Scommesse sul cricket 2026: quale strada scegliere tra concessione italiana e siti esteri

Updated Ottobre 2026
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Un pallone da calcio sul dischetto del centrocampo di un prato, alla luce del mattino

Ottobre 31, 2026 — Dati verificati contro l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (ex AAMS) e contro le condizioni contrattuali degli operatori citati.

Una squadra di cricket ha 11 giocatori.

Il cricket non è il calcio. Nessuna curva si svuota se non trovi il mercato che cercavi, nessun portale ti dedica una pagina intera, e le quote su un match tra India e Nuova Zelanda spesso arrivano da un trader che segue il cricket quattro mesi l’anno. Eppure è uno sport che si lascia leggere benissimo da chi scommette, perché ogni partita ha una struttura rigida — over fissi, inning contati, un metodo matematico che riscrive il bersaglio quando piove — e le regole stabili sono esattamente quello che serve per capire se una quota è onesta.

La domanda vera, per chi cerca scommesse sul cricket in Italia, non è «quale bookmaker ha il cricket». È un’altra: quale strada vuoi prendere. Quella di un concessionario ADM, con il palinsesto approvato, il Registro Unico degli Autoesclusi e gli strumenti di limite obbligatori; oppure quella di un sito estero che accetta il tuo deposito e ti lascia senza nessuna delle due cose. Le due strade costano cose diverse, e non costano solo soldi.

Intorno a questa scelta si è costruito il resto. Prima la protezione del giocatore, perché è la parte che nessuno legge e quella che pesa di più; poi lo sport e i suoi formati; poi i dieci operatori con concessione a confronto; i fondamentali del mercato; e infine la cornice normativa, che è più severa di quanto la pubblicità lasci intendere.

Gioco responsabile: gli strumenti che esistono prima di rischiare un euro

La cosa che colpisce, leggendo le condizioni contrattuali dei concessionari italiani, è quanto siano piene di limiti autoimposti. Non li impone un regolamento: li sceglie il giocatore, e il concessionario è obbligato a mettergli davanti gli strumenti per farlo. È la parte dell’esperienza di gioco che nessuna campagna promozionale racconta, perché non vende niente.

Cosa prevede la norma sulla tutela, e perché conta

L’art. 15, comma 1, del D.Lgs. 41/2024 mette in fila i mezzi che ogni concessionario deve offrire: autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento di gioco del cliente secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per singola categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno.

Il comma 2 aggiunge una cosa che si vede poco ma si sente nel mercato: ogni concessionario spende lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi decisi da una commissione governativa. È una cifra piccola in percentuale e non minuscola in assoluto, e serve a ricordare che il gioco legale italiano si finanzia anche la propria parte scomoda.

Il limite di deposito: quello che scegli tu, quello che ADM chiede

Al momento della registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. Le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale già in fase di iscrizione, e due regole che vale la pena avere chiare prima di cliccare: una riduzione del limite ha effetto immediato, un aumento richiede sette giorni di attesa. La logica è semplice e un po’ beffarda allo stesso tempo. Chi vuole limitarsi di più viene accontentato subito; chi vuole limitarsi di meno deve aspettare una settimana in cui ripensarci.

Admiralbet spinge il meccanismo un passo oltre: già in registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. Non è un’opzione nascosta nelle impostazioni. È una domanda che ti fa il modulo.

Se invece ti stai chiedendo se esista un tetto statale alla puntata sulle scommesse sportive — un numero uguale per tutti, come accade per altre forme di gioco — la risposta è che non ne risulta uno. Le uniche leve vincolanti sono i tuoi autolimiti e il limite di deposito che scegli tu. Il che, detto senza giri di parole, sposta la responsabilità dal legislatore al modulo di registrazione. Ed è il motivo per cui conviene compilarlo con la testa, non con il pilota automatico.

Autoesclusione: dal singolo account al RUA

L’autoesclusione è la misura più forte, e in Italia ha un’architettura che vale la pena capire bene, perché è lì che la differenza tra operatore concessionato e sito estero smette di essere teorica.

Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, è stato istituito nel 2018 e blocca l’accesso a tutte le piattaforme online autorizzate in Italia e alle sale sul territorio. Un blocco, non dieci blocchi separati. Se ti escludi da un concessionario, ti escludi da tutti.

I tempi e le forme sono quelli che le condizioni degli operatori e le pagine ADM indicano. Admiralbet, per esempio, prevede l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Le due cose stanno insieme perché si sovrappongono: l’offerta contrattuale del singolo operatore e il regime delle forme parziali di esclusione entrato in vigore all’inizio del 2026. Chi vuole capire cosa gli succederà davvero deve leggere le condizioni dell’operatore che sta usando, non la sintesi che ne dà un terzo.

Il punto pratico è un altro, e riguarda la seconda strada di cui parlavamo all’inizio. Un sito senza concessione non è collegato al RUA. Un giocatore autoescluso che apre un conto su un dominio estero non è protetto da nessuno, e nessuna autorità italiana può intervenire per lui su quella piattaforma. È il tipo di dettaglio che non compare nella pagina di benvenuto di nessun sito.

Dove si chiede aiuto, quando il gioco smette di essere un gioco

Qui la voce si abbassa, perché non c’è nulla da commentare. Per i residenti in Italia, gli strumenti di gioco responsabile di bet365 richiamano il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22, accanto a periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione. È un numero che vale la pena copiare una volta e tenere da qualche parte, anche se non serve mai.

Un’ultima nota prima di passare allo sport vero e proprio. Il gioco è vietato ai minori di 18 anni: l’art. 3, comma 1, lett. a) del D.Lgs. 41/2024 nomina la «tutela dei minori di età» tra i principi del settore, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco, e la legge italiana fissa l’età a 18 anni. Non è una formalità di facciata sui moduli di registrazione.

Fondamenti, formati e calendario: come è fatto uno sport che sembra complicato

Undici giocatori per squadra. Da lì parte tutto, e la cosa sorprendente è quanto poco serva sapere per leggere un mercato cricket con competenza. Tre formati internazionali, tre durate, tre logiche di punteggio diverse. Chi ha capito la differenza tra un Test match e un T20 ha già capito il novanta per cento di quello che gli serve per orientarsi tra le quote.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
In un ODI ogni squadra batte per 50 over fissi.

Test, ODI, T20: tre partite diverse con lo stesso nome

Un Test match dura fino a cinque giorni, con al massimo quattro inning in totale e quindi al massimo due per squadra. Sono previsti almeno novanta over al giorno, e un incontro che nessuna delle due squadre vince è un pareggio. Cinque giorni di gioco con un esito possibile che nel calcio non esiste: il nulla di fatto come risultato ufficiale. Per un bookmaker è un problema serio di gestione del rischio; per un giocatore che ama i mercati lunghi è una delle poche occasioni in cui il tempo, e non solo il talento, entra dentro la quota.

In un ODI ogni squadra batte per 50 over fissi. Se il punteggio è pari quando la squadra che insegue è tutta eliminata o ha finito gli over, l’incontro è un pareggio, che in inglese si chiama tie: non un pareggio da punti condivisi, ma un esito secco che molte schedine non prevedono affatto. E qui arriva la parte che manda in tilt chi scommette per la prima volta su questo sport.

Negli ODI condizionati dalla pioggia il metodo Duckworth-Lewis-Stern di solito stabilisce il bersaglio o il risultato; se si giocano troppo pochi over, di solito venti, l’incontro è dichiarato senza risultato. Un bersaglio ricalcolato a partita in corso, secondo una formula che nessuno spettatore ha in testa. Se pensi che il calcio abbia abbastanza variabili, prova a immaginare una quota il cui esito dipende da quanti over si riescono a giocare prima che il cielo si apra. Il rovescio della medaglia: chi non conosce il meccanismo tende a leggere un «no result» come una sconfitta del proprio pronostico, quando non lo è. È una delle poche regole che conviene imparare prima di mettere un euro su un ODI, non dopo.

Nel Twenty20 ogni squadra batte per un massimo di 20 over, cioè 120 lanci regolari; un lanciatore può lanciare al massimo quattro over, e un incontro in parità si decide con un super over. Due ore scarse di partita, un formato compresso che somiglia molto di più a quello che un tifoso europeo si aspetta da una serata sportiva. Non a caso è il formato che gli operatori trattano con più naturalezza e quello su cui il live funziona meglio.

Per orientarsi tra durate ed esiti, una tabella di formato vale più di tre paragrafi.

Formato Struttura e durata Over per squadra Esito in caso di parità
Test match fino a cinque giorni, massimo quattro inning in totale almeno 90 over al giorno pareggio
ODI una giornata, innings singoli 50 over fissi tie
Twenty20 poche ore, innings singoli massimo 20 over (120 lanci regolari) super over

Il metodo Duckworth-Lewis-Stern, negli ODI condizionati dalla pioggia, di solito stabilisce il bersaglio o il risultato.

Chi governa il cricket e perché le date contano più della forma

L’International Cricket Council governa il cricket. Dodici membri effettivi hanno lo status di Test, e il World Test Championship ha iniziato la sua stagione inaugurale nel 2019. Dodici federazioni con diritto di giocare la forma più lunga: è un circuito chiuso, e questo ha un effetto diretto sul palinsesto. Non aspettarti di trovare quote su una nazionale emergente che gioca un Test, perché quella partita non esiste.

Il calendario internazionale, poi, non si comporta come quello del calcio. Le finestre si aprono e si chiudono, e un torneo può concentrare in poche settimane quello che in altri sport si distribuisce su una stagione intera.

L’esempio più chiaro è quello appena chiuso. L’India ha vinto la ICC Men’s T20 World Cup 2026, disputata dal 7 febbraio all’8 marzo 2026 e organizzata congiuntamente da India e Sri Lanka con venti squadre al via, battendo la Nuova Zelanda di 96 run in finale. Venti squadre, non ventiquattro. Un torneo di un mese esatto, ospitato da due paesi, e una finale decisa con un margine che nel T20 non è banale. Per un bookmaker italiano è il tipo di evento che satura il palinsesto per settimane e poi sparisce, lasciando il cricket in una zona grigia del menù fino alla finestra successiva.

Da qui una conseguenza pratica. Chi scommette sul cricket in Italia non scommette su uno sport continuo, ma su picchi. Durante un mondiale il mercato è ricco, i margini si stringono e trovi decine di varianti; tra un torneo e l’altro restano le grandi serie bilaterali e poco altro. Chi entra con l’aspettativa del calcio — una partita ogni sera, quote sempre disponibili — resterà deluso. Chi accetta il ritmo delle finestre internazionali trova invece momenti in cui il cricket è trattato con la stessa cura di una partita di cartello.

Cosa cercare nel palinsesto di un operatore

La parola italiana per l’offerta di eventi di un concessionario è palinsesto: il programma di eventi, sportivi e anche non sportivi, e di tipi di scommessa preparato dal concessionario e approvato da ADM. Un termine che vale la pena tenere presente, perché è la chiave di volta di tutto il sistema e ci torneremo nella parte normativa.

In concreto, guardando le app dei concessionari, il cricket entra in un menù molto affollato. NetWin propone scommesse su calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti, mercati come 1X2, combo bet e marcatori e live score. Il cricket, quando c’è, è una voce di questa lista e non un reparto a sé.

Planetwin365 copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. Eurobet va ancora più largo: dal calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, elezioni comprese.

Il quadro che ne esce è coerente e vale la pena dirlo chiaramente. Il cricket è la diciottesima riga di un catalogo scritto per il calcio. Non ci sono operatori italiani che ne abbiano fatto la propria bandiera, e chi cerca profondità di mercato sul cricket — handicap, mercati sui singoli over, quote sul miglior marcatore di run — la trova solo se ha la fortuna di capitare in una finestra di torneo importante. Fuori da quella finestra, la profondità si riduce di colpo.

E c’è un filtro in più che nessuno mette in vetrina: il palinsesto è approvato evento per evento. ADM aggiunge gli eventi uno alla volta — a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner, come riporta la stampa di settore. Per il cricket significa che la disponibilità non dipende solo dalla buona volontà dell’operatore, ma da ciò che è stato autorizzato. Un mercato assente può esserlo per scelta commerciale o perché quell’evento non è nel programma approvato, e il giocatore non ha modo di distinguere le due cose guardando l’app.

La classifica: dieci concessionari e cosa offre ciascuno

Prima di entrare nei singoli profili, una precisazione che vale per tutta questa parte. Quella che segue non è una graduatoria di merito e non è una raccomandazione. I dieci operatori sono concessionari presenti nell’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza di ADM, e per ciascuno riportiamo cosa dicono le sue condizioni contrattuali e le sue schede sugli store. Le differenze che emergono sono differenze di prodotto e di storia, non di qualità morale, e chi legge deve sapere che questo elenco non è il mercato: altri concessionari esistono, e un marchio che non compare qui non è per questo privo di concessione.

Detto questo, il criterio con cui li abbiamo messi in fila è quello dell’angolo di questa pagina: quanta strada offrono, e a chi. Alcuni hanno una libreria costruita per il calcio e basta; altri mostrano un’ambizione più larga; uno ha un’identità che con il cricket c’entra poco ma che merita una riga, perché il cricket è proprio il caso in cui quell’identità si nota.

NetWin: il catalogo più largo della lista

NetWin è una delle sorprese del confronto. L’app copre calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti, mercati come 1X2, combo bet e marcatori e live score. Undici sport più gli esports, e soprattutto un blocco di eventi simulati con partenze ogni due minuti che vale più di quanto sembri.

Dietro c’è uno dei numeri di concessione della lista, il 16035, intestato a Netwin Italia S.p.a., su un sito .it proprio. Il fatto che la società porti lo stesso nome del marchio non è la norma in questo mercato, come si vedrà tra poco.

Il punto vero di NetWin, per chi cerca cricket, è la densità del catalogo. Un operatore che tiene baseball, hockey e ciclismo nel menù ha una struttura di trading abituata a sport che non sono il calcio, e questo in teoria giova anche al cricket quando entra in palinsesto. Il rovescio della medaglia è la profondità dei mercati per singolo evento, che un catalogo ampio non garantisce affatto: undici sport nel menù non significano undici sport quotati bene, e su ognuno di essi vale la pena aprire un evento di prova prima di depositare.

Lottomatica: la libreria calcistica con lo streaming incluso

Lottomatica è un marchio storico del gioco italiano e la sua app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. Lo streaming integrato è la parte più interessante del pacchetto: poter seguire l’evento su cui hai giocato dentro l’app cambia il modo in cui si usa il live, e riduce la tentazione di fare avanti e indietro tra due schermi.

La concessione è la 16010, intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a., che il settore chiama GBO Italy. Il marchio Lottomatica è il più noto del gruppo, la società concessionaria no: una separazione che ricorre in tutta questa lista e che conviene capire bene quando arriveremo alla parte sulle verifiche. È anche il motivo per cui chi cerca «Lottomatica» in un elenco societario può non trovarla, pur essendo il sito perfettamente in regola.

Il catalogo è dichiaratamente calcistico, con le grandi competizioni europee in prima fila. Il cricket, come sempre, entra nella coda della lista, e non c’è motivo di aspettarsi il contrario. Chi cerca un operatore generalista con un buon comparto live e lo streaming incluso trova qui una delle proposte più solide; chi cerca profondità di mercato sul cricket deve accontentarsi di quello che il palinsesto approvato concede, come su ogni altro nome di questa lista.

bet365: il peso internazionale e un partner ufficiale

bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. La concessione è la 16030, a nome di Hillside (New Media Malta) Plc, su un .it proprio: una società maltese, un dominio italiano, una concessione ADM. È esattamente la combinazione che il sistema prevede, e spiega perché il nome del marchio e quello della concessionaria non coincidano.

Il cricket non compare tra gli sport elencati, e non c’è niente di strano: la presentazione di un operatore mette davanti quello che vende di più, non quello che sa quotare. Quello che conta è la struttura, e la struttura di bet365 è quella di un bookmaker internazionale abituato a sport con mercati profondi. Quando il cricket entra in palinsesto — come nella vicenda della Setka Cup, dove è indicato come primo partner — è il tipo di casa che lo tratta con competenza tecnica. Per chi cerca varietà di mercati più che familiarità con il calcio, è un profilo da tenere presente.

Goldbet: l’offerta più tradizionale e l’identificazione più semplice

Goldbet è il marchio storico del gruppo GBO, l’altro nome della concessione 16009 — la stessa società di Lottomatica, ma un sito e un’identità distinti. L’app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto.

C’è una cosa che non si trova spesso sulla pagina di un operatore e che qui vale come segnale: Goldbet è indicato tra quelli che aprono il conto anche tramite CIE, attraverso un fornitore SPID, accanto alla registrazione classica e a SPID diretto. Il numero è il 16009. Sulla scommessa, le tipologie sono quelle di sempre — singola, multipla, sistema — senza invenzioni.

Per il lettore che cerca il cricket, Goldbet non è la scelta che salta all’occhio: il catalogo è quello dei campionati di calcio e «altri sport» è una formula che dice poco. Ma è l’operatore che rende meno faticosa la parte noiosa, cioè l’identificazione, e questa è una cosa che si apprezza il giorno in cui devi prelevare, non quello in cui ti iscrivi.

Planetwin365: l’Europa del calcio e più di venti sport

Planetwin365 copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. La concessione è la 16007, a nome di Pwo S.p.a.

Più di venti tipologie di sport è un numero che merita una pausa. Non dice nulla sui mercati disponibili per ciascuno sport, ma dice molto sull’architettura del prodotto: un operatore che gestisce venti sport ha un palinsesto costruito per assorbire eventi eterogenei, e il cricket non è per lui un corpo estraneo come lo sarebbe per una piattaforma tarata su tre campionati. I risultati in diretta, poi, sono il minimo indispensabile per seguire un ODI o un T20 senza dover aprire un secondo sito.

Il marchio ha una storia lunga nel mercato italiano, e la combinazione tra ampiezza di catalogo e copertura calcistica lo mette in una posizione intermedia: né specialista né monocultura. Per chi vuole un solo conto e non vuole spostarlo a ogni torneo, è una posizione comoda.

Betfair: l’exchange, che è un’altra cosa

Betfair merita un discorso a parte, perché la sua app non propone solo mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con la sezione Supercombo di combo e mercati unici a quote maggiorate. La concessione, la 16028 a nome di Betfair Italia S.r.l., copre anche il betting exchange, che in Italia è un gioco separato e non una variante della scommessa a quota fissa.

La differenza è profonda e vale la pena spiegarla, perché è la parte di questa lista che cambia di più il mestiere del giocatore. In una scommessa a quota fissa il bookmaker è la controparte: tu giochi contro di lui, e la sua opinione sull’esito è dentro il prezzo che ti offre. In un exchange il concessionario mette in contatto anonimo due giocatori, e il giocatore può stare da entrambe le parti, puntando o bancando. Non stai più giocando contro la casa: stai giocando contro un altro utente, e la casa prende la sua parte sul giro.

Per il cricket questa struttura è interessante. Le quote su un mercato che il grande pubblico segue poco possono essere più lente a muoversi, e su un exchange lento vuol dire spazio. È anche, però, un modo di giocare più faticoso: richiede di capire cosa significa bancare un esito e di accettare che la liquidità, non il bookmaker, decida se la tua idea si può giocare. Come secondo conto accanto a un operatore a quota fissa ha senso; come primo conto per chi non ha mai visto un exchange, è un salto nel vuoto.

StarCasinò: il casinò che ha un bookmaker

StarCasinò è il caso più netto di un marchio casino-first con un comparto sportivo in coda. L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. Dietro c’è la concessione 16026, a nome di Azzurri Limited, su un .it proprio.

Su questo operatore c’è una cosa da dire chiaramente, perché è l’unico punto in cui il tema di questa pagina e il profilo del marchio non vanno nella stessa direzione. Chi cerca un bookmaker dove il cricket abbia un trattamento da protagonista non lo troverà qui: il prodotto sportivo è dichiarato in una riga generica, il cuore è il casinò, e la scommessa sportiva è un reparto fra gli altri.

Detto anche l’altro lato, che è quello che conta per la scelta: se giochi già al casinò e vuoi un conto con una concessione italiana, un bookmaker disponibile dentro la stessa app ti evita di tenere due conti e due prelievi separati. Per quella figura di giocatore StarCasinò funziona, e le slot accanto al bookmaker sono un argomento reale. Solo, non è il posto da cui partire se il cricket è la ragione per cui apri un conto.

BetFlag: il bonus più grosso e i mercati accanto

BetFlag è la concessione 16008, a nome di Betflag S.p.a. — qui la società porta il nome del marchio, cosa che non vale per metà di questa lista. Sul conto, il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni.

Il pezzo forte, in termini di numeri, è il Welcome Bonus Sport: pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. Cinque volte il tetto più alto di questo confronto è un’affermazione che va letta con attenzione, e la domanda che un giocatore smaliziato si fa subito è cosa serva per portarlo a casa — perché un bonus sportivo di quella dimensione è, per definizione, legato a requisiti che stanno nelle condizioni contrattuali e non nella pagina promozionale. Si tratta di un bonus in denaro accreditato sul saldo, non di un bonus senza deposito, e la sua struttura di gioco va letta prima di considerarlo un guadagno.

Il resto del profilo è quello di un operatore generalista italiano, con identificazione digitale curata. Per il cricket, nessuna indicazione di specializzazione: vale la regola di sempre, e vale per tutti e dieci.

Eurobet: dal calcio alla politica

Eurobet è la concessione 16012, a nome di Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, e ha il palinsesto più stravagante della lista: dal calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, elezioni comprese.

Scacchi. Elezioni. Un reality show. Il palinsesto di Eurobet è la dimostrazione che la scommessa sportiva italiana è, in primo luogo, un mercato di eventi vendibili, e che il confine tra sport e intrattenimento è più poroso di quanto sembri. Per il cricket è una buona notizia: un operatore che quoterà un torneo di scacchi e una tornata elettorale non si lascia spaventare da uno sport dal regolamento complicato. La curiosità del palinsesto, però, non equivale a profondità di mercati: il numero di varianti per evento è un’altra cosa, e su questo il profilo resta quello di un generalista.

C’è poi un dato di struttura che lega Eurobet alla parte normativa: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale, cioè tre siti con tre concessioni sotto un’unica società. Nel sistema italiano la concessione è per sito, non per azienda, e questo è l’esempio che rende l’idea meglio di qualsiasi spiegazione astratta.

William Hill: la freebet settimanale e un profilo da multipla

William Hill è la concessione 16044, a nome di William Hill Malta Plc, su un .it proprio. Il marchio ha una storia lunga e un’offerta promozionale che, in questo confronto, è l’unica costruita su una meccanica precisa e tutta italiana: l’Extra Bet Club assegna una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0.

Vale la pena leggere quella condizione due volte, perché è un piccolo esercizio di ingegneria commerciale. Cinque eventi, venti euro di puntata, quota totale minima 10.0. La quota totale è il vero filtro: cinque eventi a quota 10.0 complessiva significa che ogni singola gamba viaggia intorno a 1,58 di media, e che la probabilità stimata dal bookmaker di chiudere tutti e cinque i pronostici è bassa. Chi costruisce una multipla così sta scommettendo sulla propria capacità di azzeccare cinque partite, e il bookmaker lo sa bene. La freebet da 5 € è il premio per averci provato ogni settimana per una stagione.

È una meccanica pensata per il tifoso di Serie A che vuole giocare la multipla domenicale. Il cricket non c’entra nulla con questa promozione, ed è giusto dirlo senza girarci intorno: chi cerca scommesse sul cricket trova qui un bookmaker serio e un’offerta che non lo riguarda.

Il quadro d’insieme

Mettendo in fila i dieci profili, la prima cosa che si nota è che nessuno di questi operatori ha una vocazione per il cricket. Tutti lo prendono — quando c’è — dentro un catalogo costruito per il calcio, e le differenze tra loro riguardano la larghezza del menù, non la profondità su questo sport.

Marchio Numero di concessione e concessionaria Cosa dicono le condizioni dell’operatore sul cricket
NetWin 16035 — Netwin Italia S.p.a. catalogo di undici sport con centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti, nessun accenno al cricket
Lottomatica 16010 — Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con streaming live
bet365 16030 — Hillside (New Media Malta) Plc Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live
Goldbet 16009 — Goldbet Better Organization Italy S.p.a. schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e altri sport
Planetwin365 16007 — Pwo S.p.a. più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta, oltre alle principali competizioni calcistiche
Betfair 16028 — Betfair Italia S.r.l. mercati Esito Finale, Under/Over, Multigol, combo e Supercombo; betting exchange come gioco separato
StarCasinò 16026 — Azzurri Limited scommesse sui principali eventi sportivi italiani e internazionali, varie tipologie di scommessa
BetFlag 16008 — Betflag S.p.a. nessun cricket dichiarato; identificazione con SPID e CIE; bonus sul primo deposito
Eurobet 16012 — Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale palinsesto dal calcio alla Formula 1, agli scacchi, allo spettacolo e alla politica
William Hill 16044 — William Hill Malta Plc nessun cricket dichiarato; freebet settimanale legata alle multiple di Serie A

La cosa onesta da dire davanti a questa tabella è che la colonna che conta per chi cerca cricket è quasi vuota, e non per pigrizia di chi scrive: nessuno dei dieci operatori nomina il cricket nella propria presentazione. La scelta, allora, si sposta su un altro piano. Si valuta quanto ampio è il palinsesto — perché un menù largo è la condizione necessaria per trovare il cricket quando entra in calendario — e quanto è comodo il resto: il prelievo, l’identificazione, il conto che hai già aperto.

E qui entra in gioco un dettaglio che nessuna tabella riporta: metà di queste concessioni non porta il nome del marchio. Lottomatica è GBO Italy, Goldbet è GBO Italy, bet365 è Hillside (New Media Malta), StarCasinò è Azzurri Limited, William Hill è William Hill Malta. Non è un cavillo burocratico. È il motivo per cui la verifica di una concessione va fatta sul numero e sulla società, non sul logo, e la procedura per farlo è spiegata quando arriviamo alle regole.

Panoramica e meccanismo: cosa c’è dentro una quota cricket

Le regole dello sport sono la parte facile. La parte meno facile è capire da dove viene il numero che leggi sullo schermo, e soprattutto perché non conviene mai guardarlo da solo. Una quota bassa non è un’offerta generosa: è un’indicazione di probabilità con dentro una tassa silenziosa.

Come si legge una quota, e cosa vuol dire «bassa»

Il punto di partenza è il rapporto tra quello che rischi e quello che puoi prendere. Su una giocata singola, il ritorno è la puntata moltiplicata per la quota, e il profitto netto è la puntata moltiplicata per la quota meno uno. Su dieci euro a quota 1,90 il ritorno è di diciannove euro e il profitto di nove; a quota 2,15 il ritorno sale a ventuno euro e mezzo e il profitto a undici e mezzo.

Nulla di misterioso, se non il fatto che una quota incorpora una probabilità implicita: il reciproco della quota. Una quota 1,90 corrisponde a una probabilità implicita del 52,6 %, una 2,15 al 46,5 %. La formula regge anche sulle combinazioni, dove le quote delle singole gambe si moltiplicano in un unico prezzo: tre eventi a 1,90 diventano una quota di circa 6,86, e il ritorno su dieci euro è di circa sessantotto euro e sessanta, con un profitto di circa cinquantotto e sessanta.

Il salto concettuale è il passo successivo. Quando le probabilità implicite di tutti gli esiti di uno stesso mercato si sommano, la somma supera il 100 %. Quello che avanza è il margine del bookmaker, cioè la parte che trattiene su ogni unità giocata. A quel punto la quota smette di essere un numero isolato e diventa quello che è realmente: il prezzo di una scommessa dentro un mercato che ha un costo.

Quanto trattiene il mercato: un conto su due esiti

Prendiamo un mercato a due esiti a quota 1,90 e 1,90. È un esempio illustrativo, non una quota quotata da nessuno: serve solo a mostrare il meccanismo su cifre tonde.

La quota di ritorno del mercato è il reciproco della somma dei reciproci delle due quote: 1 diviso per la somma di 1/1,90 e 1/1,90, che dà un payout di circa il 95 %. Il margine è quel che resta per arrivare a cento, cioè circa il 5 %. Detta in soldi: su ogni cento euro giocati complessivamente dagli scommettitori, il mercato ne restituisce circa novantacinque e ne trattiene circa cinque.

Bisogna stare attenti a cosa significa questo cinque per cento, perché la lettura sbagliata è a portata di mano. Non è cinque per cento della tua puntata preso al momento della giocata, e non è una commissione che vedi da qualche parte in una schermata. È il margine applicato al mercato, che diventa un costo atteso nel momento in cui giochi molte volte lo stesso tipo di mercato: è lì che lo scarto tra quanto entrerà e quanto uscirà si avvicina a quello del mercato.

Su un mercato a due esiti il margine tende a stare in una banda relativamente stretta, attorno a quel cinque per cento quando le due quote sono speculari; su un mercato con più esiti, e in particolare sulle combinazioni, la banda si allarga, perché il bookmaker deve proteggersi da più variabili. Le quote sono una fotografia del momento e i trader le muovono in continuazione, quindi il numero preciso di un mercato va letto sullo schermo la sera in cui giochi. Quello che resta fermo è la struttura: ogni quota porta dentro di sé una fetta per il concessionario, e la fetta cresce quando cresce la complessità del mercato.

Spostando questa lente sul cricket, l’implicazione pratica è immediata. Un esito finale su un T20 ha due o tre esiti e regge un margine contenuto; un mercato sui run del primo over, o su chi farà più sei, è costruito su un bookmaker che ha pochi dati storici e molta più incertezza, e il prezzo incorpora quell’incertezza. Non è disonestà, è gestione del rischio. Ma per chi scommette significa che la scommessa più divertente è quasi sempre anche la più tassata, e che la differenza tra una quota e l’altra si sente molto più sul lungo periodo che su una singola serata.

Lo zero-giocata: scommesse che possono finire senza risultato

C’è una cosa che il cricket fa e che il calcio non fa, e che incide sui soldi più di quanto un neofita immagini.

Negli ODI condizionati dalla pioggia il metodo Duckworth-Lewis-Stern di solito stabilisce il bersaglio o il risultato; se si giocano troppo pochi over — di solito venti — l’incontro è dichiarato senza risultato. Un incontro senza risultato non è una partita persa dalla tua squadra: è una partita che non ha prodotto alcun esito ai fini di quella giocata. Per chi ha scommesso sull’esito finale significa, secondo le regole del mercato e dell’operatore, il ritorno della puntata. Un mercato annullato e rimborsato è la cosa più vicina a un pareggio che uno scommettitore possa incassare, e nel cricket arriva dal cielo, letteralmente, più spesso che in qualunque altro sport.

La stessa logica vale per i Test match, dove il pareggio è un esito possibile e regolamentare. Un mercato sull’esito finale che non contempla il pareggio è un mercato con un buco, e chi non lo sa lo scopre solo quando vede tornargli indietro la puntata. Prima di giocare su un formato che non conosci, la domanda da farsi non è chi vincerà: è quali esiti il mercato prevede. Se il pareggio non c’è, non stai scommettendo su tutte le cose che possono accadere.

Il live sul cricket: velocità contro lettura del punteggio

Le scommesse live hanno una meccanica diversa da quelle pre-match, e il cricket la esaspera. In un T20 un over si chiude in pochi minuti, il punteggio cambia a ogni palla e la quota si aggiorna di conseguenza. Questo crea occasioni che nel pre-match non esistono, ma crea anche un problema di tempo: chi guarda il live score con qualche secondo di ritardo rispetto al trader sta giocando con un’informazione vecchia, e su un mercato che si muove a ogni lancio quei secondi valgono cifre.

Sul cricket, poi, c’è un ulteriore livello di difficoltà: quello che conta non è il punteggio in sé, ma il rapporto tra i run, gli over rimanenti e i wicket ancora a disposizione. Una squadra che ha perso quattro wicket in dieci over è in una posizione molto diversa da una che ne ha persi zero, anche a parità di run segnati. Chi legge il live solo dal punteggio sta guardando la metà dell’informazione, e la quota che gli viene offerta tiene conto anche dell’altra metà.

Il quadro dei mercati live — ritardi, regole su cosa si può quotare e quando — è materia che le disposizioni di ADM definiscono, e non esiste qui un elenco pubblico dei mercati live ammessi. Quello che si può dire con certezza è che il live cricket richiede più attenzione di quasi ogni altro live, e che è l’ultimo posto dove conviene improvvisare.

Normativa, vigilanza e giurisdizione: cosa significa giocare su un sito autorizzato

Arriviamo al punto che decide tutto il resto, e che in Italia ha una storia più lunga e più severa di quanto la pubblicità faccia capire. La domanda non è se un sito sia «affidabile» in senso generico: è se abbia una concessione, e la concessione si verifica su una lista pubblica, non su un badge.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Negli ODI condizionati dalla pioggia il metodo Duckworth-Lewis-Stern di solito stabilisce il bersaglio o il risultato.

ADM, il D.Lgs. 41/2024 e cosa vuol dire «concessione»

Il regolatore si chiama ADM, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, e sul mercato circola ancora la vecchia sigla AAMS: quando la incontri, parliamo della stessa autorità. Il quadro è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024.

Il punto da capire è che in Italia le licenze non sono aperte. Sono concessioni assegnate con gara pubblica, e il comma 1 dell’art. 6 elenca i giochi che si possono offrire a distanza sotto concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse dei cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; i giochi di ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; e bingo.

Sotto l’art. 6, comma 3, i vincitori della gara possono gestire uno o più di questi giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo; tra i requisiti ci sono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno sui limiti di deposito che ADM fissa nella gara (art. 6, comma 5); le condizioni di concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata della concessione (art. 4, comma 3; art. 5, comma 3). La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025.

Quei nove anni senza rinnovo meritano una riflessione, perché spostano la prospettiva di chi apre un conto. Una concessione non è un permesso rinnovabile a piacere: è un periodo definito, con un termine davanti, e con l’impegno preso in gara a rispettare i limiti di deposito fissati da ADM. Chi deposita oggi sta scegliendo una piattaforma che ha una scadenza, e un sistema di regole che restano ferme fino a quel momento. È più solido di una licenza a rinnovo annuale e più rigido di una licenza estera generica, e la differenza non è teorica: è la ragione per cui il giocatore sa, in anticipo, che le condizioni non cambieranno sotto i suoi piedi.

Verificare una concessione: la lista, il numero, la società

Qui si arriva alla parte più utile di tutta la pagina per chi vuole fare un controllo da solo prima di depositare.

L’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, consultato il 25 ottobre 2026, ha 52 righe, con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it. Una società può detenerne più di una: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet.it, Bwin.it e giocodigitale.it. La conseguenza pratica è che la concessione è per sito, non per azienda, e quindi il controllo corretto risponde a una domanda precisa: questo dominio, con questo codice, è nella lista?

Tre passaggi bastano. Si apre l’elenco sul sito di ADM, si cerca il nome del dominio o della società, e si confronta il codice di concessione con quello che l’operatore dichiara nelle proprie condizioni. I concessionari indicano il numero di concessione e la società nelle condizioni contrattuali; è lì che il logo smette di contare e comincia a contare la riga. Se il numero dichiarato dall’operatore non compare nella lista, quello che hai davanti non è un concessionario, qualunque cosa dica la pagina di benvenuto.

Un esempio aiuta più di un’istruzione. Tra i dieci operatori di questo confronto, Lottomatica è la concessione 16010 intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a.; il marchio che vedi sul sito non è la società che detiene il titolo. Lo stesso vale per bet365, che è la 16030 di Hillside (New Media Malta) Plc, e per StarCasinò, 16026 a nome di Azzurri Limited. Chi cerca «StarCasinò» nell’elenco deve sapere che il nome societario è un altro, e chi si ferma al logo conclude di non aver trovato nulla.

Qui viene la precisazione che il settore fa fatica a scrivere: la lista non ha una colonna che dica quali giochi offra ciascun concessionario. Una concessione può coprire scommesse sportive, poker e giochi di abilità, casinò, exchange e bingo in qualsiasi combinazione. Il che significa che un nome presente nella lista non dimostra, da solo, che quel sito offra anche scommesse sportive: si può avere il codice e un catalogo senza bookmaker. La presenza in una lista non è una concessione, e la presenza in una lista non è la presenza di un prodotto. Per sapere se il sito tratta scommesse sportive — e figurarsi cricket — bisogna guardare il sito e l’app dell’operatore, non il registro.

Sul fronte opposto, la verifica serve anche a escludere: Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non figurano tra le 52 righe al 25 ottobre 2026.

Cosa si può scommettere: il palinsesto approvato

Torniamo alla parola che avevamo lasciato in sospeso, perché è qui che diventa operativa. L’art. 2, lett. s) del D.Lgs. 41/2024 definisce il palinsesto come il programma di eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e di tipi di scommessa preparato dal concessionario e approvato da ADM, e una scommessa si può accettare solo su eventi che stanno nel palinsesto approvato. ADM aggiunge gli eventi uno alla volta: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner, come riporta la stampa di settore.

Quello che il palinsesto contiene, sport per sport e tipo per tipo, non è pubblicato. Il giocatore non può quindi consultare un elenco e verificare in anticipo se il cricket di questa settimana sia ammesso o no. Può però capire come funziona la regola, e la regola ha una conseguenza concreta: un mercato che non trovi potrebbe non esistere per scelta commerciale dell’operatore, oppure perché quell’evento non è nel programma approvato. Le due spiegazioni portano allo stesso risultato per te, ma solo la prima si risolve cambiando bookmaker.

Sul betting exchange la legge è separata e precisa: è un gioco a sé, ai sensi dell’art. 6, comma 1, lett. e) e dell’art. 2, lett. u), in cui il giocatore può essere scommettitore o banco e il concessionario si limita a metterli in contatto anonimamente. La documentazione di Betfair è indicata come fonte di regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, tra cui una puntata minima in favore di 200 centesimi in passi da 50, e un articolo di stampa di settore del 2024 riporta che sul giocatore non grava nulla sulle vincite, con il prelievo a carico del concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni è materia da verificare caso per caso: Betfair è descritto come il primo, con la concessione 16028.

Sui minori e sulle scommesse la legge è esplicita e non si presta a sfumature: esiste una decisione del direttore di ADM su scommesse e minori che richiama il DM 111/2006, il cui contenuto non è noto. Sul tetto statale alle puntate nelle scommesse sportive l’unica cosa da dire è che non ne risulta uno: le leve vincolanti restano gli autolimiti del giocatore e il limite di deposito scelto in registrazione, come nella sezione sulla tutela del giocatore.

Depositi, prelievi e ricariche: dove passano i soldi

I «punti vendita ricariche», previsti dall’art. 13 del D.Lgs. 41/2024, sono la parte di questo sistema che sorprende chi arriva da altri mercati. ADM tiene un registro dei punti di ricarica — tabaccai, ricevitorie — che ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare dopo l’identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana in totale. Non possono pagare vincite né prelevare saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno.

Quei due limiti raccontano bene la logica italiana: la ricarica in contanti è un servizio di comodo, non una strada per far girare denaro grosso, e il fatto che il punto vendita non possa pagare vincite impedisce che diventi uno sportello di fatto. Il prelievo passa sempre dal conto e dagli strumenti registrati.

Quanto ai canali che le pagine di confronto mostrano presso i concessionari ADM, la lista ricorrente comprende carte di credito, PostePay e altre carte prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria con SisalPay e Mooney. L’elenco specifico di ogni operatore sta nelle sue condizioni. Sulle criptovalute presso i concessionari ADM la situazione non è definita, e non risulta una norma che elenchi i canali approvati.

C’è poi una disposizione da tenere a mente per il futuro: l’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, concordato con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori privi di concessione. La sua entrata in vigore non è confermata, e finché non lo è il sistema si regge su quanto detto sopra.

Pubblicità, bonus e il Decreto Dignità

Qui il contrasto tra quello che vedi e quello che è legge diventa stridente, e vale la pena guardarlo in faccia.

Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018, è in vigore, e ADM lo cita il 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». La vigilanza è di AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione.

Sul piano applicativo: la stampa di settore riporta che nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione della sanzione minima fissa di 50.000 €; due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti, il C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e il C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. Proposta e non legge: un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni — il cui esito non risulta e che non ha modificato un divieto in vigore alla data della verifica.

Per il lettore questo si traduce in un paradosso utile. Le pubblicità classiche non ci sono, perché sono vietate; quello che trovi sono i messaggi sociali o di gioco responsabile che il concessionario può firmare con il proprio logo, ai sensi dell’art. 3, lett. m) e dell’art. 15, comma 3, dello stesso decreto, che all’art. 3, lett. l) promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve a un gioco sicuro e responsabile. Il bonus, invece, non è pubblicizzato ma esiste: il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza dell’offerta. Non risulta un tetto statale ai bonus né ai requisiti di puntata, e quindi importi, rigioco e quote minime vengono dalle condizioni di ciascun operatore — che è esattamente il motivo per cui un bonus va giudicato leggendo il contratto e non il manifesto. Se nessuno ti urla in televisione quanto vale un bonus, non è perché i bonus sono spariti; è perché nessuno può dirtelo.

Tasse: chi paga, e cosa cambia tra Italia ed estero

La domanda sulle tasse è quella che riceviamo più spesso, e la risposta ha due facce nettamente diverse a seconda di dove hai giocato.

Sul mercato italiano l’imposta la paga il concessionario. Si chiama imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa (D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, il cui numero non è confermato): 20,5 % se incassata sulla rete fisica e 24,5 % se incassata a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite, come riporta la stampa di settore. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, prima del 43 % e 47 %; le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo incassato al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» di passare al 21 % e 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non è noto.

Per il giocatore, le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo a chi le incassa e non vanno dichiarate, perché il prelievo è a carico del concessionario: la stampa di settore del 2024 e del 2026 parla di vincite «tassate alla fonte», con il giocatore che riceve la somma netta e non dichiara nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi vale la chiusura di rito: per la propria posizione conviene consultare un commercialista.

Sui siti esteri il discorso cambia completamente, ed è il secondo pezzo del costo della strada offshore. L’Agenzia delle Entrate, con risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per siti registrati o ospitati all’estero, imponibili sotto l’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni. In pratica: nessuna ritenuta alla fonte e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione va letta per quello che è: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale. Aggiungere una dichiarazione a un prelievo che non hai mai visto trattenuto è il tipo di sorpresa che si scopre a cose fatte.

Siti inibiti: cosa succede a chi gioca fuori

Offrire gioco ai giocatori in Italia senza concessione è illegale, e il sistema di contrasto è più articolato di quanto si pensi.

L’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 stabilisce che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tiene l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e l’elenco dei siti di cui è inibito l’accesso, entrambi pubblici sui siti di ADM e della Guardia di Finanza; i fornitori di accesso a internet e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti a una pagina di avviso.

Il blocco opera a livello di DNS e alcuni fornitori sono più lenti di altri; un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, secondo quanto riporta la stampa di settore, e gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini per volta, con i mirror che ricompaiono nel giro di poche ore. La parola esatta per il risultato è «oscurati»: il sito sparisce, non chiude. Una distinzione che sembra tecnica e non lo è, perché significa che il nome che non riesci più a raggiungere stasera può tornare raggiungibile domani con un indirizzo diverso.

C’è poi il lato che riguarda direttamente chi gioca. La Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4 — ADM, 28 febbraio 2024: «la Legge 401 … prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». È la regola lato giocatore così come la enuncia ADM stessa: l’importo dell’ammenda e l’esistenza di un procedimento contro un giocatore non sono noti. Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche se accettate all’estero.

Il confronto onesto tra le due strade, messe una accanto all’altra, è questo: una concessione ADM porta con sé il RUA, la vigilanza di ADM, gli strumenti di limite obbligatori e un foro italiano; un marchio .com non autorizzato non porta nessuna di queste cose, è esposto al blocco DNS e, come afferma ADM, espone il giocatore a una sanzione di natura penale. I siti offshore che accettano giocatori italiani esistono e compaiono nei risultati di ricerca con licenze estere, che però in Italia non hanno alcun valore. È la strada più libera e meno protetta delle due, e la libertà che offre è esattamente la forma che assume, dal lato del giocatore, l’assenza di tutele.

Domande frequenti sulle scommesse sul cricket in Italia

Su quali eventi si può scommettere da un bookmaker con concessione ADM?

Solo su eventi che stanno nel palinsesto approvato da ADM: il programma di eventi e tipi di scommessa preparato dal concessionario e autorizzato dall’Agenzia, che aggiunge gli eventi uno alla volta. Quello che il palinsesto contiene, sport per sport, non è pubblicato: un mercato assente può dipendere da una scelta commerciale dell’operatore oppure dal programma approvato, e il giocatore non ha modo di distinguere le due cose.

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si consulta l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM e si confronta il codice con quello dichiarato dall’operatore nelle proprie condizioni. La concessione è per sito e non per azienda, e la società concessionaria spesso non porta il nome del marchio: StarCasinò è Azzurri Limited, Lottomatica è Goldbet Better Organization Italy. La lista non indica quali giochi offra ciascun concessionario.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

Il ritorno è la puntata moltiplicata per la quota, e il profitto netto è la puntata moltiplicata per la quota meno uno. Su dieci euro a quota 1,90 il ritorno è di diciannove euro e il profitto di nove. Su una multipla le quote delle singole gambe si moltiplicano in un unico prezzo, e ogni gamba aggiunta aumenta il rischio complessivo.

Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?

Si sommano le probabilità implicite di tutti gli esiti dello stesso mercato, cioè i reciproci delle quote: quello che supera il 100 % è il margine. Su un mercato a due esiti quotato 1,90 e 1,90 il payout è di circa il 95 % e il margine di circa il 5 %. I margini si allargano sui mercati con più esiti e sulle combinazioni, dove il bookmaker ha più variabili da coprire.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché l’imposta unica è a carico del concessionario e il prelievo avviene alla fonte: è una ricostruzione riportata dalla stampa di settore, e per la propria posizione conviene consultare un commercialista. Sui siti esteri non autorizzati le vincite andrebbero dichiarate come redditi diversi.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

In registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale già in fase di iscrizione; una riduzione ha effetto immediato, un aumento richiede sette giorni di attesa. L’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 impone anche autolimiti su tempo, spesa e perdita, messaggi automatici e strumenti di autoesclusione collegati al RUA.

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