Bookmaker italiani 2026: cosa cambia davvero quando il sito ha la concessione ADM
Dati aggiornati al Ottobre 31, 2026, con i numeri di concessione e i concessionari verificati sull’elenco ADM dei concessionari autorizzati al gioco a distanza.
Un bookmaker che accetta scommesse in Italia senza una concessione ADM non sta operando in una zona grigia: sta operando fuori dalla legge, e chi ci gioca si assume il rischio in prima persona. Questo è il punto da cui parte tutto il resto. La concessione non è un bollino decorativo da esibire in una pagina di comparazione, è il permesso che lega un sito agli strumenti di tutela, alla vigilanza dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e a un foro italiano. Quando manca, manca l’intera catena: nessun Registro Unico degli Autoesclusi, nessun controllo sul palinsesto, nessun limite imposto, e dall’altra parte un’amministrazione che oscura i domini e un testo di legge che sanziona anche chi partecipa alle scommesse raccolte da un operatore non concessionario.
Vale la pena guardare i numeri prima di ogni altra cosa. Il bando di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, al prezzo di circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. Cinquantadue righe, codici da 16000 a 16051, ognuna agganciata a un sito .it. Una sola società può tenerne più di una: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Giocodigitale. Il che dice già come va letta quella lista: la concessione è per sito, non per azienda, e il nome che compare nel codice non è quasi mai il nome del marchio. Bwin risponde a Eurobet Italia, Lottomatica a Goldbet Better Organization Italy, Betsson e Starcasino ad Azzurri Limited.
E poi c’è la trappola più fine, quella che nessuna pagina di confronto spiega: l’elenco ADM non ha una colonna per i giochi. Chi ci figura può aver diritto a scommesse sportive, poker e skill games, giochi di tipo casinò, exchange e bingo in qualsiasi combinazione. Un nome nell’elenco non dimostra da solo che quel sito offra un banco di scommesse sportive. Lo dimostra il sito stesso, il palinsesto che espone, l’app che pubblica. Un posto in una classifica non vale una concessione, e una concessione non vale un prodotto: sono due verifiche diverse e vanno fatte entrambe.
Che tipi di scommessa si trovano e come si legge una quota
La scommessa a quota fissa è il prodotto centrale, quello che l’art. 6, comma 1, lett. a), D.Lgs. 41/2024 mette per primo tra i giochi concedibili a distanza, insieme agli eventi simulati e alle corse dei cavalli. Accanto c’è il totalizzatore, che è una cosa diversa e che raramente si incontra in vetrina. Intorno a questo nucleo si è costruito un repertorio che ormai assomiglia più a un menù di ristorante che a un’offerta commerciale: singola, multipla, sistema, e poi i mercati derivati.

Vale la pena di distinguere quello che è legge da quello che è costume commerciale. Il «palinsesto», per l’art. 2, lett. s), è il programma di eventi e tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM, e si può prendere una giocata solo su eventi che stanno dentro quel palinsesto. Non è una formalità: ADM autorizza gli eventi uno per uno, e a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup con bet365 come primo partner, secondo la stampa di settore. Quali sport e quali tipi di giocata entrino nel palinsesto di un singolo operatore, però, non è cosa che si legga in un elenco pubblico: si legge nel sito.
Quota decimale e margine, il numero che non sta sul biglietto
In Italia la quota si scrive con la virgola: 1,85, non 1.85. È il primo formato decimale che un lettore abituato alla quota frazionaria inglese deve imparare a convertire mentalmente, ma è anche il più comodo, perché la quota decimale contiene già tutto quello che serve: moltiplicata per la puntata dà il ritorno lordo, e sottraendo la puntata dà il profitto netto. Cento euro a 1,85 pagano 185 €, dei quali 85 € sono guadagno.

Poi c’è la parte che il biglietto non mostra mai. Il margine del bookmaker è la fetta che il banco trattiene su ogni unità puntata su quel mercato, e si ricava dalla quota di tutti gli esiti di uno stesso mercato: si sommano gli inversi delle quote, si prende il reciproco della somma e si ottiene la quota-parte che il mercato restituisce complessivamente. Il margine è il cento per cento meno quella quota-parte.
Prendiamo un mercato a due esiti illustrativo, con entrambe le quote a 1,90. Serve un chiarimento subito: 1,90 e 1,90 non è un prezzo che troverete, è un esempio da manuale, perché due esiti identici e speculari esistono solo sulla carta. Su quel mercato la somma degli inversi è pari a 1/1,90 più 1/1,90, e il reciproco di quella somma restituisce il 95 %: il mercato paga indietro il 95 % di quanto raccoglie. Il margine trattenuto è quindi il 5 %.
Il numero va letto con la sua condizione, perché il 5 % non è una costante del settore. Due esiti a 1,90 sono generosi, ed è una configurazione che nel calcio si vede più spesso su un mercato a due vie che su un 1X2, dove il terzo esito allarga la forbice e il margine sale. Un mercato liquido come l’esito finale di una partita di cartello sta in una banda stretta, mentre un mercato di nicchia, con meno giocate e più rischio per il banco, si prende un margine molto più alto. La stessa partita, letta su due mercati diversi dello stesso operatore, può costare al giocatore percentuali che non hanno nulla a che vedere l’una con l’altra. Questo è il motivo per cui «il bookmaker con le quote più alte» è una frase che va sempre completata: più alte su cosa, e su quale mercato.
La conseguenza pratica è che il margine non è un costo una volta sola, è un costo che si paga a ogni giocata. Chi punta venti volte sullo stesso mercato al 5 % ha già lasciato per strada il corrispettivo di una puntata intera prima di aver vinto qualcosa. E ogni giocata aggiuntiva è una nuova risalita: è il motivo per cui la multipla, che pure affascina, somma i margini di tutti gli eventi che la compongono in un unico prezzo. Giocata che nasce come quattro pronostici diventa una quota unica, e dentro quella quota ci sono quattro trattenute. Chi punta sulla multipla per inseguire un guadagno grande sta pagando più margine, non meno.
Dove finisce il prezzo e comincia il prodotto
La lettura delle quote è anche il modo più onesto di capire cos’è cambiato nell’offerta italiana. Betfair, con la concessione 16028, propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con una sezione Supercombo che raccoglie combo e mercati unici a quote maggiorate. Sisal, concessione 16020, elenca tra le sue giocate la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal, e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni. Sono nomi commerciali, non voci di un tariffario, e la frase «quote maggiorate» va pesata: maggiorata rispetto a cosa, esattamente. Una quota maggiorata su un mercato costruito dall’operatore stesso non è confrontabile con la quota di un mercato standard altrui, perché l’evento non è lo stesso. Chi vuole davvero comparare i prezzi deve guardare lo stesso mercato sullo stesso evento in due momenti diversi, e non due nomi che suonano simili.
L’altra lezione è che il cash out è diventato lo strumento con cui il bookmaker gestisce il rischio, non un favore al cliente. Sia Sisal sia SNAI lo mettono in vetrina: permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Chiudi prima, e il prezzo che accetti è la proposta dell’operatore in quel momento. Una scommessa chiusa in chiusura anticipata non è quasi mai la scommessa chiusa al prezzo di mercato, e in questa differenza c’è il margine che l’operatore ha guadagnato vendendovi una certezza parziale.
Gli sport, i campionati e i grandi appuntamenti
Il calcio è la spina dorsale dell’offerta italiana, e si vede dai palinsesti dichiarati. Planetwin365, concessione 16007, copre Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga e La Liga, più Champions League, Europa League e Conference League, e dichiara oltre 20 tipologie di sport con risultati in diretta. Lottomatica, concessione 16010, mette insieme Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per seguire la partita mentre si gioca. Sono due elenchi simili, ed è normale: il calcio italiano ed europeo è il terreno su cui ogni concessionario deve esserci, perché è lì che sta il volume.
La differenza tra un operatore e l’altro si costruisce nel resto del palinsesto. SNAI, concessione 16020, dichiara oltre 3.000 eventi virtuali al giorno tra calcio virtuale con clip reali, corse di cavalli e levrieri filmate e automobilismo, e affianca l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster. Eurobet, concessione 16010 nello spirito del marchio ma con la propria voce in elenco, porta il palinsesto da calcio, tennis e basket fino a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, e da lì agli eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, elezioni comprese. È una scelta che divide: chi cerca solo il calcio la trova una distrazione, chi vuole un mercato su una serata televisiva la trova un servizio.
Un calendario che l’operatore non sceglie da solo
Qui l’angolo di questo pezzo diventa concreto. Il palinsesto non è libero: l’art. 2, lett. s), D.Lgs. 41/2024 richiede l’approvazione ADM, e gli eventi si aggiungono uno per uno. L’autorizzazione della Setka Cup a settembre 2026, con bet365 primo partner, è esattamente questo meccanismo visto dall’esterno: non è una novità commerciale nata dal nulla, è un evento entrato nel palinsesto approvato. Per il giocatore la conseguenza è che l’ampiezza di un palinsesto è, in parte, un fatto amministrativo e non solo commerciale. Se un mercato che vi aspettate non c’è, può darsi che non sia ancora ammesso, e non che l’operatore l’abbia trascurato.
L’ippica merita una riga a parte, perché in Italia è due cose diverse. Le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno dentro la lett. a) dell’art. 6, comma 1. I «giochi di ippica nazionale» della lett. c) sono un’altra cosa, con definizione propria all’art. 2, lett. h), e richiedono una concessione a sé: vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté, tutte formule di totalizzatore. Se un marchio offra i totalizzatori dell’ippica nazionale online è cosa che non si ricava dagli elenchi, e va cercata nel suo palinsesto.
Gli eventi simulati hanno anch’essi una definizione legale, l’art. 2, lett. v): sport, corse di cavalli e altri eventi simulati al computer e mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato. Stanno dentro la concessione per le scommesse sportive, ed è per questo che nei siti italiani esiste la sezione «Virtuali». I numeri dichiarati sono alti e vanno letti come dichiarazioni dell’operatore: Sisal parla di oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte, e di oltre 1.000 eventi quotidiani per le scommesse sportive con più di 15.000 eventi live, più diretta streaming gratuita di calcio, volley, tennis e basket. Lottomatica elenca tra i suoi virtuali calcio, trotto, galoppo e levrieri, con formule come Vincente, Piazzato, Accoppiata e Trio. Eurobet, nella sua sezione Virtual, propone partite simulate tra Campionato, Big Match e Derby, il galoppo, i Levrieri Reali e Palline 2.0.
La quantità, però, è la merce più facile da gonfiare. Mille eventi al giorno non dicono nulla sul margine applicato a quei mercati. Un operatore con un catalogo enorme e margini alti è, per il giocatore, più caro di un operatore con meno eventi e prezzi migliori. È il momento in cui il numero grande smette di essere una promessa e diventa una domanda: su quegli eventi, quanto mi costa giocare?
I nuovi arrivati e il debutto che non si può improvvisare
La domanda su quali siano i bookmaker nuovi in Italia ha una risposta scomoda: da novembre 2025 non c’è un mercato libero in cui un nuovo marchio sbarchi quando vuole. Le concessioni sono state assegnate con un bando, 52 a 46 società su 93 domande, al prezzo di circa 7 milioni di euro per nove anni. Il che significa che l’ultimo grande giro di novità è già dentro l’elenco, ed è quello che ha portato in Italia una serie di marchi con codice a cinque cifre e un sito .it.
Chi arriva, arriva per forza dentro quel perimetro. Art. 6, comma 3, D.Lgs. 41/2024: i vincitori del bando possono gestire una o più delle attività previste per un massimo di nove anni, senza rinnovo. Nessun rinnovo automatico, nessun diritto acquisito che si tramanda. E i requisiti non sono soltanto economici: serve una società di capitali con sede nello Spazio Economico Europeo, un piano di investimento e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM fissa nel bando (art. 6, comma 5). Le condizioni della concessione e il regime fiscale restano fissi durante il periodo (art. 4, comma 3, e art. 5, comma 3), il che è una garanzia per l’operatore e, indirettamente, anche per chi ci gioca.
Per il lettore che cerca «nuovi bookmaker», la conseguenza è questa: una novità nel panorama italiano non è quasi mai un marchio appena fondato, è un marchio che ha vinto un lotto di concessione o che ha acquisito un sito da chi lo aveva. La verifica da fare è sempre la stessa, e non cambia con l’età del marchio: cercare quel sito, per nome, nell’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza. Un sito che si presenta come nuovo, brillante e internazionale ma non compare in quell’elenco non è un nuovo bookmaker italiano: è un sito estero, e sta fuori dal sistema.
Questo è anche il punto in cui una verifica da fare una volta sola produce effetti permanenti. La data del debutto non cambia nulla di quello che il giocatore ottiene: gli stessi limiti, le stesse tutele, la stessa rete di autoesclusione. Un marchio entrato nel 2025 non è meno protetto di uno che c’era nel 2010, e un marchio storico non è più protetto di lui. L’anzianità è un argomento di marketing, non una misura di sicurezza.
Cos’è un bookmaker, in concreto, dalla registrazione al prelievo
Il significato della parola è semplice e vale la pena scriverlo senza giri: un bookmaker è chi fissa le quote e accetta le giocate, mettendoci un proprio margine. La parte interessante non è la definizione, è la sequenza che il giocatore attraversa, perché è lì che si capisce cosa cambia tra un operatore e l’altro.
Il conto di gioco e l’identificazione
Tutto comincia dal conto di gioco, che per legge richiede piena identificazione. Le strade sono due, e la differenza tra loro è di giorni, non di sostanza. La registrazione classica, con il modulo e la copia di un documento, e l’identificazione con SPID o CIE. BetFlag, concessione 16008, rimanda per aprire il conto alle procedure di identificazione con SPID e CIE accanto alla registrazione tradizionale, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Goldbet, concessione 16009, offre anch’esso la via CIE attraverso un fornitore SPID. William Hill, concessione 16044, usa la differenza come leva commerciale: chi si registra con SPID riceve subito un Bonus Sport da 10 €, mentre chi sceglie la registrazione manuale ha un bonus di verifica da 5 €, dopo l’invio dei documenti entro 96 ore. Lo stesso contenuto, due prezzi: la comodità dell’identità digitale vale 5 € in più, secondo i termini dell’operatore.
La parte che nessuno legge è la più importante quando va male: senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti è sospeso e i prelievi sono bloccati. Trenta giorni sono tanti finché non ne restano tre. È l’unico punto della procedura in cui il libro paga sta davvero nel documento caricato, e vale la pena di completare tutto il giorno stesso in cui ci si registra, senza rimandare al primo prelievo, che è esattamente il momento sbagliato per scoprire che un documento non è mai stato approvato.
Dall’app l’accesso è rapido: Sisal Matchpoint, concessione 16020, consente di entrare nel conto anche con Touch ID. Lottomatica accede con username e password. Sono dettagli, ma sono il tipo di dettaglio che si nota solo quando manca.
Deposito, ricarica e prelievo
Sul lato dei pagamenti esiste un pezzo di infrastruttura tipicamente italiano che vale la pena conoscere: i punti vendita ricariche, regolati dall’art. 13, D.Lgs. 41/2024. ADM tiene un registro di questi punti — tabaccai, ricevitorie — che ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario o in contanti fino a 100 € a settimana in totale. Non possono pagare vincite né erogare saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno. È il canale che serve a chi non vuole legare una carta al conto, e il tetto dei 100 € settimanali in contanti è la sua caratteristica, non un difetto: è un limite di sistema, uguale per tutti.
Sui binari che le pagine di confronto mostrano presso i concessionari ADM si trovano carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in tabaccheria come SisalPay e Mooney. Ognuno ha la sua lista nei propri termini, e non è la stessa per tutti. Lottomatica, per esempio, accetta tra i metodi per depositi e prelievi PostePay e PayPal, oltre ad altri. Il quadro sulle criptovalute presso i concessionari ADM è aperto, e non esiste una norma che elenchi i binari approvati.
C’è poi una regola che vale la pena tenere a mente anche quando non ci riguarda direttamente: l’art. 22, comma 1, prevede un regolamento, concordato con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per conto di operatori privi di concessione. La sua entrata in vigore non è confermata. Se e quando arriverà, il canale di pagamento diventa un secondo muro accanto all’oscuramento dei domini.
Le schedine, il negozio e l’app
L’Italia ha una caratteristica che pochi mercati hanno: la compresenza di online e rete fisica, e i concessionari hanno costruito ponti tra i due. SNAI permette di prenotare le scommesse dall’app e di ricaricare o prelevare nel punto vendita più vicino, e consente di scansionare con l’app una schedina giocata in negozio per sapere subito se è vincente, così come di verificare un biglietto inquadrando il QR Code stampato sul ticket. Lottomatica fa la stessa cosa con la funzione Bet Scanner, che dà l’esito dei biglietti giocati nel punto vendita. Sisal, dal canto suo, permette di prenotare le giocate dall’app con la stessa logica.
Per chi vive in una città con una ricevitoria sotto casa, questa integrazione è un vantaggio reale: si gioca dall’app e si gestisce la cassa di persona. Per chi non ce l’ha, è una funzione che non userà mai. Eurobet chiude il cerchio dal lato opposto, con depositi e prelievi gestibili direttamente da iPhone o iPad e le informazioni sul conto consultabili in app, e raccoglie le schedine in corso o concluse nella pagina My Bets. SNAI indica un’assistenza a disposizione sette giorni su sette, e gestisce il conto gioco dall’app con più modalità di ricarica.
Il punto pratico, per chi si avvicina per la prima volta: la qualità che conta non è quante funzioni ha l’app, è se il percorso registrazione-documento-deposito-prelievo si chiude senza intoppi. Un’app ricca con un prelievo che si blocca per un documento mai validato vale meno di un’app scarna che paga.
La classifica dei dieci concessionari, letta per quello che le carte dicono
Mettiamo in fila i dieci marchi che questa pagina prende in esame, nell’ordine in cui li presentiamo. La tabella non è una graduatoria e non è un consiglio: è il confronto tra quello che l’elenco ADM certifica e quello che i termini dell’operatore dichiarano sul suo stesso prodotto.
| Marchio | Numero di concessione e concessionario | Cosa dichiarano i termini dell’operatore |
|---|---|---|
| BetFlag | ADM n. 16008, Betflag S.p.a. | Apertura conto anche con SPID e CIE; Welcome Bonus Sport pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 € |
| William Hill | ADM n. 16044, William Hill Malta Plc | Bonus Sport da 10 € con registrazione SPID; bonus di verifica da 5 € con registrazione manuale, dopo invio documenti entro 96 ore |
| Planetwin365 | ADM n. 16007, Pwo S.p.a. | Palinsesto su Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga, Champions, Europa e Conference League; oltre 20 tipologie di sport con risultati in diretta |
| Betfair | ADM n. 16028, Betfair Italia S.r.l. | Mercati Esito Finale, Under/Over, Multigol e combo; sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate |
| StarCasinò | ADM n. 16026, Azzurri Limited | Scommesse sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di giocata, accanto a slot e Live Casinò |
| AdmiralBet | ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l. | In registrazione richiede limiti massimi di ricarica, spesa e tempo di gioco, giornalieri, settimanali e mensili; autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni o a tempo indeterminato |
| Sisal | ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. | Oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live; Scommessa DUO, Supercombo, Supercoppia, mercati Goal/No Goal/Multigoal; cash out; oltre 3.000 eventi virtuali al giorno |
| bet365 | ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | Official Global Betting Partner della UEFA Champions League; scommesse su Premier League, Champions, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live |
| Lottomatica | ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | Serie A, Serie B, Champions, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming; bet scanner; virtuali con trotto, galoppo e levrieri |
| Goldbet | ADM n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | Schedine live, pre-match, singole, multiple e sistemi su tutti i campionati di calcio e altri sport |
Due cose saltano all’occhio guardando la colonna dei concessionari. La prima è che Lottomatica e Goldbet hanno lo stesso concessionario: Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Due siti .it distinti, due concessioni distinte, una sola società dietro entrambi. Non è un’anomalia, è la regola scritta nell’elenco: la concessione è per sito, e una società può vincerne più d’una. La seconda è che il marchio e la società quasi non coincidono mai. Chi cerca rassicurazione in un nome conosciuto deve sapere che il nome che legge sul sito non è quello che risponde davanti ad ADM: per quello serve il numero di concessione, che gli operatori pubblicano nei propri termini, e la voce corrispondente nell’elenco.
Sull’ultima colonna vale la stessa avvertenza di tutta la pagina. Sono dichiarazioni degli operatori, non verifiche indipendenti. «Oltre 20 tipologie di sport» e «più di 15.000 eventi live» sono numeri che l’operatore dà di sé. Nessuno di questi marchi mostra in vetrina il margine applicato ai propri mercati, ed è per questo che la tabella si ferma dove si ferma: quello che si può confrontare è la concessione, che è un fatto registrato, e il prodotto dichiarato, che è una promessa. La differenza tra le due colonne è la distanza tra la certezza e l’offerta, e va tenuta a mente ogni volta che si legge una pagina di confronto.
AdmiralBet, 16048
Cominciamo da un dettaglio che non c’entra con le quote e c’entra con tutto: in registrazione AdmiralBet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. È la sola scheda in cui il momento della registrazione è descritto nei termini come un momento di scelta attiva, e la conseguenza è concreta: chi si iscrive di fretta e imposta una cifra casuale si porterà dietro quel tetto per una settimana, perché alzarlo richiede pazienza. Il ritardo di sette giorni è la parte intelligente della regola. È anche la parte che fa arrabbiare chi ha appena vinto e vuole raddoppiare.
Sull’autoesclusione i termini indicano periodi di 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Chi sceglie l’indeterminata sceglie un’attesa lunga, e i nove mesi prima della revoca non sono una formalità. La scheda nel complesso è quella che mette più vincoli sulla velocità del giocatore, e per questo è la meno adatta a chi vuole decidere sul momento.
Sisal, 16020
Il catalogo è la ragione per cui Sisal compare in alto in qualsiasi confronto: oltre 1.000 eventi al giorno, più di 15.000 eventi live, diretta streaming gratuita di calcio, volley, tennis e basket, e un repertorio di mercati che va dalla Scommessa DUO alla Supercoppia fino ai mercati Goal, No Goal e Multigoal e alle giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni. Aggiungete il cash out, i virtuali con oltre 3.000 eventi al giorno tra le 7 e le 3 di notte, l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster, e la funzione che permette di prenotare le giocate, ricaricare o prelevare nel punto vendita più vicino e scansionare una schedina giocata in negozio per sapere subito se è vincente. Per ricevere il bonus di benvenuto bisogna essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica; il bonus accreditato si spende su tutti gli eventi in palinsesto.
Il metro giusto per giudicare questo catalogo non è la quantità ma la coerenza tra i tre ambienti — app, negozio, virtuale. Un giocatore che entra in un punto vendita e poi vuole seguire la stessa giocata dall’app trova un sistema che funziona in entrambe le direzioni, ed è raro. Chi invece gioca solo online e non ha una ricevitoria vicina paga la complessità senza incassarne il beneficio.
Lottomatica, 16010
Il marchio più riconoscibile della rete fisica italiana porta nell’online l’eredità dei punti vendita: Serie A, Serie B, Champions, Premier League, F1, MotoGP, quote e risultati in tempo reale, streaming per seguire la partita mentre si gioca, la funzione Bet Scanner per conoscere l’esito dei biglietti giocati in negozio, e una sezione virtuali che comprende calcio, corse di cavalli in trotto e galoppo e corse di levrieri con formule come Vincente, Piazzato, Accoppiata e Trio. Tra i metodi di pagamento per depositi e prelievi accetta PostePay e PayPal, oltre ad altri; l’accesso dall’app avviene con username e password.
Sui nuovi iscritti prevede bonus per chi apre un Conto Gioco, con una procedura di registrazione descritta come più facile e veloce e promozioni settimanali. Il punto di forza è la continuità con la rete fisica, che per un giocatore abituato al negozio vale più di qualsiasi funzione dell’app. Il punto debole è esattamente lo stesso: un’offerta che parla soprattutto a chi il negozio lo frequenta già.
Goldbet, 16009
Stessa società, concessione diversa: Goldbet Better Organization Italy S.p.a. con il codice 16009, mentre Lottomatica ha il 16010. L’app permette di giocare schedine live, pre-match, singole, multiple e sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport, e con la registrazione si può ricevere il bonus di benvenuto. «Tutti i campionati di calcio» è una formula ampia, e nella scheda convive con l’assenza di un elenco di competizioni paragonabile a quello di Planetwin365 o Lottomatica.
Per il lettore che confronta le due schede della stessa società, la differenza sta nel posizionamento: Lottomatica arriva con lo streaming e la rete di punti vendita, Goldbet con un’app snella e le tipologie di giocata di base. Chi cerca la copertura più ampia dentro la stessa azienda troverà di più nell’altra insegna. Chi cerca un’interfaccia diretta, senza gli strati del marchio generalista, sta nel posto giusto.
BetFlag, 16008
BetFlag mette l’identificazione in primo piano: per aprire il conto il sito rimanda alle procedure con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Il Welcome Bonus Sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €.
Il tetto a 5.000 € è alto per il mercato italiano, e questo è il punto: la percentuale del 100 % è la parte che si legge, la cifra che limita il risultato è l’altra. Un bonus pari al primo deposito fino a 5.000 € è generoso in valore nominale, ma il valore nominale non è quello che resta in tasca. Un credito su saldo si gioca, non si incassa, e quello che ne resta dipende dalle condizioni di utilizzo che l’operatore fissa nei propri termini. Chi legge «100 %» e pensa a un raddoppio immediato ha già saltato la parte che conta. Il credito su saldo è la forma più comoda per il giocatore rispetto a un bonus vincolato a un numero fisso di giocate, ma resta un credito da giocare.
bet365, 16030
bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League, e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. Sul versante del gioco responsabile i suoi strumenti comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.
L’affiliazione con la Champions è una credenziale internazionale, non un vantaggio di prezzo: il fatto che una piattaforma sia partner di una competizione non dice nulla su quanto costi giocarci. Gli strumenti di controllo sono elencati in modo articolato e includono i periodi di pausa, che sono la via di mezzo tra un limite e un’autoesclusione e che pochi operatori mettono in vetrina con questa chiarezza. Per chi ha già capito che il problema non è il tetto ma l’impulso, è la funzione più utile dell’elenco.
Planetwin365, 16007
Il palinsesto dichiarato è tra i più leggibili della lista: i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. Chi gioca su un campionato minore, come la Serie C, trova qui la copertura che altrove è dichiarata in modo più vago.
La coerenza tra il tennis di vertice e la Serie C è la parte interessante della scheda. Un operatore che copre davvero le serie minori nazionali sta dichiarando qualcosa sul tipo di giocatore che vuole: quello che segue il calcio italiano in profondità, non solo i grandi appuntamenti. Chi punta sulla Premier League o sulla Liga ha comunque una copertura internazionale dichiarata che non lascia scoperto il fine settimana.
Betfair, 16028
Qui c’è la particolarità più tecnica dell’elenco. L’app propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con una sezione Supercombo che raccoglie combo e mercati unici a quote maggiorate. Ma il vero tratto distintivo è che l’exchange è un gioco previsto a sé dall’art. 6, comma 1, lett. e), definito all’art. 2, lett. u): il giocatore può essere puntatore o banco, e il concessionario si limita a metterli in contatto anonimo. Betfair è descritta come la prima in questo ambito, con la concessione 16028, e la sua documentazione riporta regole extra per i conti sull’exchange italiano, come un minimo di 200 centesimi per la giocata di punta, in passi da 50 centesimi.
La differenza tra un exchange e un bookmaker tradizionale è sostanziale e vale la pena dirla con precisione: in un exchange il prezzo lo fanno gli altri giocatori, la piattaforma non si schiera dall’altra parte. Il prezzo che si ottiene è quindi il risultato di una trattativa tra chi punta e chi banca, non di una quotazione dell’operatore. Un articolo di stampa di settore del 2024 riferisce che sul mercato italiano il giocatore non deve nulla sulle vincite, con il prelievo che cade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali regole di commissione, però, non è cosa che si ricavi dai documenti: va verificato caso per caso. Il minimo di 200 centesimi in passi da 50 è un vincolo reale per chi è abituato a puntare piccolissimo, ed è il tipo di regola che si scopre solo aprendo la documentazione.
StarCasinò, 16026
StarCasinò è il caso in cui il marchio dice una cosa e la scheda un’altra. L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò, e la concessione è la 16026, con Azzurri Limited come concessionario.
La casa è del casinò, e la parte sportiva è dichiarata in modo molto meno dettagliato rispetto a tutti gli altri nove marchi: nessun elenco di campionati, nessun numero di eventi, nessuna competizione nominata. L’unico dato certo è che il book è lì e che è agganciato a una concessione valida. Il che non è poco, ma è tutto quello che si può dire.
William Hill, 16044
Il Benvenuto Sport accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore. È l’offerta più contenuta dell’elenco su un piano, e la più istruttiva su un altro.
I 96 ore per l’invio dei documenti sono l’unico caso in cui una scadenza conta più dell’importo. Dieci euro non cambiano la vita, ma se il documento arriva oltre il termine il bonus di verifica da 5 € non arriva, e la lezione è che in questo mercato il tempo è una condizione contrattuale a tutti gli effetti. Chi sceglie la registrazione manuale ha 96 ore per completare un passaggio — e chi non ha fretta in genere non ci pensa finché non è tardi.
La concessione ADM, l’elenco e quello che resta davvero fuori in Italia
Arriviamo al nodo della questione, quello per cui molta gente cerca un bookmaker «non AAMS». La sigla è rimasta nell’uso comune, ma il regolatore oggi si chiama ADM (ex AAMS), Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Il riferimento normativo è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024.
Il primo equivoco da sciogliere è la parola «licenza». Non esistono licenze aperte in Italia: ci sono concessioni assegnate con gara pubblica. Il bando di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. «Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza», letto il 25 ottobre 2026, ha 52 righe, codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it. La concessione è per sito, non per azienda.
Qui sta l’equivoco numero due, il più costoso. «Bookmakers AAMS lista completa» è una ricerca che funziona solo se si capisce cosa quella lista certifica davvero. L’elenco non ha una colonna per i giochi. Un concessionario può avere il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai skill games, ai giochi di tipo casinò, all’exchange e al bingo in qualsiasi combinazione. Un nome nell’elenco non dimostra di per sé un’offerta di scommesse sportive: quella la dimostrano il sito e l’app dell’operatore. Gli operatori dichiarano numero di concessione e società nei propri termini, ed è lì che si incrocia il dato con l’elenco.
Chi non c’è, e cosa significa
Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non figurano tra le 52 righe al 25 ottobre 2026. Un marchio assente dalle schede non è però automaticamente privo di concessione: l’elenco conta più nomi di quelli presi in esame, e altri concessionari esistono. La verifica corretta non si fa su una pagina di confronto, si fa sull’elenco.
Perché la distinzione conta in modo così netto? Perché una concessione ADM porta con sé tutta una serie di cose che un sito estero non porta. Il RUA, la vigilanza di ADM, gli strumenti di limite obbligatori, una sede legale italiana per le controversie. Un marchio .com privo di concessione non ne ha nessuna. È esposto all’oscuramento DNS e, come dice ADM stessa, espone il giocatore a una sanzione di natura penale.
Il tema dell’oscuramento ha un funzionamento tecnico che vale la pena capire. L’art. 22, D.Lgs. 41/2024 stabilisce che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tiene la lista dei siti legali legati ai concessionari e la lista dei siti di cui è inibito l’accesso, entrambe pubbliche sui siti di ADM e della Guardia di Finanza. I fornitori di accesso a internet e i prestatori di servizi di pagamento che violano un’ordinanza ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti verso una pagina di avviso. Il blocco agisce a livello DNS e alcuni fornitori sono più lenti di altri; un’ordinanza del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, secondo quanto riportato dalla stampa di settore, e gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini per volta, mentre i mirror ricompaiono nel giro di ore. La parola che descrive il risultato è «oscurati».
E poi c’è il lato che nessuno mette in vetrina. Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, come la riporta ADM il 28 febbraio 2024: la Legge 401 prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per i soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero; anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. Questa è la regola lato giocatore, nella formulazione che dà ADM stessa. L’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti contro un giocatore non risultano.
Il confronto onesto, a questo punto, è semplice. Da una parte un concessionario ADM: RUA, vigilanza, strumenti di limite, un tribunale italiano. Dall’altra un marchio .com senza concessione: nessuna di queste cose, l’oscuramento dietro l’angolo e, secondo quanto afferma la stessa amministrazione, una sanzione penale per chi partecipa. I siti esteri che accettano giocatori italiani esistono e compaiono nelle ricerche con licenze straniere, che però in Italia non valgono nulla. La zona offshore va descritta per quello che è: non protetta.
Per completezza, una nota sullo stato delle norme. Eventuali modifiche successive al decreto del 2024 non risultano. La lista dei giochi ammessi a distanza sta all’art. 6, comma 1: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, simulati compresi, e su corse dei cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè l’exchange; bingo. Cosa sia vietato scommettere è una domanda a cui la legge risponde in modo indiretto: si gioca solo su eventi dentro il palinsesto approvato. E se esista un tetto statale in euro alle puntate nelle scommesse sportive non risulta: gli strumenti che vincolano sono i limiti che il giocatore si dà e il limite di deposito che sceglie alla registrazione.
Autoesclusione, limiti e gioco responsabile: cosa scatta e quando
Il capitolo della tutela è quello in cui la differenza tra un sito con concessione e uno senza smette di essere teorica. Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, blocca l’accesso a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia e alle sale fisiche. «Tutte» è la parola che conta: un’autoesclusione non è una rinuncia a quel singolo operatore, è un blocco di sistema. E il rovescio della medaglia è che i siti privi di concessione non sono collegati al RUA, quindi chi si è autoescluso lì non è protetto. Il registro copre il circuito legale. Fuori non arriva.
I limiti hanno una struttura che vale la pena smontare pezzo per pezzo, perché l’art. 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024 li organizza in modo preciso: auto-limitazione su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici sulla durata e sulla spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. Alla registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale già al momento dell’iscrizione, con l’abbassamento che ha effetto immediato e sette giorni di attesa per alzarlo.
Il tetto che ADM fissa nel bando non risulta. Nessuno può citarvi una cifra statale, perché una cifra del genere non è pubblica. Il che riporta tutto alla scelta individuale: il limite che vi protegge è quello che avete impostato voi, nella finestra in cui il sistema lo abbassa subito e lo alza con calma.
Ci sono poi le forme parziali. L’art. 15, comma 1, lett. e), richiede strumenti di autoesclusione anche per categoria di prodotto, per un periodo che sceglie il giocatore, e una testata di settore riporta che le forme parziali di esclusione partono dal 1° febbraio 2026. «Parziale» vuol dire escludersi da una categoria, per esempio dal casinò, continuando ad accedere alle scommesse sportive. È uno strumento pensato per chi ha un problema con un prodotto specifico, ed è la novità più interessante degli ultimi anni su questo fronte.
AdmiralBet, 16048: i tetti li scegli tu, e non li cambi in fretta
Torniamo su questa scheda perché è il caso più documentato. In registrazione l’operatore chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. L’autoesclusione è prevista per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, e dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.
Guardate cosa succede combinando le due cose. Un limite di spesa mensile basso, impostato in fretta, si trascina dietro i suoi sette giorni di attesa per qualunque modifica verso l’alto. Un’autoesclusione indeterminata, invece, resta finché non scade il periodo minimo di nove mesi prima della revoca. Il sistema è costruito perché rallenti, e la sua efficacia sta proprio nel fatto che rallentare è scomodo. È il contrario esatto della logica con cui sono disegnate le app di intrattenimento.
bet365, 16030: gli strumenti elencati, e un numero di telefono
Gli strumenti di gioco responsabile di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.
Il numero va trascritto senza commenti. Il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo è il canale pubblico di ascolto e orientamento previsto per chi ha un problema con il gioco o lo vede in casa propria, ed è gratuito. I periodi di pausa sono la funzione interessante dell’elenco perché non richiedono di dichiararsi in difficoltà: si mette in pausa l’account per un periodo, senza drammi e senza dover rendere conto a nessuno. Per molti è la porta d’ingresso più praticabile, e la meno spaventosa.
La parte dei soldi che nessuno legge: l’informativa
L’art. 15, comma 2, impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. È una cifra che esiste, è obbligatoria, ed è invisibile al giocatore. Il che è quasi una definizione della materia.
Bonus di benvenuto e bonus senza deposito: cosa c’è dietro la cifra
Partiamo da una distinzione che il mercato confonde di proposito. Il «bonus di benvenuto» è il termine degli operatori, non una figura del diritto. Non esiste un tetto statale ai bonus e non esiste un tetto statale ai requisiti di puntata: importi, rigioco e quote minime vengono dai termini di ciascun operatore. Chi vi dice che «la legge prevede» un certo massimale sta citando la politica commerciale di qualcun altro.
La seconda distinzione è che il Decreto Dignità, art. 9, D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018, vieta la pubblicità, non l’esistenza del bonus. ADM lo cita così, al 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». La vigilanza è di AGCOM, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e un minimo di 50.000 € per violazione. Il decreto stesso promuove la pubblicità del gioco pubblico che serva al gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente al concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3).
Lo stato attuativo è meno lineare di quanto sembri. La stampa di settore riferisce che nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti (C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto). Una proposta, non legge, è un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio per il 2026 volto a rimuovere il divieto per la pubblicità indiretta come le sponsorizzazioni: il suo esito non risulta, e il divieto è in vigore alla data della verifica.
Cosa vuol dire davvero «senza deposito»
Il bonus senza deposito è la figura che genera più aspettative e meno fatti. Le schede di questa pagina non portano importi né requisiti per questa categoria: nessuno dei dieci marchi esaminati ha, nei documenti citati, un’offerta senza deposito con cifre. Il che non significa che non esista sul mercato, significa che da queste carte non si ricava.
Quello che si ricava, invece, è la logica di un bonus di benvenuto di tipo diverso. Il Welcome Bonus Sport di BetFlag è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. Il Benvenuto Sport di William Hill accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID, e un bonus di verifica da 5 € con la registrazione manuale dopo l’invio dei documenti entro 96 ore. Per il bonus di benvenuto Sisal bisogna essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica, e il bonus accreditato si spende su tutti gli eventi in palinsesto. Lottomatica prevede bonus per i nuovi iscritti che aprono un Conto Gioco, con registrazione descritta come più facile e veloce e promozioni settimanali. Goldbet indica che scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto. SNAI prevede per i nuovi utenti dell’app un bonus di benvenuto, oltre a promozioni settimanali e offerte periodiche.
La parola «bonus», in queste schede, copre cose molto diverse. Un bonus da 10 € è credito spendibile. Un bonus di verifica da 5 € è un premio per aver completato un passaggio di identificazione. Un credito su saldo del 100 % del deposito fino a 5.000 € è una cifra potenzialmente grande, ma condizionata dalle regole d’uso che l’operatore fissa altrove. Chi confronta le tre offerte guardando solo il numero più alto sta confrontando cose che non si sommano.
Il rigioco: la parte che trasforma un bonus in una spesa
Ecco il punto che merita più attenzione di qualunque cifra in vetrina. Non esiste un requisito di puntata imposto per legge: ogni operatore fissa il proprio. Nelle schede di questa pagina i requisiti di puntata non sono indicati, il che significa una cosa molto semplice — la cifra che promette il bonus non è la cifra che si porta a casa. Un credito su saldo si gioca, e la sua sorte dipende dalle condizioni d’uso.
Immaginate di dover puntare più volte la somma ricevuta prima di poterla prelevare. È qui che il margine del bookmaker smette di essere un concetto astratto e diventa il costo del bonus. Torniamo al mercato illustrativo a due esiti, entrambi a 1,90: il mercato restituisce il 95 % di quanto raccoglie, quindi trattiene il 5 %. Se un bonus richiedesse di puntare quella somma, il costo medio atteso per chi la rigioca è il 5 % del volume di rigioco. Su 100 € di rigioco, il costo medio atteso è 5 €. Il conto è una stima statistica, valida in media su molte giocate alle condizioni descritte, e non promette nessun esito a nessuno: chi rigioca 100 € può perdere tutto, chiuderne in guadagno o restare in pari, e il 5 % è la media di quel che resta al banco.
Il numero va letto con la sua condizione, perché non è una costante. Su un mercato più caro del mio esempio — un 1X2 con margine più alto, un mercato di nicchia — la stessa somma di rigioco costa di più. E se il bonus richiede quote minime alte, il giocatore è spinto verso i mercati con i margini peggiori: la quota minima non è una protezione, è una direzione di marcia. Il caso limite è quello in cui il rigioco si estende per molte volte l’importo ricevuto: a quel punto il costo medio atteso può avvicinarsi o superare il valore del bonus, e il bonus diventa una spesa travestita da regalo. Chi vuole saperlo con precisione non può ricavarlo da questa pagina: i termini di ciascun operatore lo dicono, ed è lì che va cercato prima di depositare.
Una nota che vale per tutti, e che nessun marketing mette in vetrina: la scadenza. William Hill chiede l’invio dei documenti entro 96 ore per il bonus di verifica da 5 €. Le altre schede parlano di promozioni settimanali e offerte periodiche, senza fissare i termini in modo uniforme. Le date sono condizioni contrattuali come gli importi, e una scadenza che passa senza che ve ne accorgiate produce esattamente lo stesso risultato di un’offerta che non avete mai attivato.
Quanto paga un bookmaker, e chi lo paga al posto vostro
C’è un ultimo pezzo della filiera che cambia la lettura di ogni quota di questa pagina: la tassa.
L’operatore paga l’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa, D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, il cui numero non è confermato: 20,5 % se raccolta su rete fisica e 24,5 % se raccolta a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite, secondo la stampa di settore. Le scommesse a quota fissa sull’ippica pagano le stesse aliquote (prima erano il 43 % e il 47 %). Le scommesse virtuali sugli eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta contenuta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti di bonus entrino nella base imponibile non risulta.
E qui c’è la parte che interessa direttamente chi legge. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo cade sul concessionario — è quanto riportano fonti di stampa del 2024 e del 2026, con la formula «tassate alla fonte»: il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla. È una ricostruzione giornalistica, non confermata su una pagina dell’amministrazione fiscale, quindi la conclusione prudente è consultare un commercialista.
Il quadro cambia in modo netto per le vincite ottenute su siti non autorizzati o esteri. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d), TUIR, anche per i siti registrati od ospitati all’estero, imponibili ai sensi dell’art. 69 TUIR per l’intero importo ricevuto, senza deduzioni. La lettura pratica è: nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non risulta, e la posizione si riassume così: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.
Vale la pena fermarsi sulla differenza tra le due situazioni, perché è il tipo di dettaglio che cambia il costo reale di un sito. Sulla piattaforma con concessione, la tassa è già dentro il prezzo che l’operatore ha costruito, e il giocatore non vede nulla: nessuna ritenuta, nessuna dichiarazione. Su un sito estero, la vincita arriva intera e la tassa arriva dopo, sotto forma di una dichiarazione da compilare. Nessuno dei due percorsi è gratis, ma solo uno dei due è automatico — e su quello estero non c’è più nessuna concessione, nessun RUA e nessun foro italiano a coprirvi le spalle.
Quello che resta da fare prima di scegliere
La prima mossa non è leggere una classifica, è aprire l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza e cercare lì il sito che vi interessa, per nome. Se c’è, la domanda diventa quale prodotto offre. Se non c’è, la domanda è chiusa prima di cominciare, perché nessuna quota conveniente ripaga un conto che il giorno dopo potrebbe non essere raggiungibile.
La seconda mossa è completare l’identificazione il giorno stesso della registrazione. Il limite dei 30 giorni senza SPID prima della sospensione del conto è la trappola più banale di tutto l’iter, ed è quella che trasforma un prelievo in una pratica.
La terza è impostare i limiti mentre il sistema li accetta ancora in discesa. Un limite abbassato vale da subito, uno alzato aspetta sette giorni: quella settimana è esattamente il tempo che serve perché l’impostazione venga fatta con lucidità e non surriscaldata. Chi imposta il tetto dopo una perdita sta usando uno strumento che funziona solo in un verso.
La quarta è leggere il rigioco prima del deposito, non dopo. Il bonus è la parte che si vede, il requisito è la parte che decide, e il costo medio atteso di un rigioco è una stima da confrontare con la cifra promessa. Se il requisito è alto e le quote minime sono alte, il bonus è un incentivo a giocare di più, non un regalo.
E la quinta è la più semplice: su dieci piattaforme con la stessa concessione, la differenza che conta davvero non è il bonus, è il margine che ognuna applica ai mercati che giocate voi. Nessuno lo stampa in vetrina. Si vede dalle quote, tutte le volte.
Domande frequenti
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si cerca il sito per nome nell’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» pubblicato da ADM, che al 25 ottobre 2026 conta 52 righe con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it. La concessione è per sito, non per azienda, quindi va verificato il singolo indirizzo.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
Si moltiplica la puntata per la quota decimale: il risultato è il ritorno lordo. Il profitto netto è la puntata moltiplicata per la quota meno uno. Cento euro giocati a 1,85 rendono 185 €, dei quali 85 € sono guadagno. Nella multipla le quote dei singoli eventi si moltiplicano in un unico prezzo.
Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?
Si sommano gli inversi delle quote di tutti gli esiti di uno stesso mercato e si prende il reciproco della somma: è la quota-parte restituita. Il margine è il cento per cento meno quella quota-parte. Su un mercato illustrativo a due esiti entrambi a 1,90 la restituzione è il 95 % e il margine il 5 %.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Alla registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. L’art. 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024 prevede anche auto-limitazioni su tempo, spesa e perdita, messaggi automatici e strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
No, per le vincite pagate da un concessionario ADM: il prelievo cade sull’operatore, che paga l’imposta unica del 24,5 % sulla raccolta a distanza, calcolata sulla differenza tra puntate e vincite. Sui siti esteri non autorizzati le vincite andrebbero invece dichiarate come redditi diversi; non è consulenza fiscale.
Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?
Nessuna delle tutele del sistema: niente RUA, quindi l’autoesclusione non blocca quel sito, nessuna vigilanza ADM sulle regole del palinsesto, nessun foro italiano. In più il dominio è esposto all’oscuramento DNS e, come afferma ADM, chi partecipa a scommesse di operatori non concessionari rischia ammenda e arresto fino a tre mesi.
Siti di scommesse – ippicascommesseit
Contenuto creato dal team «ippicascommesseit»
