Draw No Bet: la copertura del pareggio e chi la offre meglio

Updated Ottobre 2026
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Una schedina con diverse selezioni segnate a penna su un bancone di legno

Il draw no bet non è un mercato caritatevole: è un mercato a due esiti in cui il bookmaker ha già tolto dal prezzo la probabilità che finisca pari. Chi legge «rimborso in caso di pareggio» come una gentilezza dell’operatore sta guardando la parte sbagliata del regolamento.

Nel Draw No Bet di William Hill si pronostica la vittoria della squadra di casa (segno 1) o della squadra in trasferta (segno 2).

Ottobre 31, 2026 — Dati verificati sulle condizioni pubblicate dagli operatori e sull’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Un pari in Serie A non è un incidente raro. È circa un quarto delle partite, e il listino che state guardando lo sa. Il draw no bet serve a chi vuole scommettere sull’esito di una partita senza portarsi a casa la delusione del pareggio, e il prezzo di quel servizio non è una commissione visibile in nessun punto della schedina: è la differenza tra la quota DNB e la quota secca sul segno che avete scelto. Quella differenza non compare come voce, non compare nel riepilogo del conto, e non compare nel messaggio con cui l’operatore vi annuncia il «rimborso in caso di pareggio». Sta dentro il numero, in cifre più piccole.

Nelle pagine che seguono il meccanismo viene aperto e misurato: come si costruisce la giocata, a che quota viene pagata, che cosa succede quando il pareggio arriva davvero, quali mercati fratelli esistono e costano quanto, e su quali concessionari con concessione ADM convenga giocarla in Italia. Perché la scelta non è tra un bookmaker e un altro soltanto: è tra quattro o cinque strade diverse per coprirsi dal pari, e ognuna ha un prezzo, un limite e un tipo di giocatore a cui sta bene addosso.

Prevenzione, tutela e protezione: gli strumenti che costano soldi veri se non li leggete

Prima di parlare di quanto conviene un DNB, conviene parlare di quanto non conviene perderci il conto corrente. La copertura di un esito è una strategia sui numeri, non un salvavita, e un giocatore che entra in un mercato a due esiti pensando di aver trovato il modo di non perdere non ha ancora guardato in faccia il mercato.

Autoesclusione: dal singolo operatore a tutto il sistema, e il cambio di regole del 2026 in corso

Chi vuole interrompere il gioco su un operatore con concessione ADM può chiedere l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, ed è un blocco che vale su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, non soltanto su quella dove è stata attivata. È il punto che sfugge a quasi tutti: il Registro Unico degli Autoesclusi non è un’accortezza di un singolo bookmaker, è l’elenco che le piattaforme legali interrogano prima di lasciarvi aprire un conto. La data da segnare è il 1° febbraio 2026, da cui la durata dell’autoesclusione va da 7 a 270 giorni, o resta indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.

Sul lato dei siti che non hanno una concessione italiana, tutto questo semplicemente non esiste, e il capitolo sulla strada senza concessione lo spiega senza giri di parole.

Limiti di deposito e di spesa: chi li sceglie, chi può alzarli e con che attesa

Al momento della registrazione i concessionari chiedono di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. Un limite ridotto ha effetto immediato; uno aumentato entra in vigore dopo 7 giorni. La logica è evidente a chiunque ci pensi due minuti: la protezione serve contro la decisione presa male alle due di notte, e la decisione presa male alle due di notte è esattamente quella che vuole alzare il tetto.

Nessun tetto in euro sulle puntate è prescritto dalla legge per le scommesse sportive: gli strumenti che mordono davvero sono i limiti che il giocatore si dà da solo e il limite di deposito scelto in fase di apertura. Chi punta forte e trova il tetto basso non ha un problema normativo, ha un problema di configurazione.

Identità, età e conto di gioco: la parte noiosa che decide se potete prelevare

Il conto di gioco richiede piena identificazione, il gioco è vietato ai minori di 18 anni, e la strada più rapida passa dalle procedure con SPID e CIE accanto alla registrazione classica con documento. Senza SPID il conto va comunque validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati. Un conto validato a metà è un conto che accetta puntate e non paga, ed è la ragione più banale per cui un vincitore del draw no bet si ritrova a litigare con l’assistenza invece che con la propria schedina.

Le stesse regole valgono per il limite di età, il numero di conti e la coerenza dei dati: sono condizioni del conto, non formalità di cortesia. Chi apre un secondo conto con un documento diverso non ha trovato una scorciatoia, ha creato un problema al momento del prelievo.

Dove si chiede aiuto quando le cose girano male

Il gioco d’azzardo non è un investimento e la copertura di un pareggio non cambia questa verità. Per i residenti in Italia le applicazioni e i siti degli operatori autorizzati indicano il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22, che è la linea pubblica sull’abitudine al gioco. È alla stessa voce che porta il contatto attivo almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno, che ogni concessionario deve tenere a disposizione dei propri giocatori.

Il contesto in cui un lettore arriva a questo articolo è spesso quello di chi sta cercando di ridurre il rischio, non di aumentarlo: è precisamente il lettore che dovrebbe leggere questa sezione con più attenzione di quella sui mercati.

Cosa significa draw no bet: formato, mercato e copertura spiegati dalla schedina

Il nome dice tutto e il nome non dice abbastanza. Il meccanismo si capisce in una frase: si punta su un esito, e se l’esito della partita è il pareggio la puntata torna indietro invece di andare persa. Il resto è contabilità.

La partita che il libro paga: segno 1 o segno 2, e il pari che annulla tutto

Nel Draw No Bet di William Hill si pronostica la vittoria della squadra di casa (segno 1) o della squadra in trasferta (segno 2); in caso di pareggio la scommessa va a rimborso. Non c’è un terzo pulsante, non c’è un «X» da cliccare, e non c’è niente da scegliere al momento della giocata: la copertura è dentro il mercato, non è un’opzione che si attiva. Il bookmaker ha trasformato un mercato a tre esiti in un mercato a due, e ha ricalcolato le quote di conseguenza.

Da qui viene la regola che i lettori più attenti notano subito: la quota DNB di una squadra è sempre più bassa della quota del segno corrispondente sull’1X2. Non di poco, e non per generosità dell’operatore. È la stessa partita vista da un listino a due esiti invece che a tre, e la riduzione è il prezzo che state pagando per non perdere la posta sul pari.

90 minuti più recupero: la regola che decide il rimborso

Se non diversamente specificato, le scommesse sul calcio di William Hill, compreso il Draw No Bet, si basano sul punteggio al termine dei tempi regolamentari, cioè 90 minuti più l’eventuale recupero. Non contano i supplementari, non conta il risultato dopo i rigori, non conta il gol annullato dal VAR quando l’arbitro ha già fischiato la fine. Chi copre un pari in una partita a eliminazione diretta e vede il risultato bloccarsi sull’1-1 dopo i 90 minuti ha vinto il rimborso e perso la qualificazione della sua squadra: sono due cose separate, e la schedina parla soltanto della prima.

La specificazione «se non diversamente specificato» non è un vuoto di regolamento, è il modo in cui ogni regolamento sportivo si tiene aperto il caso particolare (una partita sospesa, un campo impraticabile, un evento rinviato). Sui casi che escono dal perimetro dei 90 minuti di gioco, ogni operatore applica le proprie regole e le proprie tempistiche di rimborso.

Che cosa significa «rimborso»: la posta torna, la quota non esiste più

Nel regolamento delle scommesse a quota fissa c’è una previsione che vale la pena leggere prima di contestare un rimborso: se il risultato verificatosi non è tra gli esiti contemplati da una tipologia di scommessa, il partecipante ha diritto alla restituzione in vincita dell’importo giocato. Il pareggio, nella giocata DNB, è esattamente quello: un esito che il mercato non contempla, e per questo la puntata si restituisce.

Nelle multiple la maggiorazione va ricalcolata escludendo quella selezione. È il dettaglio che fa arrabbiare chi gioca DNB in accoppiata: la parte colpita dal pareggio non viene semplicemente «annullata», viene rimossa dal calcolo, e il resto del moltiplicatore cambia. Una multipla da tre eventi con una selezione DNB finita in pari non paga tre quote, paga due, e le paga sulla quota residua esatta che risulta dal regolamento.

Le varianti per frazione: quando il DNB si gioca a metà partita

William Hill offre il Draw No Bet anche su singole parti della partita: per tempo, per tempi supplementari, per quarto nel basket e per periodo, con rimborso in caso di parità al termine della frazione indicata. La meccanica è identica, l’orizzonte si accorcia. Un secondo tempo può finire in parità anche quando la partita no, e un quarto di basket finisce in parità più spesso di quanto un tifoso di calcio immagini.

Il basket, dove il DNB ha una regola tutta sua

Nel basket il Draw No Bet di William Hill si decide sulla partita al termine dei tempi regolamentari e, in caso di parità, la scommessa viene rimborsata. Nessun tempo supplementare sposta il risultato della schedina. È la differenza pratica tra il DNB e un mercato a due esiti che si gioca fino all’ultimo canestro: sul basket il rimborso arriva sulla sirena dei 40 minuti, non su quella dei supplementari.

Il cugino stretto: handicap asiatico a 0, 0-0,5, 0,5

Il DNB non è l’unico modo di coprirsi dal pareggio, ed è qui che il confronto diventa interessante. Nell’Asian handicap con handicap 0, la vittoria della squadra scelta vince la scommessa, la sconfitta la perde e il pareggio comporta il rimborso della posta, perché senza vincitore tutti ricevono indietro la puntata originale. Tradotto: un DNB e un asiatico a handicap 0 sono la stessa promessa con due nomi diversi, e la differenza tra le due strade è fatta di quota, di disponibilità e di abitudine del giocatore, non di matematica.

Poi ci sono i gradini intermedi, che il DNB puro non ha. L’handicap asiatico −0,25 divide la posta in due parti: metà va a handicap 0 e torna indietro sul pari, metà va a handicap −0,5 e viene persa sul pari. L’handicap −0,5 equivale al segno secco, senza rete. Chi vuole una via di mezzo tra la copertura totale e la quota piena ha lì il suo strumento, e il prezzo della copertura parziale sta nella quota intermedia.

Handicap 0, pareggio annullato e doppia chance: tre strade, tre prezzi

Il ragionamento che porta un giocatore verso il DNB è quasi sempre lo stesso: voler giocare una partita equilibrata senza esporsi al pareggio. Le strade per farlo sono più di una e non costano uguale.

La doppia chance 1X compra due esiti su tre e paga meno del segno secco, ma non restituisce nulla: incassa anche il pareggio, e la quota incorpora questa comodità. Il DNB compra un esito solo e restituisce sul pari: quando la squadra vince si incassa poco più di quanto pagherebbe la doppia chance, quando pareggia si resta al punto di partenza. L’handicap 0 è il DNB con un altro nome sul listino, identico nella sostanza e spesso identico nella quota.

La scelta tra le tre non è una questione di gusto. Chi teme più la sconfitta che il pareggio trova nella doppia chance una copertura più larga a un prezzo più alto; chi vede il pari come il vero nemico e la sconfitta come un rischio accettato trova nel DNB la misura giusta. Chi vuole copertura totale e una quota appena migliore del segno puro sta chiedendo tre cose insieme e non le troverà su nessun listino.

Il margine del bookmaker è dentro anche il draw no bet

Questa è la parte che nessun operatore scrive in grande sulla pagina del mercato. Un mercato a due esiti con quota 1,90 e 1,90 non è un mercato che paga il 100 % delle puntate: la quota 1,90 implica una probabilità implicita di circa il 52,63 %, e due esiti da 52,63 % fanno oltre il 105 %. La quota è costruita perché il banco resti in piedi. Il margine su questo listino va da circa il 5 %, quando il bookmaker lavora stretto sui due esiti, a circa il 5,3 % quando le due quote sono impostate in modo leggermente più prudente; nelle partite di cartello e sui mercati principali il prezzo può stringersi ancora, mentre su campionati minori, mercati secondari e quote di nicchia la forbice si allarga. Chi vuole stimare il proprio margine su una partita reale può farlo da solo con due quote DNB dello stesso incontro: 1 diviso la prima quota, più 1 diviso la seconda, dà la probabilità implicita totale, e tutto ciò che supera il 100 % è denaro che il listino ha trattenuto prima che il pallone rotolasse.

Il margine è la ragione per cui il DNB non è una copertura gratuita, ed è la ragione per cui una copertura perfetta non esiste. Chi sposta la posta dall’1X2 al DNB non riduce il margine del bookmaker, cambia soltanto la forma del rischio che si porta a casa. Sulla media di un campionato, pagare il 5 % di margine significa che su cento unità giocate ne tornano circa 95, e la resta della forbice è la quota pagata per la comodità di non perdere sul pari.

Il numero che conta, quando si confrontano due operatori, non è solo la quota DNB del più generoso: è la quota DNB del più generoso su quel mercato specifico, perché le politiche di margine cambiano da mercato a mercato più che da operatore a operatore. Un bookmaker può essere stretto sull’1X2 di Serie A e largo sull’handicap asiatico di un campionato nordico. Chi gioca DNB in modo continuativo trova più vantaggio nel confrontare mercato per mercato che brand per brand.

Come si valuta un operatore per il draw no bet: criteri e classifica

Un confronto che mette in fila dieci nomi e una quota è un listino, non una valutazione. Qui si parte da cosa serve davvero a chi gioca DNB e poi si guarda chi lo offre.

I criteri: concessione, mercato offerto, costi, tutele, strumenti

Il primo criterio è la presenza nell’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, con codice di concessione legato al sito .it. Il secondo criterio è cosa l’operatore dichiara sul proprio mercato: quali tipi di giocata, quali sport, quali strumenti di costruzione della schedina, perché il DNB vive dentro un’offerta, non da solo. Il terzo criterio è il costo, cioè il margine che l’operatore applica ai mercati dove si gioca DNB. Il quarto è la tutela: limiti, autoesclusione, canali di contatto. Il quinto sono gli strumenti che circondano la giocata: cash out, streaming, costruttori di multiple, mercati su frazioni di partita.

Nessuno di questi criteri è una graduatoria di simpatia. Sono le cinque domande che un giocatore si fa, o dovrebbe farsi, prima di depositare. Le risposte stanno nelle condizioni pubblicate dagli operatori e nelle informazioni delle loro applicazioni, e cambiano da brand a brand più di quanto la pubblicità suggerisca.

Come leggere la tabella: concessione, concessionario e condizioni sull’oggetto

La tabella che segue raccoglie quello che gli operatori dichiarano: numero di concessione, società concessionaria e quanto le condizioni dell’operatore stabiliscono sul tema di questa analisi. Le celle vuote non sono una dimenticanza, sono il posto dove l’operatore non ha pubblicato nulla di specifico.

Brand Concessione ADM e società Condizioni sull’offerta di rimborso
AdmiralBet n. 16048, Admiral Bet S.r.l. Il regolamento a quota fissa prevede la restituzione in vincita dell’importo giocato quando il risultato non è tra gli esiti contemplati dalla tipologia di scommessa
Sisal n. 16020, Sisal Italia S.p.a. —
Eurobet n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale —
bet365 n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc —
Goldbet n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) —
BetFlag n. 16008, Betflag S.p.a. —
Betsson n. 16027, Azzurri Limited —
StarCasinò n. 16026, Azzurri Limited —
Planetwin365 n. 16007, Pwo S.p.a. —
NetWin n. 16035, Netwin Italia S.p.a. —

Il nome del concessionario è la colonna che vale più di tutte le altre messe insieme, e il motivo è controintuitivo: sulla lista dell’Agenzia la concessione è legata al sito, non alla società, e una stessa società può comparire più volte. Azzurri Limited compare due volte in questa tabella con due siti diversi. Chi verifica la concessione partendo dal marchio invece che dalla riga dell’elenco sta controllando la cosa sbagliata.

Sulla copertura del pari nella colonna delle condizioni, la tabella dice la verità scomoda: soltanto un operatore di questa selezione pubblica una previsione generale sui risultati non contemplati dal mercato. Gli altri non scrivono nulla di specifico sul DNB nelle condizioni che rendono pubbliche. Non è un’assenza di offerta, è un’assenza di testo: quando il rimborso arriva, arriva perché il mercato è costruito così, e non perché una clausola lo prometta.

Fondamenti della scommessa: come si consulta il palinsesto e si verifica il risultato

Un mercato si gioca soltanto se esiste, e in Italia l’esistenza di un mercato ha una procedura precisa. Il palinsesto è il programma di eventi e di tipologie di giocata preparato dal concessionario e approvato dall’Agenzia: una scommessa può essere presa soltanto su eventi che stanno dentro quel programma approvato. L’elenco non è una formalità burocratica, è la ragione per cui un mercato che vedete su un sito estero non è detto che esista su un sito italiano, e viceversa.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Se non diversamente specificato, le scommesse sul calcio di William Hill, compreso il Draw No Bet, si basano sul punteggio al termine dei tempi regolamentari, cioè 90 minuti più l'eventuale recupero.

Chi decide cosa si può giocare

L’approvazione è per evento singolo, e questo spiega perché l’offerta cresca per aggiunte successive e non per blocchi. Quando l’Agenzia autorizza un nuovo torneo, gli operatori lo aggiungono al proprio listino; quando un’organizzazione non è approvata, quel torneo non compare. La conseguenza pratica per chi gioca DNB è che la profondità dell’offerta su un campionato «minore» dipende dall’autorizzazione dell’evento, non dalla sensibilità commerciale del bookmaker.

Attorno alle scommesse sportive a quota fissa, che sono il prodotto centrale, la legge prevede anche il totalizzatore, cioè la giocata a monte comune: dentro il quadro italiano esistono entrambe le forme, e la schedina DNB appartiene alla prima. Le corse dei cavalli sono due cose distinte: le scommesse sulle corse, a quota fissa o a totalizzatore, e i giochi di ippica nazionale, che richiedono una concessione propria e vivono come vincente, accoppiata, tris, quarté e simili. Chi cerca un DNB sull’ippica sta cercando una cosa che nella legge italiana è disegnata diversamente da come la immagina.

Sport simulati, ippica e vincite: dove finisce il mercato

Gli eventi simulati, cioè quelli generati al computer e mostrati per animazione o con una registrazione di un evento reale, sono previsti dentro la concessione per le scommesse sportive e compaiono nelle sezioni «Virtuali» degli operatori. Sono un prodotto a sé, con un listino a sé, e vanno tenuti distinti dalle partite reali tanto nella lettura quanto nel calcolo.

Sulle vincite, la parte che interessa davvero il giocatore: i premi pagati da un concessionario con concessione italiana non vengono tassati in capo al giocatore e non vanno dichiarati, perché l’imposta unica è a carico del concessionario e viene applicata alla raccolta netta. Sulla cifra che arriva sul conto non c’è una seconda trattenuta da mettere in conto. Chi gioca una schedina vincente da 500 € su un sito con concessione incassa 500 €, e questa è una delle differenze più concrete tra la strada italiana e la strada estera, dove il trattamento fiscale è un capitolo a parte e riguarda direttamente il giocatore.

Quota, probabilità implicita e ritorno: la matematica minima

Ogni quota è una frazione con due letture: quanto pagherebbe la puntata se quell’esito uscisse, e quanto il bookmaker ritiene probabile quell’esito. Una quota 1,90 dice due cose insieme: il ritorno è 1,90 volte la posta, e la probabilità implicita grezza è 1 diviso 1,90, cioè circa il 52,6 %. La seconda lettura è quella che permette di scovare il margine.

La vincita di una scommessa a quota fissa si calcola dalla puntata e dalla quota fissata al momento della giocata, e non cambia più: se giocate 20 € su una quota DNB di 1,75, il ritorno è 35 €, così come risultava al momento della conferma, anche se il mercato si muove dieci minuti dopo. Nella multipla le quote si moltiplicano tra loro in un unico prezzo, e una selezione DNB finita in pareggio viene esclusa dal calcolo con la conseguente riduzione del moltiplicatore.

Il ritorno atteso su una singola giocata non è un rendimento: è un’estrazione con due esiti, uno dei quali paga e uno dei quali non paga, e nessun ragionamento sulle quote trasforma la seconda eventualità in una certezza. Chi gioca DNB per mestiere non esiste; chi gioca DNB per non angosciarsi sul pareggio esiste, ed è il lettore per cui questa analisi è stata scritta.

Normativa, vigilanza e giurisdizione: che cosa è legale in Italia e che cosa succede se non lo è

Questa è la sezione che nessuno legge volentieri e che decide, più di ogni altra, se il giorno del prelievo avrete qualcuno a cui rivolgervi.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Nell'Asian handicap con handicap 0, la vittoria della squadra scelta vince la scommessa, la sconfitta la perde e il pareggio comporta il rimborso della posta.

Chi rilascia la concessione e che cosa contiene

Il quadro è il decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, il «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Le concessioni si chiamano così perché sono appunto concessioni, assegnate con gara pubblica e non aperte a chiunque le chieda. L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza in regime di concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, simulati compresi, e su corse dei cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; bingo. L’art. 6, comma 3 fissa in nove anni la durata massima dell’esercizio, senza rinnovo, e i requisiti includono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno sui limiti di deposito che l’Agenzia stabilisce nel bando.

L’asta di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. L’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza letto il 25 ottobre 2026 conta 52 righe, codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it.

Concessione per sito, non per azienda: perché la verifica comincia dall’elenco

Una società può detenere più concessioni: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. La concessione è legata al sito, e questo dettaglio smonta l’idea che esista un «marchio autorizzato» valido in blocco su tutto il gruppo. Si verifica una riga, non un logo.

L’elenco ha un limite che conviene dire subito: non ha una colonna per i giochi. Un nome sull’elenco non dimostra da solo che quel concessionario offra scommesse sportive, perché un concessionario può detenere il diritto alle scommesse sportive, al poker, ai giochi di abilità, ai giochi di casino, al betting exchange e al bingo in qualunque combinazione. La presenza nell’elenco è la condizione necessaria, e la prova dell’offerta sta nel sito e nell’app dell’operatore stesso, che espongono il numero di concessione e la società nelle condizioni.

Un posto in un confronto non è una concessione, e vale anche al contrario: la lista non è esaustiva del mercato. Esistono altri concessionari oltre a quelli trattati qui, e un marchio che non compare tra le dieci schede non è per questo privo di concessione.

Chi non ha una concessione italiana: oscuramento, inibizione e il rischio in capo al giocatore

Offrire gioco ai giocatori italiani senza concessione è illegale. L’art. 22, D.Lgs. 41/2024 prevede che l’Agenzia, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e l’elenco dei siti di cui è inibito l’accesso, entrambi pubblici. I fornitori di servizi internet e i prestatori di pagamento che violano un ordine rischiano sanzioni da 30.000 € a 180.000 € per violazione. L’Agenzia reindirizza i domini inibiti verso una pagina di avviso, e il risultato è ciò che nel gergo si chiama «oscurati».

Il blocco opera a livello di DNS e qualche fornitore resta indietro; gli aggiornamenti degli elenchi aggiungono decine o centinaia di domini e i mirror ricompaiono nel giro di ore. Un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini. Nessuno di questi numeri descrive un sistema impermeabile: descrive un sistema che corre.

Sul fronte del giocatore la legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4 è la regola che l’Agenzia stessa richiama: la legge prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero, e anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. Non è la posizione di un articolo di costume, è la lettura che l’agenzia di vigilanza dà della norma; l’importo dell’ammenda e l’esistenza di casi concreti contro un giocatore non sono noti.

Il punto che nessuno dice abbastanza chiaro è questo: un self-excluded non trova protezione su un sito senza concessione, perché quei siti non sono collegati al Registro Unico degli Autoesclusi. La tutela che il giocatore ha costruito da solo, con limiti e periodi di pausa, non esiste lì dove ha scelto di andare a giocare.

Pubblicità, bonus e palinsesto: le regole che spiegano il tono delle promozioni

Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018, è in vigore, e l’Agenzia lo riassume così: è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni e internet. Il decreto promuove invece la pubblicità del gioco pubblico al servizio del gioco responsabile e consente al concessionario messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo. L’Agenzia ricorda inoltre che la pubblicità a operatori privi di concessione può attirare provvedimenti AGCOM sui mezzi che la ospitano.

Chi si chiede perché le promozioni italiane siano scritte in modo così prudente ha qui la risposta: la pubblicità dei bonus non è libera come sui siti esteri. Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus, e non esiste un tetto normativo all’importo di un bonus né ai requisiti di rigioco: importi, giro di puntate e quote minime vengono dalle condizioni del singolo operatore.

Sul fronte sanzionatorio, la comminatoria fissa di 50.000 € come minimo è stata rimessa alla Corte Costituzionale dal TAR Lazio con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, e due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti: il C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e il C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. Nelle rilevazioni del 2025 l’AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto. Una proposta di modifica presentata in Parlamento per rimuovere il divieto sulla pubblicità indiretta, per esempio sulle sponsorizzazioni, non risulta approvata: alla data di verifica il divieto è in vigore.

Per il giocatore che guarda al DNB come a un mercato tecnico, l’imposta unica che il concessionario paga sulla raccolta è il motivo per cui il margine incorporato in ogni quota non è soltanto una scelta commerciale. Sulle scommesse a quota fissa sportive l’aliquota è 20,5 % sulla raccolta in rete fisica e 24,5 % sulla raccolta a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite. Il giocatore che vince su un concessionario autorizzato non dichiara nulla per la parte italiana, e la lettura comune è che non ci sia ritenuta.

Il quadro cambia per chi gioca su siti esteri o privi di concessione: secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate espressa nella risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, le vincite online sono «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per siti registrati o ospitati all’estero, tassabili secondo l’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni, con l’indicazione in dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. Non è consulenza fiscale, e su una materia di questo tipo la persona con cui parlarne è un commercialista.

Su quali concessionari ADM giocare il draw no bet: dieci schede, dieci profili

Da qui in avanti si scende nei singoli operatori. Nessuno di questi dieci marchi ha pubblicato, nelle condizioni consultate, una descrizione tecnica del proprio mercato DNB: la lettura che troverete è quella del loro prodotto così come lo descrivono le loro applicazioni e le loro condizioni, più la concessione che ognuno dichiara.

AdmiralBet: le condizioni che parlano di rimborso

AdmiralBet è Admiral Bet S.r.l., concessione ADM n. 16048, con il proprio sito .it. È l’unico operatore di questa selezione le cui condizioni, tra quelle consultate, contengano una previsione generale che vale anche per il DNB: nel regolamento delle scommesse a quota fissa, il risultato che non rientra tra gli esiti contemplati da una tipologia di giocata dà diritto alla restituzione in vincita dell’importo giocato, con ricalcolo della maggiorazione nelle multiple, escludendo quella selezione.

Non è una clausola scritta per il draw no bet, ed è proprio questo il suo pregio: è una regola generale che copre il pari in un mercato a due esiti senza bisogno di un paragrafo dedicato. Nella pratica significa che un giocatore che si trovi davanti a un rimborso contestato in una multipla ha un testo a cui appoggiarsi per la parte generale del calcolo.

Sul versante del gioco responsabile l’operatore è il più esplicito della selezione: autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, e la regola dei 7-270 giorni in vigore dal 1° febbraio 2026, con revoca possibile dopo 9 mesi per l’esclusione indeterminata. In registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con il limite ridotto efficace immediatamente e quello aumentato dopo 7 giorni.

Il verdetto: la scheda più solida, ma per un motivo che non si vede nella quota. La clausola sul ricalcolo delle multiple è l’unica rete di sicurezza testuale che questa selezione offra a chi gioca DNB dentro un’acca multipla, e chi usa il DNB come protezione di una combinazione dovrebbe leggerla prima di scegliere l’operatore.

Sisal: un’offerta costruita per chi vuole variare

Sisal è Sisal Italia S.p.a., concessione ADM n. 16020, sito .it proprio. Il catalogo descritto dall’applicazione comprende forme di giocata che escono dal binario singola-multipla: la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, e i mercati Goal, No Goal e Multigoal, oltre alle giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni. La funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca.

Il punto che interessa il lettore di questa analisi è che il DNB convive, su questo operatore, con una gamma di mercati derivati della stessa partita. Chi legge il DNB come un modo per gestire l’esito sta usando uno strumento; chi ci affianca un mercato sui rigori o sui tiri in porta sta usando lo stesso listino per costruirsi due posizioni sulla stessa partita, e la quota combinata di quelle posizioni non è mai la quota di una sola.

Sul tema della copertura del pari, le condizioni pubbliche consultate non aggiungono una previsione specifica: il rimborso, quando si verifica, è quello che il mercato prevede.

Il verdetto: la scelta di chi vuole muoversi dentro la partita, non solo scommettere sull’esito. Sul DNB puro non offre un vantaggio documentato, ma chi affianca alla copertura del pari un cash out o un mercato sui cartellini trova qui una profondità di listino che in una scheda essenziale non avrebbe.

Eurobet: la schedina tenuta in ordine

Eurobet è Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, concessione ADM n. 16012, sito .it proprio. Con l’applicazione si giocano scommesse singole, multiple e sistemi, e le schedine in corso o concluse sono raccolte nella pagina My Bets, dove si ritrovano anche le giocate che hanno chiuso in rimborso.

La società madre compare più volte sull’elenco dei concessionari, perché Eurobet Italia S.r.l. gestisce anche altri siti: un dettaglio che vale la pena conoscere, perché chi verifica l’autorizzazione cerca la riga del sito, non quella del gruppo.

Sulle condizioni relative al DNB non risulta una previsione specifica pubblicata, e sull’offerta di mercati derivati le informazioni disponibili restano quelle dei tipi di giocata dichiarati. La scheda è, per questa analisi, la più essenziale della selezione: un listino completo nelle forme di base e un archivio ordinato delle giocate.

Il verdetto: l’operatore per chi vuole un conto pulito e ricostruibile, e dà per scontato che il rimborso del pari arrivi senza discussioni. Un giocatore che ha bisogno di ritrovare rapidamente una schedina rimborsata da un anno trova qui la propria casa; chi cerca profondità di mercati sotto la voce DNB non trova materiale per decidere.

bet365: la quota che si muove e il costruttore di giocate

bet365 è Hillside (New Media Malta) Plc, concessione ADM n. 16030, sito .it proprio. L’operatore dichiara Quote Maggiorate su centinaia di mercati ogni giorno e Bet Builder+, che combina i mercati più popolari di eventi selezionati in un’unica scommessa, sia pre evento sia live.

Il Bet Builder è il pezzo che cambia il ragionamento per un giocatore di DNB, perché la copertura del pareggio può entrare lì dentro insieme ad altri pronostici della stessa partita. Quando una selezione del costruttore finisce nell’esito non contemplato, il ricalcolo segue le regole del prodotto e l’esclusione della selezione abbassa la quota complessiva: la comodità di costruire una giocata su misura ha il suo prezzo nella struttura del moltiplicatore.

Sul versante della tutela, gli strumenti di gioco responsabile dichiarati comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione, con il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22 indicato per i residenti in Italia.

Il verdetto: l’operatore più attrezzato per chi costruisce la giocata a mano. Chi gioca il DNB come singola non trova qui più di quanto trovi altrove; chi invece vuole legare la copertura del pari ad altri mercati della stessa partita ha nel costruttore lo strumento che decide la scelta.

Goldbet: il calcio, i virtuali e due campionati che non esistono

Goldbet è Goldbet Better Organization Italy S.p.a., concessione ADM n. 16009, sito .it proprio. L’applicazione permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport, e alla registrazione con l’app è collegato il bonus di benvenuto.

I mercati di calcio indicati dall’operatore sono ampi: 1X2, marcatori, cartellini, numero di goal, minuto del primo goal, e quote speciali come Rete Inviolata, Tempo con più Gol, segna primo goal e segna ultimo goal. Il catalogo comprende anche due prodotti simulati: la Goldbet League, un campionato di calcio virtuale in animazione 3D con 10 eventi in contemporanea, giocabile in singola, multipla, plurima e sistema, e le Goldbet Racing, corse virtuali di cavalli e cani con partenze ogni 5 minuti.

Questi due mondi non vanno confusi. Un virtuale è un evento simulato, e il risultato arriva dal generatore, non dal campo: le considerazioni sul pareggio in una partita reale non si trasferiscono a un evento in animazione, e il regolamento applicabile è quello del prodotto.

Il verdetto: la profondità sul calcio reale rende Goldbet interessante per chi cerca quote speciali dentro la partita, mentre i virtuali sono un’appendice che un giocatore di DNB dovrebbe guardare come un gioco separato, con regole separate e attenzione maggiore al margine.

BetFlag: il bonus senza deposito e la quota che vale poco

BetFlag è Betflag S.p.a., concessione ADM n. 16008, sito .it proprio. Per aprire il conto il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni.

Il bonus scommesse senza deposito vale 10 € più 200 Fun Flag per chi apre un conto: i 10 € vanno giocati in un’unica scommessa con quota totale minima 5.00 entro 3 giorni dall’attivazione, che avviene dopo la verifica di documento, cellulare ed e-mail entro 30 giorni dalla registrazione.

Vale la pena soffermarsi su quella quota minima, perché è la cifra che decide quanto vale davvero l’offerta. Con una quota totale minima di 5.00 e un tetto di 10 € giocati in una sola scommessa, il bonus senza deposito paga soltanto se indovinate qualcosa di molto improbabile: la stragrande maggioranza dei tentativi non produce nulla, e il requisito non è un dettaglio tecnico ma la misura del valore reale dell’offerta.

Il verdetto: l’operatore da scegliere per la procedura di apertura conto, non per il bonus. SPID e CIE rendono l’identificazione immediata e sgombrano il terreno dallo spettro del conto sospeso per mancata validazione; il bonus senza deposito, con quella quota, è un invito a provare il listino, non un vantaggio da mettere in conto.

Betsson: pre-match e live su un listino larghissimo

Betsson è Azzurri Limited, concessione ADM n. 16027, sito .it proprio. L’applicazione Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.

Azzurri Limited è la stessa società che compare più avanti in questa selezione per un altro sito: due marchi, due concessioni, una sola compagna. È il caso che rende tangibile la regola della concessione per sito, ed è anche il caso che scoraggia ogni ragionamento sulla «solidità del gruppo» come criterio di scelta: il gruppo è lo stesso, i due siti non lo sono.

Sul DNB le condizioni consultate non aggiungono una previsione specifica, e i tipi di giocata descritti dall’operatore sono quelli standard del prodotto. La larghezza del listino è, per questa analisi, la caratteristica pratica: su un mercato a copertura del pareggio la disponibilità dell’esito dipende dall’ampiezza dell’offerta dell’operatore su quel campionato.

Il verdetto: la scelta di chi vuole la stessa copertura su un numero di partite molto più alto della media. Sul singolo listino italiano, un operatore con migliaia di eventi in pre-match e live rende più probabile trovare un DNB sull’evento che vi interessa in una domenica qualunque.

StarCasinò: il casinò che ha anche un libro sportivo

StarCasinò è Azzurri Limited, concessione ADM n. 16026, sito .it proprio. L’applicazione permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.

Qui va detto ciò che l’operatore stesso mette in fila: il prodotto è un casinò con un libro sportivo accanto, non un bookmaker con un casinò accanto. Per questa analisi il DNB è disponibile come tipologia di scommessa sportiva, e le condizioni consultate non aggiungono una previsione specifica. Il giocatore che arriva sul sito per il casinò e trova il DNB sta usando uno strumento dentro un ambiente costruito per altro, e la differenza si sente nella gerarchia dei contenuti più che nella meccanica della giocata.

Sul fronte della verifica, la società è la stessa di Betsson e la concessione è un’altra riga dell’elenco: chi controlla l’autorizzazione deve guardare il sito, non il gruppo.

Il verdetto: un libro sportivo sufficiente per chi ha già un conto qui per il casinò e non vuole aprire un secondo conto altrove. Chi sceglie l’operatore per il DNB ha, in questa selezione, almeno sei opzioni con un’attenzione al prodotto sportivo maggiore.

Planetwin365: streaming e un palinsesto quotidiano

Planetwin365 è Pwo S.p.a., concessione ADM n. 16007, sito .it proprio. L’operatore offre eventi sportivi in diretta streaming, con un palinsesto quotidiano che comprende tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo.

Lo streaming è il pezzo che conta per chi gioca live, e vale la pena collegarlo al ragionamento sul DNB. Chi segue una partita in streaming e vede il punteggio bloccarsi sull’1-1 negli ultimi minuti non può più coprirsi: il mercato DNB sull’evento è chiuso da un pezzo, e l’unico strumento ancora aperto è il cash out, se l’operatore lo offre. Lo streaming serve a informare una decisione già presa, non a salvare una decisione presa male.

Il palinsesto quotidiano dichiarato copre anche sport diversi dal calcio, e questo rende l’operatore rilevante per chi cerca un DNB su basket o pallavolo. Sulle condizioni relative al DNB non risultano previsioni specifiche pubblicate.

Il verdetto: la scheda più interessante per chi guarda il DNB come strumento su sport diversi dal calcio, e per chi vuole vedere la partita mentre la gioca. Il basket con la sua regola dei 40 minuti e il suo tempo supplementare saltato è, tra gli sport secondari, quello dove la copertura del pareggio si comporta in modo più diverso dal calcio.

NetWin: il rigioco che pesa più del bonus

NetWin è Netwin Italia S.p.a., concessione ADM n. 16035, sito .it proprio. Per sbloccare il bonus Sport-50, l’operatore chiede un giro di 3 volte il deposito con denaro reale entro 7 giorni, su multiple di almeno 3 eventi con quota minima 2.00 per evento e quota totale di almeno 10.00, escludendo sistemi, antepost, live e scommesse con cash out attivo.

La lista delle esclusioni è la parte che vale più della lista delle promesse. Chi volesse usare un DNB per completare una multipla durante il rigioco non troverebbe comunque una scorciatoia: le scommesse con cash out attivo sono fuori, i sistemi sono fuori, il live è fuori, e le tre partite devono avere ognuna una quota minima di 2.00, un livello che su mercati a copertura del pareggio non è la norma. Tre eventi a quota minima 2.00 per evento e 10.00 complessiva sono richieste che restringono molto il perimetro delle giocate utili, e il DNB è un mercato che tende a stare sotto quella soglia per costruzione.

Nelle condizioni consultate non risulta una previsione specifica sul mercato DNB, mentre la struttura del bonus è descritta in modo dettagliato. L’operatore, per questa analisi, è quello con la documentazione promozionale più articolata della selezione.

Il verdetto: il profilo da scegliere per chi legge i requisiti di puntata come parte dell’offerta. La combinazione di 7 giorni di tempo, quote minime per evento da 2.00 ed esclusione di live, sistemi e cash out rende il rigioco molto più vincolante di quanto il numero delle tre volte lasci intendere, e un giocatore metodico trova qui abbastanza testo per decidere prima di depositare.

Domande frequenti su draw no bet, quote e tutele italiane

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si parte dall’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, dove ogni riga associa un codice da 16000 a 16051 a un sito .it. Poi si controlla la riga del sito e si confronta il numero con quello che l’operatore dichiara nelle proprie condizioni. Un posto in un confronto non è una prova di concessione.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

Il ritorno è la puntata moltiplicata per la quota fissata al momento della giocata: 20 € su una quota di 1,75 rendono 35 €. Nella multipla le quote si moltiplicano in un unico prezzo. Se una selezione DNB finisce in pareggio, quella selezione viene esclusa dal calcolo e la maggiorazione viene ricalcolata sul resto della giocata.

Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?

Si somma 1 diviso ciascuna quota del mercato e si guarda quanto il totale supera 1. Su un mercato a due esiti con quote 1,90 e 1,90 la somma dà circa 1,052, quindi il margine è nell’ordine del 5 %. Più quote si sommano, più il conto resta valido: quello che eccede il 100 % è ciò che il listino trattiene.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

Alla registrazione si sceglie un limite di ricarica su base giornaliera, settimanale e mensile, insieme al limite di spesa e di tempo di gioco. Una riduzione ha effetto immediato, un aumento dopo 7 giorni. Nessun tetto in euro sulle puntate è prescritto dalla legge: contano i limiti che il giocatore si dà.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

I premi pagati da un concessionario con concessione italiana non vengono tassati in capo al giocatore e non si dichiarano, perché l’imposta unica è a carico del concessionario sulla raccolta netta. Il quadro cambia per i siti esteri, dove le vincite andrebbero dichiarate come redditi diversi: su una materia simile la persona competente è un commercialista.

Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?

Il sito non è collegato al Registro Unico degli Autoesclusi, quindi i limiti e le pause non valgono lì. Può essere oscurato a livello DNS, con i mirror che ricompaiono in ore. E la legge 401/1989, come l’Agenzia stessa la richiama, sanziona il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari con ammenda e arresto fino a tre mesi.

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