Siti di scommesse affidabile 2026, dieci concessionari sotto la lente

Updated Ottobre 2026
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Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna

Dato aggiornato a Ottobre 31, 2026, con le concessioni e i numeri di conto di gioco verificati sull’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e sui termini pubblicati dagli operatori.

Un operatore con concessione dichiara il proprio titolo nei termini del conto di gioco: Admiralbet scrive di essere concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 rilasciata dall'ADM e di.

Uno pensa che il modo rapido per capire se un bookmaker è affidabile sia guardare il nome. Non lo è. In Italia il gioco a distanza con vincite in denaro può essere offerto soltanto da chi ha una concessione dell’ADM, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che il mercato continua a chiamare AAMS, e la concessione non si guadagna con la notorietà: si vince a un bando pubblico. Si è concluso così il bando del settembre 2025, che ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, per circa 7 milioni di euro ciascuna valida nove anni, con il nuovo regime partito il 13 novembre 2025.

Il numero è il primo vero dato di questa pagina, e va letto per quello che è: 52 righe, codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it, secondo l’elenco letto il 25 ottobre 2026. Non è una pagella. Un nome sull’elenco dimostra che quella società può raccogliere giocate in Italia, non che offra scommesse sportive: l’elenco non ha una colonna per i giochi, e un concessionario può avere in mano il diritto alle scommesse, al poker, ai giochi di abilità, al casinò, al betting exchange e al bingo in qualunque combinazione.

Da qui discende tutto il resto, e discende in un ordine preciso. Prima le tutele, perché sono la parte che si sente solo quando serve e che a quel punto non si può più improvvisare. Poi la classifica con i criteri che la sostengono, che è il motivo per cui molti arrivano su queste pagine. Poi il funzionamento del mercato, cioè come si legge davvero una scommessa e un conto di gioco. E infine la parte normativa, con quello che cambia per chi resta fuori da questo perimetro.

Autoesclusione e limiti: le tutele che contano solo prima

Il gioco responsabile si legge male perché non produce nulla di visibile. Non c’è una quota da confrontare, non c’è un bonus da incassare, e per questo finisce in fondo alle pagine. La conseguenza di leggerlo tardi è che gli strumenti più seri — l’autoesclusione su tutte le piattaforme, il blocco dei depositi — funzionano in una sola direzione: si attivano bene, si disattivano con calma.

Un documento di identità appoggiato accanto a uno smartphone con un timer sullo schermo, su un tavolo da cucina
La richiesta di autoesclusione si fa dal portale ADM con SPID, oppure a uno dei concessionari presso cui si ha un conto aperto.

Cosa blocca davvero il RUA, e per quanto

Il Registro Unico degli Autoesclusi, nato nel 2018, è l’unico strumento italiano che non si aggira cambiando operatore. Durante l’autoesclusione registrata dal concessionario nel RUA non si possono fare depositi, giocate o aprire conti presso alcun operatore con concessione ADM, ma si può prelevare il saldo prelevabile. Vale su ogni piattaforma di gioco online autorizzata in Italia e vale anche sulle sale fisiche, ed è questa ampiezza a renderlo diverso da un semplice blocco del proprio conto.

La revoca non è una formalità. L’autoesclusione può durare fino a 270 giorni a scelta del giocatore oppure essere a tempo indeterminato, con revoca possibile solo dopo almeno nove mesi; quella a tempo determinato non può essere revocata prima della scadenza. Chi sceglie i 270 giorni si impegna per 270 giorni.

Le condizioni di Admiralbet raccontano bene come questa materia si sia mossa negli ultimi mesi. Prevedevano l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. La finestra breve si è allungata e la finestra lunga si è allungata molto: oggi un giocatore che vuole uscire per un trimestre ha un’opzione in meno di scelta libera e una molto più lunga in più. Chi ha un problema reale, di solito, non cerca tre mesi.

L’autoesclusione dal gioco a distanza può essere trasversale — tutti i concessionari, con blocco di nuovi conti — oppure limitata a un singolo concessionario o a una singola categoria di gioco, come le scommesse a quota fissa. La terza forma è quella che inganna: escludersi dalle scommesse e tenersi aperto il casinò è una scelta che il sistema consente, e non è la scelta che risolve il problema. Chi vuole la protezione piena sceglie la forma trasversale, perché è l’unica che non lascia una porta socchiusa.

La richiesta si fa dal portale ADM con SPID, oppure a uno dei concessionari presso cui si ha un conto aperto. Nella seconda strada, la richiesta arriva al registro passando per l’operatore: funziona, ed è la via che la maggior parte delle persone usa, ma vale la pena sapere che il canale diretto non richiede l’intermediazione di nessuno.

Il numero verde nazionale 800 558822 offre sostegno gratuito e anonimo a chi ha problemi con il gioco. Gratuito e anonimo sono due parole che contano: non passa dal conto di gioco e non produce una traccia visibile agli operatori. Chi preferisce non usare il telefono trova lo stesso riferimento anche nelle app, dove bet365 indica ai residenti in Italia proprio il Telefono Verde Nazionale.

Il limite di deposito che si sceglie in registrazione

L’articolo 15, comma 1 del decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41 prevede un pacchetto di strumenti: autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento di gioco secondo protocolli approvati dall’ADM; messaggi automatici sulla durata e sulla spesa; l’autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. È un impianto costruito sul comportamento, non sulla buona volontà.

Sul piano pratico la cosa che un lettore incontra per prima è il limite di deposito scegliendo il quale si apre il conto: si imposta su base settimanale o mensile. In registrazione Admiralbet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. La regola asimmetrica è la parte intelligente del meccanismo: abbassare una soglia è un gesto che si fa d’istinto e produce subito il suo effetto, alzarla richiede una settimana di ripensamento.

Da questa asimmetria segue una conseguenza concreta per chi apre un conto con l’idea di «tanto lo alzo quando voglio». I sette giorni non sono un dispetto burocratico, sono il tempo in cui una decisione presa a caldo può essere rivista. Se il limite scelto in registrazione è basso, e lo resta, il conto di gioco resta un conto di gioco. Se è già alto, nessun avviso automatico lo raddrizza.

Una nota che vale la pena mettere ora, perché più avanti diventa centrale: un tetto statutario in euro alle puntate sulle scommesse sportive non risulta esistere. Gli strumenti che mordono davvero sono gli autolimiti del giocatore e il limite di deposito scelto alla registrazione. Chi cerca «quanto posso puntare per legge» cerca una regola che non c’è.

Perché i limiti si vedono solo alla cassa

Gli strumenti di gioco responsabile di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione. La lista è ordinaria nel panorama italiano, ed è proprio questo il punto: la differenza tra operatori, su questo terreno, non sta nella presenza degli strumenti, che l’articolo 15, comma 1, n. 41 rende obbligatori per tutti i concessionari, ma in quanto presto agiscano.

L’effetto si misura in cassa. Un conto che ha un limite di ricarica basso si comporta diversamente da un conto senza storia, e la differenza salta fuori nel momento in cui si prova a depositare una cifra che si era immaginata libera. È una sorpresa per chi non ha letto la sezione sui limiti, e non è una sorpresa per chi l’ha letta.

Vale anche per i tempi di pausa. Un periodo di pausa non è un’autoesclusione: dura quanto il giocatore sceglie e non passa dal registro, quindi non blocca i conti aperti altrove. Chi vuole fermarsi davvero da tutti gli operatori con concesso contemporaneamente usa il RUA, non la pausa. Confondere le due cose è l’errore più comune in questa materia, e la conseguenza è che a un certo punto il conto che si credeva chiuso risponde ancora.

Valutazione e confronto: dieci concessionari sulle cose che si controllano

Su cosa li ho messi a confronto

Il criterio di partenza non è discutibile: la concessione. Il gioco a distanza con vincite in denaro può essere offerto in Italia solo da chi ha una concessione dell’ADM, e per verificare se un operatore è autorizzato si consulta l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato sul sito dell’Agenzia. Niente di quel che segue ha senso prima di questo passaggio.

Il secondo criterio è il sito su cui il gioco viene offerto. La concessione è legata al sito, non alla società: un concessionario può gestirne più di uno, e il caso più limpido è Eurobet Italia S.r.l., che dallo stesso titolo fa girare Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. Quando un dominio non è nell’elenco, quella concessione non lo copre.

Il terzo criterio è il numero di concessione dichiarato nei termini del conto di gioco. Non è una formalità da commercialisti: è il punto in cui l’operatore mette per iscritto chi è e in virtù di che cosa. Un operatore con concessione dichiara il proprio titolo nei termini del conto di gioco: Admiralbet scrive di essere concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 rilasciata dall’ADM e di fornire il servizio tramite il sito AdmiralBet. Questa frase è il modello di quello che si deve trovare, e chi non la trova ha una domanda da fare all’assistenza prima di depositare.

Il quarto criterio è la verifica dell’identità. Un conto di gioco richiede l’identificazione piena, e gli operatori offrono la registrazione con modulo e copia del documento oppure con SPID, in qualche caso con CIE tramite un fornitore SPID. È un criterio noioso e decisivo: senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori.

Il quinto criterio è il motivo per cui questa pagina esiste: cosa i termini dell’operatore dichiarano sul soggetto in esame. È l’unico campo in cui il confronto può dire «questo lo fa» invece di «questo è in regola», e vale la pena dirlo subito: per sei brand del gruppo la risposta non c’è. Non perché manchino le informazioni sul bookmaker, ma perché i termini e le schede esaminate non toccano il punto. Le righe vuote nella tabella che segue sono un’informazione onesta, non una pagella.

Meccanismi di confronto | Brand | Numero di concessione ADM e concessionario | Cosa dichiarano i termini dell’operatore sul soggetto

Brand Concessione ADM e concessionario Cosa dichiarano i termini dell’operatore sul soggetto
Betsson n. 16027 — Azzurri Limited —
Eurobet n. 16012 — Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale —
StarCasinò n. 16026 — Azzurri Limited —
NetWin n. 16035 — Netwin Italia S.p.a. —
AdmiralBet n. 16048 — Admiral Bet S.r.l. Concessione dichiarata nei termini; autoesclusione da 7 a 270 giorni o indeterminata dal 1° febbraio 2026
William Hill n. 16044 — William Hill Malta Plc Bonus non subito prelevabili: giocata secondo i requisiti ADM, massimo 100 € di bonus per scommessa
bet365 n. 16030 — Hillside (New Media Malta) Plc —
SNAI n. 16032 — Snaitech Spa —
Betfair n. 16028 — Betfair Italia S.r.l. —
Goldbet n. 16009 — Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) —

Una tabella con sei trattini su dieci non è una tabella fatta male: è il ritratto di un mercato che pubblica volentieri il bonus e molto meno volentieri le condizioni. La colonna utile è quella vuota. Dove c’è una riga, l’operatore ha messo per iscritto un vincolo: la concessione dichiarata e la durata dell’autoesclusione nel caso di AdmiralBet, il massimo di 100 € di bonus per scommessa e la giocata obbligatoria nel caso di William Hill. Dove il trattino c’è, il vincolo esiste comunque, ma sta altrove: nel regolamento dei bonus, nelle FAQ, nella scheda dell’app.

Chi legge questa tabella deve fare una cosa sola: prendere un brand, aprire il suo sito, cercare la parola «concessione» nei termini e verificare che il numero corrisponda a quello della colonna centrale. È un controllo da due minuti che sostituisce l’intera domanda su cui è costruita la pagina.

Per il resto l’elenco non è esaustivo del mercato: altri concessionari esistono, e un brand che non compare tra questi dieci non è per questo privo di concessione. La classifica è una selezione di dieci titolari con un’offerta sportiva documentata, non la lista dell’ADM ridotta a dieci righe.

Come cambia il quadro quando il soggetto è il conto

C’è una cosa che questa tabella mette in luce più di ogni discorso sulla fiducia: il divario non è tra operatori più o meno autorizzati, è tra operatori più o meno espliciti. Tutti e dieci i brand hanno una concessione in corso, un codice a cinque cifre e un sito .it. Su quel piano sono identici, e un lettore che cerca un motivo per preferirne uno su questo terreno non lo troverà.

Sul secondo soggetto, invece, il divario è reale e riguarda due cose molto concrete: quanto dura un’autoesclusione e quanto vale un bonus quando lo si vuole incassare. Sono le due domande a cui un giocatore vuole risposta dopo tre mesi di conto, non dopo tre minuti.

AdmiralBet ha scelto di scrivere le durate nei termini. William Hill ha scelto di scrivere il tetto del bonus e il fatto che i bonus non sono subito prelevabili ma vanno giocati secondo il requisito di giocata previsto dalle normative ADM. Il resto tace su questo specifico punto, il che non significa che non applichi regole: significa che le regole non sono nel documento che ho letto.

Da qui la conseguenza pratica per chi confronta: la fiducia si stabilisce in tre passaggi, e il terzo è quello che quasi nessuno fa. Si controlla il nome sull’elenco ADM, si controlla il numero nei termini dell’operatore, e si controlla che il numero sia lo stesso. Il terzo passaggio è l’unico che smaschera un sito che copia il linguaggio della legalità senza averne il titolo, e richiede meno tempo di quanto ne serva per scegliere una quota.

I fondamenti del mercato, detti senza giro di parole

Un conto di gioco italiano è, per costruzione, tracciato. All’apertura serve il codice fiscale e serve il documento; le due strade sono la registrazione classica con il caricamento del documento e la registrazione con SPID, che importa i dati anagrafici da solo. Il conto di gioco Admiralbet si apre con registrazione classica, caricando fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo (OTP) e importa i dati automaticamente. Il formato del file è un dettaglio da fotocamera del telefono, il livello 2 dello SPID è un requisito di sicurezza serio.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
L'autoesclusione può durare fino a 270 giorni a scelta del giocatore oppure essere a tempo indeterminato, con revoca possibile solo dopo almeno nove mesi.

Per aprire il conto BetFlag il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Il limite d’età non è una raccomandazione dell’operatore: l’articolo 3, comma 1, lett. a) del decreto 41/2024 nomina la tutela dei minori di età tra i principi, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco, e la legge italiana fissa l’età a 18 anni.

Sul piano del prodotto, la scommessa sportiva italiana si divide in tre forme che il lettore incontra su ogni palinsesto. La singola è una giocata su un esito. L’app SNAI Sport offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. La multipla combina più esiti in una sola giocata. Il sistema è la versione ragionata della multipla, in cui le combinazioni vengono generate e giocate in blocco.

Il cash out merita una riga a parte, perché è il prodotto che ha cambiato il modo in cui si guarda una partita. Chiuderla prima della fine significa accettare il prezzo che l’operatore propone in quel momento, che non è mai quello della schedina originale. È una polizza, e come ogni polizza si paga.

I mercati seguono la stessa logica di base. L’app Betsson Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. L’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. La sigla GG/NG, che in italiano sta per goal/no goal, e la coppia Under/Over sono le due famiglie che si trovano su qualunque incontro di calcio, dal derby di provincia alla finale di coppa.

Il betting exchange è un’altra cosa ancora, e vale la pena distinguerlo con precisione perché in Italia ha una sua previsione di legge. L’articolo 6, comma 1, lett. e) del decreto 41/2024 ammette le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori: il giocatore può fare la punta o la banca e il concessionario si limita a metterli in contatto anonimo. La documentazione di Betfair è descritta come contenente regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima di 200 centesimi a passi di 50 centesimi, e un articolo di stampa specializzata del 2024 riferisce che sulle vincite il giocatore non deve nulla, perché il prelievo cade sul concessionario. Quali brand gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non è dato sapere da qui: Betfair è descritto come il primo, con concessione 16028.

Verifica e vigilanza: chi risponde quando qualcosa non torna

Il titolo si verifica in due punti, e solo in due

La verifica di un operatore italiano non richiede intuito. L’ADM, d’intesa con la Guardia di Finanza, redige la lista dei siti di offerta legale di gioco a distanza riferiti ai concessionari e quella dei siti inibiti, e le rende pubbliche sui siti istituzionali dell’Agenzia e della Guardia di Finanza. Due elenchi, due esiti, nessuna zona grigia: un dominio sta di qua o di là.

Il secondo punto di verifica è nei termini dell’operatore, dove il concessionario dichiara numero e società. La combinazione dei due controlli copre quasi tutto: l’elenco dice che quella società ha titolo per raccogliere giocate in Italia, i termini dicono che quel sito è il posto in cui lo fa. Se il numero dichiarato nei termini non compare nell’elenco tra i codici 16000–16051, il problema non è l’ortografia.

Resta il limite strutturale dell’elenco, che va detto una volta e ricordato: non ha una colonna per i giochi. Un nome sull’elenco non dimostra da solo un’offerta di scommesse sportive, perché lo stesso titolo può coprire il casinò e non il book. La prova del pallone è il palinsesto dell’operatore, cioè la sezione scommesse del suo sito e della sua app. Chi cerca una scorciatoia la trova qui, ed è questa: la legalità si verifica sull’elenco, il prodotto si verifica sul sito.

Cosa significa un .it, e cosa non significa

La concessione è legata al sito. Ogni riga dell’elenco è associata a un dominio italiano, e questo spiega perché una società con più marchi ne gestisca più di uno con lo stesso titolo: Eurobet Italia S.r.l. fa girare Eurobet, Bwin e Gioco Digitale sotto un’unica concessione.

Da qui una conseguenza che vale più di ogni spiegazione sul branding: un dominio .it non è una prova di legalità in sé. È la forma che un sito autorizzato prende, perché è lì che la concessione punta. Il controllo resta il numero, non il suffisso. Un .it senza numero nell’elenco è un problema esattamente come un .com.

E c’è il rovescio della medaglia, che riguarda i marchi stranieri. Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non sono tra le 52 righe dell’elenco ADM lette il 25 ottobre 2026. Non è una sentenza su di loro come aziende: è la constatazione che, in Italia, non hanno il titolo per raccogliere giocate da questo elenco. Chi li incontra in una ricerca incontra un’offerta che non passa dall’ADM, e il seguito di quella constatazione è nella parte su cosa si perde fuori dal perimetro.

Come si verifica, in pratica, in cinque minuti

Il percorso è breve e vale la pena farlo una volta per brand, non una volta per scommessa. Si apre l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza sul sito dell’ADM. Si cerca la società o il marchio. Si verifica che il dominio corrisponda a quello su cui si sta per giocare. Si apre la pagina dei termini o delle condizioni del conto di gioco dell’operatore e si cerca la parola «concessione». Si confrontano i due numeri.

Il punto in cui il percorso si blocca, di solito, è il terzo: il dominio. Chi arriva su un sito da un annuncio o da un messaggio non guarda la barra degli indirizzi, e una concessione che punta a un dominio diverso non protegge il dominio su cui si sta giocando. Le licenze sono concesse per sito: è una clausola che sembra tecnica e diventa, in concreto, la differenza tra due siti con lo stesso marchio.

Il quinto passaggio è quello che sfugge ai più: il numero nei termini va letto, non solo trovato. «Concessionaria per il gioco a distanza» senza numero, o con un numero di un’altra società, è una formula vuota. Il caso di AdmiralBet, che scrive concessione n. 16048 rilasciata dall’ADM e servizio fornito tramite AdmiralBet, mostra la forma piena: numero, autorità e dominio in una frase sola.

Come si fa a capire se un bookmaker è affidabile

La domanda non ha una risposta da sondaggio. Ha una risposta procedurale, e la procedura è quella appena descritta: elenco, dominio, numero. Chi la applica non ha bisogno di fidarsi, perché ha verificato.

Sopra la procedura restano tre cose che l’elenco non copre e che nessun marchio può vantare al posto del lettore. La prima è la chiarezza dei termini: un operatore che scrive le durate dell’autoesclusione e il tetto del bonus nei documenti contrattuali è un operatore con cui è più facile discutere. La seconda è il comportamento in cassa, cioè quanto velocemente un prelievo arriva e se le condizioni sono quelle annunciate. La terza è il prodotto: un palinsesto che copre la Serie A e poco altro non è un bookmaker, è un negozio di scommesse sul calcio.

Su tutte tre, la concessione è la condizione necessaria e non la condizione sufficiente. Chi cerca «affidabile» e trova solo «autorizzato» ha trovato metà della risposta, e la metà comoda.

Cosa si lascia fuori, e cosa resta

La zona senza RUA e senza ADM

Fuori dal perimetro delle concessioni non c’è una versione più libera dello stesso servizio. C’è un servizio diverso, con regole di altri.

Il primo effetto è che il RUA non copre quei siti. L’autoesclusione registrata dal concessionario blocca ogni piattaforma autorizzata in Italia: non essendo collegati al registro, i siti senza concessione restano raggiungibili anche a un giocatore che si è escluso da tutto il resto. È il punto in cui la tutela smette di funzionare, ed è quello che nessuna offerta, per quanto alta la quota, compensa.

Il secondo effetto è l’oscuramento. L’articolo 22 del decreto 41/2024 affida all’ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, la lista dei siti legali legata ai concessionari e quella dei siti inibiti, entrambe pubbliche. I fornitori di accesso a internet e i prestatori di servizi di pagamento che non rispettano un ordine dell’ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. L’ADM reindirizza i domini inibiti a una pagina di avviso. Il blocco opera a livello DNS e alcuni fornitori arrivano in ritardo; un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, secondo quanto riportato dalla stampa specializzata per l’ordine del 24 settembre 2025, e gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini per volta. I mirror ricompaiono nel giro di ore.

Questa è la meccanica che rende la ricerca «siti non AAMS» un labirinto: il sito oscurato cambia indirizzo, il marchio resta, e chi lo ritrova crede di aver trovato una scappatoia. Ha trovato un domino che si sposta.

Il conto che passa per l’Agenzia delle Entrate

C’è una differenza fiscale che vale da sola il tempo di lettura, e va scritta con la cautela che merita.

Sui proventi di un concessionario ADM, il prelievo cade sull’operatore. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché l’imposta è applicata alla fonte: il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa specializzata nel 2024 e nel 2026, non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, e per questo va chiusa con l’unico consiglio sensato in materia: consultare un commercialista.

Sui siti non autorizzati la posizione cambia natura. La risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010 dell’Agenzia delle Entrate tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lett. d, del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili ai sensi dell’articolo 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni. La lettura pratica è che non c’è ritenuta e che serve una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730; l’aliquota IRPEF applicata non è nota. Sintesi onesta: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.

Il paradosso è tutto qui: il sito offshore promette un payout senza imposte e consegna una riga da dichiarare. Chi gioca su un concessionario non ci pensa nemmeno.

L’imposta che paga l’operatore, non il giocatore

L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa è disciplinata dall’articolo 4 del decreto legislativo 23 dicembre 1998, n. 504, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, il cui numero non risulta confermato: 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le somme giocate e le vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, dove prima erano al 43 % e al 47 %. Le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta contenuta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore.

Che cosa significa per il lettore è presto detto: le due aliquote vivono nella quota, non nella schedina. Un book che raccoglie a distanza versa allo Stato una quota della differenza tra incassi e vincite, e quella quota è parte del motivo per cui una quota italiana non è una quota asiatica. Non è un dettaglio da commercialisti: è la ragione per cui il margine di un book concessionario ha un pavimento strutturale.

Il margine, poi, è la misura che nessun operatore mette in vetrina e che chiunque può calcolare. La quota di puntate che un mercato restituisce è 1 diviso la somma dei reciproci delle quote di tutti gli esiti, e il margine è il 100 % meno quella quota. Su un mercato a due esiti quotato 1,90 e 1,90, i reciproci sono 0,5263 ciascuno, la somma è 1,0526 e la quota di restituzione è il 95 %. Il margine è il 5 %. Su una puntata da 100 € il book si tiene in media 5 €, prima di qualunque ragionamento sul bonus.

La pubblicità che non si può fare, e i bonus che esistono lo stesso

Il divieto pubblicitario è la norma italiana che sorprende di più chi arriva da fuori. Il decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87 vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, su qualunque mezzo, incluse manifestazioni sportive, trasmissioni televisive, stampa e internet. L’ADM lo cita nel comunicato del 28 febbraio 2024, e la formulazione integrale comprende manifestazioni culturali o artistiche, trasmissioni radiofoniche, pubblicazioni in genere e affissioni.

L’AGCOM vigila, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Nella pratica, il 2025 si è chiuso senza sanzioni accertate per violazione del divieto; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €, e due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti, il C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e il C-194/25 sulla notifica della norma. Una modifica proposta, non legge, è un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto alla pubblicità indiretta come le sponsorizzazioni: l’esito non risulta, e il divieto è in vigore alla data di verifica.

Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza dei bonus. Il «bonus di benvenuto» è il termine degli operatori, e non risulta un tetto statutario né ai bonus né ai requisiti di puntata: importi, rigioco e quota minima stanno nei termini di ciascun operatore. Questa è la ragione per cui una pagina come questa non può fare quello che molti lettori vorrebbero, cioè confrontare «il bonus più alto»: i massimali sono liberi, le condizioni no.

E c’è un tetto che vale la pena segnalare subito perché riguarda chiunque giochi un bonus sportivo. Per le scommesse sportive l’importo massimo di bonus utilizzabile su ogni scommessa è di 100 €, e William Hill precisa che i bonus non sono subito prelevabili ma vanno giocati secondo il requisito di giocata previsto dalle normative ADM. Cento euro per giocata è un tetto operativo, non pubblicitario, e spiega perché un bonus grosso si smaltisce in molte giocate invece che in una.

Quanto costa davvero far girare una promozione

Questa è l’aritmetica che nessun annuncio mostra, e la faccio con numeri illustrativi, non con prezzi reali.

Prendo un giocatore che sceglie alla registrazione un limite di deposito settimanale di 100 € e lo gioca una volta sola, e un mercato a due esiti quotato 1,90 e 1,90. È un esempio, non una quota di nessun operatore. Il margine di quel mercato è quello calcolato poco sopra, il 5 % su ogni unità puntata. Se il deposito settimanale è la posta e l’attività di gioco è questa, la perdita attesa su una settimana è dello 0,05 × 100 €, cioè 5 €. Su quattro settimane il costo medio atteso sale a circa 20 €, su un anno di gioco continuato a questo ritmo a circa 260 €.

Il numero va letti per quello che è, e non per quello che sembra. È una stima statistica media sotto l’assunzione che tutto il deposito settimanale venga rigiocato una volta su quel mercato, non una previsione su una singola settimana né su una singola schedina: in una settimana quel giocatore può vincere e in dieci perdere molto più del 5 %. La banda è la parte informativa. Immaginando un mercato più caro, con un margine dell’8 %, il costo atteso settimanale sale a 8 € e il costo annuo sfiora i 420 €. Con un mercato al 3 %, il costo scende a 3 € a settimana e a poco più di 150 € l’anno.

Ecco perché la domanda «quanto rende quel bonus» è mal posta rispetto a «quanto mi costa giocarci». Un bonus di benvenuto caricato su questo conto non cambia il margine del mercato su cui viene giocato: ne riduce il costo una volta sola, nella misura del suo valore, e poi il conto torna a pagare il 5 %. Il vantaggio, se c’è, è un anticipo, non un rendimento.

I dieci concessionari, uno per uno

Betsson: il book che arriva da un casinò

La concessione è la n. 16027, intestata ad Azzurri Limited, e il gioco passa dal sito Betsson. La società che regge il marchio non porta il nome del marchio: è il caso più frequente in questo elenco e vale la pena dirlo una volta per tutte, perché è lì che nascono i sospetti sbagliati. Chi legge «Azzurri Limited» e non riconosce il brand non ha trovato un problema, ha trovato una ragione sociale.

L’offerta sportiva è ampia e ordinata. L’app Betsson Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. La gamma è quella di un book generalista europeo: chi cerca il mercato esotico lo trova, chi cerca tre mercati sul campionato minore probabilmente no.

Il marchio è nato come casinò, e sull’app si vede: il nome stesso dell’applicazione mette il casinò accanto al book. A un giocatore che vuole tenere separate le due cose questo non piace. A chi vuole un ambiente unico, con slot e live casino accanto alla schedina, offre la comodità di un solo conto e di un solo prelievo.

La concessione è il punto di forza, la convivenza con il casinò è il punto da valutare. Chi legge questa scheda per capire se dietro c’è una struttura vera ha la risposta: c’è, e ha un codice.

Eurobet: il concessionario che gestisce tre siti

La concessione è la n. 16012, di Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, sul sito Eurobet. È il caso da manuale della regola che governa tutto l’elenco: la stessa società gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale sotto un unico titolo. Tre insegne, una concessione, un gruppo.

Il palinsesto è il più curioso del gruppo. L’app Eurobet Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni). Le scommesse sulle elezioni non sono una trovata italiana, ma trovarle accanto agli scacchi dice molto su come questo operatore intende il proprio catalogo.

A me questo sembra un pregio poco pubblicizzato. Un conto di gioco che copre la Formula 1, il volley e il ciclismo funziona da maggio a settembre senza dipendere dal calciomercato. Chi gioca solo Serie A non ne trae nulla; chi ha un interesse sportivo largo ha un motivo per aprire il conto qui.

Il difetto è nel posizionamento. Con tre siti e un’unica struttura di assistenza, il rischio è che le condizioni di un marchio non valgano per un altro: chi arriva su Bwin non eredita i termini di Eurobet. Il numero di concessione è lo stesso, il conto è un altro.

StarCasinò: il book dentro il casinò

La concessione è la n. 16026, di Azzurri Limited, sul sito StarCasinò. È la seconda intestazione del gruppo Azzurri in questo elenco dopo Betsson, e la circostanza è utile: un lettore attento capisce che sta guardando due insegne della stessa struttura societaria, con due concessioni distinte e due siti distinti.

L’offerta sportiva esiste ed è di fascia media. L’app StarCasinò permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.

«Varie tipologie» è un’espressione che non promette nulla, ed è coerente con un’app il cui centro di gravità è altrove. Chi cerca un book per la schedina settimanale trova quello che serve: gli eventi principali ci sono. Chi cerca profondità di mercato su un campionato minore o su uno sport che non sia il calcio ha davanti un catalogo costruito per un pubblico che passa la maggior parte del tempo in un’altra sezione.

Il giudizio è di posizionamento, non di qualità: la concessione è regolare, il book è reale, ma è la seconda cosa che quel marchio fa. Chi vuole solo scommettere ha ambienti più dedicati tra questi dieci.

NetWin: il bonus sportivo che vale il deposito

La concessione è la n. 16035, di Netwin Italia S.p.a., sul sito NetWin. La società porta il nome del marchio, cosa che in questo elenco non è la regola, e semplifica la verifica.

L’offerta di benvenuto è la più semplice da leggere tra quelle incontrate. L’offerta Sport-50 di NetWin è un bonus reale pari al 100% del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €. Bonus reale significa denaro e non gettone: la forma più pulita, perché non trasforma la vincita in un credito giocabile.

Tre condizioni accompagnano l’offerta, e nessuna è di facciata. Il conto dev’essere verificato, quindi il documento va caricato prima. Il deposito minimo è di 20 €, che è una soglia bassa e non seleziona nessuno. E il deposito va fatto una volta sola, quello che attiva l’offerta: chi versa 25 € due volte non ha versato 50 €.

Il tetto di 50 € è il vero carattere di questa promozione. Un book più grande carica cifre a tre zeri; qui il massimo è la prima settimana di un giocatore prudente. A me sembra un modo onesto di fare marketing: si offre quello che si è disposti a dare, senza costruire un bonus enorme e renderlo inutilizzabile con requisiti sproporzionati. Chi si avvantaggia di più è chi apre il conto con poco e vuole vedere come funziona il prodotto prima di metterci soldi veri.

AdmiralBet: il concessionario che scrive le durate

La concessione è la n. 16048, di Admiral Bet S.r.l., sul sito AdmiralBet, e il brand ha un elemento che nessun altro di questa lista porta allo stesso livello di chiarezza: la concessione dichiarata in proprio nei termini, con numero, autorità e dominio nella stessa frase. È la forma che questa pagina chiede a tutti e che solo qui ho trovato scritta per esteso.

Sull’identificazione la procedura è dettagliata. Il conto di gioco Admiralbet si apre con registrazione classica, caricando fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo (OTP) e importa i dati automaticamente. Chi sceglie SPID di livello 2 non carica nulla e non aspetta la validazione; chi carica il documento ha 30 giorni di tempo prima che il conto venga sospeso.

Sul gioco responsabile questo operatore scrive più degli altri, e scrive durate. In registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Le condizioni prevedevano l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.

La comparazione tra le due versioni delle condizioni è la cosa più interessante di questa scheda, e non è una nota di colore. Il passaggio da un tetto di 90 giorni a un tetto di 270 cambia la sostanza dello strumento: rende l’autoesclusione lunga una scelta meno marginale, e rende più difficile uscirne per ripensamento. Chi si esclude per il periodo massimo si è dato nove mesi di distanza dal gioco, non tre. È esattamente il tipo di regola che conviene leggere prima e non dopo.

William Hill: il tetto di 100 € per scommessa

La concessione è la n. 16044, di William Hill Malta Plc, sul sito William Hill. La società è maltese e questo è un dettaglio che vale la pena leggere due volte: la nazionalità della capogruppo non incide sulla concessione, che è italiana, nominativa e legata al dominio.

Sul benvenuto questo operatore ha una struttura a due velocità. Il Benvenuto Sport di William Hill accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore. È una scelta che spinge verso l’identificazione digitale, e con un motivo comprensibile: il conto SPID è già verificato, quindi il rischio di frode è più basso.

Il tetto che riguarda chiunque giochi un bonus sportivo è però un altro. Per le scommesse sportive l’importo massimo di bonus utilizzabile su ogni scommessa è di 100 €, e William Hill precisa che i bonus non sono subito prelevabili ma vanno giocati secondo il requisito di giocata previsto dalle normative ADM. Bonus non subito prelevabili significa che il credito è denaro da giocare, non da incassare: finché il requisito non è soddisfatto, il prelievo non si sblocca.

Metto insieme i due dati e il risultato è chiaro. Un bonus va giocato, non incassato, e ogni singola scommessa non può utilizzarne più di 100 €. Chi immagina di sbloccare il credito con una giocata sola su una quota alta ha sbagliato i conti: il tetto per scommessa impone una serie di giocate, e ogni giocata paga il margine del mercato. Il bonus resta un vantaggio, ma il suo valore va confrontato con il costo di farlo girare.

bet365: il marchio globale, la concessione italiana

La concessione è la n. 16030, di Hillside (New Media Malta) Plc, sul sito bet365. La distinzione tra il volto internazionale del marchio e la struttura italiana è la prima cosa da fissare, perché è la più facile da confondere: il partner globale della Champions League e il concessionario italiano sono entità collegate ma la concessione è un fatto italiano.

La copertura sportiva è molto larga. bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. L’ippica accanto alle freccette è il segno di un book costruito sul mercato britannico, e in Italia l’ippica ha una disciplina separata che vale la pena conoscere: le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno nell’articolo 6, comma 1, lett. a) del decreto 41/2024, mentre i giochi di ippica nazionale con vincente, accoppiata, tris e le formule tipo quarté e quinté stanno alla lett. c) e richiedono una concessione propria. Che un brand raccolga online i totalizzatori di ippica nazionale non è dato saperlo da qui.

Il marchio ha anche un vantaggio che non è un vantaggio di quota: la profondità di mercato. Chi ama i mercati laterali, i parziali, le statistiche, trova in un book di questa taglia una scelta che un operatore locale non offre. Il prezzo di quella profondità è il margine, che non si vede.

Chi valuta questo operatore deve guardare il dominio e non il marchio. bet365 è nell’elenco con il codice 16030; il sito internazionale è un’altra cosa e non è coperto da questa concessione.

SNAI: la ricevitoria che è diventata un’app

La concessione è la n. 16032, di Snaitech Spa, sul sito SNAI. È il marchio italiano con la storia più lunga, nato nelle ricevitorie e arrivato all’app senza cambiare pelle.

L’offerta è quella di un book completo e ben identificabile. L’app SNAI Sport offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. La presenza contemporanea della singola, della multipla, del sistema e del cash out copre le quattro cose che un giocatore italiano cerca davvero in un’app.

Il mercato sui cartellini e quello sui tiri in porta sono la parte che distingue questo palinsesto. Sono mercati che richiedono dati e trader, non solo quote importate, e chi li offre di norma li offre bene. Chi gioca abitualmente statistiche invece di esiti trova qui una profondità che i book generalisti a volte non coprono.

Sul cash out, la funzione è quella che cambia il comportamento più di ogni altra. Un giocatore che può chiudere la schedina al 70′ smette di guardare la partita come un verdetto e comincia a guardarla come un prezzo che si muove. È una comodità che si paga, perché il prezzo proposto incorpora il margine, e chi la usa spesso lo paga spesso.

Betfair: lo scambio, che in Italia ha una sua regola

La concessione è la n. 16028, di Betfair Italia S.r.l., sul sito Betfair. È il caso che richiede più attenzione di tutti gli altri, perché l’exchange non è una scommessa come le altre e in Italia ha una previsione normativa specifica che vale la pena leggere per intero.

L’articolo 6, comma 1, lett. e) del decreto 41/2024 ammette le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori: il giocatore può fare la punta o la banca e il concessionario si limita a mettere i due in contatto anonimo. È la definizione giuridica di quello che nel gergo si chiama punta e banca, e cambia il ruolo dell’operatore: non fa il prezzo, ospita chi lo fa.

I mercati ordinari sono quelli che ci si aspetta. L’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. Le combo a quota maggiorata sono la parte in cui l’operatore fa il book e non solo il mercato: sono prodotti confezionati, con il margine incorporato nel prezzo maggiorato.

Le condizioni dell’exchange sono descritte come più stringenti del mercato ordinario. La documentazione di Betfair è descritta come contenente regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima di 200 centesimi a passi di 50 centesimi. Una puntata minima di 2 € a passi di 50 centesimi non è una condizione per professionisti, ma non è nemmeno il terreno del giocatore da 1 €: è un mercato con un taglio minimo, e il taglio minimo è una barriera per chi ragiona in decine di centesimi.

C’è poi la parte fiscale, che sull’exchange si capovolge. Un articolo di stampa specializzata del 2024 riferisce che sulle vincite il giocatore non deve nulla, perché il prelievo cade sul concessionario. La stessa regola vale sui book, ma su un exchange ha un effetto diverso: chi fa la banca incassa la differenza tra ciò che ha rischiato e ciò che ha raccolto, e quella differenza non passa dal suo modello fiscale. Quali brand gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non è dato sapere da qui; Betfair è descritto come il primo.

Goldbet: il marchio che punta sull’app

La concessione è la n. 16009, di Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), sul sito Goldbet. È il codice più basso dei dieci, e la ragione sociale cita la capogruppo internazionale: un promemoria che questo mercato è fatto in larga parte di filiali italiane di gruppi esteri, tutte con lo stesso tipo di titolo.

L’offerta è costruita attorno al gioco da telefono. L’app Goldbet permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto. La sequenza app-prima è una scelta precisa, e con essa arriva la solita differenza tra i due canali: chi passa dall’app trova una procedura, chi passa dal sito ne trova un’altra.

L’identificazione è il punto in cui questo operatore si distingue dagli altri della lista. Per aprire il conto BetFlag il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica, e Goldbet è indicato tra gli operatori che offrono l’identificazione con CIE attraverso un fornitore SPID. La CIE, la carta d’identità elettronica, è lo strumento che molti italiani hanno in tasca senza sapere che può aprire un conto di gioco: è una strada che richiede meno passaggi del caricamento dei documenti e che nella pratica elimina il rischio di una foto illeggibile che sospende il conto per trenta giorni.

Sul bonus di benvenuto questo operatore non offre elementi di dettaglio nella documentazione consultata, e questo è il punto su cui chi valuta il conto deve lavorare da sé nei termini. La copertura calcistica dichiarata — tutti i campionati di calcio — è il vero argomento di questa scheda: chi cerca una partita di Serie C la trova.

Domande frequenti

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si apre l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’ADM e si cerca la società, poi si confronta il numero trovato con quello che l’operatore dichiara nei termini del conto di gioco, e si controlla che il dominio corrisponda. Il codice identifica anche la società che regge il marchio, che spesso non porta il nome del brand.

Perché un bookmaker con concessione ADM usa un sito con dominio .it?

Perché la concessione è legata al sito, non alla società: ogni riga dell’elenco punta a un dominio italiano, e un concessionario con più marchi ne gestisce più di uno con lo stesso titolo. Il suffisso non è una prova di legalità in sé; lo diventa solo se quel dominio e quel numero stanno nell’elenco.

Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?

Il Registro Unico degli Autoesclusi è il registro nazionale che, su richiesta del giocatore, blocca i depositi e le giocate su ogni piattaforma con concessione ADM e nelle sale fisiche. Può durare fino a 270 giorni oppure essere a tempo indeterminato, con revoca solo dopo almeno nove mesi; la forma a tempo determinato non si revoca prima della scadenza.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

Alla registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, che si aggiunge agli autolimiti su tempo, spesa e perdita. Un limite ridotto ha effetto immediato, mentre un aumento richiede sette giorni. Non risulta un tetto statutario in euro alle puntate: gli strumenti che mordono sono questi.

Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?

Fuori dal perimetro delle concessioni mancano il collegamento al RUA, la vigilanza dell’ADM e gli strumenti di limite obbligatori, e il sito è soggetto all’oscuramento DNS. L’ADM richiama la legge 401/1989: il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con un’ammenda e con l’arresto fino a tre mesi.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Presso un concessionario ADM il prelievo è applicato alla fonte e cade sull’operatore: il giocatore riceve la somma netta e, secondo la ricostruzione di stampa specializzata, non dichiara nulla. Sui siti non autorizzati l’Agenzia delle Entrate, nella risoluzione n. 141/E del 2010, le tratta come redditi diversi da dichiarare. Non è consulenza fiscale.

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