro: la responsabilità di decidere quanto giochi resta, in ultima istanza, nelle mani di chi preme il tasto.

Sul fronte dell’identificazione, il conto di gioco richiede l’identificazione piena. Per aprire il conto BetFlag il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica, e il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Senza SPID l’account va comunque validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi si bloccano: un dettaglio che sembra burocratico fino al giorno in cui provi a incassare. Il limite di deposito che ADM fissa nella gara di concessione non è pubblico; i tetti che vedi — quello settimanale che scegli in registrazione, quello che abbassi con effetto immediato, quello che rialzi dopo una settimana — sono quelli che scegli tu e che il concessionario ti mostra. Un tetto statale in euro sulle puntate sportive non c’è; gli strumenti che stringono sono i tuoi autolimiti e il limite di deposito che decidi in apertura.

DNB significato: come si costruisce, come si liquida, quanto costa

Il vocabolario prima del meccanismo, perché metà delle ricerche su questa chiave sono domande di traduzione. DNB sta per draw no bet, e in italiano il concessionario lo scrive «rimborso in caso di pareggio». Nella schedina lo trovi come «DNB» accanto al nome della squadra: il segno 1 è la vittoria della squadra di casa, il segno 2 quella della squadra in trasferta, e manca, per costruzione, un terzo esito su cui puntare. Il «2 DNB» che qualcuno cerca è semplicemente il DNB sulla squadra ospite. Non è un mercato esotico, è un mercato a due esiti.

Cosa succede quando la partita finisce in parità

Nel Draw No Bet di William Hill si pronostica la vittoria della squadra di casa (segno 1) o della squadra in trasferta (segno 2); in caso di pareggio la scommessa va a rimborso. Rimborso vuol dire che la puntata torna intera, non moltiplicata: non incassi, non perdi, il conto resta quello di prima. Chi ha giocato cinque euro su una partita finita 1-1 ritrova cinque euro, non dieci e non zero.

La stessa logica regge nell’handicap asiatico con handicap 0, dove la vittoria della squadra scelta vince la scommessa, la sconfitta la perde e il pareggio comporta il rimborso della posta, perché senza vincitore tutti ricevono indietro la puntata originale. Le due formule si assomigliano al punto da sembrare la stessa cosa scritta in due lingue diverse, e in effetti lo sono quasi sempre. La differenza pratica la fa il bookmaker: quale delle due mette in palinsesto, a quale quota, e con quale regolamento di riferimento.

Quale punteggio conta per il rimborso

Qui la maggior parte dei fraintendimenti si chiarisce in una riga. Se non diversamente specificato, le scommesse sul calcio di William Hill, compreso il Draw No Bet, si basano sul punteggio al termine dei tempi regolamentari, cioè 90 minuti più l’eventuale recupero. Un 1-1 dopo i novanta minuti è un rimborso anche se poi la squadra di casa segna al 120′. Un 2-1 ai supplementari non esiste, ai fini del mercato: al 90′ era 1-1, e la puntata torna indietro.

Il DNB di William Hill esiste anche su singole parti della partita — per tempo, per tempi supplementari, per quarto nel basket e per periodo — con rimborso in caso di parità al termine della frazione indicata. Attenzione a cosa significa: nel DNB «primo tempo», il pari che ti restituisce la posta è lo 0-0 all’intervallo, non l’1-1 finale. Nel basket il Draw No Bet di William Hill si decide sulla partita al termine dei tempi regolamentari e, in caso di parità, la scommessa viene rimborsata — e siccome il pareggio nei tempi regolamentari di una partita di basket non è un evento raro, il mercato si comporta qui in modo molto diverso da come si comporta sul calcio.

Il caso in cui il rimborso arriva comunque

C’è una regola generale che vale in tutti gli sport e che spesso sfugge. Il regolamento delle scommesse a quota fissa prevede che, se il risultato verificatosi non è tra gli esiti contemplati da una tipologia di scommessa, il partecipante abbia diritto alla restituzione in vincita dell’importo giocato; nelle multiple la maggiorazione va ricalcolata escludendo quella selezione. Tradotto: quando l’esito reale esce dal perimetro del mercato, il bookmaker restituisce e ricalcola. Nel DNB il pareggio è l’esito che l’operatore ha già deciso di trattare così per contratto; questa regola è la rete che copre i casi che nessuno ha previsto.

Nella multipla il meccanismo ha un effetto a catena che vale la pena aver chiaro prima di compilare. Se il DNB di una delle selezioni va a rimborso, la quota complessiva va ricalcolata escludendo quella selezione: le altre continuano a correre. Ragion per cui il DNB nelle multiple non «ammazza» la giocata come farebbe una selezione persa. Per molti giocatori è esattamente il motivo per cui lo scelgono, e per il bookmaker è esattamente il motivo per cui lo prezza più basso del segno pieno.

Il margine: perché la protezione si paga sulla quota

Il prezzo del DNB non è un valore morale. È un numero, e si può guardare. Il margine del bookmaker è la quota parte di tutte le puntate che un mercato non restituisce: la quota di payout di un mercato è 1 diviso la somma dei reciproci di tutte le quote, e il margine è 100 % meno quella quota. Prendiamo un mercato illustrativo a due esiti, 1,90 e 1,90 — un esempio numerico, non una quota quotata da nessuno. La somma dei reciproci è 1/1,90 + 1/1,90, cioè 0,526 + 0,526, uguale a 1,053. Il payout share è 1/1,053, circa il 95 %. Il margine è il restante, circa il 5 %.

Questo è un ordine di grandezza, non una cifra esatta, e la banda si sposta con il mercato e con il bookmaker. Il conto serve a farti vedere la struttura: su un mercato a due esiti il margine è tarato su tutti gli esiti possibili, e nel DNB gli esiti possibili sono due, perché il terzo è stato tolto dal tavolo. Da qui la conseguenza che conta per la scelta: se la protezione sul pari costasse zero, la quota del DNB sarebbe il segno pieno meno il margine. Costa di più, ed è per questo che la trovi sensibilmente sotto il segno 1 o 2 dello stesso evento.

Rimborso o quota bassa: quale strada conviene

La scelta si riduce a una domanda sola: quante volte, su questo evento, il pareggio è un esito che consideri concreto? Se pensi che la partita finirà pari e vuoi comunque giocare un segno, il DNB è la versione gentile della stessa idea. Se il pareggio ti sembra improbabile, stai comprando un’assicurazione su un rischio che valuti basso, e la stai pagando con quota certa. La matematica non premia nessuna delle due posizioni in astratto: dipende dal prezzo dello scudo, cioè da quanta quota perdi passando dal segno pieno al DNB.

E qui c’è un terzo percorso, quello che molti non considerano. Sull’handicap 0 ottieni lo stesso rimborso, e in più il meccanismo si comporta male con i pareggi parziali — ma è anche il mercato dove alcuni bookmaker sono più generosi, perché l’handicap è un prodotto con un pubblico diverso. Vale la pena confrontare le due righe sullo stesso evento nella stessa schedina prima di decidere. Ci vuole un minuto, e l’unico costo è la seccatura di guardare due quote invece di una.

Come si sceglie, in pratica, tra dieci concessionari

Angolo dichiarato: la scelta. Non «il migliore», che non esiste, ma «questo per chi». Metto insieme i dieci operatori con concessione ADM che hanno fatti documentati sull’offerta sportiva, e li guardo da quattro lati: cosa offrono, come si identificano, che strumenti di tutela mettono a disposizione, e cosa dicono i loro stessi regolamenti sul DNB e sui mercati affini.

I criteri, in ordine di importanza

La concessione viene prima di tutto, e non è una formalità. Il numero di concessione ADM e la ragione sociale del concessionario non sono dettagli da appendice: sono il modo in cui verifichi, in trenta secondi, che il sito su cui stai per depositare esista davvero nell’elenco degli autorizzati. E il concessionario raramente porta il nome del marchio: Bwin fa capo a Eurobet Italia, Lottomatica a Goldbet Better Organization Italy, Betsson e StarCasinò ad Azzurri Limited. La società si legge dalla riga della concessione nei termini del sito, non dal logo in homepage.

Il secondo criterio è cosa il regolamento dice sul mercato che ti interessa. Solo due carte di questo gruppo riportano i fatti sul DNB e sui mercati del rimborso: William Hill, che lo disciplina in modo esplicito per calcio, frazioni di partita e basket, e AdmiralBet, le cui condizioni governano autolimiti e autoesclusione. Per tutti gli altri il DNB c’è o non c’è a seconda di quello che il palinsesto approvato da ADM contiene, e il posto non lo garantisce nessuno: va verificato nella schedina.

Il terzo criterio è la profondità del palinsesto, che è la cosa che un concessionario con un’anima da casinò tende a trascurare. Il quarto è la qualità della piattaforma di gioco — funzioni come il cash out, il bet builder, lo streaming — che non serve a niente ai fini del DNB ma dice molto su quanto seriamente l’operatore tratta il prodotto sportivo.

Le basi su cui li confronto

Il confronto si regge su ciò che è documentato, e i buchi restano buchi.

Marchio Concessione ADM e concessionario Cosa dicono i termini dell’operatore sul mercato del rimborso
Eurobet n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale —
bet365 n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc —
William Hill n. 16044, William Hill Malta Plc DNB su segno 1 o segno 2, rimborso in caso di pareggio; base è il punteggio al termine dei tempi regolamentari; disponibile anche per tempo, tempi supplementari, quarto nel basket e periodo
Goldbet n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) —
AdmiralBet n. 16048, Admiral Bet S.r.l. Autoesclusione da 30, 60 o 90 giorni o indeterminata, efficace su tutte le piattaforme autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca dopo 9 mesi
Betfair n. 16028, Betfair Italia S.r.l. —
SNAI n. 16032, Snaitech Spa —
Planetwin365 n. 16007, Pwo S.p.a. —
Sisal n. 16020, Sisal Italia S.p.a. —
Betsson n. 16027, Azzurri Limited —

Dieci righe, venti celle con il segno di assenza. Sembra una tabella povera. È invece la tabella più onesta di questa pagina: dice che il regolamento di riferimento sul rimborso in caso di pareggio è pubblicato, in modo citabile, da un solo operatore di questo gruppo, e che per gli altri il DNB è una voce di palinsesto che si verifica al momento, nella schedina, prima di confermare. Non è un’omissione degli operatori, è la natura della cosa: ogni concessionario scrive il proprio regolamento sportivo, e il livello di dettaglio varia.

Il limite del metro di misura

La lista dei concessionari ADM non è l’intero mercato e non lo è nemmeno questo confronto. Altri concessionari esistono, e un marchio assente da questa tabella non è per questo privo di concessione. La concessione è per sito, non per azienda: una stessa società può gestirne diversi, e la stessa lista non ha una colonna per i giochi, perché un concessionario può detenere in qualsiasi combinazione il diritto su scommesse sportive, poker e skill games, giochi di tipo casinò, exchange betting e bingo. Un nome sull’elenco, da solo, non dimostra un’offerta di scommesse sportive: quella la dimostrano il sito e l’app dell’operatore. E il fatto che questi dieci marchi abbiano una concessione non li rende i dieci migliori per il tuo DNB. Li rende i dieci su cui esistono fatti verificabili in questa sede.

La panoramica: cosa rende il DNB un mercato a parte

Mettiamo il meccanismo in fila, perché finora l’abbiamo guardato a pezzi.

Fondamenti: due esiti invece di tre

Un 1X2 ha tre esiti e tre quote. Il DNB ne ha due, e il terzo — il pareggio — è stato trasformato in una clausola di restituzione. Non è un mercato più generoso: è un mercato più stretto. Il bookmaker toglie dal tavolo l’esito che non vuole prezzare e sposta il suo margine sui due che restano. Chi gioca il DNB non sta comprando una probabilità di vincere più alta; sta comprando un’uscita di sicurezza. Il segno pieno su una squadra sfavorita può pagare 4,50; lo stesso segno in versione DNB pagherà molto meno, e quella differenza è il premio dell’assicurazione.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Se non diversamente specificato, le scommesse sul calcio di William Hill, compreso il Draw No Bet, si basano sul punteggio al termine dei tempi regolamentari, cioè 90 minuti più l'eventuale recupero.

Da qui una conseguenza pratica che vale più di ogni considerazione teorica. Il DNB è uno strumento per chi vuole restare dentro la partita, non per chi vuole moltiplicarla. In una singola ci sta bene; in una multipla è un modo per abbassare la quota totale in cambio di una selezione che non può morire sul pari.

Dove lo trovi e dove no

Nel palinsesto di calcio, il DNB compare soprattutto sugli incontri equilibrati, dove il pareggio è un esito che il bookmaker stima probabile e quindi vuole coprire. Sui match con un favorito netto tende a essere meno visibile, o a pagare una quota che rende la protezione poco attraente. Sui mercati derivati — risultato esatto, marcatori, numero di goal, tiri in porta, cartellini, rigori — il DNB semplicemente non esiste, perché il pari non è un esito di quei mercati. E sui mercati a frazione di partita, quando c’è, ragiona sulla frazione: nel DNB «primo tempo» è lo 0-0 all’intervallo a restituirti la posta, non l’1-1 finale.

Chi dovrebbe usarlo, e chi no

Se giochi una partita dove il pari è un esito che consideri plausibile e vuoi comunque prendere una posizione, il DNB fa il suo lavoro. Se giochi una partita dove il pari ti sembra remoto, stai pagando una polizza su un rischio che hai già deciso di non temere. Se giochi in multipla, il DNB è una delle poche selezioni che non si spegne sul pari. Se giochi a caccia di quota alta, è la strada sbagliata, e nessuna regola del bookmaker lo cambierà.

Cosa non è

Non è un rimborso sulle scommesse perse. Non è una promozione, non è un bonus, non è una tolleranza del bookmaker: è un mercato con un prezzo, e il prezzo lo paghi sempre. Non è nemmeno, automaticamente, la scelta con l’aspettativa migliore. Su questo punto vale la pena essere espliciti, perché è il fraintendimento più costoso: il DNB riduce la varianza, non aumenta il valore atteso. Se ti interessa il valore atteso, il segno pieno e l’handicap 0 sono i confronti da fare, sulla stessa partita, nella stessa schedina.

E non è — va detto anche questo — un modo per eludere il margine. Tutti i ragionamenti di questa pagina sul costo della protezione ruotano intorno a un numero che sta dentro ogni quota. Quando confronti due offerte sullo stesso mercato, quella differenza è il margine che si sposta da una parte all’altra.

Il nome che cambia, la sostanza che resta

Una nota di vocabolario utile. Il DNB è il modo in cui la maggior parte dei bookmaker italiani scrive questo mercato, e «rimborso in caso di pareggio» è la dicitura italiana. Sotto ci sono la stessa cosa: un mercato a due esiti con restituzione sulla parità. Quando un operatore scrive «DNB» e un altro scrive «rimborso in caso di pareggio», non stai guardando due prodotti diversi, stai guardando due traduzioni. Confronta sempre la quota e il regolamento, non il nome.

La normativa: chi può accettare la tua giocata e a quali condizioni

Questa è la sezione che decide se la tua scelta è davvero una scelta o solo un menu. Il mercato italiano delle scommesse non è aperto: è un sistema a concessioni. E le concessioni non si comprano né si rinnovano automaticamente.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Nell'Asian handicap con handicap 0, la vittoria della squadra scelta vince la scommessa, la sconfitta la perde e il pareggio comporta il rimborso della posta.

ADM, il Riordino e le concessioni

Il regolatore è ADM — Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che il mercato continua a chiamare «AAMS» e che nella forma corrente del suo nome convivrebbe scrivere ADM (ex AAMS) — e il quadro è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Le licenze sono «concessioni» assegnate per gara pubblica, non licenze aperte. L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che si possono offrire a distanza con una concessione: a) scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse dei cavalli; b) totalizzatori sportivi e ippici; c) i giochi di ippica nazionale; d) giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; e) scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori (betting exchange); f) bingo.

Sotto l’art. 6, comma 3, i vincitori della gara possono gestirne uno o più per un massimo di nove anni, senza rinnovo. Le condizioni della concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata della concessione (art. 4, comma 3; art. 5, comma 3). La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, letto il 25 ottobre 2026, ha 52 righe, codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it.

La concessione è per sito, e non dice cosa ci puoi giocare

Il punto centrale per chi sceglie è questo. Una società può detenere più concessioni e più siti — Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale — e la concessione è per sito, non per azienda. Ma soprattutto: l’elenco non ha una colonna per i giochi. Un nome sull’elenco non dimostra, da solo, un’offerta di scommesse sportive. Dimostra che quel sito è autorizzato a offrire alcuni dei giochi dell’art. 6, in una combinazione qualsiasi. Che poi quel sito tratti davvero scommesse sportive lo dicono il sito e l’app dell’operatore, non la lista. Un posto in una classifica non è una concessione, e una concessione non è una garanzia di palinsesto.

Il palinsesto approvato

L’art. 2, lett. s) definisce il «palinsesto» come il programma di eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e di tipologie di scommessa predisposto dal concessionario e approvato da ADM. Una scommessa si può accettare solo su eventi che stanno nel palinsesto approvato. ADM aggiunge eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner, come riporta la stampa di settore. Quali sport e quali tipologie contenga il palinsesto non è cosa che si legga in una tabella. Il verificarsi di un esito fuori dagli esiti contemplati dà comunque diritto alla restituzione dell’importo giocato, e nella multipla la maggiorazione si ricalcola escludendo quella selezione.

Ippica, virtuali, exchange: tre porte diverse

La scelta dell’operatore non è solo tra marchi, è anche tra giochi con regimi diversi. L’ippica è due cose separate: le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno nell’art. 6, comma 1, lett. a), mentre i «giochi di ippica nazionale» (art. 6, comma 1, lett. c; art. 2, lett. h: scommesse tipo vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté) richiedono una concessione propria. Le scommesse su eventi simulati sono definite dall’art. 2, lett. v) e sono consentite all’interno di una concessione per scommesse sportive: i siti degli operatori hanno una sezione «Virtuali». Il betting exchange è un gioco separato (art. 6, comma 1, lett. e; art. 2, lett. u): il giocatore può fare il puntatore o il banco e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. La documentazione di Betfair è riportata indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima «back» di 200 centesimi in passi da 50, e un articolo di stampa di settore del 2024 dice che al giocatore non è dovuto nulla sulle vincite, perché il prelievo ricade sul concessionario.

Le tutele: cosa ottieni e cosa no

Il quadro normativo porta con sé un pacchetto. Età minima 18 anni — l’art. 3, comma 1, lett. a) nomina la «tutela dei minori di età» come principio, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco e la legge italiana fissa l’età a 18. Identificazione piena del conto di gioco, con SPID e CIE tra i metodi che alcuni operatori offrono accanto alla registrazione classica. Limiti e autoesclusione ex art. 15, comma 1. RUA che blocca ogni piattaforma online con concessione ADM e le sale fisiche. Un foro italiano per le controversie. E un obbligo informativo: lo 0,2 % del ricavo netto del concessionario, fino a 1.000.000 € l’anno, in campagne di gioco responsabile.

Dall’altra parte della scelta, il quadro è vuoto per costruzione. Un .com senza concessione non è collegato al RUA, non ha gli strumenti di limitazione obbligatoria né la vigilanza di ADM, non ha un foro italiano, ed è soggetto a oscuramento DNS. La legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, come ADM la cita il 28 febbraio 2024, prevede «l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero», e aggiunge che anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. È ADM stessa a dirlo, e vale la pena leggere la frase due volte, perché è la cosa più concreta che si possa dire sulle differenze di percorso: la norma non colpisce solo chi organizza. L’importo dell’ammenda in euro non è noto.

Sul piano del contrasto tecnico, l’art. 22, D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e quello dei siti inibiti, entrambi pubblici; i fornitori di accesso a internet e i prestatori di pagamento che violano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti a una pagina di avviso. Il blocco opera a livello DNS e alcuni provider sono più lenti; un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono decine o centinaia ciascuno, e le copie riappaiono in poche ore. La parola per il risultato è «oscurati».

Pagamenti e ricariche

Sui pagamenti, il quadro è misto e vale la pena conoscerlo. L’art. 13, D.Lgs. 41/2024 disciplina i «punti vendita ricariche»: ADM tiene un registro dei punti di ricarica (tabaccai, ricevitorie) che ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare dopo l’identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario o in contanti fino a 100 € a settimana in totale; non possono pagare vincite né consentire prelievi, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno. Le piattaforme di confronto mostrano tra i canali presenti sui concessionari ADM carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria (SisalPay, Mooney); l’elenco effettivo di ciascun operatore è nei suoi termini. Sul fronte cripto, la posizione presso i concessionari ADM è aperta, e nessuna norma che nomini canali approvati è nota. L’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, concordato con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori privi di concessione; l’entrata in vigore non è confermata.

Pubblicità, bonus e un paradosso

Il Decreto Dignità, art. 9 D.L. 12 luglio 2018, n. 87 (conv. L. 96/2018), è in vigore. ADM lo cita il 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». AGCOM lo fa rispettare, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e di almeno 50.000 € per violazione. Il decreto stesso promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve a un gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente al concessionario messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3). Nella cronaca recente: AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto nel 2025; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale la sanzione minima fissa di 50.000 €; due rinvii alla Corte di giustizia UE sono pendenti (C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto). Un emendamento Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per eliminare il divieto sulla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni, è stato proposto e non è legge.

C’è un paradosso che vale la pena sciogliere, perché genera molta confusione. Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus. Non esiste un tetto statale ai bonus né un tetto ai requisiti di rigioco: importi, rigioco e quote minime vengono dai termini di ciascun operatore. Ecco perché due offerte di benvenuto dello stesso valore nominale possono costare al giocatore cifre molto diverse.

La tassazione, dal lato di chi gioca

Il quadro si chiude con la fiscalità, e qui la distinzione tra i due percorsi è netta. Il concessionario paga l’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa (D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025): 20,5 % se incassata sulla rete fisica e 24,5 % se incassata a distanza, calcolata sulla differenza tra puntate e vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote (prima: 43 % e 47 %); le scommesse virtuali pagano il 24,5 % sull’importo incassato al netto delle vincite restituite. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo ricade sul concessionario: è la formula «tassate alla fonte», riportata dalla stampa di settore nel 2024 e nel 2026, non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi vale la pena consultare un commercialista. Sulle vincite da siti non autorizzati o esteri, la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010 dell’Agenzia delle Entrate le tratta come «redditi diversi» (art. 67, comma 1, lett. d, TUIR), anche per i siti registrati o ospitati all’estero, tassabili ai sensi dell’art. 69 TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni: in pratica, nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota. Il percorso non autorizzato, quindi, non è solo meno protetto: è fiscalmente più complicato, ed è un pezzo di informazione che pesa nella scelta.

I dieci concessionari, uno per uno

Dieci schede, in ordine di elenco. Per ciascuna: cosa la distingue nel confronto, cosa dicono i fatti, e un giudizio. Nessuna scheda è un invito a registrarsi: sono dieci operatori con concessione ADM, e la concessione è la condizione minima per entrare in questo elenco, non un premio.

Eurobet: la schedina che si ritrova da sola

Il numero è 16012, la società Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, il sito è Eurobet. Nell’offerta sportiva, con l’app Eurobet si giocano scommesse singole, multiple e sistemi, e le schedine in corso o concluse sono raccolte nella pagina My Bets. È una funzione poco spettacolare e molto utile: chi compila più giocate a settimana sa che il problema non è piazzarle, è ricordarsi cosa ha piazzato. Avere singole, multiple e sistemi nello stesso posto e uno storico consultabile toglie un’attrito reale.

Sul DNB, la concessione c’è, i termini pubblici di riferimento sul rimborso in caso di pareggio non sono tra i materiali di questo confronto: la verifica va fatta nella schedina, sul regolamento sportivo che l’operatore tiene aggiornato. Il numero di concessione e la società sono il modo più rapido per confermare che il sito su cui stai per depositare è quello giusto, e su Eurobet la coincidenza tra marchio e concessionaria non c’è: la società che detiene la concessione è Eurobet Italia, non «Eurobet» in astratto. Per chi vuole un prodotto completo e ordinato, con il pallino della gestione delle giocate più che della singola quota estrema, questo è un punto di partenza ragionevole.

bet365: profondità di mercato e costruzione della giocata

Il numero è 16030, la società Hillside (New Media Malta) Plc, il sito Bet365. Nell’app, bet365 offre Quote Maggiorate su centinaia di mercati ogni giorno e Bet Builder+, che combina i mercati più popolari di eventi selezionati in un’unica scommessa, pre evento e live. È il tipo di operatore per cui la parola «palinsesto» smette di essere un termine tecnico e diventa una quantità: centinaia di mercati quotati ogni giorno, e uno strumento che costruisce la giocata combinando mercati della stessa partita invece di obbligarti alla multipla di eventi diversi.

Storicamente bet365 è anche l’operatore che in Italia ha fatto da apripista su aggiunte di palinsesto autorizzate una per una da ADM, come la Setka Cup a settembre 2026. Sul fronte del DNB, la concessione è in regola e il mercato sarà nel palinsesto quando ADM lo approva; per il dettaglio del regolamento del rimborso, la schedina e il regolamento sportivo dell’operatore sono il posto dove guardare. Gli strumenti di gioco responsabile — periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, con il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22 per i residenti in Italia — sono parte documentata della piattaforma. Se costruisci giocate complesse e ti serve materia prima, è difficile trovare di meglio; se cerchi la singola secca sul DNB al prezzo più basso, la profondità non ti serve e la paghi comunque.

William Hill: l’unico con il DNB scritto nel regolamento

Il numero è 16044, la società William Hill Malta Plc, il sito William Hill. È l’operatore di questo gruppo che disciplina il mercato in modo esplicito, ed è per questo che la sua scheda è la più lunga. Nel Draw No Bet si pronostica la vittoria della squadra di casa (segno 1) o della squadra in trasferta (segno 2); in caso di pareggio la scommessa va a rimborso. Se non diversamente specificato, le scommesse sul calcio, compreso il Draw No Bet, si basano sul punteggio al termine dei tempi regolamentari, cioè 90 minuti più l’eventuale recupero. Il DNB è offerto anche su singole parti della partita — per tempo, per tempi supplementari, per quarto nel basket e per periodo — con rimborso in caso di parità al termine della frazione indicata. Nel basket si decide sulla partita al termine dei tempi regolamentari e, in caso di parità, la scommessa viene rimborsata.

Accanto al regolamento c’è il Benvenuto Sport: un bonus cash pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, con deposito minimo di 20 € con carta o PayPal entro 7 giorni, erogato in tranche da 10 € su multiple di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00 giocate con denaro reale. Leggiamola con calma, questa riga, perché è il tipo di offerta su cui la parola «bonus» fa molto lavoro e il resto della frase ne fa pochissimo. Il tetto reale dell’operazione è 50 €, il deposito minimo è 20 €, il tempo è una settimana. Ma il bonus non arriva in un colpo: arriva in cinque tranche da 10 €, e ogni tranche si sblocca giocando con denaro reale una multipla di almeno cinque selezioni a quota minima 5.00. Cinque selezioni, ognuna a quota almeno 5.00. Una multipla così ha una quota complessiva enorme e una probabilità di riuscita che chiunque abbia compilato due schedine riconosce a occhio. Non è un caso limite, è la condizione.

Dove questo conta per il tema della pagina: il DNB, per costruzione, abbassa la quota di una selezione sotto il segno pieno. Quindi una selezione in DNB è, a parità di evento, meno adatta a far parte di una multipla che debba superare la soglia di quota 5.00. Chi legge questa pagina perché vuole usare il DNB in modo sistematico deve sapere che il bonus di benvenuto di William Hill e il DNB tirano in direzioni opposte: il primo chiede quote minime alte, il secondo le abbatte. Non è un difetto dell’operatore, è un fatto di aritmetica. Sulla tutela, l’operatore non è tra quelli le cui condizioni su autolimiti e autoesclusione sono documentate in questa sede; il quadro generale è quello del RUA e dell’art. 15, comma 1. Il verdetto è semplice: se il DNB è il tuo mercato abituale, questo è il concessionario con il regolamento più trasparente sul punto, e la combinazione con il bonus va valutata con la calcolatrice in mano, non con l’entusiasmo.

Goldbet: il virtuale come prodotto, non come riempitivo

Il numero è 16009, la società Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), il sito Goldbet. L’app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto. Tra i mercati di calcio indicati ci sono 1X2, marcatori, cartellini, numero di goal, minuto del primo goal e quote speciali come Rete Inviolata, Tempo con più Gol, segna primo goal e segna ultimo goal. La Goldbet League è un campionato di calcio virtuale in animazione 3D con 10 eventi in contemporanea, giocabile in singola, multipla, plurima e sistema; le Goldbet Racing sono corse virtuali di cavalli e cani con partenze ogni 5 minuti.

Quella del virtuale è una scelta editoriale, non un ripiego tecnico. Un palinsesto virtuale con dieci eventi in contemporanea e corse che partono ogni cinque minuti è progettato per chi vuole giocate ravvicinate, e il pubblico del DNB è l’opposto: vuole una partita, un segno e un’uscita di sicurezza. La concessione Goldbet è in regola e i mercati di calcio elencati sono ricchi; il regolamento sul rimborso in caso di pareggio non è tra i documenti consultati per questa pagina. Chi cerca il DNB qui trova il calcio, trecento mercati e un ambiente che spinge verso la frequenza. Chi invece vuole capire come si comporta il DNB sulla singola frazione di partita deve andare a leggere il regolamento sportivo dell’operatore, e questo va fatto prima di giocare, non dopo.

AdmiralBet: le regole di tutela scritte in chiaro

Il numero è 16048, la società Admiral Bet S.r.l., il sito AdmiralBet. È il secondo operatore di questo gruppo con fatti documentati sul tema del rimborso, e li documenta dal lato che il titolo della pagina non lascia indovinare: la protezione. Le condizioni prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. E in registrazione l’operatore chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con la regola asimmetrica già vista: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni.

Il regolamento delle scommesse a quota fissa di AdmiralBet, richiamato dai materiali di questa pagina, contiene anche la regola generale sulla restituzione quando l’esito verificatosi non è tra quelli contemplati dal mercato, con il ricalcolo della maggiorazione nelle multiple. È la stessa clausola che governa, per contratto, il rimborso sul pareggio nel DNB. La combinazione è insolita: un operatore che scrive in chiaro sia come ti protegge dai tuoi eccessi sia cosa succede quando l’esito esce dal perimetro. Chi apre un conto pensando di doverlo magari chiudere trova qui le regole del caso già pubblicate, senza doverle cercare. Sul piano strettamente sportivo, il DNB entra o non entra nel palinsesto come per gli altri: la verifica è nella schedina.

Betfair: la banca accanto al puntatore

Il numero è 16028, la società Betfair Italia S.r.l., il sito Betfair. L’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. Ma il motivo per cui questo nome occupa una scheda a sé nel confronto non è l’elenco dei mercati: è che Betfair è descritta come il primo operatore ad aver portato in Italia il betting exchange, il gioco separato dell’art. 6, comma 1, lett. e), dove il giocatore può fare il puntatore o il banco. La documentazione dell’operatore è riportata indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima «back» di 200 centesimi in passi da 50.

Il DNB su un exchange è un concetto diverso rispetto al DNB di un bookmaker. Su un bookmaker giochi contro di lui, e lui prezza la protezione nel modo che gli conviene. Su un exchange puoi anche stare dalla parte del banco, e la logica economica cambia — ma le regole di commissione e quali marchi gestiscano oggi un exchange non sono tra le informazioni disponibili in questa sede. Per il rimborso in caso di pareggio, il regolamento specifico non è tra i documenti consultati. Per chi ha una testa da quotista e vuole capire il prezzo dall’altro lato, è il nome più interessante del gruppo; per chi vuole solo una schedina DNB semplice, è una complicazione inutile.

SNAI: il catalogo dei mercati e la costruzione libera

Il numero è 16032, la società Snaitech Spa, il sito Snai. L’app SNAI Sport offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. C’è poi la funzione My Combo, che permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su match o sport diversi (calcio, tennis e basket) nello stesso biglietto, con una quota unica.

Il Cash Out è la funzione che più si avvicina, concettualmente, al DNB: entrambe riguardano il modo in cui esci da una giocata prima che sia finita. Sono cose diverse, e vale la pena non confonderle. Il DNB è una condizione stabilita prima di giocare, sul singolo esito, e vale solo se l’esito è il pareggio. Il Cash Out è una decisione presa durante l’evento e il prezzo lo fa il bookmaker in quel momento, in base a come sta andando la partita. Un lettore che sceglieva il DNB per la sua prevedibilità troverà nel Cash Out qualcosa di più flessibile e molto meno prevedibile. Sul DNB in sé, il regolamento specifico non è tra i materiali consultati per questa pagina.

Planetwin365: lo streaming come argomento

Il numero è 16007, la società Pwo S.p.a., il sito Planetwin365. L’operatore offre eventi sportivi in diretta streaming, con un palinsesto quotidiano che comprende tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo. Lo streaming è una funzione laterale rispetto al DNB, ma dice una cosa sulla strategia: chi investe in dirette di tennis tavolo investe nel volume e nella frequenza, non nella profondità del singolo grande evento.

Per il giocatore di DNB questo conta in modo indiretto. Il DNB vive sugli eventi dove il pareggio è plausibile, che in termini di volume sono le partite di calcio equilibrate, non i tornei minori di tennis tavolo dove il pareggio non esiste come esito. Un palinsesto costruito sullo streaming continuo serve chi guarda molto e gioca spesso. Sul regolamento del DNB e sul rimborso in caso di pareggio, i materiali di questa pagina non portano nulla di specifico: la verifica resta nella schedina e nel regolamento sportivo.

Sisal: la fantasia dei nomi commerciali

Il numero è 16020, la società Sisal Italia S.p.a., il sito Sisal.it. Tra le scommesse proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca.

Sisal è l’esempio più chiaro di una cosa che vale la pena dire una volta: il nome commerciale di un mercato non è il mercato. Scommessa DUO, Supercombo e Supercoppia sono formule con un regolamento proprio, e il fatto che il DNB non compaia con quel nome nell’elenco non significa che l’esito non sia trattato — significa che va cercato con i termini che l’operatore usa. Per un giocatore che arriva sul sito cercando «DNB» e non lo trova scritto in menu, la soluzione non è desistere, è aprire il regolamento sportivo e leggere come l’operatore chiama la restituzione sulla parità. Il quadro delle tutele è quello generale; nulla di specifico su autolimiti e autoesclusione è documentato qui in dettaglio.

Betsson: il catalogo largo su due piattaforme

Il numero è 16027, la società Azzurri Limited, il sito Betsson. L’app Betsson Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. La parola «migliaia» è quella su cui vale la pena soffermarsi, perché definisce il tipo di operatore: il catalogo è largo, e largo significa che il DNB sarà presente dove il palinsesto lo consente e assente dove l’esito non esiste.

Il nome della società, Azzurri Limited, è lo stesso che compare nella riga di concessione di Starcasino.it: un promemoria utile del fatto che la concessione è per sito e non per azienda, e che il marchio non dice nulla sulla struttura societaria dietro di esso. Per il giocatore, la conseguenza pratica è che «Betsson» e «StarCasinò» possono essere due siti con lo stesso concessionario e due offerte sportive diverse. Verifica sempre il numero di concessione nel sito su cui stai giocando, non il nome del gruppo. Sul regolamento del rimborso, nulla di specifico è emerso in questa sede.

Quanto vale, in soldi, la protezione che stai comprando

Tiriamo le fila con le due operazioni che rendono concreto tutto quanto sopra.

Partiamo dal prezzo della protezione. Un mercato a due esiti quotato 1,90 e 1,90 — ripeto, un esempio, non una quota di nessuno — ha una somma di reciproci di 1,053 e una quota di payout di circa il 95 %, cioè un margine di circa il 5 %. Questa è la parte del bookmaker, quella che non torna mai indietro. Il DNB, avendo due esiti invece di tre, distribuisce quel margine su due prezzi invece che su tre, ed è per questo che la sua quota sta normalmente sotto il segno pieno corrispondente. Il margine non è un dettaglio tecnico per addetti: è la ragione per cui la tua protezione ha un costo, e il costo si misura in punti di quota, non in euro visibili. Il modo per ridurlo non è cercare l’operatore con il margine minore in assoluto — che cambia da mercato a mercato e da momento a momento — ma confrontare la riga DNB e la riga del segno pieno sullo stesso evento, nello stesso momento, su due o tre bookmaker. La differenza tra due offerte sullo stesso mercato è tutta margine che si sposta, e su dieci giocate quella differenza si vede.

La seconda operazione riguarda il giocatore. Il DNB paga la puntata moltiplicata per la quota fissata quando la scommessa è stata piazzata: su dieci euro a quota 1,80 il ritorno è diciotto euro, con un profitto netto di otto. Se l’esito è il pareggio, il ritorno è dieci euro e il profitto è zero. Non è un pareggio morale, è un pareggio contabile: hai riavuto tutto e non hai guadagnato niente, e nel frattempo il bookmaker ha incassato il suo margine sulle altre giocate. Chi gioca dieci volte dieci euro sul DNB e vede tre pareggi ha speso trenta euro di occasionali «nulla di fatto»; sono il prezzo, non l’errore.

E qui c’è la nota che riguarda il conto vero. Il DNB, come qualsiasi mercato, non è un sistema e non è una strategia: è una singola posizione su un singolo evento, con un prezzo noto e un esito ignoto. Nessuno sa, prima del fischio finale, se finirà in pareggio. Il valore di questa pagina non sta nel prevederlo, sta nel farti vedere quanto costa comprare il diritto di non preoccupartene.

Domande frequenti

Come faccio a sapere se un bookmaker ha davvero la concessione ADM?

Consultando ADM (ex AAMS), l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che pubblica l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza. L’elenco è per sito e non per azienda, e non ha una colonna per i giochi: un nome sull’elenco dimostra che il sito è autorizzato su alcuni giochi dell’art. 6 del D.Lgs. 41/2024, non che offra scommesse sportive. Un posto in una classifica non è una concessione.

Da puntata e quota, come ricavo l’importo che incasso?

Moltiplicando la puntata per la quota fissata quando la scommessa è stata piazzata: dieci euro a quota 1,80 restituiscono diciotto euro, con un profitto netto di otto. La legge lo dice esplicitamente: il premio è la puntata moltiplicata per la quota fissata al momento del piazzamento. Nel DNB resta valido, con l’unica eccezione del pareggio, dove la puntata torna al valore originale.

Guardando due quote, come capisco quanto trattiene il bookmaker?

La quota di payout di un mercato è 1 diviso la somma dei reciproci di tutte le quote, e il margine è il resto al 100 %. Su un mercato a due esiti quotato 1,90 e 1,90, la somma dei reciproci è 1,053, il payout è circa il 95 % e il margine circa il 5 %. È una banda indicativa, non una cifra fissa: cambia con il mercato e con l’operatore.

Che limiti di deposito posso impostare su un operatore con concessione ADM?

Puoi scegliere in registrazione un limite settimanale o mensile, e AdmiralBet chiede anche un tetto su ricarica, spesa e tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. La regola è asimmetrica: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Il tetto statale che ADM fissa nella gara di concessione non è pubblico.

Le vincite sulle scommesse sportive pagano imposte in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano: il prelievo ricade sul concessionario, ed è la formula «tassate alla fonte». Il dato arriva dalla stampa di settore e non da una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi la conferma va chiesta a un commercialista.

Che rischio c’è su un sito di scommesse non autorizzato in Italia?

Nessuna delle tutele del percorso autorizzato, a partire dal RUA: un sito senza concessione non è collegato al registro, quindi l’autoesclusione non vale. Aggiungi l’oscuramento DNS, previsto dall’art. 22, D.Lgs. 41/2024, e il fatto che la legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, come ADM stessa la cita, sanziona con ammenda e arresto fino a tre mesi anche il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari. Sulle vincite, il trattamento come «redditi diversi» complica la dichiarazione.

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