Scommesse sui marcatori: dal nome del giocatore alla quota che paga
Aggiornato al Ottobre 31, 2026; dati verificati sull’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e sulle condizioni contrattuali dei singoli operatori.
Il marcatore è il mercato che convince più gente a giocare la schedina che non avrebbe mai compilato. Non serve sapere chi vince. Basta un nome, un cognome e la sensazione che quella sera la palla finisca dentro. È un mercato semplice da capire e difficile da pagare bene, perché la quota che vedete sullo schermo non è una previsione: è un prezzo a cui la previsione è già stata tolta. Quello che resta è il margine del concessionario.
Qui sotto la superficie, ogni quota contiene due cose: la probabilità che l’operatore attribuisce a quell’evento e la sua trattenuta. Il marcatore aggiunge una terza variabile, l’allenatore. Un centravanti può segnare tre volte in due partite e partire dalla panchina nella terza, e in quel momento la vostra giocata non è né vinta né persa: è sospesa sul foglio delle formazioni. Chi scommette sui marcatori senza leggere le probabili formazioni non sta facendo analisi, sta comprando un biglietto della lotteria con un nome stampato sopra.
Questa pagina spiega come il mercato è costruito, cosa significano le sigle che trovate nel palinsesto, come si calcola quello che incassate davvero, e chi tra i dieci concessionari esaminati offre il marcatore e a quali condizioni. Nessun pronostico, nessun nome di chi segnerà: nessuno lo sa, e chi ve lo vende sta vendendo qualcos’altro.
Cosa conviene guardare prima di giocare un marcatore
Il consiglio che vale più di tutti gli altri messi insieme è questo: la quota sul marcatore è la più volatile del palinsesto, e si muove per ragioni che non riguardano il giocatore. Si muove quando esce la formazione, quando il titolare si fa male nel riscaldamento, quando l’allenatore decide di schierare una punta sola. Il prezzo che avete visto al mattino è già storia alle 20:45.

La seconda cosa è il denaro. Un marcatore si paga in proporzione a quanto ci mettete, e nessun operatore vi regala nulla: il bonus di benvenuto ha requisiti di puntata che valgono su tutto il saldo, non solo sul mercato che vi interessa. Un requisito di puntata si calcola sull’intero importo del bonus, e la quota minima richiesta esclude spesso proprio il marcatore, che di rado arriva a certi livelli di prezzo sulle giocate piccole. Se il rigioco richiede quota minima 5.00 per singola, il marcatore a 2,40 non conta. È una delle trappole più silenziose del settore.
Poi la concentrazione. Chi punta cinque marcatori diversi nella stessa giornata non sta diversificando: sta scommettendo cinque volte sulla stessa partita e sullo stesso stato di forma. Se la squadra segna poco, perdete tutte e cinque insieme. Il mercato marcatore non è un portafoglio, è una scommessa binaria travestita da lista.
Infine il tetto. Il bonus sportivo utilizzabile su una singola scommessa ha quasi sempre un massimo, e le vincite generate da un bonus hanno spesso un trattamento diverso da quelle generate da denaro reale. William Hill lo scrive in modo esplicito: l’importo massimo di bonus utilizzabile su ogni scommessa sportiva è di 100 €, il bonus vale solo per scommesse a quota fissa ed è valido 7 giorni dal rilascio, e le freebet sono erogate come bonus con vincite ridotte, quindi in caso di vincita si incassa solo la vincita netta. Una «freebet da 5 €» che vi restituisce solo il netto non vale 5 €, vale meno, e nessun banner lo dice.
Quanto vale davvero un marcatore: il conto della quota
Una quota decimale si legge così: la puntata moltiplicata per la quota restituisce il totale che vi torna in tasca se il giocatore segna. Puntate 10 € su un marcatore a 6,00 e incassate 60 €, di cui 50 € sono profitto netto e 10 € è la puntata che riavete indietro. Sembra aritmetica da nulla, e invece è la prima cosa che sfugge: molti giocatori occasionali confondono il totale con il guadagno e si stupiscono di trovare sul conto meno di quanto immaginavano.

Poi c’è la variante che in Italia si chiama marcatore plus, e cambia il conto in modo significativo. Nel marcatore classico il giocatore deve essere in campo e segnare: se entra al 70′ e la palla non entra, la schedina è persa. Nella formula plus il risultato resta valido anche se il giocatore non scende in campo. In pratica, nel primo caso pagate la quota per un rischio che dipende anche dalle scelte dell’allenatore, nel secondo comprate quell’incertezza fuori. La quota del plus è per questo più bassa di quella del classico, ed è giusto che lo sia: state pagando per non dover indovinare la formazione. Se leggete le probabili formazioni con attenzione, il plus vi serve poco. Se compilate la schedina al bar dieci minuti prima, è l’unica versione che ha senso per voi.
Esiste una terza variante che quasi nessuno distingue dalle altre, e che invece è il contrario esatto del plus. Nel marcatore «non gioca» si vince se il giocatore indicato non scende in campo. Non c’entra nulla col gol: scommettete su un infortunio, su una scelta tecnica, su una squalifica non preventivata. È un mercato che paga poche volte e paga bene quando paga, ma non ha alcun rapporto con il calcio giocato. Chi lo confonde con un mercato sul giocatore sta giocando su una panchina, non su un piede.
Marcatore classico, plus, tandem e xxl: cosa cambia nella schedina
Il nome «marcatore» copre in realtà una famiglia di mercati, e la differenza tra i membri cambia sia il modo in cui si vince sia il prezzo che si paga. Il palinsesto dei concessionari italiani li elenca sotto etichette diverse, e la confusione nasce quasi sempre dal fatto che l’etichetta non spiega il regolamento.
Il marcatore classico, o primo marcatore quando la richiesta è sul primo gol della partita, è il mercato base: il giocatore deve segnare, e nell’accezione più comune deve essere in campo nel momento del gol. È il mercato con la quota più alta e il più difficile da centrare, per una ragione che sfugge a chi guarda solo le statistiche: un attaccante che segna ogni due partite non segna in ogni partita, e la distribuzione dei suoi gol è irregolare. La media inganna, la frequenza no.
Il marcatore plus estende la validità anche alla partita in cui il giocatore non entra. Pagate una quota più bassa per un rischio più basso.
Il marcatore tandem lega due nomi: si vince se entrambi i giocatori segnano nella stessa partita. Il prezzo è alto perché la probabilità che due specifici giocatori segnino è il prodotto delle loro probabilità individuali, e il prodotto di due numeri minori di uno è sempre un numero più piccolo di ciascuno dei due fattori. Se ognuno dei due ha il 30 % di probabilità di segnare, entrambi insieme ne hanno circa il 9 %. La quota deve riflettere quel 9 %, non la somma dei due nomi.
Il marcatore xxl, o marcatore multiplo in alcune declinazioni, chiede tre o più nomi nella stessa partita. Qui il prezzo sembra generoso perché la quota è alta, ma la probabilità scende in modo brutale: tre giocatori al 30 % ciascuno danno circa il 2,7 % di probabilità congiunta. Le quote alte del xxl non sono generosità, sono la matematica che si vendica.
C’è poi la questione del rigore e dell’autogol, che nessun regolamento di concessionario risolve uniformemente: in alcuni palinsesti un rigore segnato vale, un autogol no, e il gol assegnato dalla Lega con una decisione successiva può cadere fuori dalla partita. La regola vale solo per il palinsesto di quell’operatore, e va letta lì, perché non esiste una norma comune.
Il margine dentro la quota: due prezzi uguali che non lo sono
Prendiamo un mercato illustrativo a due esiti con quota 1,90 e 1,90. Non è un prezzo quotato da nessun operatore, è un esempio per mostrare come si legge una trattenuta. La quota è un prezzo, e il margine è il compenso che l’operatore si è già preso prima che voi compiliate.
Il calcolo: la somma degli inversi delle quote è 1 diviso 1,90 più 1 diviso 1,90, quindi circa 1,053. Il payout, cioè la quota di tutto il giocato che quel mercato restituisce, è l’inverso di quella somma, poco più del 94,9 %. Il margine del concessionario è il resto, cioè circa il 5,1 %.
Il risultato va letto come una banda, non come un numero secco: su un mercato a due esiti quotato intorno a 1,90 per lato, la trattenuta si colloca tra il 4 % e il 6 %, e dipende dalla competizione, dalla popolarità dell’evento e dal fatto che il prezzo sia stato fissato giorni prima o corretto a pochi minuti dal fischio d’inizio. Su un mercato a più esiti — e il marcatore ne ha decine, uno per nome in distinta — la forchetta si allarga, ed è lì che la trattenuta si fa sentire di più. Un marcatore con venti giocatori quotati non ha una trattenuta del 5 %: ne ha una più alta, perché ogni nome porta con sé un margine proprio e la somma dei margini non si compensa.
Questo è anche il motivo per cui cercare il marcatore «con la quota migliore» su un solo operatore è un esercizio limitato. Sulla stessa partita, due concessionari possono quotare lo stesso giocatore in modo diverso, e la differenza è spesso più grande della differenza di margine medio. Confrontare due prezzi su un mercato piccolo è più redditizio che aprire dieci conti per un bonus.
Se i requisiti di rigioco richiedono una quota minima per selezione, quella soglia — tipicamente 1,50 o 2,00, e in qualche caso 5.00 — è il vero prezzo dell’offerta. Una quota minima alta esclude i mercati a prezzo basso come i marcatori dei difensori, e rende il bonus molto più difficile da sbloccare di quanto sembri.
Su quali sport e competizioni si gioca il marcatore
Il marcatore è un mercato nato sul calcio e rimasto quasi sempre confinato lì. Non per scelta dei concessionari, ma perché è l’unico sport dove il mercato del singolo giocatore ha abbastanza liquidità per essere quotato con un minimo di senso.
Sulla Serie A il palinsesto del marcatore è il più ricco: si trova su tutti i venti club in ogni giornata, con quote che si aggiornano dopo la pubblicazione delle formazioni. Sulle coppe europee la copertura è analoga ma il prezzo si allarga, perché un attaccante italiano che affronta una difesa straniera è una variabile che il quotista conosce meno. Sulle competizioni minori il mercato tende a restringersi ai due o tre nomi più probabili per squadra, e spesso sulle partite di cartello.
In Champions League il marcatore arriva anche sui giocatori di fascia, non solo sui centravanti, e questo è il posto dove il mercato è più competitivo e i prezzi più stretti.
Fuori dal calcio il quadro cambia completamente. Sulla NBA si trova il mercato sui punti del singolo giocatore, che è cugino del marcatore ma non identico: si scommette su una soglia numerica, non sull’evento binario del gol. Sul tennis il mercato per giocatore è sostanzialmente il mercato del vincente, e coincide con l’esito finale. Sulle corse virtuali e sui cavalli il «marcatore» non esiste.
Il palinsesto è la cornice di tutto questo, e vale la pena spiegarlo, perché è la parola che determina cosa potete davvero giocare. Il «palinsesto» è il programma degli eventi e dei tipi di giocata preparato dal concessionario e approvato dall’ADM, e una scommessa può essere presa solo su eventi che stanno dentro quel programma approvato. Non è un elenco pubblico e non è uguale per tutti: l’ADM aggiunge gli eventi uno per uno, e nel settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore. Quali sport e quali tipi di giocata stiano nel palinsesto di ciascun operatore è materia che si legge nel palinsesto stesso, non in una norma.
Un’ultima nota sui virtuali. La norma definisce le «scommesse su eventi simulati» come eventi sportivi, ippici e altri, generati al computer e mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato, e sono ammesse dentro la concessione per le scommesse sportive. I siti degli operatori hanno una sezione «Virtuali». È un mondo separato dal calcio vero: la partita è già scritta, non c’è formazione da indovinare e non c’è nessun giocatore da analizzare. Chi cerca il marcatore per la soddisfazione dell’analisi non lo troverà qui, ma chi cerca la giocata rapida sì.
Mercati collegati che cambiano il prezzo del marcatore
Accanto al marcatore i concessionari italiani quotano una serie di mercati che si muovono insieme a lui, e conoscerli serve a capire se il prezzo che state guardando è coerente con il resto del palinsesto.
Il Goal/No Goal chiede se entrambe le squadre segneranno. Il marcatore di una squadra che non segna rende il GG impossibile, e questa relazione significa che i due mercati non sono indipendenti: se il GG è quotato molto alto, il marcatore di un attaccante di quella squadra dovrebbe riflettere la stessa aspettativa offensiva. Quando i due prezzi raccontano storie diverse, uno dei due è sbagliato.
L’Under/Over sul numero di gol totali fa lo stesso lavoro dall’altro lato. Un Over 3,5 quotato basso racconta una partita aperta, e una partita aperta favorisce i marcatori. Se vedete un marcatore alto e un Over 3,5 alto insieme, il palinsesto vi sta dicendo che quella partita finirà 0-0 secondo l’operatore e che il marcatore è un premio di consolazione per chi non crede ai numeri.
Il Multigol e il numero di goal sono mercati di intervallo: chiedono una fascia, non un valore esatto. Sono i cugini statistici del marcatore e spesso hanno margini più bassi, perché sono più liquidi. Chi vuole davvero giocare l’attesa offensiva di una partita dovrebbe confrontare il prezzo del Multigol con quello del marcatore prima di decidere: spesso il mercato di fascia paga un premio più onesto per la stessa tesi.
Infine i mercati su tiri in porta, rigori ed espulsioni, che alcuni concessionari quotano insieme al marcatore. Sono mercati sul giocatore senza essere mercati sul gol, e hanno il vantaggio di dipendere meno dalla freddezza sotto porta: un tiro in porta è un evento più frequente di un gol, quindi la quota è più bassa e la varianza minore. Per chi ha un budget piccolo, questa è spesso la scelta più sensata, ed è quella che nessun banner vi propone.
Come si gioca un marcatore, passo per passo
Il primo passo non è la quota, è il conto. Un «conto di gioco» richiede identificazione completa. Gli operatori offrono la registrazione con modulo e copia del documento, oppure con SPID e CIE. BetFlag, per esempio, rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati: è una scadenza che vale la pena segnare, perché un conto sospeso con un saldo dentro è una seccatura che si evita con una foto del documento.
Il secondo passo è la scelta del mercato dentro il palinsesto. Qui si apre la differenza tra le formule. «Marcatore» significa che il giocatore deve segnare. «Marcatore non gioca» significa l’opposto: vincete se non entra in campo. «Marcatore plus» tiene buona la giocata anche se non scende in campo. «Marcatore tandem» lega due nomi, «marcatore xxl» ne chiede tre o più.
Il terzo passo è il tipo di giocata: singola se giocate un solo esito, multipla se sommate più selezioni in un unico biglietto, sistema se costruite più combinazioni dalle stesse selezioni. Sul marcatore la multipla è la forma più diffusa e la più pericolosa: due marcatori a quota 2,50 danno una quota totale di 6,25, ma la probabilità congiunta è il prodotto delle due probabilità individuali, non la loro media. La quota alta nasconde il fatto che state moltiplicando due volte un rischio già alto.
Il quarto passo è la verifica delle formazioni. Le formazioni ufficiali escono circa un’ora prima. Prima di allora, ogni ragionamento sul marcatore è provvisorio. Il quinto passo è la conferma della giocata: la quota si fissa al momento in cui la scommessa viene accettata, e da quel momento il prezzo è quello, qualunque cosa succeda al mercato dopo.
Un dettaglio che vale soldi: la quota che vedete in anteprima sulla schedina può cambiare tra il momento in cui la aggiungete e il momento in cui confermate. Se il mercato si muove per una notizia — un infortunio nel riscaldamento, una formazione a sorpresa — la quota viene ritoccata e la giocata va riconfermata. Sui mercati piccoli come il marcatore questo succede più spesso che sui mercati principali, ed è la ragione per cui molti operatori mettono il marcatore tra i mercati con accettazione manuale: la scommessa viene presa in esame e confermata dopo qualche secondo.
Quali concessionari offrono il marcatore e come si confrontano
Dieci concessionari, dieci concessioni diverse, un solo test da fare. In Italia un bookmaker che serve giocatori italiani ha bisogno di una concessione ADM (ex AAMS) per il gioco a distanza, rilasciata per singolo sito e gestita su un sito .it proprio. L’elenco pubblicato dall’ADM dei siti autorizzati è l’unica prova di chi ce l’ha: non esiste un altro modo di verificarlo, e nessuna presenza in una classifica equivale a una concessione.
Una precisazione che vale per tutta la tabella. La concessione è per sito, non per azienda, e la società concessionaria raramente porta il nome del marchio. Lottomatica è Goldbet Better Organization Italy, e la stessa società gestisce anche Goldbet: due siti, due concessioni distinte, un solo gruppo. L’elenco non ha una colonna per i giochi: un nome sull’elenco non dimostra da solo che quel sito offra scommesse sportive, e la concessione può coprire scommesse sportive, poker e skill games, giochi di casino, exchange e bingo in qualsiasi combinazione. Che il sito offra il calcio si vede dal palinsesto, non dalla licenza.
| Marchio | Numero di concessione e concessionario | Cosa dicono le condizioni sul mercato marcatore |
|---|---|---|
| Planetwin365 | ADM n. 16007, Pwo S.p.a. | Il mercato calcistico è coperto dal palinsesto quotidiano dell’app, che include sport diversi dal calcio; l’offerta sul singolo giocatore non è indicata |
| BetFlag | ADM n. 16008, Betflag S.p.a. | Nessuna indicazione sul marcatore; l’offerta di benvenuto senza deposito impone quota totale minima 5.00, soglia che esclude i marcatori a prezzo basso |
| Lottomatica | ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | L’app copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1 e MotoGP con quote e risultati in tempo reale e streaming per giocare live |
| Betsson | ADM n. 16027, Azzurri Limited | Mercati quotati su 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo, sia pre-match sia live |
| Betfair | ADM n. 16028, Betfair Italia S.r.l. | L’app quota Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con la sezione Supercombo a quote maggiorate |
| Goldbet | ADM n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | Tra i mercati di calcio indicati figurano 1X2, marcatori, cartellini, numero di goal, minuto del primo goal e speciali come Rete Inviolata |
| bet365 | ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | Quote Maggiorate su centinaia di mercati ogni giorno e Bet Builder+, che combina i mercati più popolari di eventi selezionati in un’unica scommessa, pre evento e live |
| AdmiralBet | ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l. | Nessuna indicazione sul marcatore; le condizioni coprono limiti e autoesclusione |
| William Hill | ADM n. 16044, William Hill Malta Plc | Il bonus cash di benvenuto è erogato in tranche su multiple di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00, soglia che taglia fuori i nomi meno probabili |
| Eurobet | ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | Scommesse singole, multiple e sistemi, con le schedine in corso o concluse raccolte nella pagina My Bets |
planetwin365 — la diretta che compensa un’offerta sportiva essenziale. Sul marcatore le condizioni contrattuali non dicono nulla, e questa è già un’informazione: chi cerca un palinsesto profondo sul singolo giocatore deve verificarlo nel palinsesto del sito, non nelle condizioni. Quello che l’operatore dichiara è la diretta streaming, con un palinsesto quotidiano che comprende tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo. Non è calcio, ma è il tipo di copertura che serve a chi vuole vedere l’evento mentre lo gioca. La concessione è la numero 16007, intestata a Pwo S.p.a. Il lettore che ha bisogno di un marcatore da leggere insieme alla partita in streaming trova qui il pezzo che gli manca altrove; chi cerca specificamente il mercato sul singolo giocatore deve prima aprire il palinsesto e controllare, perché da qui non risulta.
BetFlag — l’offerta più bassa della lista e la soglia che la rende più alta. La concessione è la 16008, Betflag S.p.a., e l’apertura del conto passa anche per SPID e CIE. Sul marcatore le condizioni tacciono. Il dato che conta è il bonus senza deposito: 10 € più 200 Fun Flag per chi apre un conto, con i 10 € da giocare in un’unica scommessa a quota totale minima 5.00 entro 3 giorni dall’attivazione, che arriva dopo la verifica di documento, cellulare ed e-mail entro 30 giorni dalla registrazione. I 200 Fun Flag arrivano in quattro tranche da 50, una ogni due giorni; ogni tranche richiede 400 Fun Flag di puntate, un x8, con quota minima 5.00 su Sport4Fun, e si converte in un Bonus Sport da 1 € a 25 €. La quota minima 5.00 è la vera protagonista: il marcatore di un difensore o di un mediano non ci arriva quasi mai, e anche un attaccante quotato 4,00 resta fuori. Il bonus da 10 € è reale, ma il perimetro in cui potete usarlo è stretto. Per chi ha già l’abitudine di comporre multiple ad alta quota è un’offerta ragionevole; per chi gioca un singolo marcatore tranquillo è un’offerta che non si attiva nemmeno.
Lottomatica — la copertura più ampia, la licenza più condivisa. Concessione 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Lo stesso concessionario detiene la concessione di Goldbet: le due piattaforme appartengono alla stessa società, e chi apre entrambi i conti non diversifica nulla, si limita a usare due interfacce. Sul marcatore le condizioni non si pronunciano; quello che l’app dichiara è la copertura di Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1 e MotoGP, con quote e risultati in tempo reale e streaming per giocare live seguendo la partita. È l’elenco di competizioni più lungo tra quelli esaminati, e su un mercato come il marcatore la profondità del palinsesto è esattamente ciò che determina se un nome è quotato o no. Chi scommette sui marcatori dei campionati esteri ha qui più occasioni che altrove; chi cerca un’identità societaria distinta da Goldbet non la troverà.
Betsson — il nome che compare, il marchio che non dichiara il resto. Concessione 16027, Azzurri Limited, e questo è già un elemento da annotare: la società concessionaria di Betsson è la stessa che compare per StarCasinò, e il marchio internazionale non coincide con il soggetto giuridico italiano. L’app offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. Il marcatore è quindi dichiarato dall’operatore, ed è una delle poche dichiarazioni esplicite della lista. L’ampiezza dell’offerta ha un rovescio: su migliaia di eventi la quota del singolo nome è fissata con un margine che tende a essere più generoso sul mercato principale e più stretto su quello di nicchia. Il marcatore c’è; quanto paghi, si vede solo al momento della giocata.
Betfair — il modello diverso, il mercato che non è un mercato di bookmaker. Concessione 16028, Betfair Italia S.r.l. Betfair è descritta come il primo operatore in Italia con un betting exchange, e la concessione lo consente come gioco separato: nel «punta e banca» il giocatore può essere colui che punta o colui che banca, e il concessionario si limita a metterli in contatto anonimo. Questo cambia il senso del margine: su un exchange non c’è una trattenuta incorporata nella quota, c’è una commissione, e la quota è quella che un altro giocatore è disposto ad accettare. L’app quota Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con la sezione Supercombo e mercati unici a quote maggiorate, e la funzione Cash Out dell’Exchange permette di incassare una vincita o ridurre una perdita prima della conclusione dell’evento, con depositi e prelievi, live streaming di calcio, tennis e basket e grafici sull’andamento delle quote. Sul marcatore la differenza pratica è che la liquidità di un exchange su un mercato così specifico può essere sottile: senza contro-parte, la quota non esiste. Chi vuole capire il prezzo vero di un mercato trova qui lo strumento; chi vuole il marcatore del centravanti di provincia potrebbe trovare il listino vuoto.
Goldbet — il mercato dichiarato per nome, dentro un gruppo che vale doppio. Concessione 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Tra i mercati di calcio indicati dall’operatore ci sono 1X2, marcatori, cartellini, numero di goal, minuto del primo goal e quote speciali come Rete Inviolata, Tempo con più Gol, segna primo goal e segna ultimo goal. È l’elenco più esplicito della lista sul tema di questa pagina: segna primo goal e segna ultimo goal sono varianti del mercato del marcatore, e la loro presenza conferma che il palinsesto è costruito anche intorno al singolo giocatore. L’app permette schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport, e include la Goldbet League, un campionato virtuale in animazione 3D con 10 eventi in contemporanea giocabile in singola, multipla, plurima e sistema, e le Goldbet Racing, corse virtuali di cavalli e cani con partenze ogni 5 minuti. Chi vuole il marcatore su misura — primo, ultimo, minuto del gol — ha qui la scelta più articolata tra quelli esaminati. Chi apre anche Lottomatica non aggiunge un fornitore, aggiunge una seconda porta sullo stesso magazzino.
bet365 — il costruttore di scommesse, e il mercato che si combina da solo. Concessione 16030, Hillside (New Media Malta) Plc. L’operatore offre Quote Maggiorate su centinaia di mercati ogni giorno e Bet Builder+, che combina i mercati più popolari di eventi selezionati in un’unica scommessa, sia pre evento sia live. Il Bet Builder+ è il punto interessante per il marcatore: combinare il nome del giocatore con altri mercati della stessa partita in un’unica giocata elimina il vincolo della multipla tradizionale, dove tutte le selezioni devono essere su eventi diversi, e permette di comporre una tesi completa — il marcatore e il risultato, il marcatore e il numero di gol — in un solo biglietto a quota unica. Le Quote Maggiorate sono il controcanto: una quota maggiorata su mercati selezionati è un prezzo promozionale che non copre tutti i nomi, e il marcatore di nicchia raramente rientra nella selezione. Il vantaggio qui è la costruzione, non il prezzo medio.
AdmiralBet — due strumenti di controllo e nessuna indicazione sul mercato. Concessione 16048, Admiral Bet S.r.l. Sul marcatore le condizioni non dicono nulla, e su questa pagina non si aggiunge altro. Quello che le condizioni coprono è il presidio del giocatore: l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, e dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. In registrazione l’operatore chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Questa asimmetria — scendere subito, salire tra una settimana — è il dettaglio che dice quanto l’operatore prenda sul serio il limite: non è un ostacolo, è un freno a mano che si tira in un secondo e si lascia andare con calma. Chi si dà un tetto sul marcatore, il mercato più impulsivo del palinsesto, trova qui gli strumenti per renderlo operativo.
William Hill — il bonus che si sblocca solo sulle multiple lunghe. Concessione 16044, William Hill Malta Plc. Il Benvenuto Sport prevede un bonus cash pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, con deposito minimo di 20 € con carta o PayPal entro 7 giorni, erogato in tranche da 10 € su multiple di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00 giocate con denaro reale. Il bonus scade dopo 7 giorni e diventa prelevabile dopo una giocata su multipla di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00; i primi depositi con Revolut, bonifico, Skrill, Paysafecard, Entropay, voucher o Neteller non danno diritto all’offerta. Una multipla di 5 selezioni a quota minima 5.00 ciascuna è una costruzione che il giocatore di marcatori conosce bene, ma il marcatore singolo non basta a soddisfare il requisito. C’è poi l’Extra Bet Club: una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, per chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0. E c’è il limite che nessun banner scrive: l’importo massimo di bonus utilizzabile per ogni scommessa sportiva è di 100 €, il bonus vale solo per le scommesse a quota fissa ed è valido 7 giorni dal rilascio, con le freebet erogate come bonus con vincite ridotte. Un’offerta da 50 € che si sblocca in cinque giorni di multiple è un’offerta per chi gioca già così; per tutti gli altri è un impegno che costa più del bonus.
Eurobet — la gestione delle giocate e la rete societaria più articolata. Concessione 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale. L’app permette scommesse singole, multiple e sistemi, e raccoglie le schedine in corso o concluse nella pagina My Bets: su un mercato come il marcatore, dove le giocate si accumulano nell’arco di una giornata tra un anticipo e il posticipo, avere tutte le schedine aperte in un unico posto è un vantaggio pratico che nessuna quota compensa. La società è la stessa che gestisce Bwin e Gioco Digitale: una sola impresa, tre siti, tre concessioni distinte. Chi apre due conti tra questi tre non sta confrontando operatori diversi, sta usando la stessa macchina con nomi diversi. Sul marcatore le condizioni non si pronunciano; il perimetro dei mercati si legge nel palinsesto.
Un’ultima considerazione sul confronto, che vale più della tabella. Il margine del marcatore è più alto di quello del mercato principale, e la differenza tra due concessionari sul prezzo di un singolo nome può superare la differenza tra i loro margini medi. La conseguenza pratica è che il confronto va fatto sul nome, non sull’operatore: prima si sceglie il giocatore, poi si guardano due o tre listini, e solo allora si decide.
Concessione ADM: cosa vi garantisce e cosa no
Il quadro normativo italiano è cambiato con il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Le licenze sono «concessioni» assegnate con gara pubblica, non licenze aperte. L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza con una concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, anche simulati, e su corse di cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta fra giocatori, cioè il betting exchange; bingo.
L’art. 6, comma 3 stabilisce che i vincitori della gara possano gestire uno o più di questi giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo. I requisiti includono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno sui limiti di deposito che l’ADM fissa nella gara (art. 6, comma 5), e le condizioni di concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata (art. 4, comma 3; art. 5, comma 3). La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza dell’ADM, letto il 25 ottobre 2026, conta 52 righe con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it.
La concessione è per sito e non per azienda. Una sola società può detenerne diverse: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. L’elenco non ha una colonna per i giochi, e un concessionario può detenere il diritto alle scommesse sportive, al poker e agli skill games, ai giochi di tipo casinò, all’exchange e al bingo in qualsiasi combinazione. Un nome sull’elenco non dimostra da solo un’offerta di scommesse sportive: questo lo dimostra il sito o l’app dell’operatore. Gli operatori dichiarano il proprio numero di concessione e la società nelle condizioni contrattuali. Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non compaiono tra le 52 righe al 25 ottobre 2026. Modifiche successive al decreto del 2024 non sono note.
Una nota che riguarda direttamente la verifica. Il marchio che cercate e la società che compare nella licenza quasi mai coincidono: Bwin fa capo a Eurobet Italia, Lottomatica a Goldbet Better Organization Italy, Betsson e StarCasinò ad Azzurri Limited. La lettura corretta è: prima il numero di concessione che l’operatore pubblica nelle sue condizioni, poi la riga corrispondente nell’elenco ADM. Non il contrario.
Cosa può essere oggetto di scommessa e cosa resta fuori
La scommessa sportiva a quota fissa è il prodotto centrale, e la legge prevede anche il totalizzatore: se qualche marchio online offra totalizzatori sportivi non è dato sapere, e questo è un caso in cui la risposta onesta è che la questione si verifica nel palinsesto.
L’art. 2, lett. s) definisce il «palinsesto» come il programma di eventi — sportivi, incluse le corse dei cavalli, e non sportivi — e di tipi di giocata preparato dal concessionario e approvato dall’ADM, e una scommessa può essere presa solo su eventi inclusi nel palinsesto approvato. L’ADM aggiunge gli eventi uno per uno. Quali sport e quali tipi di giocata il palinsesto contenga è materia che si vede nel palinsesto stesso.
Sui virtuali, l’art. 2, lett. v) definisce le «scommesse su eventi simulati» e le ammette dentro la concessione per le scommesse sportive; i siti hanno una sezione «Virtuali». Sui minori, esiste una decisione di un direttore dell’ADM su scommesse e minori che richiama il DM 111/2006, il cui contenuto non è noto. Sugli esports, se il palinsesto li includa è questione aperta. Un tetto legale in euro sulle puntate nelle scommesse sportive non esiste; gli strumenti vincolanti sono i limiti che il giocatore si dà e il limite di deposito che sceglie in registrazione.
Sulle corse dei cavalli la legge distingue due cose: le scommesse sulle corse, a quota fissa o a totalizzatore, dentro l’art. 6, comma 1, lett. a), e i «giochi di ippica nazionale» (art. 6, comma 1, lett. c; art. 2, lett. h: giocate di tipo vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté) che richiedono una concessione propria. Se un marchio prenda online i totalizzatori di ippica nazionale è questione aperta.
Sul live, ogni grande operatore lo offre; le regole dell’ADM sui mercati live, sui ritardi e sugli eventi non sono note. Sull’exchange, la concessione lo prevede come gioco separato (art. 6, comma 1, lett. e; art. 2, lett. u): il giocatore può essere chi punta o chi banca e il concessionario si limita a metterli in contatto anonimo. La documentazione di Betfair è riportata prevedere regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima di 200 centesimi in passi da 50, e un articolo di settore del 2024 afferma che il giocatore non deve nulla sulle vincite, con il prelievo a carico del concessionario; quali marchi gestiscano oggi un exchange e quali siano le regole di commissione non è noto.
Pubblicità, bonus e quello che la legge non dice
Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018, è in vigore. L’ADM lo richiama il 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». L’AGCOM la applica, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e almeno 50.000 € per violazione. Il decreto stesso promuove la pubblicità del gioco pubblico che serva al gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente al concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3). L’ADM aggiunge che la pubblicità a operatori privi di concessione può attirare provvedimenti dell’AGCOM sui mezzi. Il quadro applicativo del 2025-2026: l’AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto nel 2025; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti (C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto). È proposta, non legge, un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per rimuovere il divieto sulla pubblicità indiretta come le sponsorizzazioni: il suo esito non è stato trovato, e il divieto è in vigore alla data di verifica.
Sui bonus la legge tace su ciò che più conta per chi legge. «Bonus di benvenuto» è il termine degli operatori; il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus; nessun tetto legale all’importo e nessun tetto al rigioco è noto, quindi importi, requisiti di puntata e quote minime vengono dalle condizioni di ciascun operatore. È la ragione per cui due offerte identiche nel titolo possono costare cifre molto diverse.
E la tassa. L’operatore paga l’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa (D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025): 20,5 % se incassata sulla rete fisica e 24,5 % se incassata a distanza, calcolata sulla differenza tra puntate e vincite. Le scommesse a quota fissa sui cavalli pagano le stesse aliquote; le scommesse virtuali pagano il 24,5 % dell’importo incassato al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» di passare al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non è noto. Il giocatore, invece, non paga nulla sulle vincite corrisposte da un concessionario ADM e non le dichiara, perché il prelievo cade sul concessionario: la somma arriva già netta e non va inserita in dichiarazione. È una ricostruzione riportata dalla stampa di settore, non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria; chi vuole certezza sul proprio caso si rivolge a un commercialista.
Cosa succede quando il conto non regge: limiti, autoesclusione e tutele
Il marcatore è il mercato che più di ogni altro invita a rincorrere. La puntata è piccola, la quota è alta, e la sensazione che «stavolta il nome era giusto» spinge a riprovare sulla partita successiva. Per questo gli strumenti di controllo hanno, su questo mercato, un valore diverso da quello che hanno altrove.
L’età minima è 18 anni. L’art. 3, comma 1, lett. a) del D.Lgs. 41/2024 indica la «tutela dei minori di età» come principio, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco, e la legge italiana fissa l’età a 18 anni.
L’art. 15, comma 1 prevede una serie di strumenti: auto-limitazioni su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati dall’ADM; messaggi automatici sulla durata e sulla spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale al momento dell’iscrizione, con una riduzione che ha effetto immediato e un’attesa di sette giorni per alzare un limite. La cifra del limite di deposito che l’ADM fissa nella gara non è nota.
Sull’autoesclusione, il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, blocca ogni piattaforma online con concessione ADM e le sale fisiche. L’art. 15, comma 1, lett. e) richiede strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo scelto dal giocatore; una testata di settore riporta che le forme parziali di esclusione partono dal 1° febbraio 2026. Le durate e le forme sono quelle che stabiliscono le condizioni degli operatori e la pagina dell’ADM. Qui sta la conseguenza più netta per il lettore: i siti privi di concessione non sono collegati al RUA, quindi un giocatore autoescluso su un operatore ADM resta completamente scoperto su un sito non autorizzato. L’autoesclusione è un interruttore generale solo dentro il perimetro legale.
C’è anche un dovere informativo: l’art. 15, comma 2 prevede che ogni concessionario spenda lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa.
Sul versante degli strumenti concreti, gli operatori esaminati li dichiarano in modo disomogeneo. Le condizioni di AdmiralBet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. bet365 indica periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione, e per i residenti in Italia rimanda al Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Sono due approcci diversi allo stesso obbligo: il primo misura la durata, il secondo elenca il menù.
Un lettore che gioca marcatori con regolarità dovrebbe trattare il limite di deposito come una parte della schedina, non come un fastidio burocratico. Un tetto settimanale scelto a freddo vale più di dieci promesse di moderazione fatte a caldo. E il limite, una volta abbassato, si applica subito: la meccanica è dalla parte di chi vuole fermarsi, non di chi vuole ricominciare.
Live e cash out sul marcatore: quando il mercato si muove
Sul live il marcatore cambia natura. Prima del fischio d’inizio il mercato è una previsione; durante la partita diventa una lettura di quello che sta accadendo, e il cronometro è l’unica variabile che conta.
Un giocatore che non ha segnato al 60′ in una partita in cui la sua squadra sta attaccando si trova in una situazione completamente diversa da quando è in dieci. La quota live riflette quella differenza, e il movimento della quota in tempo reale è, di fatto, la lettura che il mercato dà dell’andamento della partita. Seguire quel movimento è informativo anche per chi non ha piazzato nulla: vi dice come il quotista sta rileggendo la partita.
Sul marcatore live il prezzo può essere molto diverso da quello pre-match, e non sempre nella direzione che ci si aspetta. Un attaccante che ha già segnato in una partita può essere quotato più basso per il secondo gol, perché la difesa avversaria si sbilancia. Un attaccante che ha sbagliato un rigore può essere quotato più alto, perché il mercato gli attribuisce uno stato mentale che nessun dato conferma.
I mercati live disponibili dipendono dal palinsesto dell’operatore: la legge prevede il live come parte dell’offerta, ma le regole dell’ADM sui mercati live, sui ritardi e sugli eventi non sono note, e non esiste un elenco comune dei mercati live. Chi vuole sapere se il marcatore di un certo giocatore è quotato in tempo reale deve aprire il palinsesto live di quell’operatore.
Il cash out è l’altra faccia del live, ed è la funzione che cambia il rapporto tra giocatore e rischio. Su una giocata aperta permette di chiudere prima della fine dell’evento, incassando una cifra che può essere una vincita ridotta o una perdita ridotta. Sisal lo mette tra le proprie funzioni, accanto alla Scommessa DUO, alla Supercombo, alla Supercoppia, ai mercati Goal, No Goal e Multigoal e alle giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni: la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Anche SNAI offre la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento, insieme ai mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e alla funzione My Combo, che permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su match o sport diversi — calcio, tennis e basket — nello stesso biglietto con una quota unica.
Sul marcatore il cash out ha un problema specifico: un mercato con pochi nomi quotati è un mercato con una liquidità sottile, e la funzione esiste solo se c’è una controparte disposta a prendere l’altra parte. Il marcatore del centravanti della squadra di cartello è cashoutabile; quello del difensore di una neopromossa spesso non lo è. Chi costruisce la propria strategia sul cash out dovrebbe verificare prima se il mercato che intende giocare lo consente.
La meccanica del valore va letta con attenzione. Il cash out incassa una cifra che è sempre inferiore al valore atteso della giocata aperta, perché l’operatore applica una commissione implicita per il servizio. Non è un regalo, è un’opzione venduta a un prezzo. Ha senso per chi ha bisogno di certezza — una schedina grossa, un obiettivo raggiunto, un rischio che non si vuole più portare. Non ha senso per chi chiude ogni giocata appena è in vantaggio, perché in quel caso paga sistematicamente la commissione e trasforma un mercato a valore atteso positivo in un mercato a valore atteso negativo.
Il live ha anche un effetto sul comportamento che vale la pena dire: la velocità della giocata riduce il tempo tra l’impulso e la conferma. Sul pre-match, compilare una schedina richiede qualche minuto, e in quel minuto si può cambiare idea. Sul live il marcatore si gioca in due tocchi. Per chi ha difficoltà a fermarsi, il live è il mercato più rischioso della piattaforma, e non per le quote.
Verifica della concessione: come si legge un bookmaker in trenta secondi
La domanda che un lettore italiano dovrebbe porsi prima di aprire un conto non è quale operatore paghi di più, ma se l’operatore abbia una concessione. In Italia chi offre gioco a giocatori italiani senza concessione opera illegalmente.
L’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 stabilisce che l’ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tiene l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e l’elenco dei siti di cui è inibito l’accesso, entrambi pubblici sui siti dell’ADM e della Guardia di Finanza; i fornitori di servizi internet e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine dell’ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. L’ADM reindirizza i domini inibiti a una pagina di avviso. Il blocco opera a livello di DNS e alcuni fornitori sono più lenti di altri; un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini secondo quanto riportato dalla stampa di settore con riferimento all’ordine del 24 settembre 2025, gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini alla volta, e i mirror ricompaiono in poche ore. Il risultato si riassume in una parola: oscurati.
C’è poi il lato del giocatore, che molti non conoscono. L’art. 4 della Legge 13 dicembre 1989, n. 401, come l’ADM stessa lo richiama il 28 febbraio 2024, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero. E aggiunge: «Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». È la regola sul lato giocatore così come l’ADM la enuncia; l’importo dell’ammenda e l’esistenza di un procedimento contro un giocatore non sono noti. Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche se accettate all’estero.
Il confronto onesto è questo. Una concessione ADM porta con sé il RUA, la vigilanza dell’ADM, gli strumenti obbligatori di limitazione e un foro legale italiano. Un marchio .com senza concessione non porta nulla di tutto questo, è soggetto al blocco DNS e, come l’ADM stessa dichiara, espone il giocatore a una sanzione penale. Esistono siti offshore che accettano giocatori italiani e compaiono nei risultati di ricerca con licenze straniere, che non hanno alcun valore in Italia: la zona offshore è un’area non protetta, senza tutele sui limiti, senza RUA e senza foro italiano.
Un ultimo punto sulla verifica, che riguarda anche le vincite. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore. Le vincite da siti non autorizzati o esteri seguono un’altra strada: l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, considera le vincite online «redditi diversi» (art. 67, comma 1, lett. d, TUIR), anche per i siti registrati od ospitati all’estero, tassabili ai sensi dell’art. 69 TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni; la lettura pratica è nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione si riassume così: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate. Non è consulenza fiscale.
Domande frequenti sulle scommesse sul marcatore
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si parte dal numero di concessione che l’operatore pubblica nelle proprie condizioni contrattuali, poi si cerca la riga corrispondente nell’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’ADM. La concessione è per sito, non per azienda, e la società concessionaria raramente coincide con il marchio.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
La puntata moltiplicata per la quota dà l’importo totale che torna in tasca in caso di esito favorevole, puntata compresa. Su 10 € a quota 6,00 si incassano 60 €, dei quali 50 € sono profitto netto. Nella multipla le quote delle selezioni si moltiplicano in un unico prezzo.
Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?
Si sommano gli inversi di tutte le quote dello stesso mercato e si prende l’inverso di quella somma: è la quota di tutto il giocato che il mercato restituisce. Il margine è il resto. Su un mercato a due esiti quotato intorno a 1,90 per lato la trattenuta sta in una banda tra il 4 % e il 6 %.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
In registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e l’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 prevede auto-limitazioni su tempo, spesa e perdita, oltre a limiti sugli importi depositati fissati dal concessionario secondo l’età e il comportamento del giocatore. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo sette giorni.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché l’imposta unica cade sul concessionario. È una ricostruzione riportata dalla stampa di settore, non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria: sul proprio caso conviene consultare un commercialista.
Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?
Il sito non è collegato al RUA, quindi un giocatore autoescluso resta scoperto; non ha la vigilanza ADM né gli strumenti obbligatori di limitazione; è soggetto al blocco DNS ed è esposto, come l’ADM stessa dichiara, a una sanzione penale per chi partecipa a scommesse organizzate da operatori non concessionari. Le vincite seguono poi il regime dei redditi diversi.
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