Scommesse sul NHL 2026: calendario, concessioni ADM e il vero costo di ogni quota

Updated Ottobre 2026
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Un pallone da calcio sul dischetto del centrocampo di un prato, alla luce del mattino

Ottobre 31, 2026 — dati verificati contro l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (ex AAMS) e contro i termini e le condizioni dei singoli operatori.

La National Hockey League è stata fondata il 26 novembre 1917 a Montréal e ha 32 squadre, 25 negli Stati Uniti e 7 in Canada, divise in parti uguali tra Eastern e Western Conference.

Un’immagine vale più di un regolamento, ma non in questo caso. La National Hockey League è nata il 26 novembre 1917 a Montréal, conta 32 squadre — 25 negli Stati Uniti e 7 in Canada — divise in parti uguali tra Eastern e Western Conference, e da ottobre a giugno produce qualcosa come milleduecento partite di stagione regolare più quattro turni di playoff. È un calendario ricchissimo. Ed è anche il motivo per cui, quasi ogni volta che qualcuno mi chiede se convenga puntare sul ghiaccio in Italia, la risposta comincia da una domanda più noiosa: quanto ti costa ogni singola giocata prima ancora che il disco tocchi il ghiaccio.

Il margine del bookmaker è quella risposta. Non compare nel palinsesto, non compare nella pubblicità, non compare nel messaggio che ti dà il benvenuto con una cifra tonda. Compare soltanto nel confronto tra le quote dello stesso mercato, e chi non lo calcola paga, partita dopo partita, una tassa volontaria che nessuno gli ha chiesto di firmare. Questa pagina serve a farlo vedere con i numeri, a dire quali concessionari ADM coprono davvero l’hockey su ghiaccio e quali no, e a mettere in fila i costi che un’offerta di benvenuto porta con sé — deposito minimo, requisiti di puntata, quota minima, scadenza, tetto alla vincita.

Il calendario NHL 2026: cosa si gioca, quando e perché conta

La stagione regolare 2026-27 è cominciata il 29 settembre 2026 e si chiude il 10 aprile 2027. I playoff della Stanley Cup partono ad aprile 2027 e la finale arriva a giugno. Chi scommette sull’hockey vive quindi dentro una finestra lunghissima, sette mesi buoni di partite quasi ogni notte, con un picco di interesse a primavera quando le serie si accorciano e ogni gara vale doppio.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
I playoff della Stanley Cup coinvolgono 16 squadre in un torneo a quattro turni che si protrae fino a giugno.

Le regole del gioco sono cambiate quest’anno

C’è una novità che sposta i numeri più di quanto sembri. In base al nuovo contratto collettivo, ogni squadra gioca 84 partite di stagione regolare nel 2026-27, contro le 82 precedenti: è il primo calendario da 84 partite dal 1993-94. Due gare in più a squadra significano circa 64 partite aggiuntive sull’intera lega, cioè più serate, più mercati, più occasioni di giocare. Per il bookmaker è più volume. Per chi punta è più superficie su cui sbagliare, perché due partite in più arrivano in fondo alla stagione quando le squadre già qualificate o già eliminate giocano con motivazioni diverse — e le motivazioni sono la variabile che rende l’hockey difficilissimo da leggere sul solo tabellino.

Il formato dei playoff non cambia: 16 squadre, quattro turni, fino a giugno. L’ultima edizione l’hanno vinta i Carolina Hurricanes, che in finale hanno battuto i Vegas Golden Knights. Chi ha puntato sui Golden Knights ha perso; chi ha puntato sui Canes ha incassato; e nessuna delle due cose dice niente su chi alzerà la coppa nel 2026, un anno in cui nessuna delle due è automaticamente favorita per il semplice fatto di essere arrivata in fondo la volta prima.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
I Carolina Hurricanes hanno vinto la Stanley Cup 2026, battendo in finale i Vegas Golden Knights.

La geografia di una lega che non è italiana

Venticinque franchigie su trentadue stanno negli Stati Uniti, sette in Canada. Non è un dettaglio da enciclopedia: è il motivo per cui le partite NHL arrivano in orario notturno italiano, il motivo per cui il pubblico italiano è piccolo ma feroce, e il motivo per cui i limiti di puntata che trovi sui mercati NHL sono spesso più bassi di quelli di una partita di Serie A. Un mercato sottile costa di più. La liquidità di un bookmaker su un evento che alle 2 di notte italiane interessa a poche migliaia di persone non è quella di un derby, e la quota lo sa.

Qui si innesta la prima regola pratica per chi vuole scommettere sul ghiaccio: la copertura dei mercati NHL non è uniforme tra gli operatori italiani, e non lo è nemmeno la profondità del palinsesto. Alcuni concessionari hanno l’hockey su ghiaccio in elenco esplicito, altri lo offrono dentro il calderone generico degli sport americani, altri ancora non ne fanno menzione. Nessuna di queste cose, da sola, è un difetto — è una fotografia della domanda. Ma cambia il bookmaker che scegli.

Quale bookmaker copre l’hockey su ghiaccio: i concessionari messi a confronto

Tra i dieci operatori con concessione ADM considerati qui, l’hockey su ghiaccio figura per nome in un solo elenco dichiarato. NetWin cita esplicitamente, nella descrizione della propria app, scommesse su calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports. È l’unico dei dieci a scrivere la parola «hockey» fra i propri sport.

Il lettore che vuole puntare su una partita che comincia alle 2 di notte deve aprire il programma dell’operatore e controllare: è la sola verifica che vale. Le liste di sport pubblicate negli store sono materiale promozionale, non una scheda tecnica, e cambiano con la stagione.

Bookmaker NHL e bookmaker online: la distinzione che nessuno fa

C’è un equivoco che torna ciclicamente nei risultati di ricerca: si cerca «bookmaker NHL Italia» come se esistesse un operatore specializzato nell’hockey. Non esiste. In Italia l’offerta di scommesse sportive passa per le concessioni ADM, e un concessionario è autorizzato a tenere un palinsesto di eventi approvato da ADM: gli eventi vengono aggiunti uno per uno dall’Agenzia, non nascono dal nulla sulla pagina dell’operatore. Nel settembre 2026 ADM ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner, secondo quanto riporta la stampa di settore. È il segno di come funziona il meccanismo: non è il bookmaker che decide da solo cosa esiste, è ADM che allarga il perimetro, e il bookmaker si adegua.

Per l’hockey su ghiaccio questo significa una cosa concreta e scomoda: la presenza della NHL nel palinsesto di un concessionario italiano non è garantita dalla concessione, è una scelta commerciale dentro un perimetro autorizzato. Ecco perché due bookmaker con lo stesso timbro ADM possono avere due programmi completamente diversi sul ghiaccio.

Come sono costruite le quote NHL e quanto trattiene il bookmaker

Prendiamo l’esempio più semplice che esista, e per questo il più utile: una partita di hockey con due soli esiti sul mercato — vittoria di una squadra o dell’altra, senza pareggio, perché l’hockey si decide con i supplementari e i rigori. Una partita a due esiti, quindi, e una quota identica sui due lati: 1,90 e 1,90.

Non è una quota che ho letto da qualche parte. È un esempio illustrativo, costruito apposta per far vedere dove finisce il tuo euro. Con due esiti a 1,90, la quota appone su ogni lato una probabilità implicita di circa il 52,6 %. Sommando le due probabilità si arriva a circa il 105,3 %. Quel 5,3 % in più è il margine del bookmaker: la parte di ogni unità puntata che il mercato non restituisce. Detto dall’altro lato, e con la formula che si usa davvero, la quota di rimborso di questo mercato è 1 diviso la somma di un diviso 1,90 più un diviso 1,90, che dà circa il 94,7 %: il margine è quello che resta, cioè circa il 5,3 %. Un margine del 5,3 % è nella norma per un mercato principale, ed è la ragione per cui le quote di una partita NHL non valgono mai, sommate, la certezza matematica.

Perché il numero vero è quasi sempre peggiore di così

Due esiti a 1,90 e 1,90 è il caso più gentile. Sui mercati NHL secondari — marcatori, tiri in porta, il risultato esatto del primo periodo — il margine si allarga, e la quota di rimborso scende. Un mercato a tre esiti con un pareggio dentro, come il classico 1X2 di una partita di calcio, parte già più caro di un mercato a due esiti a parità di margine, perché ogni lato deve portare il proprio carico.

Vale la pena fermarsi un istante su cosa vuol dire in euro, perché «margine» è una parola che scivola via. Se giochi cento partite da 10 € l’una sul mercato di esempio, metti in gioco 1.000 €. Con un rimborso medio attorno al 94,7 % del mercato principale, il mercato ti restituisce in media circa 947 € se le tue scelte sono neutre, cioè se non hai né vantaggio né svantaggio informativo. Il costo medio di quelle cento giocate è di circa 53 €. Non è una tassa che qualcuno ti preleva: è una differenza strutturale, invisibile nel singolo biglietto, che diventa palpabile sull’anno. Per un giocatore che punta il sabato e la domenica, il margine è il costo più grosso di tutti, più di qualsiasi commissione. Nessun bonus lo cancella; nella migliore delle ipotesi lo rimanda.

Il confronto fra operatori, quindi, non si fa sulla quota più alta di un singolo evento trovata per caso, ma sul margine medio che quell’operatore applica al mercato che usi di più. Chi gioca NHL lo farà su mercati stretti, dove le differenze di costruzione contano doppio.

Come si legge il margine da due quote: la verifica che puoi fare da solo

Il calcolo è a portata di chiunque abbia una calcolatrice, e non richiede strumenti. Si prendono tutte le quote di uno stesso mercato, si converte ciascuna in probabilità dividendo 1 per la quota, si somma, e si guarda quanto si supera il 100 %. Nell’esempio a 1,90 e 1,90 la somma delle probabilità implicite è circa 105,3 %, quindi il margine è circa 5,3 %.

Da un margine del 3 % a un margine del 10 %: la forbice e il suo costo

Il numero che otterrai varia, e la fascia in cui cade è il vero dato da confrontare. Sui mercati principali di un grande evento, in un operatore competitivo, un margine nella fascia bassa a una cifra — diciamo tra il 3 % e il 6 % — è quello che ci si aspetta da un bookmaker che vuole tenere i giocatori professionisti. Sui mercati secondari e sugli eventi meno seguiti, come una partita NHL di metà gennaio alle 2 di notte, la stessa forbice può spostarsi verso l’alto e superare agevolmente il 6 %, fino a toccare valori a due cifre sui mercati più esotici come il marcatore di una singola gara.

Il punto pratico è questo: il risparmio tra un operatore con margine al 4 % e uno con margine all’8 % non è del 4 % in più o in meno. Significa che a parità di puntate e di scelte, sul bookmaker più caro lasci per strada circa il doppio di quanto lasci sull’altro. Su una stagione intera di giocate NHL, con cinquanta partite da 20 € — mille euro di volume — la differenza tra i due scenari è nell’ordine di alcune decine di euro, e sono soldi che non vedi uscire dal conto, perché non sono mai entrati. È esattamente quel genere di costo che il marketing non menziona mai.

La forbice dipende da tre cose, tutte visibili se guardi con attenzione. La prima è il numero di esiti nel mercato: due esiti costano meno di tre, tre costano meno di dieci (il numero di marcatori disponibili, per dire). La seconda è il volume: un mercato liquido sopporta margini bassi perché il bookmaker guadagna sui numeri, non sul singolo cliente. La terza è quanto l’evento è seguito dai giocatori italiani, e qui l’hockey paga pegno rispetto al calcio.

La concessione ADM: perché è l’unico controllo che conta davvero

In Italia un bookmaker che serve giocatori italiani ha bisogno di una concessione per il gioco a distanza, rilasciata da ADM — l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, quella che il mercato continua a chiamare AAMS. La cornice è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Non sono licenze aperte a chiunque le chieda: sono concessioni assegnate con gara pubblica.

L’articolo 6, comma 1 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza in regime di concessione: le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; i concorsi pronostici sportivi e ippici; l’ippica nazionale; i giochi di abilità, le carte e i giochi di sorte a quota fissa; le scommesse a quota fissa con interazione diretta fra giocatori, cioè il betting exchange; il bingo. L’articolo 6, comma 3 fissa la durata: chi vince la gara può gestire uno o più di questi giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo. Fra i requisiti ci sono una società di capitali con sede nello Spazio Economico Europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM stabilisce nella gara (art. 6, comma 5), mentre i termini della concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata (art. 4, comma 3; art. 5, comma 3).

Che cosa dice davvero l’elenco di ADM, e che cosa non dice

La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. L’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» letto il 25 ottobre 2026 ha 52 righe, codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it. Una società può tenerne più di una: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet.it, Bwin.it e giocodigitale.it. La concessione è per sito, non per azienda, ed è questa la ragione per cui il numero di concessione va letto insieme al nome del sito.

Ed è anche il motivo per cui dell’elenco non ci si può fidare più di tanto, nel senso che ci si può fidare troppo. L’elenco non ha una colonna per i giochi. Un concessionario può detenere in qualunque combinazione il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, al betting exchange e al bingo. Stare su quella lista non dimostra da solo che quel sito offra scommesse sportive: lo dimostra il sito o l’app dell’operatore. E, rovescio della medaglia, molti dei grandi marchi italiani sono nati come casinò prima che come bookmaker — StarCasinò è il caso più evidente fra i dieci qui esaminati — e restano casinò con un sportsbook accanto, non il contrario.

Da qui una conseguenza pratica che vale più di qualsiasi classifica. Un posto in un confronto non è una concessione. Nessun elenco redazionale, nessun banner, nessuna posizione in una graduatoria attribuisce a un operatore il diritto di raccogliere scommesse in Italia: lo fa solo l’iscrizione all’elenco ADM, per quel singolo sito. Se un marchio ti propone scommesse sul ghiaccio e non riesci a trovare il suo numero di concessione nei suoi termini e condizioni, hai già la tua risposta.

I numeri di concessione degli operatori trattati

Ogni card qui sotto riporta il numero di concessione ADM e il concessionario così come compaiono nei termini dell’operatore, accanto a ciò che i suoi stessi termini o la descrizione della sua app dichiarano sul soggetto di questa pagina.

Marchio Numero di concessione ADM e concessionario Cosa dichiarano i termini dell’operatore sul palinsesto
Betfair ADM n. 16028, Betfair Italia S.r.l. L’app Betfair Sport elenca Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con la sezione Supercombo a quote maggiorate; è descritta come la prima casa a operare in regime di exchange con la concessione 16028
Eurobet ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale L’app Eurobet Sport dichiara un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo e di politica
bet365 ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e dichiara scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live
SNAI ADM n. 16032, Snaitech Spa L’app SNAI Sport dichiara singole, multiple e sistemi, con mercati su risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini e rigori, più la funzione Cash Out
Planetwin365 ADM n. 16007, Pwo S.p.a. L’app dichiara copertura dei principali campionati di calcio nazionali ed europei e di Champions, Europa e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta
William Hill ADM n. 16044, William Hill Malta Plc I termini descrivono l’Extra Bet Club: una freebet da 5 € a settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, per chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0
Betsson ADM n. 16027, Azzurri Limited L’app Betsson Sportsbook & Casinò dichiara scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo
NetWin ADM n. 16035, Netwin Italia S.p.a. L’app NetWin.it elenca fra gli sport calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali ogni 2 minuti e live score
StarCasinò ADM n. 16026, Azzurri Limited L’app dichiara la possibilità di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa, accanto alle slot e al Live Casinò
Goldbet ADM n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) L’app dichiara schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport

La colonna centrale non è un dettaglio burocratico: è l’unico punto fermo verificabile in tutta la tabella. Il resto — quali mercati, quanti eventi, quale quota — cambia con la stagione e con il regolamento di palinsesto. Il numero di concessione no: o c’è, o non c’è, e nei termini dell’operatore c’è sempre.

Quanto costa davvero un’offerta di benvenuto

Qui il margine smette di essere l’unico costo e diventa soltanto il primo. Un bonus di benvenuto porta con sé una catena di condizioni, e ognuna ha un prezzo in euro o in tempo.

Requisiti di puntata, quota minima e scadenze: la lettura in euro

Prendiamo l’unica offerta di questo tipo che il materiale descrive in modo completo, l’Extra Bet Club di William Hill. La meccanica è questa: una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 € complessivi, riservata a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0. Ci sono già tre condizioni in una riga, e nessuna è decorativa.

La prima è la quota totale minima di 10.0. Non è una quota, è un prodotto di quote: cinque eventi che moltiplicano fino a un prezzo a due cifre. Significa che la multipla deve contenere almeno un lato che il bookmaker prezza come improbabile, oppure cinque lati tirati. Una multipla a cinque eventi con quota totale 10.0 ha una probabilità implicita di successo che si aggira attorno al 10 % al netto del margine: la paghi poco e la azzecchi di rado, ed è esattamente il motivo per cui il bookmaker la premia.

La seconda è il tetto di 100 €. Il club non promette una freebet da 5 € a settimana per sempre, promette una freebet da 5 € a settimana fino a un massimo cumulato di 100 €: venti settimane, poi si chiude. Non è una bugia, è un limite, e sta scritto.

La terza è il tipo di premio: una freebet. La puntata di una freebet non torna indietro con la vincita nella maggior parte dei casi, quindi il valore reale non è l’importo nominale. Su un mercato con una quota di rimborso attorno al 94,7 % — quella dell’esempio a due esiti a 1,90 — una freebet da 5 € giocata a quota 2,00 vale in media circa 2,35 €, perché la formula per una freebet la cui puntata non viene restituita è l’importo moltiplicato per (quota meno 1) diviso la quota, tutto per la quota di rimborso del mercato. Cinque euro nominali, poco meno di due euro e mezzo di valore atteso. È una stima media su molte giocate, non un guadagno garantito su una singola: se la giocata entra, incassi molto di più; se non entra, non incassi nulla, e la media serve solo a dire quanto vale l’offerta prima di sapere l’esito.

Il costo nascosto: quanto turnover serve per liberare un bonus

Il requisito di puntata è la voce che quasi nessuno legge e che pesa più di tutte. La meccanica è semplice: un bonus non è tuo finché non hai giocato una certa somma, e quella somma si ottiene moltiplicando la base — l’importo del bonus, oppure bonus più deposito a seconda di cosa dicono i termini dell’operatore — per un fattore di rigioco. Il numero di giocate necessarie è quel turnover diviso la puntata unitaria, e conta solo il volume giocato a una quota pari o superiore a quella minima richiesta.

Facciamo l’esempio con numeri tondi per far vedere la scala. Un bonus da 100 € con un fattore di rigioco di 5 sulla sola somma del bonus richiede 500 € di giocate complessive. Giocando 10 € a scommessa, sono 50 scommesse. Se il fattore fosse di 30 sulla stessa base, il turnover richiesto sarebbe 3.000 €, cioè 300 scommesse da 10 €. La differenza tra un fattore di 5 e un fattore di 30 non è una sfumatura: è la differenza tra una promozione da un pomeriggio e un impegno da diverse settimane. E il costo medio di quel percorso si legge con il margine: su 3.000 € di turnover a un margine del 5 %, il costo atteso è di circa 150 €, che è più del bonus stesso. È un esempio a scopo illustrativo, non un’offerta di questo mercato: il fattore di rigioco lo trovi soltanto nei termini del singolo operatore, e cambia da un’operatore all’altro.

Ecco il punto che il marketing non dice. Un bonus è conveniente solo se il valore del premio supera il costo atteso del turnover necessario a liberarlo. Su un’offerta con rigioco basso e quota minima raggiungibile, la partita è in pari o a favore del giocatore. Su un’offerta con rigioco alto e quota minima selettiva, il bonus è una spesa travestita da regalo, e il modo più economico di giocarla è spesso non giocarla affatto.

Deposito, identificazione e limiti: i costi che non sono denaro

C’è un costo che non si misura in euro ed è probabilmente il più sottovalutato: il tempo e la verifica. Per aprire un conto di gioco serve l’identificazione completa. BetFlag, per esempio, rimanda sul proprio sito alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e senza SPID l’account va convalidato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori. Trenta giorni sembrano tanti visti dal primo giorno e pochissimi visti dal trentunesimo.

Poi ci sono i limiti che il giocatore stesso imposta e che non sono una formalità. In registrazione Admiralbet chiede di fissare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Attenzione a quella asimmetria: puoi abbassare subito, puoi alzare soltanto dopo una settimana. È una regola pensata a tutela del giocatore, e funziona, ma nel momento in cui decidi di limitarti mordi una settimana di attesa se poi cambi idea.

Le ricariche hanno il loro canale, e il canale ha le sue regole. I punti vendita ricariche — tabaccai e ricevitorie — sono iscritti in un registro ADM tenuto in base all’articolo 13 del D.Lgs. 41/2024, ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare dopo identificazione, con gli strumenti già comunicati al concessionario o in contanti per un massimo di 100 € a settimana complessivi, e non possono pagare vincite né restituire saldo. L’iscrizione al registro costa 100 € l’anno al punto vendita. Per il giocatore il vantaggio è la comodità del contante; il limite è che quel contante non è mai una via per incassare.

Autoesclusione e RUA: quanto costa davvero proteggersi

Il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi istituito nel 2018, blocca l’accesso a tutte le piattaforme online con concessione ADM e alle sale fisiche. È lo strumento più potente del sistema, e vale la pena capire come si comporta nei diversi operatori, perché le condizioni cambiano.

Come cambiano le condizioni tra un operatore e l’altro

I termini di Admiralbet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Le due cose convivono, ed è bene leggerle entrambe: una finestra lunga e modulabile da una parte, un tempo indeterminato che si può sciogliere solo dopo nove mesi dall’altra. Il secondo è il vero lucchetto, ed è per questo che esiste.

Gli strumenti di gioco responsabile di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. La differenza tra una pausa e un’autoesclusione è tutta nella durata e nella reversibilità, e non è una differenza da poco se stai decidendo quale delle due ti serve.

Il buco più grande: l’autoesclusione non copre i siti senza concessione

Questo va detto con la massima chiarezza perché è l’unica cosa in tutta la pagina che può costare a un giocatore più di qualunque margine. I siti senza concessione non sono collegati al RUA. Un giocatore autoescluso che apre un conto su un operatore privo di concessione ADM non è protetto da nulla: la sua autoesclusione è tecnicamente invisibile lì dentro. L’articolo 15, comma 1, lett. e) del D.Lgs. 41/2024 impone gli strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, ai concessionari — non a chi non lo è.

La legge italiana tiene insieme le due cose: da un lato lo strumento di tutela, dall’altro il divieto di offrire gioco senza concessione. L’articolo 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e l’elenco dei siti inibiti, entrambi pubblici; i fornitori di accesso a internet e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti a una pagina di avviso. Il blocco funziona a livello DNS e alcuni fornitori sono più lenti di altri; un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, secondo quanto riporta la stampa di settore, e gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini alla volta, con i mirror che riappaiono nel giro di ore. La parola giusta per il risultato è «oscurati», non «scomparsi».

Sul lato del giocatore la regola è antica e severa. La legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, come ADM stessa la riassume il 28 febbraio 2024, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero; «anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». È ADM a scriverlo, non un’interpretazione. L’importo dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti contro singoli giocatori non sono noti, ma il testo della regola è chiaro abbastanza da non aver bisogno di commento.

La comparazione onesta è questa: una concessione ADM porta con sé il RUA, la vigilanza dell’Agenzia, gli strumenti di limite obbligatori e un foro italiano. Un marchio .com non autorizzato non porta nessuna di queste cose, è esposto al blocco DNS e, come dichiara ADM, espone il giocatore a una sanzione penale. Non è un confronto tra due prodotti con caratteristiche diverse: è un confronto tra un prodotto regolato e l’assenza di prodotto.

Pubblicità, bonus e decreto Dignità: cosa è vietato e cosa è permesso

Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018, è in vigore. ADM lo cita il 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». La vigilanza è di AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione.

Il decreto promuove però la pubblicità del gioco pubblico che serve al gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente al concessionario messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3). Non è una contraddizione: è la linea di confine tra vendere e informare, e in Italia la linea è tracciata stretta.

Il quadro che si sta muovendo

Sul fronte sanzionatorio c’è movimento. La stampa di settore riporta che nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 € di sanzione; due rinvii pendono davanti alla Corte di giustizia dell’Unione europea, la C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e la C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. C’è anche una proposta, e vale la pena sottolineare che è una proposta e non una legge: un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per eliminare il divieto per la pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni. Il suo esito non è stato trovato, e alla data della verifica il divieto è in vigore. Chi legge notizie su «sponsorizzazioni sbloccate» farebbe bene a controllare la data: il blocco c’è ancora.

Sui bonus la distinzione è importante, perché viene fraintesa di continuo. Il divieto colpisce la pubblicità, non l’esistenza del bonus. Il «bonus di benvenuto» è il termine degli operatori, e non esiste nel diritto italiano un tetto statutario all’importo del bonus né un tetto ai requisiti di rigioco: importi, rigioco e quota minima vengono dai termini di ciascun operatore. Ecco perché due offerte con lo stesso numero in vetrina possono avere due costi reali completamente diversi.

Le imposte sulle scommesse: chi paga, e quanto

La tassa la paga il concessionario, non il giocatore, ed è bene capire su cosa si applica perché spiega alcune quote. L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa è disciplinata dall’articolo 4 del D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025 (il cui numero non è confermato): 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite pagate. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, nella misura in vigore (prima erano 43 % e 47 %). Le scommesse su eventi simulati, i virtuali, pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta contenuta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore.

Il giocatore e la dichiarazione: le due strade

Sulle vincite pagate da un concessionario ADM la posizione è semplice: non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo è alla fonte e cade sul concessionario. Il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla. Va detto che si tratta di una ricostruzione riportata dalla stampa di settore nel 2024 e nel 2026, non confermata su una pagina dell’autorità fiscale: prima di prendere una decisione conviene consultare un commercialista. La tassazione è materia da professionista, non da pagina web.

La seconda strada è quella delle vincite incassate da siti non autorizzati o esteri, e qui il quadro cambia completamente. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lett. d), del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili ai sensi dell’articolo 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni. La lettura pratica è: nessuna ritenuta, e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota. Chi gioca su un sito offshore dovrebbe farsi una domanda semplice prima di considerarlo conveniente: il «vantaggio» di una quota più alta non regge il confronto con il costo fiscale e con la totale assenza di tutele.

Il conto finale in euro

Mettiamo insieme i pezzi su un caso concreto, con numeri illustrativi. Un giocatore punta 500 € in una stagione su mercati NHL, a puntate da 10 €. Se il margine medio del mercato che usa è del 5 %, il costo implicito è di circa 25 € — soldi mai entrati nel conto, non una fattura. Se gioca dall’Italia su un bookmaker con concessione, su quei 500 € non paga imposta e non dichiara. Se gioca la stessa somma su un sito estero non autorizzato, la somma incassata diventa reddito diverso da dichiarare per intero secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate — non è consulenza fiscale — e in più resta esposto alle conseguenze previste dalla legge 401 per chi partecipa a scommesse di operatori non concessionari. Il margine è il costo piccolo. Gli altri due sono il costo vero.

Giocare sul ghiaccio con metodo: quali numeri guardare prima di puntare

L’hockey su ghiaccio è uno sport difficile da leggere con le statistiche del calcio. Tre cose funzionano meglio di altre, e nessuna delle tre è una previsione.

La prima è il ritmo di tiro. In un mercato a due esiti come quello dell’esempio a 1,90 e 1,90, il margine di circa il 5,3 % è già incorporato, e non lo sposti con l’opinione. Lo sposti soltanto con un’informazione che il bookmaker ha prezzato male. Sui mercati NHL, la profondità di palinsesto è minore e le informazioni sono meno diffuse, il che in teoria lascia più spazio a chi studia; nella pratica lascia anche più spazio agli errori di costruzione della quota sul mercato secondario, dove il margine è più largo e il costo sale.

La seconda è il calendario. Con 84 partite a squadra nel 2026-27, il primo calendario da 84 gare dal 1993-94, il numero di back-to-back e di trasferte lunghe cresce. Le squadre che giocano due volte in due notti non sono la stessa squadra che gioca con tre giorni di riposo, e questo è un dato verificabile, non un’intuizione. Chi guarda il calendario prima del tabellino ha un vantaggio informativo che nessun margine può annullare, perché non è un’opinione sulla forza: è un fatto sulla fatica.

La terza è la disciplina sul volume. Un margine del 5 % su cinquanta giocate da 10 € costa circa 25 €. Lo stesso margine su cento giocate da 20 € costa circa 100 €. Il metodo non è un sistema che vince, perché nessun sistema vince: è la gestione della somma che decidi in anticipo di mettere in gioco, indipendentemente da quanto ti sembra buona la partita di stanotte.

Perché non troverai pronostici su questa pagina

Nessuno sa chi vince una partita di hockey, e chi te lo dice lo sta vendendo. Una pagina che promettesse un «pronostico sicuro» sulla NHL ti starebbe mentendo su una cosa che non può sapere, e tu ci perderesti soldi veri su una parola scritta da qualcun altro. Quello che si può fare, e che questa pagina fa, è calcolare cosa costa una giocata, quanto rende una quota, quali condizioni porta un’offerta, e su quali mercati la forbice del margine si allarga. Sono le uniche cose che si sanno prima del fischio d’inizio. Tutto il resto è la partita, e la partita la decide il ghiaccio.

I bookmaker con concessione ADM: dieci operatori, dieci profili di costo

Qui sotto i dieci operatori, ognuno con il proprio numero di concessione e con quello che i suoi stessi materiali dichiarano. L’ordine non è una graduatoria: è la sequenza in cui li ho letti, e per ciascuno la domanda che ho posto è sempre la stessa — cosa costa, a chi conviene, dove perde rispetto al vicino.

Betfair: il betting exchange, un modello che cambia il costo

Betfair, concessione ADM n. 16028 di Betfair Italia S.r.l., è il caso più interessante della lista perché non vende soltanto quote: vende un mercato in cui puoi essere tu il bookmaker. L’articolo 6, comma 1, lett. e) del D.Lgs. 41/2024 prevede il betting exchange come gioco separato, e l’articolo 2, lett. u) lo definisce: il giocatore può essere puntatore o banco, e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. È descritta come la prima casa a operare in regime di exchange in Italia, con la concessione 16028.

Il costo di un exchange funziona diversamente da quello di un bookmaker tradizionale, e non è una sfumatura. Il margine non è incorporato nella quota dall’operatore: è una commissione applicata sulla vincita netta del mercato, e la quota nasce dall’incontro tra chi punta e chi banca. La documentazione di Betfair è riportata indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima in favore (back) di 200 centesimi con incrementi di 50 centesimi; un articolo di settore del 2024 afferma che sul giocatore non grava nulla sulle vincite, perché il prelievo cade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali regole di commissione non è dato sapere: Betfair è descritta come la prima, e le regole complete stanno nella sua documentazione.

L’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con la sezione Supercombo che raccoglie combo e mercati unici a quote maggiorate. Il punto è che su Betfair, se il mercato è liquido, il costo marginale di una giocata può essere più basso che altrove; se il mercato è sottile — una partita NHL di gennaio, per esempio — la liquidità si prosciuga e la quota la fai tu contro un altro utente, senza la rete del bookmaker. Il giudizio: è l’operatore giusto per chi ha esperienza di mercato e sa leggere la liquidità prima di piazzare, ed è l’operatore più difficile per chi cerca una quota comoda e non vuole pensare a come si forma. Nessuna delle due cose è un difetto di Betfair: è la natura dello strumento.

Eurobet: il palinsesto più largo e la domanda che resta aperta

Eurobet, concessione ADM n. 16012 di Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, punta tutto sull’ampiezza. L’app Eurobet Sport dichiara un palinsesto che parte da calcio, tennis e basket e arriva a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, senza fermarsi: fra le voci ci sono anche eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, con le elezioni. È probabilmente il palinsesto più eclettico fra i dieci.

Un palinsesto così ampio ha un costo che non si vede. Ogni mercato in più richiede personale che lo prezza, e i mercati secondari sono quelli dove il margine si allarga di più, perché il rischio di sbagliare la quota è più alto e il volume è più basso. Comprare la varietà, insomma, non è gratis: la paghi sulla profondità, non sulla larghezza. L’hockey su ghiaccio non è nominato fra gli sport dichiarati, quindi su questo terreno specifico non posso dire né che Eurobet copra la NHL né che non la copra.

Il giudizio: conviene a chi vuole trovare un mercato che altrove non esiste, e non a chi cerca la quota migliore sul mercato principale di una partita NHL.

bet365: il partner della Champions e un profilo internazionale

bet365, concessione ADM n. 16030 di Hillside (New Media Malta) Plc, si presenta con un titolo che vale più di molte righe di descrizione: Official Global Betting Partner della UEFA Champions League. La sua app dichiara scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. Nel settembre 2026 ADM ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner, secondo la stampa di settore: è il segno di un operatore che entra presto sui nuovi perimetri autorizzati.

La sua forza è la macchina internazionale dietro il listino, che su un mercato sottile come la NHL conta: una casa con volumi globali può permettersi margini più stretti sul ghiaccio di una casa che vive solo di calcio italiano. Gli strumenti di gioco responsabile dichiarati comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, con il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22 indicato per i residenti in Italia. L’hockey non compare per nome fra gli sport dichiarati, e questa resta la cosa da verificare nel programma prima di aprire il conto. Il giudizio: il profilo internazionale è il suo argomento più forte per chi scommette sul ghiaccio, e la verifica del palinsesto è il primo passo che quel lettore deve fare.

SNAI: tradizione italiana e una cassetta degli attrezzi completa

SNAI, concessione ADM n. 16032 di Snaitech Spa, è la casa più «italiana» del gruppo, e la sua offerta lo dimostra. L’app SNAI Sport dichiara scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, più la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. C’è anche la funzione My Combo, che permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su match o sport diversi — calcio, tennis e basket — nello stesso biglietto, con una quota unica.

Il Cash Out è la voce di costo più interessante e meno capita dell’intero listino. Chiudere una schedina prima della fine non è un regalo: la quota di chiusura la fa il bookmaker, e include il proprio margine e la propria valutazione del rischio residuo. Il valore di un cash out è quasi sempre inferiore al valore atteso del biglietto lasciato correre, ed è per questo che il bookmaker te lo offre volentieri. In cambio compri certezza, che è una cosa che alcuni giocatori vogliono e altri no. Sui mercati NHL secondari, dove la volatilità è alta, il cash out può essere la differenza tra incassare qualcosa e incassare zero, e va valutato come si valuta un’assicurazione. Il giudizio: la cassetta degli attrezzi è la più completa per chi ama le combinazioni costruite a mano, e il cash out è la voce da leggere con più attenzione delle altre.

Planetwin365: venti sport e una quota competitiva sul calcio

Planetwin365, concessione ADM n. 16007 di Pwo S.p.a., ha costruito la propria reputazione sulla copertura calcistica: l’app dichiara i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e le competizioni continentali, Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.

Quel «più di 20 tipologie di sport» è una promessa generica, e va letta come tale: non dice quali sport, e non nomina l’hockey. Il modello dell’operatore è chiaro però: pagare il calcio con margini aggressivi e usare l’ampiezza come riempimento. Per un giocatore di NHL è il profilo meno rassicurante del gruppo, non per difetto dell’operatore ma per scelta di posizionamento: dove il calcio è il prodotto, il ghiaccio è spesso un listino di cortesia. Il giudizio: è una scelta ragionevole per chi punta soprattutto sul pallone e vuole avere un solo conto, e una scelta debole per chi cerca profondità sui mercati nordamericani.

William Hill: la freebet settimanale e la sua aritmetica

William Hill, concessione ADM n. 16044 di William Hill Malta Plc, è l’unico dei dieci di cui il materiale descriva un’offerta con numeri precisi. L’Extra Bet Club assegna una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0. È un’offerta legata alla Serie A, non all’hockey, e questo è il primo fatto da mettere in chiaro: chi scommette solo sulla NHL non ne beneficia.

Poi c’è l’aritmetica. La quota totale minima di 10.0 su almeno cinque eventi è una condizione selettiva: richiede un biglietto ambizioso, con una probabilità implicita di successo bassa, e quindi un’alta probabilità di non incassare nulla. Il tetto di 100 € chiude il club dopo venti settimane. E il premio è una freebet, non denaro: la puntata non torna con la vincita, quindi il valore reale è una frazione dell’importo nominale. Su un mercato con una quota di rimborso attorno al 94,7 %, una freebet da 5 € giocata a quota 2,00 vale in media circa 2,35 €. Il giudizio: la struttura è generosa nella frequenza e severa nella selezione, e conviene a chi già gioca multiple di Serie A con cinque eventi per conto proprio — per lui il club è un extra; per chi costruisce il biglietto apposta, il costo in rischio supera il premio.

Betsson: volume internazionale con un’anima da casinò

Betsson, concessione ADM n. 16027 di Azzurri Limited, è la stessa società concessionaria di StarCasinò: due marchi, un solo gruppo, due siti distinti. È il caso che dimostra meglio di ogni altro perché la concessione sia per sito e non per azienda. L’app Betsson Sportsbook & Casinò dichiara scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.

Il nome stesso dell’app racconta la gerarchia: Sportsbook & Casinò, nell’ordine. Per il giocatore di hockey questo significa che l’attenzione commerciale della casa è distribuita su due prodotti diversi, e il listino sportivo non è l’unico centro di gravità. Le migliaia di eventi in pre-match e live sono una promessa di volume che su un mercato sottile come la NHL si traduce in poche decine di partite realmente quotate, non in un listino profondo. Il giudizio: è un operatore solido per chi vuole un conto unico con sport e casinò insieme, ed è poco interessante per chi cerca il margine più stretto sul ghiaccio.

NetWin: l’unico che nomina l’hockey

NetWin, concessione ADM n. 16035 di Netwin Italia S.p.a., è il solo dei dieci che scriva la parola «hockey» fra i propri sport. L’app NetWin.it elenca scommesse su calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti, mercati come 1X2, combo bet e marcatori e live score.

Attenzione a non fare a questo elenco un favore che non merita. Che un’app nomini l’hockey significa che l’operatore lo considera parte della propria offerta, non che quoti tutte le partite della NHL o che offra i mercati secondari. Il virtuale, poi, è un prodotto a sé: gli eventi simulati hanno una matematica diversa da quella dello sport reale, e la loro presenza in vetrina non dice nulla sulla profondità del listino reale. Detto questo, fra dieci operatori, uno che mette nero su bianco il nome dello sport è meglio di nove che non lo fanno, se l’hockey è ciò che cerchi. Il giudizio: è il primo nome da aprire per chi vuole scommettere sul ghiaccio, con la verifica del palinsesto reale da fare prima di versare.

StarCasinò: uno sportsbook dentro un casinò

StarCasinò, concessione ADM n. 16026 di Azzurri Limited, dichiara che la propria app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. Il nome del marchio dice già tutto, e il fatto che condivida il concessionario con Betsson dice il resto.

«Le principali» è una parola che fa un lavoro preciso: indica una selezione, non una copertura. Uno sport nordamericano giocato alle 2 di notte italiane è raramente un evento principale per un marchio il cui centro di gravità è il casinò, e l’assenza dell’hockey dall’elenco dichiarato è coerente con quel profilo. Chi arriva qui cercando scommesse sul ghiaccio sta usando lo strumento sbagliato, e chi arriva qui per le slot e ogni tanto punta su una partita sta usando quello giusto. Il giudizio: il prodotto sportivo è un accessorio del casinò, con il livello di profondità che un accessorio comporta, e conviene a chi non ha dell’hockey il proprio centro di interesse.

Goldbet: identità forte, bonus da verificare

Goldbet, concessione ADM n. 16009 di Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), dichiara nella propria app schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport, e aggiunge che scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto. L’identificazione può passare anche per CIE attraverso un fornitore SPID, oltre che per SPID, secondo quanto riportano le pagine degli operatori.

La frase «si può ricevere il bonus di benvenuto» è esattamente il tipo di affermazione da cui questa pagina mette in guardia dall’inizio. Non dice quanto vale, non dice che tipo di premio sia, non dice quale rigioco richieda, non dice quale quota minima serva. Sono tutte informazioni che stanno nei termini, e sono esattamente le quattro voci che determinano se il bonus è un regalo o una spesa. «Tutti i campionati di calcio e altri sport» lascia la stessa domanda aperta degli altri: quali altri, e con quanta profondità. Il giudizio: la meccanica di registrazione è moderna e comoda, e la verifica del bonus va fatta leggendo i termini prima di versare un euro, non dopo.

Come scegliere, in pratica: quattro domande in ordine

Se dovessi ridurre tutto a una sequenza, metterei le cose in quest’ordine. La prima domanda riguarda il palinsesto: l’operatore quota la NHL, e con quanti mercati? Prima di guardare qualunque quota, verifica che l’evento che vuoi giocare esista nel programma. Fra i dieci esaminati, NetWin è l’unico a dichiarare l’hockey per nome, e tutti gli altri vanno verificati nel loro Wettprogramm — nel loro palinsesto, per usare la parola italiana.

La seconda riguarda il numero di concessione: compare nei termini dell’operatore, e se non compare, la partita è chiusa lì.

La terza riguarda il margine sul mercato che usi davvero. Non sulla partita più seguita della stagione, ma sul mercato dove passi la maggior parte del tempo. Prendi due o tre operatori, confronta le quote dello stesso mercato nello stesso momento, somma le probabilità implicite e guarda quanto superano il 100 %. Se la forbice va dal 3 % al 6 %, sei nella fascia normale; sopra il 6 % stai pagando un premio al bookmaker senza ricevere niente in cambio.

La quarta riguarda l’offerta di benvenuto, e va affrontata solo dopo le prime tre. Quanto vale il premio, di che tipo è, quale rigioco richiede, quale quota minima impone, entro quando scade, e qual è il tetto massimo di vincita. Se dopo aver letto tutto il costo atteso del turnover supera il valore del premio, la risposta è semplice: non prendere il bonus. Non è una rinuncia, è il calcolo che il marketing conta sul fatto che tu non faccia.

Domande frequenti sulle scommesse NHL

Su quali eventi si può scommettere presso un bookmaker con concessione ADM?

Su eventi che fanno parte del palinsesto approvato da ADM, cioè il programma di eventi e tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato dall’Agenzia, che aggiunge gli eventi uno per uno. Una giocata può essere presa solo su un evento del palinsesto. Quali sport contenga, e se includa la NHL, varia da operatore a operatore.

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si cerca il nome del sito nell’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» pubblicato da ADM, dove ogni riga riporta un codice e un sito .it. La concessione è per sito, non per azienda. L’elenco non indica però quali giochi siano autorizzati, quindi la presenza del nome non dimostra che quello specifico sito offra scommesse sportive: lo conferma la sua pagina.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

Si moltiplica la puntata per la quota. Su una puntata di 10 € a quota 1,90 la giocata restituisce 19 €, dei quali 9 € sono profitto netto e 10 € è il capitale. Su una multipla le quote dei singoli eventi si moltiplicano fra loro e danno un’unica quota finale, che si applica poi alla puntata.

Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?

Si prende ogni quota dello stesso mercato, si calcola 1 diviso la quota, si sommano i risultati e si confronta la somma con il 100 %. Con due esiti a 1,90 e 1,90 la somma è circa 105,3 %, quindi il margine è circa il 5,3 %. Il margine è la differenza strutturale tra quanto raccolto e quanto restituito dal mercato.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché l’imposta cade sul concessionario. Le vincite incassate da siti non autorizzati o esteri sono considerate «redditi diversi» dall’Agenzia delle Entrate e andrebbero dichiarate per intero secondo quella interpretazione. Non è consulenza fiscale: consultare un commercialista.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. Admiralbet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. La figura di limite di deposito fissata da ADM nella gara non è nota.

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