Scommesse legali in Italia: la concessione ADM è l'unico titolo che conta

Updated Ottobre 2026
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Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna

Un sito di scommesse è legale in Italia solo se il suo indirizzo compare nel registro ufficiale ADM (ex AAMS), e la verifica va fatta su quel documento, non sulla grafica della home page. La concessione è rilasciata per singolo sito, non per azienda, quindi due marchi dello stesso gruppo possono avere numeri diversi: è il numero che il concessionario dichiara nei termini del conto di gioco a fare fede.

Un operatore con concessione dichiara il proprio titolo nei termini del conto di gioco: Admiralbet scrive di essere concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 rilasciata dall'ADM e di.

Ottobre 31, 2026 — dati verificati contro il registro ufficiale ADM sul sito dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Perché la legalità italiana si misura sul numero, non sulla notorietà

Un bookmaker che serve giocatori italiani ha bisogno di una concessione per il gioco a distanza con vincite in denaro, rilasciata dall’ADM per singolo sito e gestita su un dominio .it. L’elenco dei concessionari autorizzati pubblicato dall’Agenzia è l’unico test che conta. Un nome noto, una grafica curata, una maglia vista allo stadio non provano niente: la pubblicità di un operatore senza concessione è vietata, e l’ADM ha chiarito che pubblicizzare siti di gioco illegale è reato.

Un documento di identità appoggiato accanto a uno smartphone con un timer sullo schermo, su un tavolo da cucina
La richiesta di autoesclusione si fa dal portale ADM con SPID, oppure a uno dei concessionari presso cui si ha un conto aperto.

Il dettaglio che sfugge a chi digita «siti di scommesse legali» è che il titolo non si trasferisce al marchio, ma al singolo indirizzo. Una società può gestire più siti e ognuno ha la sua concessione. Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, per esempio, opera su Eurobet, Bwin e Giocodigitale: tre titoli distinti, stesso gruppo. La verifica va quindi fatta sul numero dichiarato nei termini dell’operatore, non sul nome del gruppo.

C’è poi una seconda distinzione che l’elenco non fa. La concessione autorizza una o più tipologie di gioco, ma la lista non ha una colonna che dica quali. Un nome presente può avere diritto alle scommesse sportive, al poker, ai giochi di abilità, al betting exchange o al bingo in qualsiasi combinazione. La presenza nell’elenco non dimostra da sola che quel sito tratti scommesse sportive: lo dimostrano il palinsesto e l’app dell’operatore.

Cosa cambia, in concreto, tra un concessionario e un sito senza titolo

La differenza non è di prestigio, è di conseguenze. Un concessionario italiano è collegato al Registro Unico degli Autoesclusi (RUA), è soggetto alla vigilanza dell’ADM, deve applicare strumenti di limitazione obbligatori e risponde davanti a un’autorità italiana. Un marchio .com senza concessione non offre nessuna di queste cose.

Le conseguenze si vedono a catena. Il sito senza titolo non è collegato al RUA, quindi un giocatore autoescluso resta libero di depositare proprio dove ne avrebbe più bisogno. È soggetto all’inibizione a livello DNS e può sparire da un giorno all’altro, saldo compreso. E, come scrive l’ADM stessa, il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi: la Legge 401 prevede questa conseguenza sia per chi pubblicizza in Italia giochi accettati all’estero, sia per chi vi partecipa. L’importo dell’ammenda e l’esistenza di un procedimento contro un singolo giocatore non sono noti, ma il rischio non è teorico secondo l’autorità che lo enuncia.

Vale la pena dirlo con nettezza: chi sceglie un sito non autorizzato non sta risparmiando, sta scambiando la tutela con un listino. Il prezzo lo scopre quando prova a prelevare.

Il blocco funziona a livello DNS e alcuni fornitori di connettività sono più lenti di altri. Un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini inibiti; gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono decine o centinaia alla volta, ma le copie speculari dei siti oscurati ricompaiono nel giro di ore. È una rincorsa, non una bonifica.

Criteri con cui queste dieci piattaforme sono state messe a confronto

Dare un ordine a dieci concessionari richiede di dire su cosa l’ordine è costruito, perché «migliore» senza criteri è solo una parola. I criteri usati qui sono tre, e nessuno dei tre riguarda la simpatia per il marchio.

Il primo è il titolo: numero di concessione, società concessionaria e sito .it su cui il titolo è esercitato. È il dato più solido della pagina, perché è dichiarato dagli operatori stessi nei termini del conto di gioco e verificabile sull’elenco dell’ADM.

Il secondo è ciò che quei termini stabiliscono sull’argomento chiave: limiti impostabili in registrazione, strumenti di autoesclusione, tempi di revoca, obblighi di identificazione. Qui le differenze tra operatori esistono, e sono concrete.

Il terzo è l’ampiezza e la natura dell’offerta sportiva: eventi, mercati, tipologie di scommessa, presenza di dirette streaming. Anche qui i profili divergono, e divergono in modi che contano per il tipo di giocatore.

Marchio Concessione ADM e concessionario Cosa prevedono i termini dell’operatore sulla materia chiave
StarCasinò n. 16026, Azzurri Limited L’app consente di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa, accanto a slot e Live Casinò
Betfair n. 16028, Betfair Italia S.r.l. Palinsesto con Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, più la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate
Eurobet n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale Palinsesto dal calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a spettacolo e politica
AdmiralBet n. 16048, Admiral Bet S.r.l. Limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; autoesclusione fino a 270 giorni o indeterminata
William Hill n. 16044, William Hill Malta Plc Bonus non subito prelevabili, da giocare secondo il requisito di giocata delle normative ADM; massimo 100 € di bonus utilizzabile per scommessa
Sisal n. 16020, Sisal Italia S.p.a. Oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di calcio, volley, tennis e basket
bet365 n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc Periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione; per i residenti in Italia il Telefono Verde Nazionale 800 55 88 22
Planetwin365 n. 16007, Pwo S.p.a. Principali campionati nazionali ed europei, coppe continentali, più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta
NetWin n. 16035, Netwin Italia S.p.a. Offerta di benvenuto sport pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata a nuovi giocatori con conto verificato e deposito minimo di 20 €
Betsson n. 16027, Azzurri Limited Scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo

La colonna centrale racconta una cosa che sfugge a chi confronta i marchi per notorietà: due nomi diversi possono appartenere alla stessa società. Azzurri Limited compare due volte, su StarCasinò e su Betsson, con due titoli separati. Chi crede di aprire un conto presso «un gruppo» ne sta aprendo due presso due concessioni diverse, con due numeri diversi.

La colonna di destra non è invece omogenea per costruzione. Alcuni operatori mettono per iscritto molto su limiti e autoesclusione, altri si descrivono soprattutto attraverso palinsesto e mercati. Non è una graduatoria di trasparenza: è il ritratto di cosa ciascun operatore sceglie di dichiarare. Dove i termini tacciono su un punto, quel punto resta aperto, e lo si verifica al momento della registrazione, quando la schermata dei limiti appare davvero.

Il margine del bookmaker resta la variabile che nessuna tabella mostra e che pesa su ogni giocata: il payout di un mercato è 1 ÷ (1/quota₁ + … + 1/quotaₙ) e il margine è 100 % meno quella cifra. Una quota definita «maggiorata» su un mercato combo non dice nulla sul margine degli altri mercati dello stesso operatore.

I fondamenti: conto di gioco, identificazione e palinsesto

Aprire un conto di gioco non è un clic. La legge italiana richiede un’identificazione piena, e questo cambia il percorso di registrazione rispetto a quello che un giocatore si aspetta da un sito internazionale. Le strade sono due: la registrazione classica con caricamento di fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure l’identificazione con SPID.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
L'autoesclusione può durare fino a 270 giorni a scelta del giocatore oppure essere a tempo indeterminato, con revoca possibile solo dopo almeno nove mesi.

AdmiralBet accetta entrambe: la registrazione classica con i documenti, oppure lo SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo (OTP) e importa i dati automaticamente. BetFlag rimanda alle procedure con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica. Il gioco è vietato ai minori di 18 anni, e la tutela dei minori è uno dei principi che la normativa sul gioco a distanza enuncia.

La conseguenza pratica è un’attesa. Chi non usa SPID deve completare la validazione del conto entro 30 giorni, altrimenti il conto viene sospeso e i prelievi bloccati, come indicano le pagine degli operatori. Non è una trappola, ma è un passaggio che molti scoprono solo quando provano a incassare.

Il palinsesto è un documento approvato, non una vetrina

Il palinsesto non è una scelta libera dell’operatore. La legge lo definisce come il programma di eventi e tipi di scommessa predisposto dal concessionario e approvato dall’ADM, e si può scommettere solo su eventi che stanno dentro quel programma. L’ADM aggiunge eventi uno alla volta: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 come primo partner secondo la stampa di settore.

Questo spiega perché due operatori con la stessa concessione tipo possono divergere nell’offerta. Nell’ambito della concessione per le scommesse sportive rientrano anche le scommesse su eventi simulati, definite come eventi sportivi, ippici e di altro tipo simulati al computer e mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato: i siti degli operatori hanno una sezione «Virtuali». L’ippica è due cose diverse nella legge: le scommesse su corse di cavalli a quota fissa o a totalizzatore da un lato, e i giochi di ippica nazionale dall’altro, che richiedono una concessione propria.

Il betting exchange resta un gioco separato: il giocatore può essere puntatore o bancatore e il concessionario si limita a metterli in contatto anonimo. La documentazione di Betfair è riportata indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima da bancare di 200 centesimi in passi da 50 centesimi; la commissione praticata oggi dagli operatori che gestiscono un exchange non è nota.

Il punto vendita ricariche, il canale che non tutti conoscono

Esiste un canale di ricarica che molti giocatori online non hanno mai usato: i punti vendita ricariche, tenuti in un registro ADM tra tabaccai e ricevitorie. Il punto vendita accredita sul conto online solo su richiesta del titolare, dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana in totale. Non può pagare vincite né far prelevare saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € all’anno. È un ponte tra rete fisica e conto digitale, non un canale di incasso.

Chi decide quanto puoi giocare: limiti di deposito e strumenti obbligatori

La legge non fissa un tetto statutario alle puntate sportive, e questo è per molti lettori la sorpresa più grande della pagina. Gli strumenti che vincolano davvero sono due: i limiti che il giocatore sceglie e il limite di deposito impostato in registrazione.

In registrazione AdmiralBet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. L’attesa sull’aumento non è una formalità: è la distanza che separa una decisione presa a freddo da una presa dopo una serie sfortunata.

Il limite di deposito settimanale o mensile che il giocatore sceglie in registrazione è lo strumento che l’ADM fissa nell’ambito dei protocolli approvati, differenziato per età e comportamento. La cifra del limite di deposito che l’ADM stabilisce nel bando di gara non è nota.

La legge richiede anche avvisi automatici su durata della sessione e spesa, un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno, e il versamento di una quota delle entrate nette in campagne informative: ogni concessionario spende lo 0,2 % del proprio ricavo netto, fino a un massimo di 1.000.000 € all’anno, su temi stabiliti da una commissione governativa.

bet365 elenca tra i propri strumenti di gioco responsabile periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione; per i residenti in Italia indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Sisal Matchpoint consente di accedere al conto gioco anche con Touch ID, un dettaglio che riguarda la comodità e non la tutela, ma che dice molto su quanto l’accesso mobile sia diventato il canale principale.

Quanto costa, in media, giocare il limite settimanale che ci si è dati

Un esempio costruito, non una quota di nessun operatore. Un giocatore imposta in registrazione un limite di deposito settimanale di 100 € e li gioca una volta su un mercato a due esiti con quote decimali 1,90 e 1,90.

Il payout di quel mercato è 1 ÷ (1/1,90 + 1/1,90), cioè circa 0,95: restituisce all’incirca il 95 % di quanto raccoglie, e il margine del bookmaker è intorno al 5 %. Il payout effettivo di un mercato reale varia con le quote e tra operatori e mercati.

Su 100 € di turnover, il costo medio atteso è quindi di circa 5 €, assunto che quel turnover sia giocato una volta sola su un mercato con quel margine. Su quattro settimane, con lo stesso limite giocato una volta a settimana, il costo medio atteso si colloca intorno ai 20 € al mese. Su un anno, sempre nelle stesse condizioni, la fascia si aggira sui 260 €.

Tre avvertenze reggono la stima. È una media su molte giocate, non un risultato garantito per una singola persona: chi punta 100 € e vince incassa 190 €, chi perde incassa zero, e la media vive nel mezzo. Il margine cambia da mercato a mercato e da operatore a operatore, quindi la fascia si sposta. E se giocare significa rigiocare più volte la stessa somma nel corso della settimana, il turnover cresce e il costo medio cresce con lui: sono le rigiocate, non il primo colpo, a consumare il conto.

Autoesclusione: cos’è il RUA, come si chiede e cosa comporta

Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, esiste dal 2018 e blocca l’accesso a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia e alle sale fisiche. È il pezzo di architettura che distingue davvero un operatore italiano da uno che non lo è: un sito senza concessione non è collegato al registro, quindi un giocatore autoescluso resta libero di depositare lì.

L’autoesclusione non è un blocco unico. Può essere trasversale, quindi rivolta a tutti i concessionari con blocco di nuovi conti, oppure riferita a un singolo concessionario, oppure a una singola categoria di gioco, come le scommesse a quota fissa. È la differenza tra chiudere la porta di casa e chiudere solo una stanza.

La durata è una scelta del giocatore. Può durare fino a 270 giorni oppure essere a tempo indeterminato, con revoca possibile solo dopo almeno nove mesi; quella a tempo determinato non può essere revocata prima della scadenza. Le condizioni di AdmiralBet parlano di autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo nove mesi.

Durante l’autoesclusione registrata dal concessionario nel RUA non si possono fare depositi, giocate o aprire conti presso alcun operatore con concessione ADM, ma si può prelevare il saldo prelevabile. Il denaro non resta ostaggio: si incassa, non si gioca.

La richiesta si fa dal portale ADM con SPID, oppure a uno dei concessionari presso cui si ha un conto aperto. Il numero verde nazionale 800 558822 offre sostegno gratuito e anonimo a chi ha problemi con il gioco.

Il momento in cui l’autoesclusione arriva

Chi la chiede di solito non la chiede in un giorno qualunque. La chiede dopo una settimana che non torna, o dopo che il limite che si era dato è stato alzato per la seconda volta, aspettando i sette giorni e poi alzandolo di nuovo. È il motivo per cui l’attesa sull’aumento dei limiti ha senso: non impedisce una decisione, la rallenta abbastanza perché si veda per quello che è.

La durata indeterminata con revoca dopo almeno nove mesi è, in questo senso, lo strumento più onesto della cassetta: non promette un ritorno rapido, e chi la sceglie sa che la porta resta chiusa a lungo. Chi preferisce un periodo definito ha comunque 270 giorni come tetto, che non è poco.

Il limite pratico è di scenario. Chi ha conti aperti presso più operatori e chiede l’autoesclusione solo su uno si esclude da quello, non dagli altri: perché serva davvero, la richiesta deve essere quella trasversale, oppure va ripetuta su ogni conto che si possiede.

La cornice legale: legge, concessioni, sanzioni e imposte

Il quadro normativo vigente è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, sul riordino del settore dei giochi pubblici a distanza, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Le concessioni non sono licenze aperte: sono assegnate con gara pubblica. Il bando di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. I vincitori possono gestire una o più tipologie di gioco per un massimo di nove anni, senza rinnovo.

L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’ADM e letto il 25 ottobre 2026 ha 52 righe, con codici da 16000 a 16051, ciascuno legato a un sito .it. Un marchio assente dall’elenco non è per ciò stesso privo di autorizzazione in un altro ordinamento, ma non è autorizzato in Italia.

Sul fronte dell’offerta illegale, l’articolo 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che l’ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali riferiti ai concessionari e quello dei siti la cui accessibilità è inibita, entrambi pubblici sui siti istituzionali dell’Agenzia e della Guardia di Finanza. I fornitori di connettività e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine dell’ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. Lo stesso articolo 22, comma 1, prevede un regolamento concordato con la Banca d’Italia per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori senza concessione; la sua entrata in vigore non è confermata.

Pubblicità vietata e bonus: due piani che si confondono

Il Decreto Dignità, articolo 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito in Legge 96/2018, è in vigore. L’ADM lo cita il 28 febbraio 2024: è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni, le affissioni e internet.

L’AGCOM vigila sull’applicazione, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e di almeno 50.000 € per violazione. Il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €, e due rinvii pregiudiziali alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea sono pendenti: uno sulla responsabilità delle piattaforme, l’altro sulla necessità di notifica del divieto. Nel 2025 l’AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto.

Il decreto stesso promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve un gioco sicuro e responsabile e consente a un concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo. È previsto, ma non è legge, un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per rimuovere il divieto per la pubblicità indiretta come le sponsorizzazioni: il suo esito non è stato trovato, e alla data della verifica il divieto è in vigore.

È qui che si confondono due piani. Il divieto riguarda la pubblicità dei bonus, non la loro esistenza: non esiste un tetto statutario ai bonus né un tetto ai requisiti di puntata, e importo, rigioco e quota minima vengono dai termini di ciascun operatore. William Hill precisa che i bonus non sono subito prelevabili ma vanno giocati secondo il requisito di giocata previsto dalle normative ADM, e che per le scommesse sportive l’importo massimo di bonus utilizzabile su ogni scommessa è di 100 €. Quel tetto è utile proprio quando un’offerta promette «100 % del deposito»: la promessa ha un soffitto per singola giocata che i termini dichiarano.

Chi paga l’imposta sulle scommesse

L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa, prevista dal D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, articolo 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025 (il cui numero non è confermato), è del 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e del 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, prima erano al 43 % e al 47 %. Le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore.

Per il giocatore la conseguenza è semplice, e vale la pena dirla bene perché è il punto su cui circolano più sciocchezze: le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché l’imposta è a carico del concessionario. La stampa di settore nel 2024 e nel 2026 parla di vincite «tassate alla fonte», con il giocatore che riceve la somma netta e non dichiara nulla. È una ricostruzione giornalistica, non un documento dell’amministrazione finanziaria, quindi vale la raccomandazione di consultare un commercialista per il caso concreto.

Il quadro cambia del tutto per le vincite da siti non autorizzati o esteri. L’Agenzia delle Entrate, con risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lettera d) del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili ai sensi dell’articolo 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza detrazioni. La lettura pratica è: nessuna ritenuta e dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione va letta come «andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale».

Il saldo della questione è che la convenienza apparente di un sito estero si sconta due volte: nel rischio sanzionatorio e nella dichiarazione. Non è un risparmio, è un trasferimento di lavoro al giocatore.

Come riconoscere un operatore autorizzato in tre passaggi

Il primo passaggio è l’elenco. Si apre l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato sul sito dell’ADM e si cerca il nome del concessionario, non solo il marchio. La società concessionaria raramente porta il nome del marchio, e questo è il punto in cui molti si fermano convinti di non trovare nulla.

Il secondo passaggio è il numero. Se il concessionario dichiara il proprio titolo nei termini del conto di gioco, quel numero va confrontato con l’elenco. AdmiralBet scrive di essere concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 rilasciata dall’ADM e di fornire il servizio tramite il proprio sito. Un sito che non dichiara alcun numero, o che dichiara una licenza di un’autorità straniera, sta dicendo qualcosa di preciso sulla propria posizione in Italia.

Il terzo passaggio è il dominio. L’elenco dell’ADM associa ogni concessione a un sito .it. Una licenza estera su un .com non ha alcun valore in Italia, e infatti Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non compaiono tra le 52 righe dell’elenco letto il 25 ottobre 2026.

Nessuno di questi tre passaggi richiede competenze tecniche. Richiedono dieci minuti e la pazienza di leggere un numero.

Le dieci piattaforme, una per una

StarCasinò: concessione n. 16026, un casinò che ha imparato a fare sport

StarCasinò è un profilo casinò-first con un’anima sportiva. L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa, accanto alle slot e al Live Casinò. La concessione è la n. 16026, intestata ad Azzurri Limited, e il titolo è esercitato su StarCasinò.

Chi arriva qui cercando un bookmaker specializzato resta a piedi; chi arriva cercando un casinò trova un comparto sportivo costruito con criterio. La struttura dell’app dice il resto: sport, slot e Live Casinò convivono nella stessa schermata, e questo racconta qual è il prodotto principale e quale l’aggiunta.

Il lettore a cui questo profilo calza è quello che gioca soprattutto a slot o al tavolo e vuole un’unica piattaforma autorizzata per fare anche qualche scommessa sportiva, senza aprire un secondo conto e un secondo sistema di limiti. StarCasinò vince sul criterio della praticità e perde su quello della specializzazione: chi passa quattro ore a settimana sui mercati calcistici trova altrove un palinsesto più profondo, chi cerca un ambiente unico e regolato lo trova qui.

Betfair: concessione n. 16028, l’eredità dell’exchange

Betfair porta in Italia un elemento che nessun altro operatore del gruppo ha alle spalle: il betting exchange. La normativa lo prevede come gioco separato, quello in cui il giocatore può essere puntatore o bancatore e il concessionario si limita a metterli in contatto anonimo. La documentazione di Betfair è riportata indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima da bancare di 200 centesimi in passi da 50 centesimi. La concessione è la n. 16028, intestata a Betfair Italia S.r.l., e il titolo è esercitato su Betfair.

Sul versante sportivo tradizionale, l’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con la sezione Supercombo che raccoglie combo e mercati unici a quote maggiorate.

Quelle «quote maggiorate» meritano una nota. Un mercato combinato costruito per essere spettacolare non è automaticamente un buon mercato, e la quota di una Supercombo non dice nulla sul margine degli altri mercati dello stesso operatore. La domanda giusta non è quanto appare grossa la quota, ma quanto del totale raccolto quel mercato restituisce: il payout è 1 ÷ (1/quota₁ + … + 1/quotaₙ), e il resto se lo tiene la casa.

Il lettore adatto a Betfair è quello che capisce la differenza tra fare una scommessa e fare un mercato, o che vuole impararla. Il titolo da exchange è il vantaggio competitivo più difficile da replicare tra le dieci piattaforme, e insieme il più inutile per chi non lo usa: chi scommette solo 1X2 trova un’interfaccia più ricca di quanto gli serva.

Eurobet: concessione n. 16012, il palinsesto più eclettico del gruppo

Eurobet costruisce l’offerta sportiva sull’ampiezza. L’app Eurobet Sport va dal calcio, tennis e basket alla Formula 1, alla MotoGP, al baseball, al volley, al ciclismo, al rugby, al golf e agli scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni). La concessione è la n. 16012, intestata a Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, e il titolo è esercitato su Eurobet. La stessa società gestisce anche Bwin e Giocodigitale, con altri titoli.

La presenza degli scacchi e delle elezioni dice qualcosa di preciso su come è pensato questo palinsesto. Non è un bookmaker per chi vuole solo Serie A e Champions: è un operatore che tratta qualsiasi evento su cui si possa costruire un mercato approvato, e per questo intercetta un tipo di giocatore che gli altri non intercettano.

Il costo di questa scelta è la dispersione. Un palinsesto che copre gli scacchi e i reality non necessariamente ha la profondità di mercato che un giocatore esperto cerca su un singolo grande evento. Eurobet è la scelta di chi vuole trovare un mercato su un evento che nessun altro quota, e non di chi vuole dieci varianti del mercato sul derby: chi cerca il secondo troverà Eurobet ampio e superficiale insieme, che è un difetto solo per un certo tipo di giocatore.

AdmiralBet: concessione n. 16048, l’operatore che dice più degli altri sui propri limiti

AdmiralBet è il profilo su cui i termini del conto di gioco parlano più chiaramente degli strumenti di limitazione, e questo lo rende il caso più utile della pagina. La concessione è la n. 16048, intestata ad Admiral Bet S.r.l., e il titolo è esercitato su AdmiralBet: l’operatore scrive di essere concessionaria per il gioco a distanza in virtù di quella concessione e di fornire il servizio tramite il proprio sito.

In registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Il conto si apre con registrazione classica, caricando fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo (OTP) e importa i dati automaticamente.

Sull’autoesclusione i termini parlano di periodi di 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, e precisano che dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo nove mesi. Durante l’autoesclusione registrata nel RUA non si possono fare depositi, giocate o aprire conti presso alcun operatore con concessione ADM, ma si può prelevare il saldo prelevabile.

Il dettaglio dei tre orizzonti temporali — giornaliero, settimanale, mensile — è più utile di quanto sembri. Un limite giornaliero protegge da una serata, uno mensile protegge da un mese: sono due tipi di tutela diversi, e impostarli entrambi copre sia l’impulso sia la tendenza. Chi imposta solo il giornaliero lascia scoperto il mese.

AdmiralBet si distingue non per l’offerta sportiva, che qui non è il punto, ma per la densità di ciò che i termini dichiarano: è il caso in cui il limite smette di essere uno slogan e diventa una schermata con tre scadenze. Chi ha avuto problemi con il controllo della spesa trova qui il profilo più leggibile.

William Hill: concessione n. 16044, il bonus verifica e il tetto per giocata

William Hill è il caso più istruttivo del gruppo sul fronte bonus, perché i suoi termini quantificano ciò che gli altri lasciano nel vago. La concessione è la n. 16044, intestata a William Hill Malta Plc, e il titolo è esercitato su William Hill.

Il Benvenuto Sport accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore. L’importo massimo di bonus utilizzabile su ogni scommessa sportiva è di 100 €, e i bonus non sono subito prelevabili: vanno giocati secondo il requisito di giocata previsto dalle normative ADM.

Quest’ultima precisazione è la più importante delle due. Un bonus non prelevabile è credito di gioco, non denaro: finché il requisito di giocata non è soddisfatto, il saldo resta vincolato e soggetto alle condizioni dell’operatore. La differenza tra «ho vinto 200 €» e «ho un saldo bonus di 200 € da sbloccare» è tutta lì, e il tetto di 100 € per giocata mostra che anche il bonus più generoso viene consumato a rate.

Sul piano della verifica, i due percorsi hanno premio diverso: 10 € subito con SPID, 5 € dopo i documenti con la registrazione manuale. La differenza di importo è piccola; la differenza di attesa è tutta nel metodo di identificazione. William Hill rende visibile il meccanismo del bonus invece di nasconderlo dietro una percentuale, e questo lo rende il miglior esempio didattico della pagina: un vantaggio per il lettore attento, nessun vantaggio per chi cerca solo l’importo più alto.

Sisal: concessione n. 16020, il palinsesto che vive di dirette

Sisal costruisce l’offerta sportiva attorno al volume e alla trasmissione. L’app indica oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. La concessione è la n. 16020, intestata a Sisal Italia S.p.a., e il titolo è esercitato su Sisal. L’app Sisal Matchpoint permette di accedere al conto gioco anche con Touch ID e di piazzare le scommesse da mobile.

Quindicimila eventi live al giorno pongono una domanda che il numero non risolve: quanti di questi hanno mercati profondi e quanti solo il mercato principale? La diretta streaming gratuita è, da questo punto di vista, un’informazione più utile del conteggio, perché dice su quali eventi l’operatore ha investito davvero.

Il lettore adatto è quello che segue il live, che vuole vedere la partita dentro la stessa app in cui gioca il mercato, e che per questo accetta un palinsesto costruito per il volume. La diretta streaming è il vero prodotto di Sisal, non lo è il numero di eventi: chi scommette pre-match trova altrove palinsesti più curati, chi scommette in-play trova qui un pacchetto integrato difficile da battere.

bet365: concessione n. 16030, la visibilità internazionale e il pallino della pausa

bet365 porta nel confronto il peso maggiore sul piano internazionale. La concessione è la n. 16030, intestata a Hillside (New Media Malta) Plc, e il titolo è esercitato su bet365. L’operatore si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live.

Sul fronte della tutela, gli strumenti di gioco responsabile comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Il periodo di pausa è lo strumento più leggero della cassetta, meno definitivo dell’autoesclusione e più mirato di un limite: serve a chi vuole fermarsi un giorno, non a chi vuole chiudere la porta.

Il lettore a cui questo profilo si adatta è quello che vuole giocare i grandi eventi internazionali su una piattaforma con un profilo pubblico riconoscibile, e che usa la pausa come strumento di controllo ordinario. bet365 ha il titolo di visibilità più forte del confronto, e la visibilità non è un dato tecnico: la copertura dei grandi campionati internazionali è verificabile nel palinsesto, non nella sponsorizzazione.

Planetwin365: concessione n. 16007, la copertura dei campionati nazionali

Planetwin365 punta sulla profondità sui campionati piuttosto che sul volume assoluto. L’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei (Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga) e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. La concessione è la n. 16007, intestata a Pwo S.p.a., e il titolo è esercitato su Planetwin365.

La presenza della Serie C nella lista dice molto su come è costruito questo palinsesto. Non è un operatore che copre i campionati che tutti coprono e si ferma: scende nelle serie minori, dove la concorrenza dei bookmaker è più sottile e dove i mercati hanno, di norma, meno alternative. Per il giocatore che segue una squadra di provincia questo è il criterio che conta più di qualsiasi quota di testa.

Il rovescio della medaglia è che un palinsesto che scende in profondità richiede al giocatore di sapere dove guardare. Planetwin365 è la scelta di chi segue il campionato minore e vuole trovarlo quotato, non di chi cerca la quota migliore sul derby di Milano: sulla profondità, non sulla grandeur, si gioca il suo vantaggio.

NetWin: concessione n. 16035, il ritratto di un’offerta modesta

NetWin entra nel confronto con un’offerta di benvenuto che i termini descrivono in modo preciso. L’offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €. La concessione è la n. 16035, intestata a Netwin Italia S.p.a., e il titolo è esercitato su NetWin.

Il profilo dell’offerta è chiaro: un massimo di 50 € colloca NetWin nella fascia più bassa delle dieci, e il requisito del conto verificato significa che il bonus non è disponibile prima dell’identificazione completa. Chi si registra e deposita aspettandosi l’accredito immediato incontra prima la verifica e poi il bonus, non il contrario.

L’offerta è modesta, e la modestia ha un lato positivo che vale la pena riconoscere: un tetto basso limita l’esposizione al meccanismo del rigioco, perché il credito da consumare è piccolo e il tempo speso a soddisfare il requisito è proporzionalmente ridotto. Chi cerca l’offerta più grossa trova altro; chi vuole provare un operatore senza legarsi a un bonus importante trova qui un ingresso a bassa intensità. NetWin non compete sull’importo ma sulla misura, e per un profilo di giocatore prudente la misura è il criterio giusto.

Betsson: concessione n. 16027, migliaia di eventi e due fratelli in elenco

Betsson chiude il gruppo con un profilo di volume. L’app Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. La concessione è la n. 16027, intestata ad Azzurri Limited, e il titolo è esercitato su Betsson.

Azzurri Limited è la stessa società che compare alla concessione n. 16026 dietro StarCasinò: due marchi, due titoli, una concessionaria. Chi apre conti su entrambe le piattaforme tratta con lo stesso soggetto giuridico su due siti diversi, e questo conta il giorno in cui emerge un problema contrattuale.

Sul fronte dei mercati, la lista 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo è quella standard per una piattaforma italiana di primo livello: copre tutto ciò che serve, senza un elemento che la distingua. La differenza tra Betsson e gli altri si gioca quindi sul volume di eventi e sulla qualità dell’esecuzione, non sulla presenza di un mercato esclusivo.

Betsson è il profilo più equilibrato del confronto, quello che non eccelle in nulla e non manca in niente — il che è un complimento in un gruppo dove ogni altro operatore ha un tratto che lo sbilancia in una direzione. Chi vuole un bookmaker generalista con una concessione regolare e nessuna sorpresa contrattuale lo trova qui; chi cerca il mercato particolare o l’exchange guarda altrove.

Domande frequenti

Come si prova che un bookmaker ha davvero la concessione ADM?

Si apre l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato sul sito dell’ADM e si cerca il nome della società, non solo quello del marchio. La concessione è per sito: si verifica il numero dichiarato nei termini del conto di gioco e lo si confronta con l’elenco.

Perché un concessionario italiano opera su un sito .it?

L’elenco dell’ADM associa ogni concessione a un sito .it, perché il titolo è concesso per singolo dominio e non per marchio. Un operatore con licenza estera su un .com non esercita in Italia alcuna concessione, anche quando il suo nome è noto ai giocatori.

Cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?

Il Registro Unico degli Autoesclusi è attivo dal 2018 e blocca tutte le piattaforme di gioco online autorizzate e le sale fisiche. La richiesta si fa dal portale ADM con SPID o a un concessionario: la durata va fino a 270 giorni oppure è indeterminata.

Quali limiti di deposito si impostano su un sito con concessione?

In registrazione il giocatore sceglie un limite settimanale o mensile, e alcuni operatori chiedono anche limiti giornalieri di ricarica, spesa e tempo di gioco. Un limite ridotto ha effetto immediato, mentre un aumento diventa operativo dopo sette giorni: l’attesa serve a rallentare la decisione.

Cosa si rischia su un sito di scommesse senza concessione ADM?

Quel sito non è collegato al RUA, quindi l’autoesclusione non vale; è soggetto all’inibizione DNS e, come scrive l’ADM, il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. Le vincite vanno poi dichiarate come redditi diversi.

Le vincite delle scommesse sportive si pagano le tasse in Italia?

No, le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate: l’imposta unica è a carico del concessionario, che la versa sulla differenza tra puntate e vincite. Per il proprio caso conviene comunque consultare un commercialista.

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