AAMS scommesse in Italia 2026: cosa resta al giocatore quando la concessione c'è
Dati aggiornati al Ottobre 31, 2026, verificati sull’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM e sulle condizioni di conto dei singoli operatori.
Il mercato italiano delle scommesse ha una regola che precede ogni altra: chi accetta giocate da un giocatore in Italia ha bisogno di una concessione ADM, e quella concessione è intestata a un sito, non a un marchio. Trenta secondi sul registro dell’Agenzia bastano a capire perché tanta pubblicità di bookmaker arriva da fuori, e perché il nome che si legge in una sponsorizzazione può non comparire da nessuna parte nell’elenco dei concessionari.
Il resto della pagina sta in quella piega. Cosa si attiva quando il conto è su un concessionario, cosa non si attiva mai su un sito non collegato al registro, quanto costa in media giocare la propria disponibilità settimanale, e come si legge l’offerta di dieci operatori che il titolo ce l’hanno davvero.
Prevenzione: quello che succede quando il limite è già scattato
La parte che nessun operatore mette in vetrina è anche quella che decide se il conto resta aperto o si chiude per scelta. Il gioco responsabile non è una voce di menù: è una serie di strumenti che hanno effetti concreti su depositi, giocate e prelievi, e che funzionano solo se il conto è aperto presso un concessionario.

Autoesclusione: cosa blocca, per quanto, e quando si può tornare
Il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, è il meccanismo che trasforma una decisione personale in un blocco operativo. Quando il concessionario registra l’autoesclusione nel RUA, il blocco copre ogni piattaforma online autorizzata in Italia e anche le sale fisiche: non si possono fare depositi, non si possono piazzare giocate, non si possono aprire nuovi conti presso altri concessionari ADM. Resta una sola operazione possibile: prelevare il saldo prelevabile. Chi immaginava che l’autoesclusione chiudesse anche l’accesso ai propri soldi scopre qui la differenza tra «non posso giocare» e «non posso riavere il mio».
Sulla durata le regole si sono mosse di recente. Le condizioni di Admiralbet riportavano autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato; dal 1° febbraio 2026 la finestra va da 7 a 270 giorni, sempre con l’opzione indeterminata, la cui revoca è possibile solo dopo almeno nove mesi. L’autoesclusione a tempo determinato, invece, non si revoca prima della scadenza. È il dettaglio che frega chi sceglie la durata lunga pensando di ripensarci il mese dopo: non si può.
La richiesta si fa dal portale ADM con SPID, oppure a uno dei concessionari presso cui si ha un conto aperto. Le due strade non sono equivalenti. Il portale ADM è trasversale per costruzione; la richiesta allo sportello dell’operatore va verificata nella sua estensione, perché l’autoesclusione può essere trasversale su tutti i concessionari con blocco di nuovi conti, oppure limitata a un singolo concessionario o a una singola categoria di gioco, come le scommesse a quota fissa. Chi ha un problema serio con il calcio del fine settimana non risolve granché escludendosi solo dal casinò.
Limiti di deposito: la scelta che si fa una volta sola
Alla registrazione il giocatore sceglie un limite settimanale o mensile di deposito. Le condizioni di Admiralbet chiedono di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, e qui arriva la parte da leggere due volte: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. La riduzione è un interruttore, l’aumento è una procedura con tempi di attesa. Asimmetria voluta, ed è l’unica asimmetria di questo mercato che lavora dalla parte del giocatore.
Il limite di deposito che ADM fissa nel bando di gara non è pubblicamente noto, quindi il numero che compare nel conto è quello scelto dal giocatore, non una soglia calata dall’alto. In Italia non risulta nemmeno un tetto statutario in euro sulle puntate delle scommesse sportive: gli strumenti vincolanti sono i limiti che il giocatore si dà e il limite di deposito scelto in registrazione. Chi cerca un «massimo di legge» da cui farsi proteggere insegue una cosa che non esiste.
Il numero verde e la pausa
Il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22 offre sostegno gratuito e anonimo a chi ha problemi con il gioco, ed è il recapito che gli operatori con concessione indicano ai residenti in Italia. Accanto, gli strumenti di gioco responsabile di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione. Nessuna di queste funzioni esiste su un sito scollegato dal RUA: il blocco non arriva, il registro non sa che quel conto esiste, e il giocatore che si era dato una regola la sta applicando a memoria, una sera alla volta.
Informativa obbligatoria: sotto l’art. 15, comma 2, D.Lgs. 41/2024 ogni concessionario spende lo 0,2 % del proprio ricavo netto, per un massimo di 1.000.000 € all’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. Non è filantropia, è una voce di bilancio imposta.
Verificare l’identità prima di giocare
Per aprire un conto di gioco serve l’identificazione piena. BetFlag rimanda alle procedure con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica; Admiralbet permette di caricare fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure di procedere con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo (OTP) e importa i dati automaticamente. Il gioco è vietato ai minori di 18 anni.
Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati. Il conto di gioco è, in altri termini, un conto identificato per legge: chi cerca l’anonimato ha sbagliato mercato, e la versione anonima che trova in una giurisdizione straniera non gli restituirà nulla in cambio.
Quale lettore ha già capito cosa gli serve
Chi ha un budget stretto e gioca una volta a settimana noterà la differenza tra questi strumenti e il vuoto di un sito estero più di quanto noterà qualsiasi quota promozionale. Il punto pratico è che la protezione non si attiva da sola: va chiesta, e la richiesta va fatta al posto giusto. Il portale ADM con SPID è il punto di partenza per chi vuole escludersi ovunque; lo sportello del singolo concessionario è la strada per chi vuole un blocco più mirato.
Classificazione: dieci concessionari ADM e ciò che i loro termini dichiarano
Dieci brand, dieci concessioni, un criterio solo: compaiono nell’elenco ADM dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, hanno un sito .it proprio e portano, nelle proprie condizioni o nelle proprie app, una descrizione dell’offerta sportiva. Non è una classifica e non è un consiglio: un posto in un confronto non è una concessione, e la concessione si legge nel registro.
| Marchio | Numero di concessione e concessionario | Cosa dichiarano i termini dell’operatore |
|---|---|---|
| Sisal | ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. | L’app Sisal Matchpoint permette di accedere al conto gioco anche con Touch ID e di piazzare scommesse da mobile |
| SNAI | ADM n. 16032, Snaitech Spa | L’app SNAI Sport offre singole, multiple e sistemi, con mercati su risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini e rigori, più Cash Out |
| AdmiralBet | ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l. | Si dichiara concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 rilasciata da ADM, con servizio sul sito AdmiralBet |
| StarCasinò | ADM n. 16026, Azzurri Limited | l’app permette di scommettere sui principali eventi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto a slot e Live Casinò |
| Betsson | ADM n. 16027, Azzurri Limited | L’app Sportsbook & Casinò offre pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo |
| Lottomatica | ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | L’app copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per il live |
| Betfair | ADM n. 16028, Betfair Italia S.r.l. | L’app Sport propone Esito Finale, Under/Over, Multigol e combo, più la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate |
| NetWin | ADM n. 16035, Netwin Italia S.p.a. | Offerta Sport-50: bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, per nuovi giocatori con conto verificato e deposito minimo di 20 € |
| bet365 | ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | Official Global Betting Partner della UEFA Champions League; scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis |
| Eurobet | ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | Palinsesto da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf, scacchi, fino a spettacolo e politica |
La colonna che salta all’occhio è la seconda, e salta all’occhio per un motivo poco rassicurante: il concessionario che porta il titolo quasi mai è il marchio che il giocatore vede sullo schermo. Bwin è Eurobet Italia, Lottomatica è Goldbet Better Organization Italy, Betsson e StarCasinò sono la stessa Azzurri Limited. Due concessioni distinte nella tabella sopra appartengono a un’unica società, e la cosa non è un dettaglio contabile: significa che il nome del brand non è il soggetto giuridico con cui il giocatore ha un rapporto, e che in caso di contestazione la controparte è la società, non l’insegna.
Sisal: identificazione rapida, mercati che i termini non elencano
La concessione n. 16020 è intestata a Sisal Italia S.p.a. e il brand lavora su Sisal con un proprio sito. La scheda dell’app Matchpoint mette in fila due cose concrete: accesso al conto gioco anche con Touch ID e piazzamento delle scommesse da mobile. L’identificazione biometrica sul telefono è comoda per chi gioca spesso e scomoda per chi vorrebbe una frizione in più prima dell’ultima giocata della serata.
Sul prodotto sportivo, le condizioni e la scheda dell’app non scendono nel dettaglio dei mercati disponibili. Non significa che non ci siano: significa che il palinsesto va guardato nel programma dell’operatore prima di aprire il conto, perché è lì che il gioco diventa verificabile. Un brand con concessione regolare può avere un’offerta sportiva più o meno larga, e il titolo non lo dice.
Verdetto. Sisal mette il comfort davanti alla vetrina: l’accesso rapido è costruito per chi ha già deciso di giocare, non per chi sta ancora decidendo. Chi apre il conto per il Touch ID e vuole sapere su cosa può puntare deve fare un passo in più e leggere il palinsesto dentro il sito.
SNAI: un menù di mercati tecnici e il Cash Out
Concessione n. 16032, Snaitech Spa, sito SNAI. L’app SNAI Sport elenca singole, multiple e sistemi, e i mercati che nomina sono specifici: risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini, rigori. Sono i mercati che un giocatore esperto cerca e che un principiante ignora, perché chiedono una lettura della partita più fine del semplice 1X2. Accanto, la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento.
Il Cash Out merita una precisazione che le schede delle app non fanno: chiudere una schedina in anticipo significa accettare il prezzo che l’operatore propone in quel momento, dentro il margine che l’operatore stesso applica. È uno strumento utile e non è una via d’uscita gratuita.
Verdetto. L’offerta di SNAI è costruita per chi sa cosa chiedere: se il giocatore conosce già i mercati su cartellini e tiri, trova un programma fatto per lui; chi cerca solo il risultato finale paga la stessa concessione per usare una frazione del prodotto.
AdmiralBet: la concessione stampata sulle condizioni
Concessione n. 16048, Admiral Bet S.r.l., sito AdmiralBet. Il brand scrive nero su bianco di essere concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 rilasciata dall’ADM e di fornire il servizio tramite il proprio sito .it. Questa è la forma corretta in cui un operatore dichiara il proprio titolo: il numero, l’autorità che l’ha rilasciato, il sito su cui il servizio gira. Chi apre le condizioni di conto e trova quella riga ha già fatto metà della verifica che gli serve.
Sull’apertura del conto, Admiralbet espone l’intera procedura: registrazione classica con caricamento fronte e retro di un documento valido in .pdf, .jpg o .png, oppure SPID di livello 2, con codice temporaneo (OTP) e importazione automatica dei dati. La strada SPID è più rapida, quella con documento è più lenta, e in entrambi i casi il conto resta identificato.
Verdetto. La trasparenza sul titolo concessorio è il vero valore di questo operatore: chi vuole verificare prima di depositare trova tutto in una pagina di termini, senza passare dal servizio clienti. È il tipo di dettaglio che un giocatore attento nota e che quasi nessuno pubblicizza.
StarCasinò: il calcio accanto alle slot
Concessione n. 16026, Azzurri Limited, sito Starcasino.it. L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto a slot e Live Casinò. Il posizionamento è chiaro: il casinò è il cuore e lo sport è l’ala aggiunta. Non è un difetto, è una descrizione, e cambia il tipo di giocatore a cui il prodotto parla.
Per chi arriva dal casinò e vuole mettere una giocata sulla partita della domenica, la compresenza è comoda. Per chi cerca profondità di palinsesto sportivo, le tipologie di scommessa sportiva nominate nell’app non bastano a capire quanto il programma sia profondo: il dettaglio va cercato nel sito, e va cercato prima di depositare.
Verdetto. Il marchio serve bene chi vuole un unico conto per casinò e scommesse sportive, e serve male chi giudica un bookmaker dalla varietà dei mercati calcistici. La concessione è la stessa degli altri; la vocazione no.
Betsson: migliaia di eventi e i mercati che nomina
Concessione n. 16027, Azzurri Limited, sito Betsson.it. L’app Sportsbook & Casinò dichiara scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. È il vocabolario standard del betting calcistico italiano, elencato con sufficiente precisione da dare un’idea del programma.
Vale la pena notare che Betsson e StarCasinò condividono la stessa società concessionaria pur avendo due numeri di concessione differenti. Due brand, due siti, una sola controparte giuridica: chi apre conti su entrambi per «diversificare» il rapporto con l’operatore non sta diversificando nulla.
Verdetto. L’offerta è quella di un bookmaker generalista completo sul calcio, con le tipologie di mercato che la maggior parte dei giocatori italiani usa davvero. Il vantaggio, qui, è la varietà degli eventi, non l’esclusiva su un mercato.
Lottomatica: lo streaming che tiene il giocatore sulla partita
Concessione n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a., sito Lottomatica.it. L’app copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. Il palinsesto dichiarato è quello che un giocatore italiano si aspetta, e lo streaming è la funzione che cambia l’esperienza del live: vedere l’evento mentre si gioca significa decidere con gli occhi invece che con il solo feed dei risultati.
Lo streaming, però, non è un servizio neutro: tiene il giocatore dentro l’app per tutta la durata della partita, ed è durante quella permanenza che le giocate live si moltiplicano. È esattamente il tipo di funzione che rende utile un limite di deposito impostato prima, non durante.
Verdetto. Per chi gioca live la combinazione di streaming e quote in tempo reale è un vantaggio reale. Chi non gioca live troverà un bookmaker tradizionale con un buon programma e una funzione che non userà mai.
Betfair: l’exchange oltre la concessione n. 16028
Concessione n. 16028, Betfair Italia S.r.l., sito Betfair. L’app Sport propone Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, più la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. Sul lato exchange, il betting exchange è consentito come gioco separato dall’art. 6, comma 1, lett. e) e dall’art. 2, lett. u) del D.Lgs. 41/2024: il giocatore può essere punta o banca e il concessionario si limita a metterli in contatto anonimo. Betfair viene descritta come la prima a operare in questo segmento, con la concessione 16028.
Le regole dell’exchange sono diverse da quelle di un bookmaker, e la documentazione dello stesso operatore è riportata indicare regole extra per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima di 200 centesimi in passaggi da 50. Un articolo di stampa specializzata del 2024 indica che il giocatore non deve nulla sulle vincite, perché il prelievo cade sul concessionario. Quali brand gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni resta un punto aperto.
Verdetto. L’exchange serve chi vuole fare il prezzo invece di accettarlo, e quella puntata minima da 200 centesimi è lì per dirti che è un prodotto per chi punta cifre serie. Chi cerca una giocata da 5 € troverà lo stesso prodotto molto meno flessibile di un bookmaker tradizionale.
NetWin: un bonus che è davvero un bonus, e quanto deposito chiede
Concessione n. 16035, Netwin Italia S.p.a., sito NetWin. L’offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €. La parola «reale» è quella che conta: non è un free bet, non è un rimborso, è un credito che si somma al deposito.
Il fatto che il bonus sia reale non significa che sia immediatamente prelevabile. Un principio generale vale per tutti gli operatori con concessione: per le scommesse sportive l’importo massimo di bonus utilizzabile su ogni scommessa è di 100 €, e William Hill precisa che i bonus non sono subito prelevabili ma vanno giocati secondo il requisito di giocata previsto dalle normative ADM. Nessun tetto statutario sui bonus né sui requisiti di puntata risulta noto: le condizioni vengono dai termini di ciascun operatore. Chi deposita 20 € si aspetta 20 € di bonus e li ottiene; quello che deve fare per portarli via è un capitolo che sta nelle condizioni, non nella pagina dell’offerta.
Verdetto. Il deposito minimo di 20 € rende questa offerta accessibile a chi vuole provare il mercato con poco, ma la verifica del conto è un prerequisito che allunga i tempi di apertura. È un’offerta da leggere con le condizioni aperte accanto.
bet365: il partner UEFA e la tutela dichiarata
Concessione n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc, sito bet365. Il brand si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e dichiara scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. La lista degli sport è larga e comprende l’ippica, che in Italia è un capitolo a sé.
Sul fronte della tutela, gli strumenti di gioco responsabile di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione, e per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Un operatore con questo volume di mercato che espone gli strumenti di pausa nella propria scheda è un segnale, non una garanzia.
Verdetto. La sponsorizzazione internazionale e gli strumenti di tutela dichiarati ne fanno il brand più «istituzionale» della lista. Chi cerca ampia copertura e non ha un mercato di nicchia in mente trova qui il pacchetto completo.
Eurobet: dal calcio alle elezioni
Concessione n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, sito Eurobet. Il palinsesto dell’app va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni). Quest’ultima parte è la più interessante e la più discussa: le scommesse su eventi non sportivi sono un prodotto che il palinsesto approvato da ADM può contenere, e la loro presenza distingue Eurobet da chi si limita allo sport.
La stessa Eurobet Italia S.r.l. gestisce, secondo l’elenco ADM, anche Bwin e Gioco Digitale: una società, tre siti, tre concessioni distinte. È la dimostrazione più chiara che la concessione si concede per sito e non per azienda, e che il nome del marchio è un’etichetta commerciale sopra una struttura societaria più stretta di quanto sembri.
Verdetto. Eurobet copre più terreno di chiunque altro in questa lista, dalla Serie A alle elezioni, e questo lo rende adatto a chi vuole un unico programma per interessi molto diversi. Chi cerca profondità su un singolo sport troverà probabilmente più sostanza altrove.
Fondamenti: prima la concessione, poi tutto il resto
Il mercato italiano ha una regola che precede ogni altra considerazione: il gioco a distanza con vincite in denaro può essere offerto in Italia solo da chi ha una concessione dell’ADM. Non è una formalità amministrativa, è la linea che separa un mercato vigilato da uno che non lo è, e tutto quello che il giocatore riceve in termini di tutela passa da lì.

Perché il numero di concessione è la prima cosa da cercare
Per verificare se un operatore è autorizzato si consulta l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato sul sito dell’Agenzia. L’elenco, letto il 25 ottobre 2026, ha 52 righe con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it. La concessione è per sito, non per azienda, e la conseguenza pratica è immediata: una società può detenere più concessioni e gestire più siti, come fa Eurobet Italia S.r.l. con Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. Chi controlla «se il brand è autorizzato» senza controllare il sito sta guardando la cosa sbagliata.
C’è un passaggio ulteriore che sfugge a quasi tutti. L’elenco ADM non ha una colonna per i giochi: un concessionario può detenere il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, all’exchange e al bingo in qualsiasi combinazione. Stare nell’elenco non dimostra, da solo, che quel sito offra scommesse sportive. È l’offerta dell’operatore, sul suo sito e sulla sua app, a dimostrarlo.
Il secondo controllo lo fa l’operatore stesso: un concessionario dichiara il proprio titolo nei termini del conto di gioco. Admiralbet, per esempio, scrive di essere concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 rilasciata dall’ADM e di fornire il servizio tramite il proprio sito .it. Numero, autorità, dominio: tre elementi che un giocatore confronta con l’elenco in due minuti.
Il .it non è un vezzo, è la conseguenza della concessione
Un operatore con concessione ADM usa un sito con dominio .it perché la concessione è rilasciata per quel sito. Chi cerca il marchio su un dominio diverso sta guardando un’offerta diversa, anche quando il nome è identico. Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non risultano tra le 52 righe dell’elenco letto il 25 ottobre 2026.
ADM, d’intesa con la Guardia di Finanza, redige la lista dei siti di offerta legale di gioco a distanza riferiti ai concessionari e quella dei siti inibiti, e le rende pubbliche sui siti istituzionali dell’Agenzia e della Guardia di Finanza: è quanto prevede l’art. 22 del D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41. Le due liste vanno lette insieme. La prima dice chi può, la seconda chi è stato oscurato.
Nove anni e un bando: come nasce una concessione
Le concessioni non si comprano a sportello, si assegnano con gara pubblica. Sotto l’art. 6, comma 3, D.Lgs. 41/2024 i vincitori del bando possono gestire uno o più dei giochi elencati per un massimo di nove anni, senza rinnovo. I requisiti includono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno ai limiti di deposito che ADM fissa nel bando (art. 6, comma 5); le condizioni di concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata (art. 4, comma 3; art. 5, comma 3).
Il bando di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. Una concessione senza rinnovo automatico significa che tra qualche anno il panorama dei brand autorizzati sarà diverso da quello di oggi: chi sceglie oggi un operatore sta scegliendo un rapporto a scadenza.
Cosa entra nel palinsesto e cosa no
L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza con concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, anche simulati, e su corse di cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; giochi di ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori (exchange); bingo. La scommessa sportiva a quota fissa è il prodotto centrale, e la legge prevede anche il totalizzatore; se un brand online offra totalizzatori sportivi non risulta.
L’art. 2, lett. s) definisce il palinsesto come il programma di eventi e tipi di scommessa preparato dal concessionario e approvato da ADM, e una scommessa si può prendere solo su eventi che stanno nel palinsesto approvato. ADM aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa specializzata. Quali sport e tipi di scommessa il palinsesto contenga non risulta in modo esaustivo.
Sugli eventi simulati, l’art. 2, lett. v) definisce le scommesse su eventi simulati — sport, cavalli e altri eventi generati al computer e mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato — consentite dentro una concessione per scommesse sportive, e i siti degli operatori portano una sezione Virtuali. Le corse dei cavalli sono invece due cose separate: le scommesse sulle corse, a quota fissa o a totalizzatore, dentro l’art. 6, comma 1, lett. a), e i giochi di ippica nazionale (lett. c; art. 2, lett. h: vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté), che richiedono una concessione propria. Se un brand prenda totalizzatori di ippica nazionale online non risulta. Le scommesse live sono offerte da ogni grande operatore, ma le regole ADM su mercati live, ritardi ed eventi non risultano, e qui non esiste un elenco dei mercati live.
Le scommesse su eventi di minori: esiste un provvedimento di un direttore ADM su scommesse e minori che cita il DM 111/2006, il cui contenuto non risulta. Gli esports: se il palinsesto li includa non risulta. Un tetto statutario in euro sulle puntate delle scommesse sportive non risulta; gli strumenti vincolanti sono i limiti che il giocatore si dà e il limite di deposito scelto in registrazione.
Il margine, cioè quello che resta all’operatore su ogni quota
Il mercato italiano ha un termine tecnico per la parte che l’operatore trattiene, e non ha bisogno di uno statuto: si chiama margine del bookmaker. La quota che il giocatore vede è il risultato di un prezzo costruito per lasciare all’operatore una fetta di ogni puntata, e la fetta si calcola sommando gli inversi delle quote di tutti gli esiti dello stesso mercato. Quello che esce è la quota di payout, cioè la parte che il mercato restituisce; il margine è 100 % meno quella quota.
L’esempio serve più di ogni definizione. Su un mercato a due esiti con entrambe le quote a 1,90, la quota di payout è 1 diviso la somma di 1/1,90 e 1/1,90, che dà poco più del 95 %; il margine dell’operatore è la parte restante, intorno al 5 %. È un esempio, non un prezzo quotato: le quote reali cambiano da evento a evento e da operatore a operatore, e questo va ricordato ogni volta che qualcuno promette le «quote migliori».
Sul margine si gioca una partita che il giocatore di solito perde per distrazione. Due operatori che espongono lo stesso 1,90 su un mercato a due esiti trattengono la stessa fetta; un operatore che espone 1,92 trattiene meno. Il confronto tra quote, quindi, è un confronto tra margini, e un bonus di benvenuto che sembra generoso va letto accanto a quel numero, non al posto suo.
Quanto costa in media giocare la propria disponibilità settimanale
Qui si arriva al punto pratico. Prendiamo un giocatore che si è dato un limite di deposito di 100 € a settimana e li punta una volta sola su un mercato a due esiti con entrambe le quote a 1,90 — un esempio, non una quota reale. Su 100 € di turnover complessivo, con un margine del mercato intorno al 5 %, il costo atteso è di circa 5 €, assumendo che a essere giocato sia l’intero importo in una sola volta. È una stima statistica, non un risultato garantito: su una singola puntata si vince o si perde l’intera posta, e i 5 € sono la media su molte ripetizioni dello stesso scenario.
Il numero cambia con la puntata, non con la fortuna. Se il giocatore punta 100 € in una sola giocata rischiosa, il costo atteso resta intorno ai 5 €; se li distribuisce su dieci giocate da 10 €, il costo atteso è ancora intorno ai 5 €, ma la varianza si abbassa. La banda è questa: tra il 4 % e il 6 % del turnover, a seconda del margine del mercato e del tipo di scommessa. Un mercato a due esiti è il più economico; una multipla costruita su più partite moltiplica le quote e anche la fetta dell’operatore, e il costo atteso sale.
La conseguenza è che il limite di deposito non è una protezione contro il costo del gioco: è una protezione contro la frequenza. Chi rispetta il proprio limite settimanale e gioca un mercato a due esiti paga, in media, una cifra nell’ordine dei 5 € ogni 100 € giocati, e la paga anche quando la singola puntata vince.
Dove finisce il mercato vigilato
L’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, concordato con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori senza concessione; la sua entrata in vigore non risulta confermata. Offrire gioco a giocatori in Italia senza concessione è illegale: ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tiene la lista dei siti legali legati ai concessionari e quella dei siti inibiti, entrambe pubbliche, e i fornitori di accesso a internet e di pagamento che violano un ordine ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti verso una pagina di avviso.
Il blocco funziona a livello DNS e alcuni provider sono più lenti di altri. Un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini ciascuno, e i mirror ricompaiono nel giro di ore. La parola giusta per il risultato è «oscurati», non «chiusi».
Normativa: cosa rischia chi resta fuori dal registro
La legalità italiana si legge meglio dal lato di chi non la rispetta. Il quadro non è un documento di principi: è una serie di divieti con un destinatario preciso e una conseguenza misurabile, e la parte che riguarda il giocatore è più stretta di quanto la maggior parte delle persone immagini.
Il Decreto Dignità e la pubblicità vietata
Il decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87 vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, su qualunque mezzo, incluse manifestazioni sportive, trasmissioni televisive, stampa e internet. ADM lo cita esplicitamente in un comunicato del 28 febbraio 2024, aggiungendo che la Legge 401 del 1989 prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero.
Sull’applicazione, la fotografia del 2025-2026 è mossa. AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto nel 2025; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti (C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto). Il decreto stesso promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve un gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente al concessionario messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3).
Proposto, non in vigore: un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per rimuovere il divieto sulla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni. L’esito non risulta, e alla data di verifica il divieto è in vigore. Per il lettore la conseguenza è concreta: un brand che non può pubblicizzarsi non smette per questo di esistere, e la sua assenza dagli spazi pubblicitari non è un giudizio sulla sua offerta.
La sanzione che riguarda il giocatore
Il passaggio che molti non leggono. L’art. 4 della Legge 13 dicembre 1989, n. 401, citato da ADM nel comunicato del 28 febbraio 2024, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per i soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero, e sanziona con ammenda e arresto fino a tre mesi anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari. È la regola lato giocatore, nella formulazione che ADM stessa dà. L’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti contro singoli giocatori non risultano.
Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando sono accettate all’estero. Chi pensa che giocare su un sito straniero sia una zona grigia si sbaglia: la grigia è la giurisdizione, non la posizione del giocatore.
Cosa perde chi gioca su un sito non collegato al RUA
Il confronto onesto è tra due pacchetti, non tra due quote. Un operatore con concessione ADM porta con sé il RUA, la vigilanza di ADM, gli strumenti di limitazione obbligatori e un foro legale italiano. Un brand senza concessione non porta nulla di tutto questo: non è collegato al RUA, quindi un giocatore autoescluso resta senza protezione proprio dove credeva di averla; è esposto al blocco DNS; e, come afferma ADM, espone il giocatore alla sanzione penale prevista dall’art. 4 della Legge 401/1989.
I siti offshore che accettano giocatori italiani esistono e compaiono nei risultati di ricerca con licenze straniere, che in Italia non hanno alcun valore. La zona offshore va descritta per quella che è: non protetta.
La tassa che non paga il giocatore
L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa (D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, il cui numero non risulta) è pagata dall’operatore: 20,5 % se incassata sulla rete fisica e 24,5 % se incassata a distanza, calcolata sulla differenza tra puntate e vincite. Le scommesse a quota fissa sull’ippica pagano le stesse aliquote (prima: 43 % e 47 %); le scommesse virtuali su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo incassato al netto delle vincite restituite. Una proposta nel Decreto Sport di passare al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti bonus entrino nella base imponibile non risulta.
Per il giocatore, le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo a lui e non vanno dichiarate, perché il prelievo cade sul concessionario: la stampa specializzata del 2024 e del 2026 parla di vincite «tassate alla fonte», con il giocatore che riceve la somma netta e non dichiara nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria: per il proprio caso conviene consultare un commercialista.
Sulle vincite da siti non autorizzati o esteri la posizione cambia. L’Agenzia delle Entrate, con risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come redditi diversi (art. 67, comma 1, lett. d, TUIR), anche per siti registrati o ospitati all’estero, tassabili sotto l’art. 69 TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni; la lettura pratica è nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non risulta, e la posizione va espressa come «andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale».
I pagamenti e i punti di ricarica
Sui pagamenti, l’art. 13, D.Lgs. 41/2024 disciplina i punti vendita ricariche: ADM tiene un registro dei punti (tabaccai, ricevitorie), che ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già dato al concessionario o con contanti fino a 100 € a settimana in totale; non possono pagare vincite né far prelevare saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € all’anno. Le modalità che le pagine di confronto mostrano presso gli operatori ADM sono carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici (PayPal, Skrill, Neteller), Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria (SisalPay, Mooney); l’elenco di ciascun operatore sta nei suoi termini. Le criptovalute presso i concessionari ADM restano una questione aperta, e nessuno statuto che nomini binari approvati risulta noto.
Domande frequenti sulle scommesse AAMS in Italia
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si consulta l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato sul sito ADM, dove ogni riga ha un codice da 16000 a 16051 e un sito .it; poi si confronta quel numero con quello che l’operatore dichiara nei termini di conto. La concessione è per sito, non per azienda: verificate il dominio, non il marchio.
Perché un bookmaker con concessione ADM usa un sito con dominio .it?
Perché la concessione è rilasciata per quel sito specifico. L’elenco ADM collega ogni codice a un dominio .it, e un operatore che accetta giocatori italiani da un dominio diverso sta operando fuori dal titolo che dichiara. Il dominio, quindi, fa parte della verifica e non è un dettaglio tecnico.
Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?
Il Registro Unico degli Autoesclusi blocca depositi, giocate e nuovi conti su ogni piattaforma ADM. Si attiva dal portale ADM con SPID oppure presso un concessionario. La durata va da 7 a 270 giorni o è indeterminata, con revoca possibile solo dopo almeno nove mesi nel secondo caso; quella a tempo determinato non si revoca prima della scadenza.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Alla registrazione si sceglie un limite settimanale o mensile, e le condizioni di Admiralbet parlano anche di un limite su ricarica, spesa e tempo di gioco per giorno, settimana e mese. La riduzione ha effetto immediato, l’aumento richiede 7 giorni. Il limite che ADM fissa nel bando non è pubblicamente noto.
Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?
Nessuna delle tutele ADM è attiva: il RUA non copre quel conto, il blocco DNS può oscurare il sito e, come afferma ADM, il partecipante alle scommesse di operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi ai sensi della Legge 401/1989. Le licenze straniere non hanno valore in Italia.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM sono «tassate alla fonte»: l’imposta unica (20,5 % sulla rete fisica, 24,5 % a distanza, sulla differenza tra puntate e vincite) è a carico dell’operatore e il giocatore non dichiara nulla. Per le vincite da siti non autorizzati, l’Agenzia delle Entrate le tratta come redditi diversi. Consultate un commercialista.
Le scommesse «AAMS» esistono ancora?
Il nome AAMS è scomparso dall’ordinamento ma non dal linguaggio: l’autorità oggi si chiama ADM, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, e il mercato continua a dire «AAMS». Chi cerca notizie sulle agenzie di scommesse, sul bando o sul controllo delle scommesse sotto quella vecchia etichetta sta cercando, nella sostanza, le stesse cose che oggi stanno sotto il nome ADM: l’elenco dei concessionari, la gara pubblica, la vigilanza sulle giocate.
La sostanza di quella vigilanza è cambiata con il D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024, che riordina il settore dei giochi pubblici a distanza. Le licenze sono «concessioni» assegnate con gara pubblica, non licenze aperte: è la differenza che rende il mercato italiano chiuso per costruzione e selettivo per numero, e che spiega perché il brand che sponsorizza una maglia può non essere il brand da cui si può giocare.
Licenza ADM e sicurezza – ippicascommesseit
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