Non AAMS, scommesse in Italia 2026: cosa rischia chi gioca fuori dalla concessione
Un sito estero che accetta scommesse dall’Italia non ha la concessione dello Stato, e il punto non è burocratico. L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM, ex AAMS) ne ha scritto la conseguenza con una frase che vale più di qualunque avvertimento: anche chi partecipa a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con un’ammenda e con l’arresto fino a tre mesi. Nessuno dei dieci marchi trattati in questa pagina rientra in quella categoria. Il mercato legale italiano, sul finire di ottobre 2026, conta cinquantadue posizioni attive nell’elenco dei concessionari del gioco a distanza, e ogni posizione è legata a un solo sito .it.
*Dati aggiornati al Ottobre 31, 2026; verificati sull’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza e sulla pagina dei siti inibiti pubblicati da ADM.*
Prevenzione e tutela: gli strumenti che esistono solo dentro la concessione
Ogni volta che si parla di siti non AAMS si finisce a discutere di quote, di payout e di bonus di benvenuto. È l’ordine sbagliato. La prima cosa che un sito senza autorizzazione non ha è l’infrastruttura che impedisce a una persona di rovinarsi, e quella infrastruttura si vede solo quando serve.
Il RUA e la rete degli autoesclusi
Il Registro Unico degli Autoesclusi esiste dal 2018 e funziona come una lista di divieto volontaria. Chi viene iscritto non può giocare su nessuna piattaforma di gioco online autorizzata in Italia, e la cosa non dipende dal concessionario presso cui l’autoesclusione è stata chiesta: l’effetto attraversa tutti i bookmaker con concessione, uno per uno, compresi quelli dove il conto è già aperto. Il meccanismo si estende anche alle sale e ai punti di raccolta fisici.

Sta scritto in chiaro nelle condizioni di un concessionario, ed è esattamente la parte che i siti dell’area offshore non possono replicare: l’autoesclusione vale su tutte le piattaforme autorizzate in Italia. Un sito privo di concessione non è collegato al registro. Chi si autoesclude e poi apre un conto su un dominio .com oscurato non è protetto da nulla, perché quella piattaforma non è mai stata dentro il sistema.
Nell’autunno 2026 il sistema si è mosso ancora. Nelle condizioni contrattuali di AdmiralBet l’autoesclusione compariva nelle durate di 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato; dal 1° febbraio 2026 la finestra va da 7 a 270 giorni, oppure è indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Due estremi diversi per due lettori diversi: il minimo di una settimana intercetta chi vuole solo spegnere un impulso, i nove mesi di attesa prima della revoca intercettano chi ha già capito che una pausa breve non basta. La differenza con l’offerta senza concessione resta identica in entrambi i casi: là fuori non c’è nessun registro da cui farsi cancellare per non farsi tentare.
Limiti che il giocatore sceglie e limiti che il concessionario impone
All’apertura del conto il giocatore indica un limite di deposito settimanale o mensile. Le pagine dei concessionari mostrano il limite in fase di registrazione, un abbassamento che ha effetto immediato e un’attesa di sette giorni per alzarlo. La frizione è voluta, e funziona: chi vuole alzare il tetto deve aspettare una settimana, cioè il tempo in cui una serata storta diventa una settimana storta.
AdmiralBet chiede al momento della registrazione di fissare un tetto massimo alla ricarica, alla spesa e al tempo di gioco, su base giornaliera, settimanale e mensile. Vale la stessa asimmetria: ridurre un limite è immediato, aumentarlo richiede sette giorni. Da leggere con attenzione, perché sono tre parametri differenti e il tetto sul tempo di gioco non si vede in nessuna schedina.
L’articolo 15, comma 1, del D.Lgs. 41/2024 elenca ciò che un concessionario deve mettere a disposizione: autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento di gioco secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per singola categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno. Quel canale di contatto è la voce che nessuno legge quando scorre una lista di limiti, ed è quella che conta alle due di notte.
Gli strumenti di gioco responsabile di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, con il rimando al Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22 per i residenti in Italia. Una pausa e un’autoesclusione non sono la stessa cosa, e la distinzione conta: la pausa è una vacanza dal conto, l’autoesclusione è un divieto che si porta dietro il registro.
Cosa vuol dire autoescludersi dove non c’è un registro
Il quadro ha una zona d’ombra che va detta in modo esplicito, perché è la parte che i siti senza concessione non mettono in vetrina. Un’autoesclusione chiesta a un concessionario italiano ha effetto su tutte le piattaforme autorizzate: è il sistema che la rende utile. Quella stessa persona, davanti a un dominio estero, è un cliente qualsiasi senza storico e senza vincoli. La vulnerabilità non è un effetto collaterale del sito non AAMS: è la sua struttura.
L’età minima è fissata a 18 anni. L’articolo 3, comma 1, lett. a) del D.Lgs. 41/2024 indica la tutela dei minori di età come principio del riordino, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco e la legge italiana fissa il limite a 18 anni. Un dominio estero può dichiarare la stessa soglia, ma la verifica anagrafica su un .com che non risponde a nessuna autorità italiana è una casella, non un controllo.
La ricaduta sul conto di gioco: identità e soldi
Il conto di gioco italiano richiede identificazione piena. Senza SPID il conto deve essere validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati. Non è una formalità: è il punto in cui il sistema sa chi sta giocando e quanto.
Sui pagamenti, il D.Lgs. 41/2024 prevede i punti vendita ricariche. ADM tiene un registro dei punti di ricarica — tabaccai, ricevitorie — che accreditano sull’account online solo su richiesta del titolare, dopo identificazione, con gli strumenti già comunicati al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana complessivi. Non possono pagare vincite né restituire il saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno. È un canale pensato per chi non vuole legare una carta al conto di gioco, ed è anche un canale che esiste solo perché c’è un concessionario a monte.
L’articolo 22, comma 1, prevede un regolamento, concordato con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori privi di concessione. La data di entrata in vigore non è confermata. Quando arriverà, la separazione tra i due mondi diventerà materiale anche per chi non legge mai una norma.
La tassa che non si applica, e quella che si applica
Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché l’imposta grava sul concessionario. La formulazione che si legge nelle cronache economiche è «tassate alla fonte»: il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa di settore, non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, e per questo conviene chiudere il discorso come si chiude qualunque questione fiscale personale: consultare un commercialista.
Il quadro cambia quando il sito è estero. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come redditi diversi ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili secondo l’articolo 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni. La lettura pratica è che non c’è ritenuta e che serve una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota. La posizione si riassume così: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.
Il giocatore che sceglie un dominio offshore compra, senza saperlo, anche una partita di adempimenti che nessuno gli ha spiegato e un’aliquota che nessuno gli sa indicare.
Fondamenti: come si legge un elenco di concessionari
La domanda da cui parte quasi chi cerca un sito non AAMS è dove trovare qualcosa che non c’è nell’elenco italiano. La risposta più utile è imparare a leggere quell’elenco, perché è lì che si decide tutto.

Cos’è ADM e cosa vuol dire concessione
ADM (ex AAMS) è l’autorità che governa il gioco pubblico in Italia. Il mercato continua a dire «AAMS», e il vecchio acronimo è rimasto nei dizionari dei giocatori più che nei testi normativi. Il riferimento è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, sul riordino del settore dei giochi pubblici a distanza, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024.
Una precisazione che vale più di una definizione: le licenze italiane sono concessioni assegnate con gara pubblica, non licenze aperte. Non si compra un permesso, si vince un bando. L’articolo 6, comma 1 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza in regime di concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; giochi di ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; bingo.
L’articolo 6, comma 3 fissa la durata: i vincitori del bando possono gestire uno o più di questi giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo. Tra i requisiti ci sono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM stabilisce nel bando, come indica l’articolo 6, comma 5. Le condizioni di concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata, come prevedono l’articolo 4, comma 3 e l’articolo 5, comma 3. Nove anni senza rinnovo automatico sono un orizzonte lungo per chi ci investe e un orizzonte corto per chi ci costruisce un’abitudine.
Cinquantaquattro richieste, cinquantadue concessioni, quarantasei società
Il bando di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, per circa 7 milioni di euro ogni nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. I numeri raccontano la selezione: quasi la metà delle domande non è arrivata al traguardo, e sei società hanno preso più di una posizione.
L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, consultato il 25 ottobre 2026, presenta 52 righe con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it. Una società può tenerne più di una: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. La concessione è per sito, non per azienda, ed è la ragione per cui lo stesso gruppo può comparire con più codici.
A ottobre 2026 Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non risultano tra le 52 righe. Nessuno di questi marchi viene recensito in questa pagina, e il motivo è semplice: non c’è una concessione da descrivere.
Il limite dell’elenco: una riga non è un prodotto
Qui c’è la trappola in cui cadono le pagine di comparazione, comprese quelle scritte bene. L’elenco non ha una colonna per i giochi. Un nome sull’elenco non dimostra da solo che quell’operatore offra scommesse sportive: quell’offerta la mostrano il sito e l’app dell’operatore, non il registro.
Il motivo tecnico è che un concessionario può detenere il diritto su scommesse sportive, poker e giochi di abilità, giochi di tipo casinò, scommesse exchange e bingo in qualunque combinazione. Diverse posizioni dell’elenco appartengono a marchi che nascono come casinò e hanno aggiunto il bookmaker in un secondo momento. Chi legge l’elenco per decidere dove scommettere sul calcio sta usando uno strumento che risponde a un’altra domanda.
Da qui una conseguenza pratica per chi confronta: una posizione in classifica non è una concessione. Una tabella che mette un marchio al primo posto non gli dà nessun titolo, e un marchio assente dalla tabella non è per questo privo di licenza.
Il palinsesto, cioè cosa si può davvero giocare
L’articolo 2, lett. s) del D.Lgs. 41/2024 definisce il palinsesto come il programma degli eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e dei tipi di giocata preparato dal concessionario e approvato da ADM. Una scommessa può essere presa solo su eventi inseriti nel palinsesto approvato. ADM aggiunge eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore. Quali sport e quali tipi di giocata contenga il palinsesto non è dato sapere dall’elenco, e cambia da operatore a operatore.
Le scommesse sportive a quota fissa sono il prodotto centrale, e la legge prevede anche il totalizzatore. Se qualche marchio online offra totalizzatori sportivi, non risulta. Gli sport virtuali hanno una definizione propria: l’articolo 2, lett. v) parla di scommesse su eventi simulati, cioè eventi sportivi, ippici e altri simulati al computer e mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato, ammesse dentro una concessione per scommesse sportive. I siti degli operatori hanno una sezione «Virtuali».
L’ippica è due cose distinte nella legge: le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, dentro l’articolo 6, comma 1, lett. a), e i giochi di ippica nazionale dell’articolo 6, comma 1, lett. c), definiti dall’articolo 2, lett. h) come le giocate di tipo vincente, accoppiata, tris, quarté e quinté, che richiedono una concessione propria. Se un marchio prenda online i totalizzatori di ippica nazionale, non risulta.
Le scommesse live sono offerte da ogni grande operatore. Le regole di ADM sui mercati live, sui ritardi e sugli eventi non sono note, e non esiste qui un elenco dei mercati live.
Il betting exchange è ammesso come gioco separato dall’articolo 6, comma 1, lett. e) e definito dall’articolo 2, lett. u): il giocatore può essere puntatore o banco e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. La documentazione di Betfair risulta indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima a favore di 200 centesimi in passi da 50 centesimi, e un articolo di stampa di settore del 2024 riferisce che sul giocatore non grava nulla sulle vincite, perché il prelievo cade sul concessionario. Betfair è descritta come la prima, con concessione 16028. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non risulta.
Un tetto legale in euro sulle puntate nelle scommesse sportive non è noto: gli strumenti che vincolano davvero sono gli autolimiti del giocatore e il limite di deposito che si sceglie in registrazione.
La classifica: dieci concessionari e quello che dicono i fatti
La valutazione qui non nasce da gusti personali. Ogni marchio di questa lista è un concessionario presente nell’elenco di ADM con il proprio sito .it e un codice di concessione, e ogni cosa che segue è ciò che i termini del marchio o la scheda della sua app dichiarano. Non è una graduatoria e non è un consiglio: la concessione è per sito, l’elenco non ha una colonna per i giochi e i parametri dell’offerta sono quelli che ciascun operatore pubblica.
StarCasinò: il casinò che ha imparato a quotare il calcio
Licenza ADM n. 16026, Azzurri Limited, sito proprio StarCasinò. L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.
Il marchio dice da solo come è nato. «Casinò» è nel nome, e la scommessa sportiva è arrivata dopo, come secondo prodotto su una piattaforma costruita per i giochi da tavolo. Chi cerca un bookmaker puro qui trova un catalogo ampio e un’interfaccia che porta al casinò in un clic.
Il lettore che ci guadagna è quello che alterna: una schedina sulla giornata di campionato e una sessione alle slot senza cambiare sito né saldo. Chi vuole solo quote di calcio e un percorso lineare verso la schedina troverà più rumore di quanto ne cerchi.
Sisal: mille eventi al giorno e un Cash Out che chiude prima
Licenza ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a., sito proprio Sisal. L’app indica oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Per accedere al conto gioco l’app consente anche Touch ID e permette di piazzare le scommesse da mobile.
Tra le giocate proposte ci sono la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni. La funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca.
Quindicimila eventi live non sono un dato di qualità, sono un dato di scala: dicono che chi cerca la partita minore la trova, e che il mercato in cui si muove è abbastanza liquido da reggere un Cash Out. La funzione di chiusura anticipata è la più sopravvalutata del listino, e insieme la più utile. Chiudi una multipla ancora aperta su tre partite e stai comprando certezza pagandola con quota: rinunci a una parte del ritorno per togliere di mezzo la variabile. Per chi scommette 2 o 3 € a schedina la cosa conta poco. Per chi ne mette 50 su una combo a tre gambe, è il momento in cui la serata smette di dipendere dall’ultimo minuto di recupero.
Touch ID è il dettaglio che dice a chi è destinata l’app: chi ha già il conto aperto e una schedina da fare in venti secondi.
Betsson: migliaia di eventi e la struttura di mercato completa
Licenza ADM n. 16027, Azzurri Limited, sito proprio Betsson. L’app Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.
La combinazione dei mercati è quella del bookmaker che ha puntato sulla profondità: risultato finale, soglie di gol, rete sì e no, chi segna. Chi usa il NoGoal o il DNB — il rimborso in caso di pareggio — sa che la differenza tra un bookmaker e un altro si vede lì, non sul 1X2, che è lo stesso ovunque.
Lo stesso gruppo societario sta dietro Betsson.it e Starcasino.it, con due concessioni distinte e due codici diversi: 16027 e 16026. È il modo più diretto per capire che in Italia la licenza si riferisce al sito, non alla società. Chi ha un conto su Betsson.it e ne apre uno su Starcasino.it sta creando due rapporti separati, con due limiti di deposito separati e due distinte autoesclusioni da richiedere.
Due conti sullo stesso gruppo sono anche due occasioni di gioco in più. Il limite settimanale che si fissa sul primo non rallenta il secondo.
SNAI: singole, multiple, sistemi e il Cash Out in casa
Licenza ADM n. 16032, Snaitech Spa, sito proprio SNAI. L’app SNAI Sport offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di gol, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento.
Il «sistema» è la voce che distingue questa offerta. Chi gioca sistemi sta pagando più combinazioni dentro una sola giocata, e il costo reale è la moltiplicazione delle puntate: con tre partite puoi giocare tutte le doppie e la tripla, e stai mettendo a rischio tre o quattro volte la puntata base. È una forma di gioco che non molti bookmaker italiani mettono in evidenza, e il fatto che compaia nello stesso elenco di singole e multiple dice molto sulla platea a cui SNAI parla.
Un lettore che ha bisogno di vedere la struttura del sistema prima di confermare dovrebbe controllare il conteggio delle combinazioni sulla schedina: è il punto in cui si scopre che la spesa non è quella che si aveva in testa.
Eurobet: dal calcio alle elezioni
Licenza ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, sito proprio Eurobet.it. L’app Eurobet Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni).
Qui l’ampiezza non è un numero, è una scelta editoriale. Un palinsesto che mette dentro gli scacchi e un talent televisivo è costruito per chi scommette su ciò che guarda, non su ciò che conosce. Chi cerca il risultato esatto della Serie B resta coperto. Chi cerca un mercato di nicchia sugli scacchi difficilmente lo trova altrove, e questo è il suo valore.
Il rovescio è che un palinsesto così non ha una selezione. Chi si lascia attrarre da eventi che non segue sta scommettendo su una variabile che non controlla, ed è il tipo di scommessa in cui l’unica cosa allenata è l’impulso.
bet365: il partner globale che gioca in casa d’altri
Licenza ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc, sito proprio bet365. bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live.
È la sintesi più chiara di come funziona il mercato italiano: una società con sede a Malta, titolare di una concessione italiana grazie a una sede nello Spazio economico europeo, con un .it proprio e un elenco di eventi globali. Chi cerca il «sito estero» e sceglie Bet365.it sta scegliendo un marchio internazionale dentro il sistema italiano. Chi sceglie un sito offshore sta scegliendo un’altra cosa.
La concessione numero 16030 è la risposta all’obiezione più comune di chi evita i domini italiani per avere quote migliori. Sul calcio italiano, dove i mercati sono gli stessi, il confronto tra le due versioni del marchio è meno spettacolare di quanto la promessa suggerisca.
Lo storico su un evento come il Wimbledon è il vero biglietto da visita: chi scommette tennis sa che la profondità dei mercati sui tornei minori è la differenza tra una schedina possibile e una schedina assente.
Goldbet: schedine per tutti i campionati e la licenza di un gruppo casinò
Licenza ADM n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), sito proprio Goldbet. L’app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto.
Il bonus di benvenuto qui è un’offerta che l’operatore stesso descrive nelle proprie condizioni, non un diritto riconosciuto dalla legge. Nessun tetto statutario sui bonus e nessun tetto sul rigioco risulta fissato, e l’importo, i requisiti di puntata e la quota minima arrivano dai termini di ciascun operatore. Il Decreto Dignità è una norma sulla pubblicità, non sull’esistenza del bonus: vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi e scommesse con vincite in denaro, e ADM lo ha richiamato il 28 febbraio 2024.
Chi legge «bonus di benvenuto» e immagina denaro libero dovrebbe fare il conto prima di versare. Requisiti di puntata, quota minima e scadenza stanno nei termini, e sono le tre righe che decidono quanto vale davvero.
L’operatore è lo stesso gruppo dietro Lottomatica, dove la concessione è un’altra: qui il codice è 16009.
Planetwin365: i campionati che contano e i risultati in diretta
Licenza ADM n. 16007, Pwo S.p.a., sito proprio Planetwin365. L’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei (Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga) e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.
La Serie C nell’elenco è l’indizio di una strategia precisa. Un palinsesto che arriva fino ai gironi di terza serie è costruito per chi segue il calcio italiano fino in fondo, non per chi guarda solo la partita della domenica sera. Chi confronta due offerte sullo scacchetto delle partite coperte trova qui il vantaggio più concreto dell’intera lista.
Più di 20 discipline confermano la scelta di campo, e la diretta dei risultati è il completamento: chi segue un evento che nessuna televisione trasmette ha bisogno almeno di sapere come è finito.
Chi cerca invece la profondità dei mercati secondari su una partita di Premier League troverà qui un bookmaker costruito sul mercato interno, con la copertura europea come contorno.
AdmiralBet: i limiti in registrazione come misura del rispetto
Licenza ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l., sito proprio Admiralbet.it.
Il conto si apre con la registrazione classica, caricando fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo (OTP) e importa i dati automaticamente. Le condizioni prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.
In registrazione il marchio chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni.
La lettura più cinica di questo blocco sarebbe che un operatore che ti obbliga a scegliere un tetto prima di giocare sta costruendo un ostacolo. È il contrario, e vale la pena dirlo con precisione: il tetto lo sceglie il giocatore nella prima settimana, quando non ha ancora una perdita da recuperare. Il costo lo paga il comportamento, non il portafoglio. Chi si accorge che il proprio limite è tarato troppo in alto ha sette giorni per pensarci prima di poterlo alzare, e in quei sette giorni la scommessa impulsiva non è finanziabile al livello desiderato.
Tra i dieci, è l’unico per cui i termini contrattuali dicono qualcosa di specifico sui limiti e sull’autoesclusione, con una finestra di revoca di nove mesi che è la più cauta dell’elenco. Chi ha già avuto un problema con il gioco e sta scegliendo dove aprire un conto guarderà questa riga prima delle altre.
BetFlag: SPID e CIE dentro il percorso di apertura
Licenza ADM n. 16008, Betflag S.p.a., sito proprio Betflag.it. Per aprire il conto il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni.
Portare le credenziali digitali dentro l’apertura del conto non è un vezzo tecnologico. Sostituisce un documento fotografato con un’identità già verificata dallo Stato, e cancella il passaggio in cui un conto resta non validato e i prelievi bloccati. È la stessa logica che mi fa preferire il conto validato subito a uno aperto in due minuti con un documento sfocato: il problema che non vedi al momento della registrazione lo trovi al momento del prelievo.
Anche Goldbet consente l’accesso tramite CIE attraverso un fornitore SPID. Chi ha già SPID o CIE e apre un conto nuovo dovrebbe scegliere quel percorso ogni volta che il sito lo offre.
Sul versante dell’offerta sportiva, questa scheda non aggiunge elementi agli altri marchi: la ragione per sceglierla sta nel percorso di apertura e nella verifica, non in un mercato esclusivo.
Il panorama in una tabella
I tre dati che contano davvero quando si confrontano dieci concessionari sono la concessione, il concessionario dietro il marchio e ciò che i termini di quel marchio dichiarano sul punto in questione. La quarta colonna è quella che nessuna lista di comparazione compila, e che qui riporta solo ciò che ciascun operatore scrive di proprio.
| Marchio | Concessione ADM e concessionario | Cosa dichiarano i termini dell’operatore sul punto |
|---|---|---|
| StarCasinò | n. 16026 — Azzurri Limited | L’app copre i principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa, accanto a slot e Live Casinò |
| Sisal | n. 16020 — Sisal Italia S.p.a. | Oltre 1.000 eventi al giorno, più di 15.000 eventi live, streaming gratuito e Cash Out; accesso anche con Touch ID |
| Betsson | n. 16027 — Azzurri Limited | Scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo |
| SNAI | n. 16032 — Snaitech Spa | Singole, multiple e sistemi; risultato esatto, numero di gol, tiri in porta, cartellini, rigori; Cash Out |
| Eurobet | n. 16012 — Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | Palinsesto dal calcio e dal tennis agli scacchi, fino a eventi di spettacolo e di politica |
| bet365 | n. 16030 — Hillside (New Media Malta) Plc | Official Global Betting Partner della UEFA Champions League; ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, live e pre evento |
| Goldbet | n. 16009 — Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | Schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport |
| Planetwin365 | n. 16007 — Pwo S.p.a. | Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga; coppe europee; più di 20 sport con risultati in diretta |
| AdmiralBet | n. 16048 — Admiral Bet S.r.l. | Limite di ricarica, spesa e tempo di gioco impostato in registrazione; autoesclusione da 7 a 270 giorni o indeterminata |
| BetFlag | n. 16008 — Betflag S.p.a. | Apertura conto con SPID e CIE accanto alla registrazione classica; gioco vietato ai minori di 18 anni |
La colonna della concessione è quella che si può verificare in proprio, e la verifica è più semplice di quanto sembri: il numero e la società compaiono nelle condizioni dell’operatore, e l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM li riporta con il sito .it collegato. Chi controlla trova anche la sorpresa: una società sola con più siti, e quindi più concessioni.
Le ultime due righe sono le uniche in cui i termini parlano di limiti e di autoesclusione. Non è una graduatoria morale degli altri otto marchi. Semplicemente, quando si legge il codice di condotta di un operatore, la differenza tra chi lo scrive per esteso e chi lo cita per rinvio esiste, e riguarda il giocatore nel momento in cui ha bisogno di uno strumento, non nel momento in cui apre il conto.
Quanto costa un’offerta, e quanto costa l’alternativa
Nessuna delle dieci schede promette un guadagno, e il conto che segue spiega perché nessuna promessa di questo tipo regge.
Prendiamo un esempio illustrativo: una settimana di gioco con 100 € di puntate complessive, versati una volta sola, e un mercato a due esiti con quote di 1,90 e 1,90. Non è una quota quotata da qualcuno, è il caso di scuola che serve a rendere visibile una meccanica. Il margine del bookmaker si calcola sulla somma degli inversi delle quote di un solo mercato: con due esiti a 1,90 la quota di payout è 1 diviso (1/1,90 più 1/1,90), cioè 0,95, e il margine è del 5 %. Il bookmaker trattiene cinque centesimi per ogni euro puntato.
Se la stessa somma di 100 € viene rigiocata per intero su quel mercato, il costo atteso si aggira intorno ai 5 €. Quella è la cifra che si paga per muovere 100 € attraverso un mercato a quota fissa, in media e non in ogni singola settimana. Chi entra in dieci mercati con la stessa somma per dieci settimane anziché una, moltiplica la cifra per dieci.
Il numero va letto per quello che è. Non dice nulla su quante volte si vince, non dice nulla sul singolo colpo. Dice che a parità di soldi fatti girare, la casa trattiene sempre la sua parte, e che la parte trattenuta cresce con il volume, non con la bravura. Un giocatore che punta 100 € la settimana e uno che ne punta 1.000 pagano la stessa percentuale su basi molto diverse, e il secondo versa cinque volte più del primo in un anno senza aver mai fatto una scelta diversa.
Nelle condizioni di un concessionario italiano questo costo è almeno trasparente: la quota è quella, il margine c’è dentro, i limiti sono quelli che il giocatore ha scelto. Il confronto con l’offerta senza concessione porta a una conclusione meno rassicurante di quella che ci si aspetta. Una quota più alta su un dominio oscurato può anche esistere, ma su un mercato che migliaia di volte al mese produce un ricorso a un’autorità che non risponde, e su un conto che nessuna regola italiana protegge quando qualcosa va storto. Il rendimento marginale di qualche centesimo di quota non compensa la differenza tra un ricorso all’ADM e nessun ricorso.
Il margine del 5 % sull’esempio è un valore illustrativo, non un tasso del mercato italiano. Sui mercati principali del calcio i margini sono più stretti dei mercati minori, e su quelli secondari si allargano. Il numero che conta per il lettore non è quello esatto: è la consapevolezza che ogni puntata porta dentro di sé un costo già pagato nel momento in cui la quota viene formata.
Normativa e vigilanza: cosa prevede la legge italiana
La disciplina italiana sull’offerta di gioco è costruita su due elenchi, e la differenza tra i due è l’intera questione.
L’inibizione dei domini e la sua base giuridica
L’inibizione dei siti di gioco non autorizzati si fonda sull’articolo 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126, e chi fornisce connessioni Internet è tenuto a consultare costantemente l’elenco dei siti inibiti. ADM inibisce i domini Internet che offrono o sponsorizzano gioco illegale, reindirizzandoli verso una pagina con un’apposita avvertenza; la pagina segnala che il sito richiesto è sprovvisto delle autorizzazioni necessarie per raccogliere giochi in Italia.
ADM blocca i siti web privi delle autorizzazioni previste dal 2007 e ricorda che solo i titolari di concessione possono offrire gioco a distanza con vincite in denaro. Il blocco lavora a livello di DNS, e alcuni fornitori restano indietro. Un’ordinanza del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini secondo la stampa di settore, gli aggiornamenti del 2026 aggiungono da decine a centinaia di domini, e le copie speculari ricompaiono nel giro di ore. La parola che descrive il risultato è «oscurati».
Dall’aprile 2026 i siti inibiti sono reindirizzati a sito-inibito-giochi.adm.gov.it al posto dell’indirizzo IP statico 217.175.53.72, ma entrambi i metodi restano attivi per un periodo di transizione; l’ultimo elenco dei siti inibiti è aggiornato al 13 ottobre 2026.
C’è una conseguenza quotidiana che vale più di ogni spiegazione tecnica. Chi ha un segnalibro verso un dominio estero e lo apre il giorno dopo può trovarci un avviso di ADM, o può non trovarlo, a seconda del fornitore. È la stessa incostanza che rende il blocco poco rassicurante: non un muro, un filtro che perde acqua. Il giocatore che si orienta su un dominio oscurato non compra affidabilità, compra un numero di telefono di assistenza che cambia indirizzo insieme al dominio.
Chi paga per l’inibizione
Fornitori di connettività e prestatori di servizi di pagamento che violano l’obbligo di inibizione imposto dall’ADM rischiano una sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata. La norma è l’articolo 22 del D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41, e la forbice è significativa: la sanzione non è un avviso, è una cifra per violazione.
L’articolo 22, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 prevede anche che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e quello dei siti inibiti, entrambi pubblici sui siti di ADM e della Guardia di Finanza. Due elenchi, due usi: il primo serve a sapere chi è autorizzato, il secondo a verificare se il dominio su cui stai per giocare è già stato bloccato.
Il punto che riguarda il lettore è che l’intera struttura sanzionatoria colpisce gli intermediari, non il giocatore. Le connessioni e i pagamenti sono i canali su cui la legge fa pressione, ed è la ragione per cui l’offerta senza concessione resta raggiungibile ma diventa sempre più complicata da alimentare.
L’articolo 4 della legge 401/1989 e la posizione del giocatore
Qui arriva la parte che nessuna pagina promozionale mette in evidenza. La legge 13 dicembre 1989, n. 401 prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi e scommesse accettati all’estero; anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. La lettura è dell’ADM stessa, in un comunicato del 28 febbraio 2024. L’importo dell’ammenda in euro e l’esistenza di casi concreti contro un giocatore non sono noti.
ADM ricorda inoltre che pubblicizzare operatori privi di concessione può comportare per i media, oltre alle conseguenze penali, specifici provvedimenti dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. L’articolo 4, comma 4-bis della stessa legge copre, per gli operatori, la raccolta di scommesse in Italia anche quando sono accettate all’estero.
Il modo in cui questa regola viene liquidata di solito è: tanto, nessuno controlla il singolo giocatore. È vero che l’apparato repressivo si concentra sui domini, sui fornitori di connettività e sui prestatori di pagamento. Ma la descrizione corretta non è «non rischi nulla»: è che il rischio esiste come previsione di legge, che la sua applicazione individuale non è documentata, e che chi scrive «zero rischi» su una pagina di comparazione non ha una fonte per dirlo. Una previsione sanzionatoria dichiarata dall’autorità di vigilanza è un dato di fatto, e chi la legge deve conoscerla prima di scegliere.
Un esempio internazionale: i nomi fuori dall’elenco
Il caso più utile per capire il sistema non è un divieto, è un’assenza. A ottobre 2026 Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non compaiono tra le 52 righe dell’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza. Nessuno di questi marchi viene descritto in questa pagina: non c’è una concessione da illustrare, e un marchio senza concessione non ha termini contrattuali italiani da leggere, né un ricorso all’ADM da esercitare, né un posto nel registro degli autoesclusi.
Le licenze estere — Curaçao, Malta, Anjouan — non hanno alcun valore in Italia. È il punto tecnico che viene frainteso più spesso: una licenza straniera è un titolo valido nel paese che la rilascia, e non produce nessun effetto nel mercato italiano. Chi trova un marchio con licenza di Curaçao e un’interfaccia in italiano ha davanti un’offerta che non è né autorizzata né vietata al giocatore dal suo paese d’origine: è semplicemente fuori dal sistema.
L’elenco non è esaustivo del mercato, e va detto anche il contrario: un marchio assente da questa pagina non è per questo privo di concessione. Altri concessionari esistono, e un’offerta italiana può arrivare da realtà che qui non compaiono.
Il Decreto Dignità e il confine tra divieto e offerta
Il Decreto Dignità, articolo 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla legge 96/2018, è in vigore. ADM lo ha citato il 28 febbraio 2024: è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet. A vigilare è AGCOM, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione.
Il decreto promuove una pubblicità del gioco pubblico che serve a un gioco sicuro e responsabile, all’articolo 3, lett. l), e consente a un concessionario di veicolare messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo, all’articolo 3, lett. m) e all’articolo 15, comma 3.
Sul versante applicativo i dati sono scarni. AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto nel 2025 secondo la stampa di settore; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti, C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. Una proposta, non una norma, è un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta come le sponsorizzazioni: il suo esito non risulta, e il divieto è in vigore alla data di verifica.
Da tutto questo segue una distinzione che i lettori sbagliano quasi sempre. Il Decreto Dignità vieta la pubblicità, non l’esistenza del bonus. Un bonus di benvenuto è un’offerta contrattuale dell’operatore, e la legge italiana non fissa un tetto statutario sui bonus né un tetto sul rigioco. Importi, requisiti di puntata e quota minima vengono dai termini di ogni singolo operatore. La conseguenza è che il bonus di benvenuto è la parte meno regolata dell’intera offerta italiana, e va confrontata leggendo, non guardando la cifra in grande.
L’orizzonte del 2024: concessioni, gare e casi come quello di Eurobet
Il D.Lgs. 41/2024 ha ridisegnato l’intero settore, non solo le scommesse. La gara di settembre 2025 con 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, ha definito la platea fino agli anni Trenta. La concessione è per sito. La concessione non ha rinnovo automatico. Le condizioni restano fisse per la durata.
Per il lettore che sceglie dove aprire un conto, il significato è pratico: il concessionario con cui si apre un conto oggi è un’azienda che ha pagato per un posto che scade, e che non ha la garanzia di riaverlo. Il rapporto contrattuale, in compenso, non è mai abbandonato: finché la concessione è viva, c’è un’autorità sopra l’operatore.
Domande frequenti
Quali rischi corro se gioco su un sito di scommesse senza concessione ADM?
Nessuno strumento italiano protegge quel conto: niente RUA, niente autolimiti imposti, nessun ricorso all’autorità di vigilanza. ADM stessa ricorda che il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con un’ammenda e con l’arresto fino a tre mesi. Le vincite, secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, andrebbero dichiarate come redditi diversi.
Come verifico che un bookmaker abbia davvero la concessione ADM?
Si consulta l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, dove ogni riga riporta un codice di concessione e il sito .it collegato. Il numero compare anche nelle condizioni dell’operatore. Attenzione a un limite dell’elenco: non esiste una colonna per i giochi, quindi una riga non dimostra da sola che l’operatore offra scommesse sportive.
Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?
Il Registro Unico degli Autoesclusi è attivo dal 2018 e iscrive chi chiede di non poter più giocare. L’effetto attraversa tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, indipendentemente dal concessionario presso cui la richiesta è presentata, e si estende anche alle sale fisiche. Un sito privo di concessione non è collegato al registro.
Che cosa vieta il Decreto Dignità sulla pubblicità delle scommesse?
L’articolo 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87 vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi e scommesse con vincite in denaro, su qualunque mezzo, internet compreso. A vigilare è AGCOM, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 €. Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus.
Quali limiti di deposito posso impostare su un concessionario ADM?
In registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. I concessionari mostrano il limite in fase di apertura, un abbassamento che vale subito e un’attesa di sette giorni per alzarlo. L’articolo 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 impone anche autolimiti su tempo, spesa e perdita, messaggi automatici e strumenti di autoesclusione.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché l’imposta grava sul concessionario: la ricostruzione che circola nella stampa di settore è «tassate alla fonte». Il quadro cambia sui siti esteri, dove le vincite andrebbero dichiarate come redditi diversi. Per il proprio caso, consultare un commercialista.
Siti non AAMS ed esteri – ippicascommesseit
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