Piattaforme di scommesse sportive nel 2026 — chi ha la concessione, a quali condizioni e per chi
Dati aggiornati al Ottobre 31, 2026, con le concessioni verificate contro l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (ex AAMS).
Chi cerca una piattaforma di scommesse sportive in Italia si trova davanti a due domande che sembrano una sola. La prima è quali siti si possono usare davvero qui. La seconda è quali di quelli valgano la pena di aprire. Sono questioni diverse, e il mercato le confonde apposta: un nome che compare in una classifica non ha per questo una concessione, e un nome che ha una concessione non ha per questo un bookmaker decente. Le due cose vanno tenute separate, sempre, perché la prima riguarda la legge e la seconda riguarda soltanto i tuoi soldi.
Il punto di partenza è l’elenco ADM. L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli tiene un registro pubblico dei concessionari autorizzati al gioco a distanza; alla lettura del 25 ottobre 2026 quel registro conta 52 righe, con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it. La concessione è per sito, non per azienda, ed è il motivo per cui una stessa società può comparire più volte: Eurobet Italia S.r.l. gestisce eurobet.it, Bwin.it e giocodigitale.it sotto un unico ombrello societario. Chi vuole togliersi un dubbio non deve fidarsi di una pagina promozionale, ma del registro stesso e della riga che l’operatore dichiara nei propri termini.
Un dettaglio che sfugge quasi sempre. L’elenco non ha una colonna dedicata ai giochi. Un concessionario può detenere il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, al betting exchange e al bingo in qualunque combinazione; la presenza nell’elenco, da sola, non dimostra che quel sito offra scommesse sportive. Lo dimostra il sito stesso, con il suo palinsesto. È una sfumatura tecnica che ha una conseguenza pratica notevole: diverse piattaforme note in Italia sono nate come casinò e hanno aggiunto il bookmaker dopo. Chi cerca solo il calcio lo scopre leggendo l’offerta, non l’elenco.
Gioco responsabile: gli strumenti ci sono, e nessuno te li vende con entusiasmo
Comincio da qui perché è la parte che il marketing non racconta e che il regolatore invece impone. In Italia gli strumenti di tutela non sono un servizio gentile che l’operatore concede: sono condizioni della concessione. Il D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024, all’art. 15, comma 1, elenca ciò che un concessionario deve mettere a disposizione: autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento di gioco secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. Sono obblighi, non cortesie. Il fatto che esistano non significa che siano facili da trovare in un’interfaccia costruita per portarti a depositare.
Il primo strumento lo incontri prima ancora di giocare. Alla registrazione devi scegliere un limite di deposito settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano come funziona la manopola: abbassare il limite ha effetto immediato, alzarlo richiede sette giorni di attesa. È un’interfaccia asimmetrica per costruzione, e il ritardo è la parte che conta. Un limite che si può alzare in dieci secondi non è un limite, è una casella da spuntare.
Come funzionano i limiti alla registrazione, con l’esempio di Admiralbet
La teoria diventa concreta guardando i termini di un concessionario. Admiralbet, nella registrazione, chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; anche qui un limite ridotto ha effetto immediato mentre uno aumentato entra in vigore dopo 7 giorni. Tre grandezze diverse — quanto carichi, quanto rischi, quanto tempo stai dentro — e tre orizzonti temporali, non una sola casella.
La logica è più fine di quanto sembri. Chi si dà un tetto settimanale ma non uno giornaliero scopre il sabato che il tetto è già consumato mercoledì, e allora smette di giocare per noia o alza il limite. Chi si dà solo un tetto di tempo può trasferire la stessa cifra in meno partite, aumentando la quota e quindi la varianza. Nessuno dei due limiti, da solo, descrive il comportamento. Il regolatore lo ha capito e per questo l’art. 15, comma 1 nomina tempo, spesa e perdita come cose distinte.
Nessuno di questi strumenti è pubblicizzato. Compare in un menù a tendina, in genere sotto «gioco responsabile», e la casa editrice del sito che stai leggendo non ne ricava nulla. Vale la pena impostarli tutti e tre lo stesso giorno in cui apri il conto, prima di avere una partita in mente, perché il momento in cui vorresti alzare il limite è esattamente il momento in cui il limite serve.
L’autoesclusione e il RUA: perché è la tutela più seria del sistema
Sopra i limiti personali c’è uno strumento che nessun operatore può aggirare. Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, è nato nel 2018 e blocca l’accesso a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, oltre che alle sale fisiche. Non è un blocco che riguarda il singolo bookmaker: è un blocco di sistema, e questa è la differenza che lo rende utile a chi ha davvero un problema.
Admiralbet, nei propri termini, prevede l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. L’art. 15, comma 1, lett. e), D.Lgs. 41/2024 impone strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo che sceglie il giocatore: si può quindi chiudere il casinò e tenere il bookmaker, o viceversa.
Dove il sistema si rompe è fuori dai concessionari. Un sito senza concessione non è collegato al RUA, e quindi un giocatore autoescluso che ci approda non è protetto da nulla — né dal registro, né dalla vigilanza, né da un tribunale italiano. Questa è la discontinuità più concreta del mercato, più di qualsiasi differenza di quota, e la tratto di nuovo nella sezione sulla legalità perché è lì che appartiene.
Prima di lasciare l’argomento vale la pena guardare che cosa fanno gli operatori con gli strumenti che hanno. I sistemi di gioco responsabile di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione; per i residenti in Italia l’app indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Una pausa di qualche giorno e un numero verde non si equivalgono: la prima è uno strumento che agisci, il secondo è un canale a cui ricorrere quando il problema esiste già. Averli entrambi è il minimo sindacale, non un vanto.
Sul piano dell’informazione l’art. 15, comma 2 impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2 % del proprio ricavo netto, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. È una cifra modesta rapportata al volume del settore, e serve a ricordare che la tutela del giocatore, in questo mercato, è un costo che qualcuno deve pagare per legge e non un incentivo commerciale.
Sport e competizioni: il palinsesto come documento, non come promessa
C’è un concetto che in Italia governa tutto ciò che puoi giocare e che quasi nessun giocatore conosce per nome: il palinsesto. L’art. 2, lett. s), D.Lgs. 41/2024 lo definisce come il programma degli eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e dei tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM. Una scommessa si può prendere solo su eventi inseriti nel palinsesto approvato. Non è il bookmaker che decide cosa esiste: è un programma che qualcuno fuori dall’azienda ha firmato.
ADM aggiunge gli eventi uno per uno. Nel settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 come primo partner secondo la stampa di settore. È una meccanica lenta, poco appariscente, e spiega perché l’offerta italiana di un operatore internazionale è più stretta dell’offerta che lo stesso marchio mostra altrove. Il menu che vedi non è una scelta editoriale del bookmaker. È un catalogo autorizzato.
Calcio, coppe europee e i campionati che contano per il pubblico italiano
Il cuore del prodotto è la scommessa a quota fissa sui grandi campionati. Lottomatica copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per seguire la partita in diretta mentre si gioca. Planetwin365 allarga il quadro ai principali campionati nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e a competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.
Sul piano dei diritti commerciali bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. Un accordo di quel tipo non cambia la quota che ti viene offerta, ma cambia ciò che l’operatore può comunicare: lo dice il Decreto Dignità, di cui parlo più avanti, e non è un dettaglio formale.
La larghezza del palinsesto è dove gli operatori si distinguono davvero. Eurobet spazia da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, elezioni comprese. Nessuna di queste ultime voci è sport, eppure sono lì: sono scommesse su eventi non sportivi, previste dal palinsesto, e attirano un pubblico che il calcio non intercetta.
Il tennis merita una nota a parte, perché è la porta d’ingresso di chi vuole giocare partite singole invece di seguire un campionato. Betsson copre l’area con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo su migliaia di eventi pre-match e live. Per chi comincia, la differenza tra una giocata sul risultato esatto e una su Under/Over non è una questione di gusto: la prima ha un margine del bookmaker molto più largo della seconda, e chi non lo sa paga per impararlo.
Le tipologie di giocata: singola, multipla, sistema, combo
Le forme della scommessa cambiano il profilo di rischio più di quanto cambi il palinsesto. SNAI copre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e mette a disposizione la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. Eurobet segue la stessa impostazione — singole, multiple e sistemi — e raccoglie le schedine in corso o concluse nella pagina My Bets, che è la parte del prodotto di cui si parla meno e che si usa più spesso.
La multipla è il prodotto su cui si costruisce il margine dell’operatore, non la singola. Due eventi combinati moltiplicano le quote e quindi il profitto potenziale, ma moltiplicano anche il margine che il bookmaker si è già trattenuto su ciascun mercato, e la probabilità che tutte le condizioni si avverino diminuisce più in fretta di quanto la quota cresca. Chi gioca sistematicamente multiple con quote alte non sta scommettendo su un esito: sta comprando varianza.
Poi c’è la famiglia delle combo, che comprime tutto su un solo evento. SNAI con l’app permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più combo su match o sport diversi — calcio, tennis e basket — nello stesso biglietto, con una quota unica; My Combo è il nome della funzione. Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e una sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate.
«Quote maggiorate» è una formula che vale la pena aprire. Una quota maggiorata rispetto a che cosa, esattamente? Rispetto al prezzo standard dello stesso mercato, che a sua volta è calibrato per lasciare all’operatore il suo margine. Il maggiorato è una riduzione di quel margine su una nicchia, non un regalo, ed è un modo elegante di spostare l’attenzione del giocatore dalla fascia di mercato in cui opera normalmente a quella in cui l’operatore ha deciso di attirare volume. Sisal gioca la stessa partita con la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni, sempre con Cash Out disponibile per chiudere prima che l’evento finisca.
Il Cash Out merita un avvertimento perché è la funzione più sopravvalutata del mercato. Chiuderla prima significa accettare il prezzo che l’operatore ti offre in quel momento, e quel prezzo è costruito dal bookmaker con lo stesso margine di tutto il resto. Non è una via d’uscita: è una seconda scommessa, nella direzione opposta, a condizioni decise da chi la propone.
L’ippica, i virtuali e il confine tra evento e simulazione
L’ippica in Italia è due cose separate, e la distinzione è giuridica. Le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno nell’art. 6, comma 1, lett. a), D.Lgs. 41/2024; i «giochi di ippica nazionale» — vincente, accoppiata, tris, quarté e simili, con struttura da totalizzatore, definiti dall’art. 2, lett. h) — stanno nella lett. c) e richiedono una concessione propria. Che un marchio raccolga online i totalizzatori di ippica nazionale è cosa che non risulta. Chi gioca il cavallo per tradizione dovrebbe verificare il tipo di giocata prima di puntare, perché «ippica» sulla home page copre due prodotti diversi con due regimi diversi.
I virtuali sono l’altro capitolo. L’art. 2, lett. v) definisce le «scommesse su eventi simulati» come eventi sportivi, ippici o di altro tipo generati al computer e mostrati in animazione o con un evento reale preregistrato, ammessi dentro una concessione per le scommesse sportive. Non è un prodotto fuori legge, insomma, ed è per questo che ogni operatore ha la sua sezione «Virtuali». Sisal conta oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte, e affianca alle scommesse sportive l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster. SNAI propone oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, tra cui calcio virtuale con clip reali, corse di cavalli e levrieri filmate e automobilismo.
La differenza tra un virtuale e uno sport vero non è la grafica. In un evento simulato gli esiti si generano in base a un algoritmo certificato, senza eventi esterni che li condizionano, e il margine praticato su questi mercati è una scelta commerciale pura. Lottomatica costruisce la propria sezione con calcio, corse di cavalli in trotto e galoppo e corse di levrieri, con giocate come Vincente, Piazzato, Accoppiata e Trio. Eurobet fa la stessa cosa con partite di calcio simulate — Campionato, Big Match, Derby — corse di cavalli Galoppo, corse di cani Levrieri Reali e Palline 2.0. Chi cerca il controllo delle proprie scommesse dovrebbe sapere che qui il controllo è massimo, e quindi anche la tentazione di giocare «con metodo» su una sequenza che metodo non ha.
Live, streaming e la differenza tra seguire e giocare
Le scommesse live sono offerte da tutti i grandi operatori in Italia, e le regole ADM sui mercati live, sui ritardi e sugli eventi non sono note. Nessuna lista di mercati live esiste in questa pagina, e non potrebbe: cambiano con il palinsesto approvato.
Sisal indica nella propria app oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. SNAI aggiunge all’offerta live uno streaming gratuito. Lottomatica integra lo streaming per giocare live seguendo la partita in diretta. La combinazione di streaming e live è la funzione che ha cambiato il modo di scommettere negli ultimi anni, e ha un effetto sul comportamento che nessun operatore pubblicizza: il flusso continuo di eventi abbassa la soglia con cui si decide di giocare, e un mercato live riprezzato ogni pochi secondi si sposa bene con i limiti di deposito quotidiani.
Chi non ha mai giocato live dovrebbe provare prima con una singola piccola e guardare come si muove la quota mentre l’evento cambia. È l’esercizio più economico per capire che cosa si sta comprando.
Valutazione: con quali criteri si mettono a confronto dieci piattaforme
Arrivo al punto che interessa a chi cerca una piattaforma, e comincio dicendo cosa non uso come criterio. Non uso la quota più alta su una partita, perché è un dato che dura minuti e viene da un solo mercato. Non uso la grafica dell’app, che si giudica in cinque minuti e non dice nulla su cosa succede quando chiedi un prelievo. Non uso il numero di sport disponibili, perché un palinsesto con più di 20 tipologie di sport serve a chi cerca la nicchia e a nessun altro. E non uso la dimensione del bonus di benvenuto, che è la variabile più pubblicizzata e la meno informativa di tutte.
Quello che guardo davvero, e in che ordine
La prima cosa è il numero di concessione. Ogni operatore dichiara nei propri termini la propria concessione e la propria società, e sono due informazioni che vanno lette prima di qualsiasi altra. Serve perché l’elenco ADM dei concessionari autorizzati al gioco a distanza è pubblico e verificabile, e perché la concessione è legata a un singolo sito .it: il marchio internazionale con lo stesso nome su un dominio diverso non è la stessa cosa, e non ha lo stesso numero.
La seconda è la ragione sociale, che quasi mai coincide con il marchio. Bwin.it è Eurobet Italia; Lottomatica.it è Goldbet Better Organization Italy; Betsson.it e Starcasino.it fanno capo entrambi ad Azzurri Limited. Chi apre un conto crede di averlo aperto con un nome, e in realtà lo ha aperto con una società. Quando qualcosa va storto — un prelievo bloccato, un reclamo — la controparte è la società, non il logo.
La terza è cosa dicono i termini su un tema preciso, quello che interessa a chi sta leggendo. Non un elenco di voci generiche: la voce singola che conta per te. Se il tuo problema è il controllo, sono i limiti e l’autoesclusione. Se è la velocità, i metodi di prelievo. Se è la varietà, le tipologie di giocata. La scheda di ogni operatore qui sotto, nella colonna dei termini, riporta proprio questo: ciò che l’operatore scrive sul tema specifico che la scheda copre.
La tabella di confronto: concessione, concessionario e termini
| Marchio | Numero di concessione e concessionario | Che cosa dicono i termini dell’operatore | Sito italiano |
|---|---|---|---|
| Betfair | ADM n. 16028 — Betfair Italia S.r.l. | — | Betfair.it |
| SNAI | ADM n. 16032 — Snaitech Spa | Assistenza 7 giorni su 7; ricariche con più modalità dal conto di gioco | Snai.it |
| William Hill | ADM n. 16044 — William Hill Malta Plc | Bonus di verifica da 5 € dopo invio dei documenti entro 96 ore | William Hill |
| Sisal | ADM n. 16020 — Sisal Italia S.p.a. | Bonus accreditato spendibile su tutti gli eventi in palinsesto | Sisal.it |
| Lottomatica | ADM n. 16010 — Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | Depositi e prelievi con PostePay e PayPal, oltre ad altri metodi | Lottomatica.it |
| StarCasinò | ADM n. 16026 — Azzurri Limited | — | Starcasino.it |
| Planetwin365 | ADM n. 16007 — Pwo S.p.a. | — | Planetwin365.it |
| bet365 | ADM n. 16030 — Hillside (New Media Malta) Plc | Autoesclusione e Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22 | Bet365.it |
| BetFlag | ADM n. 16008 — Betflag S.p.a. | Bonus di benvenuto pari al 100 % del primo deposito, fino a 5.000 € | Betflag.it |
| Betsson | ADM n. 16027 — Azzurri Limited | — | Betsson.it |
Tre righe hanno il trattino nella colonna dei termini, e non è una svista. Betfair, StarCasinò e Planetwin365 compaiono nell’elenco ADM con il proprio codice e hanno un’offerta di scommesse sportive documentata dalla propria app, ma le loro condizioni pubblicate non toccano in modo specifico il tema che questa colonna copre. Meglio un buco dichiarato che una riga inventata.
Due righe meritano un’occhiata più attenta del resto. Sisal e Betsson hanno lo stesso colore societario — Azzurri Limited detiene entrambe le concessioni — e questo non è un caso raro in Italia, dove un gruppo costruisce due marchi per parlare a due pubblici diversi. Chi sceglie tra loro non sta scegliendo tra due aziende, ma tra due prodotti della stessa azienda, e in caso di reclamo la controparte è la stessa. Per il resto, il campo dei numeri di concessione va dal 16007 di Planetwin365 al 16044 di William Hill, e la distanza tra i due non misura anzianità né affidabilità: misura l’ordine in cui le domande sono state assegnate in una gara.
Il margine che sta dentro ogni quota, e come si calcola
Se c’è una cosa che distingue chi legge le quote da chi le subisce, è questa. Ogni mercato ha una serie di esiti, e le loro quote, convertite in probabilità, sommano a più di 100 %. Quella eccedenza è la quota che il bookmaker trattiene su ogni unità puntata.
Prendiamo un mercato a due esiti con quota 1,90 su ciascuno. È un esempio illustrativo, non un prezzo offerto da qualcuno. La probabilità implicita di ogni esito è 1 diviso 1,90, e la condivisione di payout — la parte che il mercato restituisce a chi punta, sommati tutti gli esiti — è 1 diviso la somma di 1/1,90 più 1/1,90. Con i numeri: 1 ÷ (0,5263 + 0,5263) = 1 ÷ 1,0526 = 0,95, cioè una condivisione di payout del 95 %. Il margine è il resto, quindi in questo caso circa il 5 %.
Vale la pena fermarsi sul segno. Il margine non è una commissione che l’operatore aggiunge alla tua puntata: è già dentro la quota, e agisce come una tassa su ogni evento, vinta o persa. Ma quanto pesa dipende dal numero di gambe che aggiungi. Su una singola il 5 % è un pedaggio sopportabile; una multipla a tre gambe costruita su mercati dello stesso tipo arriva a trattenere circa il 14 % del valore complessivo, e su una multipla a cinque gambe si supera il 22 %. La differenza tra un giocatore che perde il 5 % e uno che perde il 22 % non è la competenza: è il formato della giocata. Per questo dico che il margine è la cifra che conta e la quota è solo la sua faccia visibile.
Un avvertimento sul metodo. Il calcolo presuppone che i due esiti siano equilibrati e che le quote siano tutte quelle visibili sul mercato interessato. Le quote reali variano per evento, per competizione e per operatore, e il margine su un’esordiente di Serie C è un’altra cosa rispetto a quello su un derby di Champions League. Il numero che conta non è «quanto margine prende il bookmaker» in assoluto, ma quanto prende su quel mercato, quel giorno, su quel sito.
Cosa aggiunge un bonus di benvenuto al confronto, e cosa toglie
Gli operatori italiani pubblicano bonus di benvenuto, e il termine è loro. L’esistenza di un bonus non è vietata dal Decreto Dignità, che vieta la pubblicità, non il bonus in sé; nessun tetto di legge è noto né sull’importo né sui requisiti di puntata, e quindi importi, rigioco e quote minime vengono dai termini di ciascun operatore. Questa è la ragione per cui confrontare due bonus guardando solo la cifra è un esercizio inutile: due offerte da 100 € possono valere cose diverse a seconda di ciò che devi fare per incassarle.
La cosa da chiedersi non è quanto accredita, ma quanto costa. Un bonus su cui devi far girare la cifra N volte, a quote minime, entro una scadenza, non è denaro regalato: è un volume di puntate che ti viene richiesto, e ogni puntata passa attraverso un mercato con un margine dentro. Il costo atteso si stima moltiplicando il volume richiesto per il margine del mercato in cui girerai il bonus; è una stima media su molte puntate, non un conto esatto di quello che ti succederà, e dipende dall’assunzione che tu giri solo l’importo del bonus e non altro. Chi pubblicizza «bonus» senza dire quanto costa è nella stessa posizione di chi pubblicizza una quota senza dire quale margine ci sta dentro.
Il secondo punto riguarda la forma dell’offerta. Una scommessa «senza rischio» rimborsata come free bet non è un rimborso in denaro: la free bet ha una caratteristica che nessun annuncio mette in evidenza, cioè che la sua puntata di solito non ti torna indietro insieme alla vincita. Se giochi 10 € di free bet a quota 2,00 e vinci, non incassi 20 €: incassi il profitto, cioè 10 €. La parte che sembrava capitale non esisteva. Vale lo stesso per una quota maggiorata, che è una riduzione del margine su un mercato specifico e non un regalo; per un cashback, che è una quota di perdite restituita e quindi un modo per abbassare il costo del gioco, non per renderlo profittevole; e per un pacchetto legato al deposito, che resta legato al deposito anche nella sua veste migliore.
Fondamenti: dieci concessionari ADM e cosa offre ciascuno
Qui passiamo dai criteri alle schede. Dieci marchi, nell’ordine in cui li ho messi a confronto, tutti provenienti dall’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza e tutti con un sito .it proprio. Non è una classifica e non è una raccomandazione: la concessione è per sito, l’elenco non dice quali giochi offra ogni riga, e le caratteristiche qui riportate sono quelle che gli operatori e le loro app dichiarano. Altri concessionari esistono fuori da questo gruppo, e un marchio che non compare qui non è per questo privo di concessione.

L’ordine di questa scheda non è casuale: parte dai due operatori che hanno costruito l’identità più forte su un singolo prodotto — l’exchange e le giocate di sistema — e prosegue verso i marchi generalisti, i casino-first e infine i due casi in cui l’offerta di benvenuto è essa stessa la caratteristica distintiva. Leggendo di seguito, la cosa da osservare è come cambia il tipo di prodotto: non le quote, che sono simili, ma che cosa l’operatore vuole che tu faccia sulla sua piattaforma.
Betfair — l’unica piattaforma con un exchange alle spalle
Betfair è, per storia, il primo operatore ad aver portato il betting exchange in Italia, e ha la concessione ADM n. 16028 tramite Betfair Italia S.r.l., con sito proprio Betfair.it. L’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate.
Il betting exchange è una cosa diversa da un bookmaker e vale la pena spiegarlo, perché è la ragione per cui Betfair è in questa lista. Nel gioco a quota fissa il concessionario è la controparte di ogni puntata. Nell’exchange, ammesso in Italia come gioco separato dall’art. 6, comma 1, lett. e) e definito dall’art. 2, lett. u), il giocatore può essere puntatore o bancatore e il concessionario si limita a metterli in contatto anonimo. Le quote non sono fissate dall’operatore: sono i prezzi a cui altri giocatori accettano di scommettere. La documentazione di Betfair è descritta come contenente regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come un limite minimo di 200 centesimi per una puntata a favore, in passaggi da 50 centesimi, e un articolo di stampa di settore del 2024 riferisce che sulle vincite il giocatore non deve nulla, con il prelievo che ricade sul concessionario.
Questa architettura cambia il profilo di costo, e cambia che tipo di utente serve. Su un exchange il margine dell’operatore non è incorporato nella quota: c’è una commissione sulle vincite nette, e il prezzo lo fanno gli altri partecipanti. Per chi sa leggere una quota e vuole bancare un esito invece di puntarci, è un’opzione che nel resto di questa lista semplicemente non esiste. Per chi cerca un’app semplice con un bonus facile, è una complicazione. Il Supercombo a quote maggiorate è poi una funzione del bookmaker tradizionale, e mostra che Betfair ha deciso di fare tutte e due le cose. Quanti marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni è cosa che non risulta, e il primato di Betfair va letto come un fatto storico, non come un vantaggio attuale.
SNAI — varietà di giocate e presenza nei punti vendita
SNAI opera con la concessione ADM n. 16032 tramite Snaitech Spa, su Snai.it. L’app SNAI Sport offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. La funzione My Combo permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su match o sport diversi — calcio, tennis e basket — nello stesso biglietto, con una quota unica.
I virtuali sono una parte considerevole del prodotto: oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, tra cui calcio virtuale con clip reali (Mitico Football), corse di cavalli e levrieri filmate e automobilismo, oltre a scommesse live e a un’offerta di streaming gratuito. Per i nuovi utenti dell’app è previsto un bonus di benvenuto, oltre a promozioni settimanali e offerte periodiche, e il conto di gioco si gestisce dall’app dove si può ricaricare con più modalità, con un’assistenza indicata come disponibile 7 giorni su 7.
Il tratto che distingue SNAI da un operatore puramente digitale è il rapporto con la rete fisica. Con l’app SNAI si verifica un biglietto giocato in un punto vendita SNAI inquadrando il QR Code stampato sul ticket. È una funzione banale sulla carta e preziosa nella pratica: metà dei giocatori italiani che giocano online hanno ancora una ricevitoria sotto casa, e passare dalla schedina di carta alla verifica digitale senza rifare il ticket è un risparmio di tempo reale.
Il rovescio della medaglia è la stessa presenza fisica: la struttura di prodotto di SNAI è pensata per chi condivide l’esperienza fra app e sportello, e chi non metterà mai piede in una ricevitoria paga la complessità di un sistema costruito intorno a due canali. La verifica del ticket è ottima se giochi anche in negozio, e irrilevante se non lo fai. È un operatore da considerare seriamente quando la rete fisica è parte del tuo gioco.
William Hill — il bonus legato al metodo di identificazione
William Hill ha la concessione ADM n. 16044 tramite William Hill Malta Plc, con sito William Hill. Il Benvenuto Sport accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore.
Questa è la scheda che più di tutte rende visibile una meccanica italiana. SPID non è una procedura di sicurezza qualunque: è l’identità digitale dello Stato, e le piattaforme che la accettano saltano la fase in cui l’operatore deve riconoscerti copiando documenti. William Hill premia chi la usa, e lo fa con una differenza dichiarata — 10 € contro 5 € — che vale come dichiarazione di intenti: l’operatore preferisce di gran lunga un utente già identificato da un’autorità pubblica a uno che manda una fotografia del documento.
Per il giocatore la conseguenza non è il bonus, è la velocità e la tracciabilità del processo. SPID ha una data di scadenza dell’identità e un processo di verifica già fatto; la registrazione manuale con documento ha una finestra di 96 ore entro cui inviare i documenti, e senza documenti validi il conto resta in uno stato di sospensione che blocca anche i prelievi. Le due strade portano alla stessa piattaforma con lo stesso bonus di base, ma richiedono tempi diversi per arrivare al primo prelievo, e nel frattempo il conto non è pienamente operativo. Chi ha già SPID non ha motivo di scegliere la strada lunga.
Sisal — volume di eventi, live e radici nei punti vendita
Sisal opera con la concessione ADM n. 16020 tramite Sisal Italia S.p.a., su Sisal.it. L’offerta è ampia e lo dichiara: oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Tra le scommesse proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca.
Il Virtual di Sisal conta oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte, e l’app affianca alle scommesse sportive l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster. L’app permette di accedere al conto gioco anche con Touch ID e di piazzare le scommesse da mobile, oltre a prenotare le scommesse e a ricaricare o prelevare nel punto vendita Sisal più vicino; una schedina giocata in negozio si può scansionare con l’app per sapere subito se è vincente.
L’ultima riga è la stessa leva di SNAI, e Sisal la usa nello stesso modo. La differenza sta nell’altro dato: 15.000 eventi live sono un numero che parla di un prodotto pensato per il gioco in continuo, e la diretta streaming gratuita è ciò che lo rende possibile. Con un flusso di partite a disposizione tutto il giorno, la funzione più importante della piattaforma diventa il limite di deposito che ti sei dato. Il bonus di benvenuto richiede di essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica, e l’accredito si spende su tutti gli eventi in palinsesto — che è una condizione generosa sul lato della spendibilità e non dice nulla sui requisiti di puntata, che restano il punto da leggere.
Lottomatica — pagamenti diffusi e il retail digitale
Lottomatica è gestita da Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) con la concessione ADM n. 16010, su Lottomatica.it. L’app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. La funzione Bet Scanner permette di conoscere l’esito dei biglietti giocati nel punto vendita; i Virtuali comprendono calcio, corse di cavalli in trotto e galoppo e corse di levrieri, con scommesse come Vincente, Piazzato, Accoppiata e Trio. Per i nuovi iscritti che aprono un Conto Gioco sono previsti bonus, con una procedura di registrazione descritta come più facile e veloce, e promozioni settimanali. L’accesso dall’app avviene con username e password.
Il dato che la distingue riguarda il denaro. Il conto gioco Lottomatica accetta tra i metodi di pagamento per depositi e prelievi PostePay e PayPal, oltre ad altri. È un dettaglio che sembra amministrativo e invece è il più concreto della scheda: PostePay è il conto prepagato di gran lunga più diffuso tra i giocatori italiani, e PayPal è il metodo che molti userebbero per tutto se solo non fosse escluso da metà dei mercati. Un bookmaker che accetta entrambi e li elenca nella stessa riga, per depositi e per prelievi, non ti obbliga a imparare a usare un bonifico o a cercare un tabaccaio per riportare a casa i soldi.
Manca, in questa scheda, l’altra metà del quadro: quanti giorni passano tra la richiesta di prelievo e l’accredito. È il numero che cambierebbe la valutazione più di qualsiasi quota, e non è noto per nessuno degli operatori di questa lista. Chi apre un conto con una cifra che conta per lui dovrebbe fare una prova di prelievo piccolo prima di depositare sul serio, perché è l’unico test che dà una risposta invece di una promessa.
StarCasinò — un casinò che tiene aperta una partita
StarCasinò ha la concessione ADM n. 16026 tramite Azzurri Limited, con sito Starcasino.it. L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.
Il nome lo dice e non lo nasconde: è un operatore nato sul casinò, che ha aggiunto il bookmaker. Questo non è un difetto in assoluto, ma è un’informazione da maneggiare con la stessa cautela con cui si maneggia un limite di deposito. Un conto aperto su una piattaforma di questo tipo porta davanti allo stesso saldo due prodotti con due velocità diverse, e la velocità più alta non è quella della scommessa sul calcio. Le slot hanno un margine e una frequenza di esito che nessun mercato sportivo ha, e chi arriva da lì per un palinsesto di calcio si trova in casa di qualcun altro.
Per chi chiede soltanto un bookmaker, ci sono nove alternative in questa lista con un’identità sportiva più marcata. La concessione è regolare, la piattaforma è italiana e il sito è .it, quindi il quadro giuridico è lo stesso degli altri; la differenza è di prodotto, non di fiducia. StarCasinò va valutata come casinò con una porta sul calcio, non come piattaforma di scommesse con un casinò accanto.
Planetwin365 — calcio italiano ed europeo, e più di venti sport
Planetwin365 è gestita da Pwo S.p.a. con la concessione ADM n. 16007, su Planetwin365.it. L’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.
La cosa notevole è la presenza della Serie C nella stessa riga della Premier League. È una scelta che quasi nessun operatore internazionale fa, e dice a chi è rivolta la piattaforma: chi segue il calcio italiano dal basso, la cadetteria e i campionati minori, dove il margine dell’operatore è tipicamente più largo e la liquidità più bassa. Più di 20 sport, poi, è un numero che serve a chi cerca la nicchia: volley, ciclismo, hockey, sport americani, tutto ciò che il pubblico generalista non tocca.
Questa ampiezza è un’arma a doppio taglio e vale la pena dirlo. Sui mercati di nicchia la quota è meno efficiente, perché ci sono meno scommesse a formare il prezzo, e il margine che l’operatore applica è conseguentemente più alto. Chi gioca Serie C o hockey su ghiaccio paga per il privilegio di trovare quel mercato aperto. Chi gioca solo Serie A e Champions League trova la copertura che cerca, senza approfittare della ragione per cui Planetwin365 è in questa lista.
bet365 — diritti internazionali e strumenti di tutela espliciti
bet365 opera con la concessione ADM n. 16030 tramite Hillside (New Media Malta) Plc, su Bet365.it. Si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. Gli strumenti di gioco responsabile comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione; per i residenti in Italia l’app indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.
Il palinsesto di bet365 è, in Italia, uno dei più legati ai grandi eventi internazionali, e non è una coincidenza che l’operatore abbia un accordo commerciale proprio con la Champions League. La conseguenza pratica è che la copertura su una partita di cartello è più profonda in termini di mercati — cartellini, tiri, corner, marcatori — di quella su un incontro di Serie C.
Una coincidenza che merita invece di essere notata è che la stessa azienda risulta primo partner dell’autorizzazione ADM della Setka Cup nel settembre 2026, secondo la stampa di settore. Vuol dire che l’operatore è presente nel processo con cui gli eventi nuovi entrano nel palinsesto approvato, e non solo nell’offerta su eventi già autorizzati.
Sul versante della tutela, la scheda è una delle più esplicite della lista: pause, limiti di versamento e autoesclusione vengono indicati insieme invece che sparsi in tre menù diversi. Il periodo di pausa e il telefono verde servono a due cose diverse — il primo è una scelta che fai tu per un tempo definito, il secondo è un numero da chiamare quando la scelta non basta — e trovarli nella stessa pagina è un segnale di come l’operatore organizza la materia, non una garanzia sul risultato.
BetFlag — un bonus sull’intero primo deposito, fino a 5.000 €
BetFlag è gestita da Betflag S.p.a. con la concessione ADM n. 16008, su Betflag.it. Il Welcome Bonus Sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €.
Un tetto a cinque cifre è una cosa seria, e va letta per quello che è. L’importo del bonus non è il valore dell’offerta: è la dimensione massima del credito che puoi ricevere, e ciò che il bonus vale dipende dai requisiti di puntata, dalla quota minima richiesta e dalla scadenza entro cui devi completare il giro. Se il rigioco è di dieci volte il bonus, un bonus da 100 € richiede 1.000 € di puntate, e su un mercato con un margine intorno al 5 % quel giro costa in media una cinquantina di euro. Il tetto alto non cambia il costo unitario: cambia quanto materiale hai a disposizione per costruire quel costo, e se il gioco non è la tua attività principale, una cifra che richiede quel volume di puntate è una promessa più grande di quello che riuscirai a incassare.
Per aprire il conto, il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Lato prodotto, un bonus che vale il 100 % del primo deposito è la forma più semplice di benvenuto, e — a differenza di un buono da 10 € — la spesa è interamente a carico di chi deposita di più. Chi deposita 50 € non ha nulla da guadagnare da un tetto di 5.000 €. La soglia, per lui, è irrilevante; per l’operatore è la promessa che comparirà in ogni annuncio.
Betsson — marchio della stessa società di StarCasinò, offerta internazionale
Betsson è gestita da Azzurri Limited con la concessione ADM n. 16027, su Betsson.it. L’app Betsson Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.
Il dato strutturale è il proprietario. Azzurri Limited detiene anche la concessione di StarCasinò, come la tabella di confronto mostra: due marchi, una sola controparte. Non è una sorpresa, in un mercato dove una società può tenere più concessioni, ed è esattamente la ragione per cui la concessione è legata al sito e non all’azienda. Chi ha conti aperti su entrambe le piattaforme non ha due rapporti distinti con due aziende: ne ha uno con la stessa società, declinato in due negozi.
La conseguenza pratica riguarda la protezione, non la scelta del marchio. Il RUA blocca entrambi, e blocca ogni altra piattaforma autorizzata; ma un limite di deposito impostato su Betsson non si trasferisce automaticamente su StarCasinò, e un problema di gioco che si sta cercando di contenere non si ferma al confine di una concessione. Chi si dà un limite su una piattaforma dello stesso gruppo dovrebbe replicarlo sull’altra, o chiudere il secondo conto. Sul piano dell’offerta, il catalogo è quello di un bookmaker generalista internazionale con i mercati di base ben coperti: chi cerca una singola su un match di cartello, una multipla o una combo, è nell’offerta standard e non in una nicchia.
Normativa: cosa significa operare con una concessione ADM, e cosa cambia fuori
Siamo all’ultimo blocco, e al titolo che molti lettori cercavano dall’inizio. Lo metto qui e non in apertura perché capire come si legge una concessione richiede di sapere prima cosa fa un operatore: i limiti che deve applicare, il palinsesto che deve rispettare, i giochi che può offrire. Ora che il quadro è in piedi, la parte giuridica si incastra da sola.

L’autorità di riferimento è ADM — Agenzia delle Dogane e dei Monopoli — che sui documenti e sul mercato continua a comparire anche come «ADM (ex AAMS)», e in molti annunci ancora come «AAMS». La cornice è il D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Il punto da capire subito è che le concessioni non sono licenze aperte: sono «concessioni» assegnate con gara pubblica. L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza con una concessione — scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, simulati compresi, e su corse di cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; bingo — e l’art. 6, comma 3 stabilisce che i vincitori della gara possono gestirne uno o più per un massimo di nove anni, senza rinnovo.
La gara del settembre 2025 e i numeri del mercato autorizzato
I numeri aiutano a capire la scala. La gara del settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, letto il 25 ottobre 2026, ha 52 righe con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it. Tra i requisiti della gara ci sono una società di capitali con sede nello spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno ai limiti di deposito che ADM fissa nella gara stessa (art. 6, comma 5); i termini della concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata (art. 4, comma 3; art. 5, comma 3).
Quella fissità è la parte meno visibile e più importante. Significa che l’operatore non può rinegoziare a metà strada le regole con cui ha vinto la concessione: le condizioni valgono nove anni, e chi le accetta lo fa sapendo che il costo resterà quello. Il corollario è che le concessioni in scadenza nel 2034 non verranno automaticamente rinnovate, e il mercato autorizzato si ridisegnerà con una nuova gara.
Un dettaglio pratico che vale più di tutto il resto, e riprende la tabella di confronto: Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non figuravano tra le 52 righe al 25 ottobre 2026. Non è un’opinione sul loro conto, è una lettura del registro: chi vuole giocare su uno di quei marchi lo fa fuori dal sistema delle concessioni italiane, con tutto ciò che questo comporta e che descrivo tra poco. Le modifiche successive al decreto del 2024 non sono note.
Come si verifica una concessione in tre passaggi, e perché la verifica è l’unico test
La verifica non richiede competenze tecniche e richiede cinque minuti. Il primo passaggio è l’elenco ADM dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, che è pubblico: si cerca il marchio, e se non compare si cerca la società, perché il marchio e la ragione sociale raramente coincidono. Il secondo passaggio è il numero di concessione dichiarato dall’operatore nei propri termini, che va confrontato con quello del registro: la concessione è legata a un singolo sito .it, e un dominio diverso con lo stesso nome non è la stessa cosa. Il terzo passaggio è controllare che l’elenco ADM non contiene una colonna per i giochi — è la ragione per cui la concessione non basta a dimostrare che quel sito offra scommesse sportive: lo dimostra il palinsesto pubblicato sul sito stesso.
Su questo punto insisto perché è la falla più sfruttata dalle pagine di comparazione, questa inclusa. Un posto in una lista non è una concessione. Una recensione entusiasta non è una concessione. Un licenza estera non è una concessione italiana. L’unico documento che attribuisce a un operatore il diritto di raccogliere scommesse in Italia è una riga nell’elenco di ADM, e chi non la trova non ha una risposta ambigua: ha una risposta.
L’offerta illegale, il blocco dei domini e la posizione del giocatore
Offrire gioco a giocatori in Italia senza concessione è illegale, e la legge italiana non si limita a colpire l’operatore. L’art. 22, D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e l’elenco dei siti di cui è inibito l’accesso, entrambi pubblici sui siti di ADM e della Guardia di Finanza; i fornitori di servizi internet e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti a una pagina di avviso. Il blocco opera a livello di DNS e alcuni provider sono più lenti di altri; un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini secondo la stampa di settore, con aggiornamenti nel 2026 che aggiungono da decine a centinaia di domini per volta e specchi che ricompaiono in poche ore. Il risultato, in una parola, sono siti «oscurati».
Sul lato del giocatore la posizione è più dura di quanto molti immaginino, e va riportata con le parole dell’autorità. La Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, come ADM stessa la cita il 28 febbraio 2024, prevede «l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». L’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti contro singoli giocatori non risultano. Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche se accettate all’estero, secondo una fonte di settore.
Il confronto onesto, per chiunque stia valutando un .com estero, è questo: una concessione ADM porta con sé il RUA, la vigilanza di ADM, gli strumenti di limite obbligatori e un foro italiano; un marchio senza concessione non porta nessuna di queste cose, è esposto al blocco DNS e, per come ADM stessa descrive la norma, espone il giocatore a una sanzione di natura penale. I siti offshore che accettano giocatori italiani esistono e compaiono nei risultati di ricerca con licenze estere, che in Italia non hanno alcun valore. Non serve nominarli: serve sapere che quella zona è descritta come non protetta, senza dettagli su metodi di deposito o bonus, perché nessuno di quei dettagli è garantito da qualcosa.
Pubblicità, bonus e i confini che il Decreto Dignità traccia
Il Decreto Dignità, art. 9 D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018, è in vigore. ADM lo cita il 28 febbraio 2024 con queste parole: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». A vigilare è AGCOM, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e almeno 50.000 € per violazione. Il decreto stesso promuove la pubblicità del gioco pubblico che serva un gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente a un concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3).
Le cronache del 2025 e del 2026 aggiungono qualche sfumatura. AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto nel 2025; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti, il C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e il C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. È stata proposta, non è legge, una modifica di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per rimuovere il divieto sull’indiretta, come le sponsorizzazioni: l’esito non risulta, e al momento della verifica il divieto è in vigore.
Questo confine spiega una cosa che altrimenti sembra incoerenza. Gli operatori italiani non possono fare pubblicità, e quindi il loro marketing vive in altri canali: le pagine di confronto, le app, i messaggi dentro il prodotto. Nei fatti è il marchio a essere messo a tacere, non l’offerta, e nessun tetto di legge è noto sull’importo di un bonus o sui suoi requisiti di puntata. Importi, rigioco e quote minime vengono, perciò, esclusivamente dai termini di ciascun operatore — ed è per questo che leggerli è un dovere e non una formalità.
Tasse: chi paga l’imposta unica e cosa succede al giocatore
Sul prelievo fiscale il sistema italiano è costruito per non far vedere nulla al giocatore, e questo ha conseguenze. L’operatore paga l’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa — D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, il cui numero non risulta — nella misura del 20,5 % se la raccolta avviene su rete fisica e del 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite, secondo la stampa di settore. Le scommesse a quota fissa sull’ippica pagano le stesse aliquote, dopo essere state al 43 % e al 47 %; le scommesse sui virtuali, cioè gli eventi simulati, pagano il 24,5 % sull’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non risulta.
Per il giocatore la conclusione è quella che interessa: le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo ricade sul concessionario; la stampa di settore, nel 2024 e nel 2026, descrive la cosa come una tassazione «alla fonte», con il giocatore che riceve la somma netta e non dichiara nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi per qualunque posizione personale vale la regola di consultare un commercialista.
Il rovescio è il caso opposto, e qui la legge è molto più esplicita. Le vincite ottenute su siti non autorizzati o esteri ricadono in un’altra categoria: l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, le tratta come «redditi diversi» (art. 67, comma 1, lett. d, TUIR), anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili ai sensi dell’art. 69 TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni; la lettura pratica è nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non risulta, e la posizione va espressa per quello che è: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.
Vale la pena fermarsi sul paradosso, perché è il tipo di dettaglio che ribalta una scelta. Il giocatore che cerca il sito estero per avere più vantaggi si mette in una posizione in cui le vincite entrano in una base imponibile e vanno dichiarate, mentre il giocatore sul concessionario italiano — che paga il 24,5 % sulla raccolta a distanza al posto suo — non ha nulla da dichiarare. Il vantaggio apparente dell’offerta estera è il costo reale sul fisco. Sul piano del gioco a quota fissa le scommesse sono consentite solo su eventi inseriti nel palinsesto approvato da ADM, e non risulta un tetto statutario in euro alle puntate: gli strumenti che vincolano davvero il giocatore sono i suoi autolimiti e il limite di deposito scelto al momento della registrazione.
Domande frequenti sulle piattaforme di scommesse sportive
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si consulta l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, che è pubblico e aggiornato, e si cerca il marchio o la ragione sociale. Poi si confronta il numero di concessione dichiarato dall’operatore nei propri termini con quello del registro, ricordando che la concessione è legata a un singolo sito .it e che l’elenco non indica quali giochi offra.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
Si moltiplica la puntata per la quota: dieci euro a 1,90 restituiscono diciannove euro, di cui nove di profitto. In una multipla le quote delle singole giocate si moltiplicano fra loro in un prezzo unico, quindi il rendimento potenziale cresce, ma cresce anche il margine già incorporato in ogni mercato combinato.
Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?
Si convertono le quote degli esiti di uno stesso mercato in probabilità, dividendo 1 per ciascuna, e si somma. Se il totale supera 1, la parte eccedente è il margine. Su un mercato a due esiti a 1,90 e 1,90 la condivisione di payout è circa il 95 % e il margine circa il 5 %.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Alla registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile; abbassarlo ha effetto immediato, alzarlo richiede sette giorni. L’art. 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024 impone anche autolimiti su tempo, spesa e perdita e messaggi automatici: conviene impostarli tutti, appena aperto il conto.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché l’imposta unica ricade sull’operatore: è la ricostruzione della stampa di settore, non una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi per il proprio caso conviene consultare un commercialista. Su siti non autorizzati valgono invece regole diverse.
Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?
Un sito senza concessione italiana non è collegato al RUA, quindi un giocatore autoescluso resta senza protezione, ed è esposto al blocco DNS da parte di ADM. In più, come ADM stessa cita la Legge 401/1989, anche chi partecipa a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.
Come iniziare e app – ippicascommesseit
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